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翠鸟科
oggi:
La battaglia di Manzicerta (anche Manzikert o Manzijert) fu combattuta il 26 agosto 1071 tra l'esercito del sultano selgiuchide Alp Arslān e quello bizantino dell'imperatore Romano IV Diogene presso l'odierna cittadina turca di Malazgirt; lo scontro si risolse in una disastrosa sconfitta per i Bizantini.
Conseguenze
Liberato dopo aver accettato di pagare un tributo assai ragionevole e di rinunciare alle conquiste conseguite a suo tempo in Siria-Palestina da Niceforo II Foca, Giovanni Zimisce e Basilio II (976-1025), l'imperatore si scontrò in patria con il figliastro Michele VII Ducas che, forte dell'appoggio incontrastato di gran parte della nobiltà e dei contingenti sopravvissuti alla campagna contro i turchi, ebbe facilmente la meglio: Romano IV fu catturato dietro la promessa di un salvacondotto, ma venne invece accecato e torturato a morte.
L'ascesa di Michele VII portò il sultano a denunciare l'accordo sottoscritto con Romano IV Diogene e permise alle formazioni turcomanne di penetrare a centinaia di migliaia in Anatolia, dove peraltro dal 1049 s'era già avuto un insediamento di genti turche sotto la guida del fratello di Tughril, Ibrahim Inal, seme del futuro sultanato selgiuchide di Rum che sarà costituito da Qilij Arslan I, figlio di Sulayman ibn Qutulmush.
La conseguenza peggiore della battaglia infatti, non fu la distruzione dell'esercito o la deposizione dell'imperatore, bensì la completa paralisi delle restanti forze difensive dell'impero. Nei 10 anni successivi i Selgiuchidi conquistarono facilmente tutte le città e i capisaldi anatolici, senza che a Costantinopoli nessuno sapesse cosa fare o avesse la stabilità necessaria per organizzare spedizioni di contenimento.
L'Impero Bizantino, alla salita al trono di Alessio I Comneno nel 1081, si era rattrappito al punto che solo il Mar di Marmara e la disorganizzazione delle tribù turcomanne proteggevano la capitale. Inoltre la rapida turchizzazione dell'Asia Minore si sarebbe rivelata un fatto permanente e le popolazioni grecofone sarebbero state sempre più spinte verso le coste. La rinascita Comnena ritardò di due secoli questa tendenza, ma il controllo dell'impero non avrebbe mai più riguardato la zona centrale della penisola, da cui i razziatori turchi avrebbero vessato le popolazioni cristiane finché queste non fuggirono o furono sottomesse. Quando il pericolo di un collasso completo dello stato Bizantino era passato, ci si rese conto che l'impero non aveva più le forze per riguadagnare l'immenso territorio perduto. Tale mancanza di truppe spinse il basileus a mandare una richiesta d'aiuto al Papa, principalmente sotto forma di contingenti occidentali da utilizzare come mercenari; questa richiesta avrebbe invece portato, dopo vari risvolti inizialmente imprevedibili per l'imperatore, alla prima crociata.
l'inizio della fine del dominio europeo in quella che oggi si chiama turchia
e l'alba del potere turco
e l'aprirsi di un capitolo della storia della mia famiglia
La battaglia di Manzicerta (anche Manzikert o Manzijert) fu combattuta il 26 agosto 1071 tra l'esercito del sultano selgiuchide Alp Arslān e quello bizantino dell'imperatore Romano IV Diogene presso l'odierna cittadina turca di Malazgirt; lo scontro si risolse in una disastrosa sconfitta per i Bizantini.
Conseguenze
Liberato dopo aver accettato di pagare un tributo assai ragionevole e di rinunciare alle conquiste conseguite a suo tempo in Siria-Palestina da Niceforo II Foca, Giovanni Zimisce e Basilio II (976-1025), l'imperatore si scontrò in patria con il figliastro Michele VII Ducas che, forte dell'appoggio incontrastato di gran parte della nobiltà e dei contingenti sopravvissuti alla campagna contro i turchi, ebbe facilmente la meglio: Romano IV fu catturato dietro la promessa di un salvacondotto, ma venne invece accecato e torturato a morte.
L'ascesa di Michele VII portò il sultano a denunciare l'accordo sottoscritto con Romano IV Diogene e permise alle formazioni turcomanne di penetrare a centinaia di migliaia in Anatolia, dove peraltro dal 1049 s'era già avuto un insediamento di genti turche sotto la guida del fratello di Tughril, Ibrahim Inal, seme del futuro sultanato selgiuchide di Rum che sarà costituito da Qilij Arslan I, figlio di Sulayman ibn Qutulmush.
La conseguenza peggiore della battaglia infatti, non fu la distruzione dell'esercito o la deposizione dell'imperatore, bensì la completa paralisi delle restanti forze difensive dell'impero. Nei 10 anni successivi i Selgiuchidi conquistarono facilmente tutte le città e i capisaldi anatolici, senza che a Costantinopoli nessuno sapesse cosa fare o avesse la stabilità necessaria per organizzare spedizioni di contenimento.
L'Impero Bizantino, alla salita al trono di Alessio I Comneno nel 1081, si era rattrappito al punto che solo il Mar di Marmara e la disorganizzazione delle tribù turcomanne proteggevano la capitale. Inoltre la rapida turchizzazione dell'Asia Minore si sarebbe rivelata un fatto permanente e le popolazioni grecofone sarebbero state sempre più spinte verso le coste. La rinascita Comnena ritardò di due secoli questa tendenza, ma il controllo dell'impero non avrebbe mai più riguardato la zona centrale della penisola, da cui i razziatori turchi avrebbero vessato le popolazioni cristiane finché queste non fuggirono o furono sottomesse. Quando il pericolo di un collasso completo dello stato Bizantino era passato, ci si rese conto che l'impero non aveva più le forze per riguadagnare l'immenso territorio perduto. Tale mancanza di truppe spinse il basileus a mandare una richiesta d'aiuto al Papa, principalmente sotto forma di contingenti occidentali da utilizzare come mercenari; questa richiesta avrebbe invece portato, dopo vari risvolti inizialmente imprevedibili per l'imperatore, alla prima crociata.
l'inizio della fine del dominio europeo in quella che oggi si chiama turchia
e l'alba del potere turco
e l'aprirsi di un capitolo della storia della mia famiglia

