FORTEBRACCIO
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La legge elettorale - si sa - è una “porcata”.
Concede ai capi-partito il privilegio feudale di nominare la gran maggioranza dei parlamentari.
Loro decidono, gli elettori ratificano.
L’escogitarono nel 2006 gli azzeccagarbugli d’Arcore per limitare la sconfitta, e gli si ritorse contro.
Il parlamento non ha trovato modo di cambiarla nell’anno e mezzo della legislatura che s’è appena conclusa.
Intanto è stato indetto un referendum per modificarne tre aspetti con il sistema della chirurgia abrogativa.
Ma a questo punto il referendum si svolgerà nella primavera del 2009.
Nel frattempo i contendenti se la godono: ogni capo-bastone nomina chi vuole.
Tanto i parlamentari che contano, quelli che lavorano davvero sono pochi, una trentina al massimo, assicura il nano.
Gli altri possono essere domestici, favorite e yes men.
Che una legge siffatta sia anti-democratica, si vede a occhio nudo.
Autorevoli giuristi come Valerio Onida ipotizzano che essa sia pure formalmente incostituzionale.
E non escludono novità presso la corte costituzionale e la corte europea dei diritti dell’uomo.
Stiamo cercando di capirne di più, anche per inoltrare alle sedi competenti un ricorso firmato Qml.
Ma la volontà politica viene prima dei condizionamenti normativi.
Pur con questa legge, la sperimentazione di primarie aperte di circoscrizione avrebbe reso le candidature contendibili, aprendo alla partecipazione dei cittadini la scelta dei candidati. (La mia e nostra proposta a Di Pietro, inascoltata, era proprio un sasso in quello stagno).
Nè nel 2006 né stavolta, tuttavia, si sono svolte primarie di questo tipo.
Nel 2006 gli unionisti dissero che non c’era tempo, dopo il blitz della “porcata”, ma il giurista Gianfranco Pasquino li smentì in tempo reale.
Nel 2008 i veltroniani hanno detto che non c’era tempo, nemmeno per le primarie on line, vista la rapida evoluzione della crisi di governo.
Per estendere i rimborsi elettorali e facilitare la presentazione di liste collegate a parlamentari uscenti, tuttavia, il tempo s’è trovato.
Ora naturalmente i giochi sono fatti.
E da metà aprile le assemblee legislative saranno zeppe di raccomandati e di portaborse di partito.
Anche i volti nuovi, quand’anche di valore, saranno cooptati. Vedi per esempio il cursus honorum della graziosa Marianna Madia, il fiore all’occhiello della “nuova stagione” veltroniana, ex fidanzata di Giulio Napolitano, nonché pupilla di Minoli, Letta e Veltroni.
In conclusione, i nodi sono due:
1 vedere cosa accade alla legge elettorale (referendum, cambiamento della legge per via parlamentare, eventuale sentenza di illegittimità costituzionale);
2 qualsiasi cosa accada - nella prospettiva delle future elezioni - far crescere da subito il movimento di opinione che chiede elezioni primarie aperte, per la selezione dei candidati al parlamento come per ogni carica elettiva, se non altro per impedire a certa gente di rispondere che non c’è tempo.
Il solito lavoraccio del non concedere più alibi a nessuno, insomma.
Nel video l’auto-presentazione di un’altra gemma veltroniana: Alessia Mosca, responsabile politiche del lavoro del partito democratico, candidata sicura alla Camera in Lombardia.
http://it.youtube.com/watch?v=EI1M4yB-J3Y&eurl=http://www.pieroricca.org/
Piero Ricca
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La legge elettorale - si sa - è una “porcata”.
Concede ai capi-partito il privilegio feudale di nominare la gran maggioranza dei parlamentari.
Loro decidono, gli elettori ratificano.
L’escogitarono nel 2006 gli azzeccagarbugli d’Arcore per limitare la sconfitta, e gli si ritorse contro.
Il parlamento non ha trovato modo di cambiarla nell’anno e mezzo della legislatura che s’è appena conclusa.
Intanto è stato indetto un referendum per modificarne tre aspetti con il sistema della chirurgia abrogativa.
Ma a questo punto il referendum si svolgerà nella primavera del 2009.
Nel frattempo i contendenti se la godono: ogni capo-bastone nomina chi vuole.
Tanto i parlamentari che contano, quelli che lavorano davvero sono pochi, una trentina al massimo, assicura il nano.
Gli altri possono essere domestici, favorite e yes men.
Che una legge siffatta sia anti-democratica, si vede a occhio nudo.
Autorevoli giuristi come Valerio Onida ipotizzano che essa sia pure formalmente incostituzionale.
E non escludono novità presso la corte costituzionale e la corte europea dei diritti dell’uomo.
Stiamo cercando di capirne di più, anche per inoltrare alle sedi competenti un ricorso firmato Qml.
Ma la volontà politica viene prima dei condizionamenti normativi.
Pur con questa legge, la sperimentazione di primarie aperte di circoscrizione avrebbe reso le candidature contendibili, aprendo alla partecipazione dei cittadini la scelta dei candidati. (La mia e nostra proposta a Di Pietro, inascoltata, era proprio un sasso in quello stagno).
Nè nel 2006 né stavolta, tuttavia, si sono svolte primarie di questo tipo.
Nel 2006 gli unionisti dissero che non c’era tempo, dopo il blitz della “porcata”, ma il giurista Gianfranco Pasquino li smentì in tempo reale.
Nel 2008 i veltroniani hanno detto che non c’era tempo, nemmeno per le primarie on line, vista la rapida evoluzione della crisi di governo.
Per estendere i rimborsi elettorali e facilitare la presentazione di liste collegate a parlamentari uscenti, tuttavia, il tempo s’è trovato.
Ora naturalmente i giochi sono fatti.
E da metà aprile le assemblee legislative saranno zeppe di raccomandati e di portaborse di partito.
Anche i volti nuovi, quand’anche di valore, saranno cooptati. Vedi per esempio il cursus honorum della graziosa Marianna Madia, il fiore all’occhiello della “nuova stagione” veltroniana, ex fidanzata di Giulio Napolitano, nonché pupilla di Minoli, Letta e Veltroni.
In conclusione, i nodi sono due:
1 vedere cosa accade alla legge elettorale (referendum, cambiamento della legge per via parlamentare, eventuale sentenza di illegittimità costituzionale);
2 qualsiasi cosa accada - nella prospettiva delle future elezioni - far crescere da subito il movimento di opinione che chiede elezioni primarie aperte, per la selezione dei candidati al parlamento come per ogni carica elettiva, se non altro per impedire a certa gente di rispondere che non c’è tempo.
Il solito lavoraccio del non concedere più alibi a nessuno, insomma.
Nel video l’auto-presentazione di un’altra gemma veltroniana: Alessia Mosca, responsabile politiche del lavoro del partito democratico, candidata sicura alla Camera in Lombardia.
http://it.youtube.com/watch?v=EI1M4yB-J3Y&eurl=http://www.pieroricca.org/
Piero Ricca
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