almeno questo ...... si è dimesso

tontolina

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Filippo Bubbico
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Filippo Bubbico (Montescaglioso, Matera 26 febbraio 1954) è un uomo politico italiano.

Laureato in architettura a Roma nel 1979, l'anno seguente venne eletto sindaco del suo paese e dal 1985 entrò per la prima volta nel Consiglio Regionale della Basilicata; nel 1987 si dimise tuttavia da quest'incarico per diventare segretario provinciale del Partito Comunista Italiano a Matera.

Dal 1991 aderisce dapprima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra. Nel 1995 diventa per la seconda volta consigliere regionale e successivamente è stato dapprima assessore alla Sanità e all'Ambiente ed in seguito presidente della regione Basilicata dal 2000 al 2005, alla guida di una coalizione di centrosinistra.

Eletto in Basilicata al Senato dopo le elezioni politiche del 2006 in rappresentanza dell'Ulivo, il 18 maggio del 2006 è stato nominato Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico nel secondo governo Prodi.

Il 25 ottobre 2006 si dimette da senatore e viene sostituito da Salvatore Adduce.

Nel giugno 2007 è indagato nell'inchiesta denominata "Toghe lucane" e condotta dal pm di Catanzaro De Magistris, che a tal proposito fa perquisire gli uffici e le abitazioni di Bubbico.
 
Basilicata, "un comitato d'affari"
Perquisiti Bubbico (ds) e il Pg Tufano
Tra le ipotesi di reato abuso d'ufficio, corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere[/b

POTENZA - Un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati, avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe festito grosse operazioni economiche in Basilicata. La guardia di Finanza sta perquisendo le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza, Vincenzo Tufano, dell'avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano. L'inchiesta, denominata "toghe lucane", è condotta dal pm di Catanzaro, Luigi De Magistris.

Le ipotesi di reato sono quelle di abuso d'ufficio per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per Labriola; abuso d'ufficio per Fasano; abuso d'ufficio, associazione per delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata. Gli accusati avrebbero costituito un "vero e proprio centro di affari occulto", che tutelava "interessi personali e di gruppi".

Nell'inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori, funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal Consiglio Superiore della Magistratura).

Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro De Magistris, è "il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad altri appartenenti alla politica", nel "comitato di affari" al centro dell'inchiesta. L'inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di Bubbico - che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata nella passata legislatura - "una logica trasversale negli schieramenti", con il "collante degli affari".

Mentre il procuratore Generale della Repubblica di Potenza, Vincenzo Tufano, era "il punto di riferimento" per avvocati e magistrati che volevano difendere "i 'poteri forti' operanti in Basilicata".

(7 giugno 2007)
http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/toghe-lucane/toghe-lucane/toghe-lucane.html
 
Filippo Bubbico lascia il Senato, arriva Salvatore Adduce http://infobasilicata.blogspot.com/2006/10/filippo-bubbico-lascia-il-senato.html

L'ex presidente della Regione Basilicata s'è dimesso e l'Aula del Senato - che le aveva respinte 2 volte - ha approvato le dimissioni. Salvatore Adduce (DS) è nato a Ferrandina (Matera)


L’Aula del Senato ha approvato con 150 sì, 143 no e 2 astenuti le dimissioni presentate dal senatore dell’Ulivo Filippo Bubbico, sottosegretario allo Sviluppo Economico.
In altre due precedenti votazioni il Senato aveva respinto le sue dimissioni.
Nonostante oggi la maggioranza sia in una situazione di difficoltà, dopo la bocciatura del decreto legge sugli sfratti, l’Aula ha accolto le dimissioni di un suo rappresentante.
Il presidente del Senato Franco Marini, alla fine della sessione, ha comunicato che a sostituire Filippo Bubbico sarà Salvatore Adduce.
Contestualmente Marini ha annunciato all’Aula che le dimissioni di Roberto Pinza da senatore saranno discusse domattina dall’Aula del Senato.
Bubbico è originario di Montescaglioso, paese del Materano. Dopo una lunga militanza nel Pci, nel 1991 aderì prima al Partito Democratico della Sinistra e poi ai Democratici di Sinistra.
E' stato presidente della regione Basilicata dal 2000 al 2005, alla guida di una coalizione di centrosinistra.
E' stato eletto al Senato nelle liste dell'Ulivo ed è stato nominato Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico.
Il neo-senatore Ds Salvatore Adduce ha 46 anni, è nato a Ferrandina (Matera) e ha la maturità classica.
Dal 1981 al 1995 ha diretto la Lega delle Cooperative, ricoprendo, dal 1990 al 1995, la carica di Presidente Regionale della Basilicata.
E’ stato consigliere Comunale a Ferrandina dal 1980 al 1994, componente della Giunta della Camera di Commercio di Matera dal 1992 al 1999, consigliere Regionale della Basilicata e capogruppo Ds in consiglio dal 1995 al 2001.
Nel 2001 è stato eletto alla Camera nel collegio di Matera. Nel 2006 si è presentato al Senato nello stesso collegio ed è risultato il primo dei non eletti.

fonte: www.lagazzettadelmezzogiorno.it
 
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico dei Ds, indagato per associazione a delinquere, truffa aggravata e abuso d’ufficio
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Certo che è un periodaccio per i Democratici di sinistra.

