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Conoscete? Copio e incollo da wiki:

Vipassana si traduce con meditazione di visione penetrativa o di visione profonda (in inglese insight meditation). Mentre la meditazione śamatha è finalizzata al raggiungimento di stati di assorbimento con livelli sempre più alti di concentrazione e di quiete,[2] la meditazione vipassanā è finalizzata sviluppare consapevolezza della realtà attraverso la percezione continuativa degli stimoli sensoriali e mentali, per fare esperienza della loro natura, che è transitoria, come è transitorio e impermanente tutto ciò che esiste.
La tecnica della meditazione vipassanā è insegnata dal Tathagatha Shakyamuni nel Discorso sui fondamenti della presenza mentale (Satipatthanasutta), e prevede i seguenti momenti:

  • Contemplazione del corpo
    • Consapevolezza del respiro
    • Consapevolezza delle posizioni del corpo
    • Consapevolezza delle azioni del corpo
    • Consapevolezza delle parti del corpo
    • Consapevolezza degli elementi
    • Nove contemplazioni del cimitero (spesso sostituita in seguito dalla meditazione sull'impermanenza[3])
  • Contemplazione delle sensazioni
  • Contemplazione della mente
  • Contemplazione degli oggetti mentali
    • In riferimento ai cinque ostacoli (desiderio sessuale, malizia, indolenza, ansia e dubbio)
    • In riferimento ai cinque aggregati dell'appropriazione (aggregato della materia, delle sensazioni, delle formazioni mentali, delle forze istintive e della coscienza)
    • In riferimento alle sei basi interne e alle sei basi esterne dei sensi (occhi, orecchie, naso, lingua, corpo e mente, e le realtà esterne corrispondenti)
    • In riferimento ai sette fattori del risveglio (presenza mentale, investigazione dei fenomeni, risveglio dell'energia, gioia, serenità, concentrazione ed equanimità).
.....
Penso sostanzialmente che serva soprattutto quando non si sta bene con se stessi o col mondo, poi magari alcune persone si avvicinano per curiosità, non per necessità. Nei miei studi ne avevo sentito parlare, ma l'ho snobbata perché la inquadravo tra le varie mode new age dagli anni '70 in poi. Ora ci sono una serie di neuroscienziati che se ne occupano e riconoscono i fondamenti scientifici di questa pratica.

Riguardo a quest'ultimo punto ascoltate questo Waking Up Podcast #111 — The Science of Meditation | Sam Harris

E' come la PRANOTERAPIA : due LEMMI per unacazzata!
 
Mah!
ultimamente mi è stato proposto un percorso di meditazione sulla abbondanza, per curiosità l'ho iniziato, era concepito attraverso whattsup.
con un conduttore che per 21 giorni ci avrebbe dato dei compiti e una meditazione da fare seguendo uno stimolo registrato da Deepak Chopra.
Devo ammettere che non ho superato il primo giorno.
Non nego che sia utile e interessante aumentare la propria consapevolezza e capire la situazione in cui si sta, insieme agli altri.
Diciamo che mi accontenterei di salire su un autobus e non vedere solo persone chine sul proprio cellulare.
Un passo per volta, ascoltiamoci un pochino e proviamo a metterci nei panni di chi ci sta intorno.
Ricordiamoci che non potremo mai sentire esattamente quello che sente un'altra persona, potremo però immaginarlo con un buon margine di correttezza, se ci alleniamo e siamo disposti a farlo.

Amen
 
Amen :D
si tratta per lo più di cominciare ad ascoltare molto attentamente se stessi, non gli altri; automaticamente la cosa ti rende più capace anche di ascoltare gli altri col tempo.

per quanto riguarda la tua esperienza di meditazione sull'abbondanza, purtroppo ci sono in giro tante cose non serie (quelle che ha in mente Rovigo, penso, e concordo con lui, sono terrificanti), non dico che la tua fosse non seria, ma può essere facilmente di sì, per quello mi affiderei solo a gente seria, che ha studiato la cosa in termini scientifici, che non promette niente, che non ne parla in termini di magia o esoterici, anche se inizio a capire che è un'esperienza molto potente che può aumentare grandemente le potenzialità psichiche (non per muovere oggetti, ma per stare meglio con se stessi e con quello che c'è fuori di noi) e quindi potrebbe essere addirittura un agente di cambiamento anche per lo sviluppo del mondo col tempo.

