Erminiottone
Lufthansameeeehhh
Alvaro Clemente in questo masterpiece sintetizza, grazie anche alle tre note di pianoforte, lo strazio universale. Quello strazio che somatizza l'intera fragilità dell'Isola. Un brano apparentemente sbrigativo e allo stesso tempo crudele.
ll vate, coi suoi versi, cosa vuole farci comprendere?
E`l'espettorazione ascetica di un espressionismo poetico, a tratti animalesco, voracemente carnale, dannatamente antropomorfo, simbolicamente atavico, sofferto, minimalista, sprezzantemente inquietante e, perchè no, con un effervescente miasma criptico. Tutto questo grazie all' effluvio intenso che emana codesto trionfo dell' ermetismo pelvico.
In ogni caso capolavoro assoluto !....il trionfo dell'umiltà ....la consapevolezza dell'umana fragilità, l'accettazione di se stessi che trascende nella ricerca del giorno perfetto per incarnare l'uomo medio che tenta di cogitare durante la fase della defecazione concettuale....la negatività come perfezione ...il trionfo dei lucci sinaptici ..... l'aberrazione monocromatica delle miserie umane affinchè ci sovvengano grandi esempi della cultura gastro popolare.
Alvaro Clemente, nel testo, rinuncia alla profondità ingannevole della prospettiva e si muove nell'alveo di un figurativismo fuori dalla contingenza temporale.
Che dire. Che aggiungere.
Il gesto ribelle annichilisce anche le menti più fervide.
Uno spiraglio può aprire eterni orizzonti.
Un raglio è per sempre!