Ieri la Stampa ha parlato di alcuni presunti conti esteri detenuti (chi sa per quale motivo) da D’Alema.

E oggi il Corriere della Sera, invece, c’informa che il sottosegretario diessino allo Sviluppo economico, Filippo Bubbico, risulta indagato per associazione a delinquere, abuso d’ufficio e truffa aggravata finalizzata ad ottenere finanziamenti pubblici.

Le indagini coinvolgono due procure della Repubblica: quella di Potenza e quella di Catanzaro.

In ogni caso e come per chiunque altro, il sottosegretario Filippo Bubbico è innocente fino a prova del contrario e fino a sentenza definitiva.





P.S.: il 4 giugno dell’anno scorso, su questo blog si riportava la notizia che un gip era intenzionato a rinviare a giudizio lo stesso sottosegretario Bubbico. Chi sa com’è andata a finire quella indagine.

http://www.parlamentando.com/?p=6593
 
Quest'altro di AN coinvolto nello stesso problema

NON si è dimesso


Avv. Emilio nicola Buccico
Sen. Emilio Nicola Buccico (Gruppo AN)

Regione di elezione: Basilicata
Nato il 28 dicembre 1940 a Matera
Residente a MATERA
Professione: Avvocato penalista
Elezione: 9 aprile 2006
Proclamazione: 14 Aprile 2006
Gruppo Alleanza Nazionale

Membro della 2ª Commissione permanente (Giustizia);

Membro della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi;

Membro della Commissione d' inchiesta sul fenomeno della mafia.


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e sta pure nella Commissione GIUSTIZIA
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Spiace disturbare la casta politica nelle sue occupazioni preferite, tipo dedicare strade a Craxi, imbavagliare cronisti giudiziari o regalare Telecom a Mediaset purché non passi lo straniero. Ma tra Calabria e Basilicata succedono cose spaventose. A Catanzaro c'è un pm, Luigi De Magistris, che s'è messo in testa che in Calabria e in Lucania esistano la 'ndrangheta, la corruzione e le logge deviate, col contorno di politici, imprenditori, avvocati e magistrati. Essendosi convinto, non si sa perché, che la legge sia uguale per tutti, indaga. L'ultimo inquisito della lunga serie è l'avv. sen. forzista Gianfranco Pittelli, già celebre per una legge-vergogna contro la giustìzia, poi abortita. È accusato di associazione a delinquere per riciclaggio e violazione della legge Anselmi nel caso «Poseidone», una presunta truffa da 900 milioni di euro sui finanziamenti europei per depuratori-patacca. Appena gli giunge l'avviso di garanzia (atto non più segreto, in quanto noto all'indagato) e i giornali lo scrivono, Pittelli strilla alla violazione del segreto, subito rincuorato dal Csm che apre un fascicolo e dal capo di De Magistris, il procuratore Mariano Lombardi, che gli toglie l'indagine. È lo stesso Lombardi la cui compagna, cancelliera alla Corte d'assise di Catanzaro, ha un figlio avvocato, anche lui forzista, socio in affari di Pittelli. Nel maggio 2006 Lombardi partecipò a una convention di An per la candidatura a sindaco dell'on. Mario Tassone dell'Udc, ora vicepresidente dell'Antimafia. C'erano, oltre a Pittelli, Pino Galati (Udc, pure lui indagato da De Magistris) e Maurizio Gasparri, i cui principali collaboratori in Calabria, tali Basile e Papello, sono indagati nella stessa inchiesta. Il procuratore capo alla convention degli indagati del suo stesso ufficio: uno spettacolo edificante di cui - dichiara un pm di Salerno competente sugli eventuali reati di colleghi calabresi - il Csm sapeva da tempo, ma non ha mosso un dito. Men che meno il ministero della Giustizia, così solerte sia sotto Castelli sia sotto Mastella nel tempestare di ispezioni quei pochi pm che, in Calabria come in Basilicata, ancora sì permettono di indagare.

