4°STORIA delle........BANCHE !!!!!!!!!!!!!

SINIBALDO

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LE BANCHE E LE SOCIETA' FINANZIARIE

Alcune persone si misero assieme accomunando i soldi che avevano in eccesso e crearono delle società di finanziamenti e prestiti.

In questo modo, poterono richiedere il 6% di interessi, che era di più del 3% richiesto da Bankenstein.

Ma loro potevano solo prestare il denaro che avevano e non disponevano del magico potere di Bankenstein di crearlo dal niente semplicemente falsificando le scritture contabili.

Queste società finanziarie infastidivano in qualche modo Bankenstein ed i suoi compari, così questi ultimi misero su delle società simili per conto loro.

Per la maggior parte acquistarono le società concorrenti, o ne assunsero il controllo, in modo che tutto il mercato del credito fosse in mano loro. (monopolio)




TASSE E STATO ASSISTENZIALE

La situazione economica peggiorò.

I dipendenti erano convinti che i loro capi facevano troppi profitti.

I proprietari dicevano che i lavoratori erano troppo pigri e che non lavoravano onestamente.

Ognuno dava la colpa all'altro.

Il governo non riusciva a trovare una risposta mentre il problema immediato diventava di prendersi cura di chi era colpito dalla povertà.

I governanti cominciarono a creare degli schemi di assistenza sociale e promulgarono leggi che obbligavano la gente a contribuire.

Questo fece arrabbiare parecchia gente che pensava che la carità dovesse essere un atto volontario.

"Queste leggi non sono nient'altro che una rapina legalizzata.

Prendere qualcosa a qualcuno contro la sua volontà, al di là dello scopo per cui lo si faccia, non è differente dal rubare."

Ma ognuno si sentiva indifeso ed era terrorizzato dalla possibilità di finire in galera se non avesse pagato.

Gli schemi di assistenza sociale sembravano dare un qualche sollievo, ma ben presto il problema si ripresentò e fu necessario raccogliere altri soldi.

Il costo di questo assistenzialismo aumentava di pari passo con la dimensione dell'amministrazione burocratica.

Molti governanti erano persone sinceramente orientate a fare del loro meglio.

Questi non amavano chiedere ancora più soldi al loro popolo e, alla fine, risolsero di chiederlo in prestito a Bankenstein ed ai suoi compari.

I governanti non avevano idea di come ripagare i debiti contratti.

I genitori non poterono più pagare i maestri per i loro bambini, né i dottori.

Gli operatori dei trasporti cominciavano a fallire.

Alla fine il governo venne costretto ad assumersi tutti questi servizi ad uno ad uno.

Insegnanti, dottori ed altri, divennero dipendenti pubblici.

Pochi erano soddisfatti del loro lavoro: avevano ora un stipendio assicurato ma perdevano la loro identità.

Erano diventati i piccoli ingranaggi di una macchina gigantesca.

Non c'era più spazio per l'iniziativa personale, per un riconoscimento dei meriti: lo stipendio era prefissato e le promozioni arrivavano solo se andavano in pensione o morivano i loro superiori.

Nella più completa disperazione, i governanti chiesero consiglio a Bankenstein.

Infatti lo consideravano come un saggio e questi sembrava sempre sapere come risolvere i problemi monetari.

Bankenstein li ascoltò mentre essi illustravano tutti i loro problemi, ed alla fine disse:

"Molta gente non è capace di risolvere da sé i propri problemi - hanno bisogno di qualcuno che lo faccia per loro.

E' ovvio che siete d'accordo sul fatto che la maggior parte della gente ha il diritto di essere felice e di essere fornita con i beni essenziali per vivere.

Uno dei nostri detti è: tutti sono uguali - o no?

Bene, l'unico modo per bilanciare la situazione è di prendere la ricchezza dai ricchi e darla ai poveri.

Introducete un sistema di tassazione.

Più uno guadagna, più deve pagare.

Raccogliete le tasse da tutti secondo le loro capacità e datele a tutti secondo i loro bisogni.

Le scuole e gli ospedali saranno gratuiti per quelli che non potranno permetterseli."



IL DEBITO PUBBLICO


Bankenstein fece un bel discorso infarcito di alti ideali e concluse:

"A proposito, ricordatevi che mi dovete dei soldi.

E' da un po' che mi avete richiesto prestiti.

L'unica cosa che posso fare per aiutarvi, è di chiedervi di ripagare solo l'interesse.

Il capitale rimarrà lì fermo."

Essi se ne andarono e senza riflettere a fondo sulle considerazioni di Bankenstein, introdussero la tassa progressiva sul reddito.

Più uno guadagnava, più pagava.

Questo sistema non piaceva a nessuno, ma o pagavano o finivano in prigione.

I commercianti furono costretti ad aumentare ulteriormente i loro prezzi.

I dipendenti chiesero stipendi più alti costringendo gli imprenditori più deboli a chiudere - o a rimpiazzare i lavoratori con delle macchine.

Questo causò ancor più disoccupazione che costringeva il governo ad aumentare lo stato sociale e gli interventi assistenziali.

Vennero introdotti dazi doganali ed altri sistemi protezionistici allo scopo di tenere a galla qualche industria per mantenere un minimo di occupazione.

Alcuni cominciarono a chiedersi se lo scopo della produzione fosse quello di produrre merci o semplicemente di offrire assunzioni.

Mentre le cose peggioravano, cercarono di attuare il controllo degli stipendi, dei prezzi, e di quant'altro.

Il governo cercò di aumentare le tasse in tutti i modi possibili.

Qualcuno notò che su un filone di pane, dal grano del contadino fino al fornaio, c'erano più di 50 tasse.

Arrivarono gli "esperti" e qualcuno andò al governo.

Ma nonostante le annuali riunioni, non riuscivano ad ottenere niente a parte gli articoli di stampa che dicevano che le tasse andavano "ristrutturate", ma alla fine aumentavano sempre.

Bankenstein cominciò a richiedere indietro gli interessi "dovuti" ed una fetta sempre maggiore del prodotto interno lordo andava sprecato nel

ripagamento della sua truffa contabile (in Italia siamo al 106% di debito pubblico rispetto al PIL:
produciamo 100 ma siamo "indebitati" per 106).
(di Larry Hannigan)

(CONTINUA)
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SINIBALDO
 

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