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Assegnati gli oscar dell'irresponsabilità
swissinfo
25 gennaio 2006 18.28
Le multinazionali americane Walt Disney, Citygroup e Chevron sono state insignite mercoledì del "Public Eye Award", un premio al demerito.
Con quest'iniziativa i promotori dell'iniziativa puntano a screditare l'immagine delle società.
Le multinazionali americane Chevron, Walt Disney e Citygroup hanno fatto man bassa dei «Public Eye Awards 2006», assegnati oggi a Davos a margine del Forum economico mondiale (WEF).
I poco ambiti riconoscimenti «premiano» le imprese che più si sono distinte nell'anno appena trascorso per la loro condotta irresponsabile in ambito ecologico e sociale.
Fra gli involontari candidati figuravano anche le aziende svizzere Nestlé, Novartis, Ciba SC e Syngenta.
Promemoria ai grandi del mondo
Assegnati per il secondo anno consecutivo dall'organizzazione terzomondista Dichiarazione di Berna e da Pro Natura, promotrici dal 2000 della manifestazione «Public Eye on Davos», i premi sono intesi come una «piattaforma pubblica per denunciare gli aspetti negativi di una mondializzazione centrata sul solo profitto», ha spiegato alla stampa Sonja Ribi di Pro Natura.
Si vuole così «rammentare ai membri del WEF che l'opinione pubblica si aspetta da loro un'accresciuta responsabilità».
Nessun rappresentante della ventina di imprese nominate era presente alla cerimonia di premiazione.
Ambiente, Diritti umani e Fiscalità
Nella categoria Ambiente, la Chevron Corporation si è imposta sui concorrenti svizzeri Novartis, Ciba e Syngenta.
Il gruppo petrolifero texano era stato nominato dall'organizzazione non governativa (ong) californiana Amazon Watch per aver inquinato, durante una trentina d'anni, ampie porzioni di foresta amazzonica nel nord dell'Ecuador e per aver finora rifiutato di riparare pienamente i danni.
Nella categoria Diritti umani, la Walt Disney è stata «premiata» per le condizioni di lavoro imposte nei suoi stabilimenti in Cina: gli operai lavorano fino a 90 ore settimanali per produrre libri per bambini, ha riferito Parry Leug della ong di Hong-Kong SACOM.
Il gruppo bancario Citygroup ha vinto infine nella categoria Fiscalità: la sua filiale Citybank - hanno affermato gli organizzatori - favorisce l'evasione fiscale, aiutando persone dal portafoglio ben fornito, come l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, e imprese a sfuggire al fisco del loro paese.
Per la prima volta un "Positive Award"
Per la prima volta è stato assegnato anche un «Positive Award», un premio positivo, che è andato al sindacato messicano SNRTE e alle ong tedesche Germanwatch e FIAN. I tre enti si sono uniti per lottare contro la chiusura di una fabbrica in Messico appartenente alla multinazionale del pneumatico Continental.
Operando di concerto, sono riusciti a far riaprire lo stabilimento, consentendo ai lavoratori di diventarne proprietari, ha spiegato Oliver Classen, della Dichiarazione di Berna.
Questo dimostra - ha sostenuto - che le grandi imprese «migliorano il loro comportamento quando sono messe sotto pressione da gruppi locali o da campagne internazionali».
swissinfo e agenzie
swissinfo
25 gennaio 2006 18.28
Le multinazionali americane Walt Disney, Citygroup e Chevron sono state insignite mercoledì del "Public Eye Award", un premio al demerito.
Con quest'iniziativa i promotori dell'iniziativa puntano a screditare l'immagine delle società.
Le multinazionali americane Chevron, Walt Disney e Citygroup hanno fatto man bassa dei «Public Eye Awards 2006», assegnati oggi a Davos a margine del Forum economico mondiale (WEF).
I poco ambiti riconoscimenti «premiano» le imprese che più si sono distinte nell'anno appena trascorso per la loro condotta irresponsabile in ambito ecologico e sociale.
Fra gli involontari candidati figuravano anche le aziende svizzere Nestlé, Novartis, Ciba SC e Syngenta.
Promemoria ai grandi del mondo
Assegnati per il secondo anno consecutivo dall'organizzazione terzomondista Dichiarazione di Berna e da Pro Natura, promotrici dal 2000 della manifestazione «Public Eye on Davos», i premi sono intesi come una «piattaforma pubblica per denunciare gli aspetti negativi di una mondializzazione centrata sul solo profitto», ha spiegato alla stampa Sonja Ribi di Pro Natura.
Si vuole così «rammentare ai membri del WEF che l'opinione pubblica si aspetta da loro un'accresciuta responsabilità».
Nessun rappresentante della ventina di imprese nominate era presente alla cerimonia di premiazione.
Ambiente, Diritti umani e Fiscalità
Nella categoria Ambiente, la Chevron Corporation si è imposta sui concorrenti svizzeri Novartis, Ciba e Syngenta.
Il gruppo petrolifero texano era stato nominato dall'organizzazione non governativa (ong) californiana Amazon Watch per aver inquinato, durante una trentina d'anni, ampie porzioni di foresta amazzonica nel nord dell'Ecuador e per aver finora rifiutato di riparare pienamente i danni.
Nella categoria Diritti umani, la Walt Disney è stata «premiata» per le condizioni di lavoro imposte nei suoi stabilimenti in Cina: gli operai lavorano fino a 90 ore settimanali per produrre libri per bambini, ha riferito Parry Leug della ong di Hong-Kong SACOM.
Il gruppo bancario Citygroup ha vinto infine nella categoria Fiscalità: la sua filiale Citybank - hanno affermato gli organizzatori - favorisce l'evasione fiscale, aiutando persone dal portafoglio ben fornito, come l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, e imprese a sfuggire al fisco del loro paese.
Per la prima volta un "Positive Award"
Per la prima volta è stato assegnato anche un «Positive Award», un premio positivo, che è andato al sindacato messicano SNRTE e alle ong tedesche Germanwatch e FIAN. I tre enti si sono uniti per lottare contro la chiusura di una fabbrica in Messico appartenente alla multinazionale del pneumatico Continental.
Operando di concerto, sono riusciti a far riaprire lo stabilimento, consentendo ai lavoratori di diventarne proprietari, ha spiegato Oliver Classen, della Dichiarazione di Berna.
Questo dimostra - ha sostenuto - che le grandi imprese «migliorano il loro comportamento quando sono messe sotto pressione da gruppi locali o da campagne internazionali».
swissinfo e agenzie