De Magistris di ispezioni ne ha subite due, come i colleghi Woodcock e lannuzzi. All'ottimo Lombardi, nemmeno una visitina. Secondo l'accusa, il comitato d'affari calabro-lucano conta sul supporto ìnsabbiatorio di fior di magistrati.
De Magistris ne ha inquisiti 5 fra Potenza e Matera, su quelli del suo ufficio ha trasmesso gli atti a Salerno. Nelle intercettazioni, si sente Pittelli rassicurare altri indagati perché «il grande capo (Lombardi, ndr) mi ha detto che l'inchiesta finirà in una bolla di sapone» e che presto il procuratore avrebbe consigliato a De Magistris di farsi «aiutare» da un pm più malleabile. Detto, fatto: visto che De Magistris ha rifiutato quel prezioso aiuto, il Grande Capo gli ha tolto l'indagine. In un'altra telefonata, gli indagati apprendono in anticipo che nel maggio 2005 De Magistris li farà perquisire, così fanno sparire tutto. Ma per queste violazioni del segreto investigativo (vere, non false come sugli avvisi di garanzia nessuno si indigna. Da mesi Pittelli attacca De Magistris, contro cui un centinaio di parlamentari della Cdl hanno firmato ben 5 fra interrogazioni e interpellanze, relegandolo nel più completo isolamento. «Fa politica, è schierato a sinistra», dicono di lui.
Strana accusa, visto che il pm indaga sul presidente della Regione Agazio Loiero (Unione), sul suo vice Nicola Adamo (Ds), sul suo predecessore Giuseppe Chiaravalloti (An), sul sottosegretario ed ex governatore lucano Filippo Bubbico (Ds), sul leader Udc Lorenzo Cesa, sull'on. avv. Nicola Buccico (An), già membro del Csm, beccato al telefono mentre chiede notizie sulle indagini a un pm di Catanzaro.

Buccico e Pittelli, oltreché indagati, sono pure i difensori di vari politici e giudici sott'inchiesta. Una politica seria metterebbe al centro dell'attenzione il caso Calabria-Lucania. Invece tutti tacciono (compresa l'Anm), salvo quelli che perseguitano i pm onesti. Per fortuna, si muovono i cittadini. C'è chi ha aperto il sito (www.noicittadinilucani.wordpress. it) per raccogliere firme in difesa dei pm Woodcock e Montemurro e del gip lannuzzi. Sarebbe bello se i calabresi onesti seguissero l'esempio, stringendosi intomo a De Magistris. Almeno noi facciamogli da scorta.

Marco Travaglio 5 aprile 2007
 
da LA PADANIA
Basilicata, indagati politici e magistrati

Potenza - Affari sporchi in Basilicata a cavallo tra politica, business, e magistratura. Emergono reati quali corruzione in atto giudiziario, abuso d’ufficio, truffa e appropriazione indebita. 13 gli indagati dal sostituto procuratore di Catanzaro Luigi de Magistris, di cui 5 magistrati: Giuseppe Galante (procuratore della Repubblica di Potenza), Giuseppe Chieco (procuratore della repubblica di Matera), Iside Granese (presidente del Tribunale di Matera), Felicia Genovese (sostituto procuratore di Potenza) e Rosa Bia (giudice del Tribunale di Matera). Tra gli avvisi di garanzia comminati, anche 3 grossi nomi politici: Emilio Nicola Buccico (al tempo magistrato del Consiglio Superiore e oggi senatore di AN), Filippo Bubbico (Ds, al tempo presidente della giunta lucana) e Vito De Filippo (Dl).

Nei fatti contestati si passa dalle banche alla sanità, dal turismo ai giochi di potere. 4 i filoni d’indagine.
Uno riguarda l’ospedale SanCarlo di Potenza, diretto da Michele Cannizzaro, marito dell’inquisito pm Felicia Genovese.
Un altro verte su connivenze tra avvocati, politici e Banca Popolare del materano: la banca è accusata di aver concesso a Iside Granese, presidente del tribunale di Matera, un mutuo favorito per mediazione di Buccico.
a il maxi-filone contempla anche la costruzione del villaggio turistico Marinagri di Policoro, operazione per oltre 200 milioni di euro su cui aleggiano sospetti di omesso controllo del procuratore Chieco. Le inadempienze edilizie non sarebbero state segnalate. Risultano inoltre coinvolti Pietro Gentili, ex-colonnello dei carabinieri e responsabile della sicurezza del villaggio e Vincenzo Vitali, legale della società edilizia.


[Data pubblicazione: 27/02/2007]
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=74014,1,1
 
ma quando mai hai visto un cazzone di politico dimettersi da parlamentare....

fanno chiacchere e basta..

poi si lamentano che la gente li odia e li reputa tutti dei fantocci a 20 mila euro al mese..
 

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