può anche essere che tu non sia pronto ad ascoltare, io sono 30 anni che sento parlare di queste cose e non ho mai iniziato a meditare fino a 1 mese fa....

secondo me non è una sequenza così rigida, anzi c'è chi dice il contrario, cioè che entrando in rapporto empatico con gli altri ci si riscopre e si acquista coscienza di sè stessi.
http://alfredonazarenodecclesia.altervista.org/alterpages/files/EmpatiaeFenomenologia.pdf
“Nell’empatia colgo l’altro non solo come corpo, ma come corpo vivente, come essere vivente: oltre al corpo, colgo il soggetto che vi abita, colgo l’altro come persona spirituale e scopro che i suoi gesti, le sue parole sono motivati dalla sua struttura personale. È lo spirito dell’altro che parla al mio spirito. Lo sforzo di penetrare nel suo mondo di valori mi porta ad approfondire la conoscenza del mio Io, a confrontare il mio mondo di valori con il suo, a volte fa risvegliare quanto in noi sta dormendo e scoprire quello che siamo e quello che non siamo”. (Edith Stein)
 
Sono parzialmente d'accordo, Parlo solo dal punto di vista della mia esperienza, non perché ho studiato queste cose, e quindi ti racconto come ho vissuto il mio annullamento nell'altro, l'esperienza più forte che abbia mai vissuto: la malattia e morte di mia mamma nel 2016. Me ne sono occupata quasi da sola per 1 anno e 2 mesi. Senza accorgermi ad un certo punto "io" non ero più io, ho dovuto annullarmi per riuscire a svolgere il compito. Forse questa è l'empatia di cui parli tu? Una sua versione, almeno? Però penso di aver rischiato seriamente di andare fuori di testa e col senno di poi se fossi stata un po' più strutturata su quello che sono io (percorso che mi sembra di star facendo adesso), probabilmente sarei riuscita ad accompagnarla meglio senza rischiare di rimanerci secca anche io. (non è un giudizio su come sono andate le cose, dico solo che se mi fossi conosciuta meglio, forse avrei potuto vivere meglio questa esperienza, che cmq nel complesso è stata molto istruttiva, per quanto triste)

Allora, quello che citi è una cosa molto diversa da un comune sentimento di aprire l'ascolto ai sentimenti altrui.
Avendo anche io accompagnato per 6 anni mia madre nel suo percorso di degenerazione cognitiva (Alzheimer) ho anche io subito un attacco alla mia identita, ma questo è il classico caso del care giver familiare di questa patologia.
A distanza di anni tutt'ora porto le cicatrici di quel periodo che ha minato profondamente il mio equilibrio emotivo.
Come dice qualcuno: non è la destinazione importante, ma la strada che si percorre, quindi ognuno può arrivare nel medesimo posto percorrendo strade diverse, Ognuno con i suoi tempi e le proprie risorse.
Ho letto un articolo interessante in merito all'ascolto degli "ALTRI" in situazioni banali come il mezzo pubblico.
“Mi cedi il posto per favore?”
 
grazie del suggerimento, non vorrei diventare troppo consapevole.
mi basta non essere come Toninelli.
Ma non escludo miglioramenti....
 
A me queste cose affascinano moltissimo.
Però, anche se non credo sia un merito (piuttosto una caratteristica che possiedo), ho sviluppato nel tempo grandissima consapevolezza sia di me stessa (anche se "a settori" --> consapevolissima del mio sentire, molto, ma molto meno, di altre cose mie), sia verso il sentire altrui.
Io dovrei fare una meditazione al contrario: per riuscire a "non sentire"
 
ma, no dai! si vede che non hai mai partecipato al dibattito se la .... sia meglio con i peli (lunghi/corti) o completamente depilata!

:d::rotfl::accordo:
:no: mi risulta che alle donne piaccia la (()) completamente depilata; in quanto, i peli crescendo danno prurito e in un mondo mascilista se l'uomo si gratta 0I0 è MACHO se lo fà la donna è...vogliamo dire SCONVENIENTE? :noo:
 

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