Bertinotti:"capitalismo ruba futuro"-io:"LUI

tontolina

Forumer storico
2007-06-16 16:02
Bertinotti, capitalismo ruba futuro

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(ANSA) - BERLINO, 16 GIU - "Il capitalismo ci ruba il futuro", dice da Berlino Fausto Bertinotti. "Solo una sinistra forte ci puo' aiutare a riconquistarlo". Il presidente della Camera dall'assemblea fondativa di 'Die Linke' lancia il suo appello per una "sinistra forte, per riprenderci la vita, e che puo' diventare protagonista solo attraverso l'unita'". Bertinotti ha parlato anche della situazione in Medio Oriente per dire che "solo la politica e' in grado di spezzare l'infernale spirale guerra-terrorismo".
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io
LUI e i politicanti come LUI rubano il presente di tutti noi

Pigliano 21 mila euro al mese

e c'è qualche politicante burlone che afferma con sicumera che i politicanti prendono come i professori di scuola

dimentica però che i è vero che pigliano 21 mila euro MA IN UN ANNOOOOO!!!!!

chifosi ladri... ci fanno pagare molto caramente le loro chiacchiere


e poi?
in sicililia c'è Cuffaro-> MAFIOSO della CASA delle libertà a delinquere

sempre dello stesso partito abbiamo altri veri delinquenti.... che continuano a derubarci anche della dignità
 
e FINI GIANFRANCO?
lui è per la famiglia iniddolubile

la nostra

lui invece.... amma le bionde come tutti quelli di destra
fini-prestigiacomo.jpg

http://canali.libero.it/affaritaliani/finiseparato1606.html


Fini e la moglie decidono di lasciarsi/ "Affetto, ma percorsi di vita differenti. E' stata una decisione maturata con sofferenza"
Sabato 16.06.2007 13:39



Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini e la moglie Daniela Di Sotto hanno deciso di avviare le procedure per la separazione consensuale. La notizia è stata riferita dall'avvocato Giulia Bongiorno, che assiste i due coniugi. "Ho ricevuto mandato dall'onorevole Gianfranco Fini e dalla signora Daniela Di Sotto - ha detto il legale - di assisterli in questa delicata fase, in cui hanno maturato, con sofferenza, la decisione di una separazione consensuale".

Solo a febbraio di quest'anno, Daniela Di Sotto raccontava, in una lunga intervista a Chi, del suo nuovo look da 51enne molto lontano dalla versione aggressiva con il capello corto mèchato e la pelliccia sopra il ginocchio con la quale è stata più volte immortalata sulla tribuna vip dell'Olimpico. Per non parlare dei contenuti delle intercettazioni telefoniche legate ad una indagine su convenzioni nella sanità. La signora, senza giri di parole, in alcune conversazioni del 2005, (riportate da L'Espresso), in merito ad una questione di soldi andava dritta al problema e spiegava di essersi "rotta il cazzo". E ancora "Sono andata a sbattermi il culo con Storace", diceva a proposito di un presunto favore chiesto all'ex governatore del Lazio. Rivelazioni che, all'epoca, il leader di An definì, "una gogna mediatica nei confronti di mia moglie".

Ma di tutto questo, nelle pagine del settimanale, non c'era traccia. Donna Daniela, invece, spiegava che dopo 25 anni, le cose che tenevano unito il suo matrimonio sono, o forse sarebbe meglio dire erano, "l'amore per la famiglia, per lo sport, per la cucina".

Ma le differenze ci sono sempre state: la passione per i salotti della politica lui, le sale cinematografiche lei. L'amore per gli abissi del leader di An versione sub, alla quale si oppone una vera e propria fobia dell'acqua da parte di Daniela, innamorata dello stadio e della 'sua' Lazio. "Abbiamo i nostri spazi, per questo andiamo d'accordo", diceva la (ex), signora Fini.


Ma il comunicato dell'avvocato Bongiorno racconta ben altro: "Percorsi di vita differenti hanno determinato un progressivo allontanamento, che, se non ha minimamente intaccato i sentimenti di stima e affetto reciproci, rende tuttavia impossibile continuare il rapporto coniugale con la serenità e lo spirito di condivisione necessari".

''Io e Gianfranco ci siamo conosciuti in una sede di partito - raccontava a un settimanale qualche anno fa la signora Fini -. Per me, che militavo nel Msi, la politica è sempre stata una passione. La prima cosa che mi ha colpito di lui è stato il lungo e brutto cappottone di pelle, e il suo strano modo di parlare. Lo chiamavano Tortellino; era il '71 ed era appena arrivato da Bologna''.

All'epoca Daniela Di Sotto lavorava come tastierista al "Secolo d'Italia", ed era ancora sposata con Sergio Mariani detto Folgorino, mandato al soggiorno obbligato in Sardegna. Lei voleva rompere il matrimonio, lui si sparò. "Quelli del partito - racconta Daniela Fini in "Duce addio" di Locatelli e Martini - emisero subito la loro odiosa sentenza: si schierarono tutti contro di me".

Nell'intervista a Chi si fa, doverosamente, riferimento al pettegolezzo che ha fatto il giro di tutte le redazioni sui rapporti tra Gianfranco Fini e l'ex ministro Stefania Prestigiacomo. "In quell'occasione mi è dispiaciuto che il pettegolezzo riguardasse una signora con un figlio piccolo. Tra noi due abbiamo risolto tutto parlando, come sempre".

Insomma, la crisi, o presunta tale, sembrava ormai metabolizzata. In una intervista precedente a Vanity Fair, ambientata al Circolo Canottieri Lazio, la stessa Daniela, fumando una sigaretta dietro l'altra, diceva che dietro la vicenda c'erano "solo calunniatori e cretini, bastardi schifosi". E ancora lo "squallore" dei salotti, "le donne senza dignità" che facevano piedino a Gianfranco o si avvicinavano a lui "chinandosi per mostrare le tette. E io le puntavo: "Scusa, bella, se stai piegata così o se stai in piedi, che te cambia?".

proprio FINE la sciura :lol:
 
che dire dell'europarlamentare leghista?
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Chi manovra i celoduristi padani?
Dal celodurismo al cappio esibito alla Camera,
dalla minaccia dei bergamaschi armati all'occupazione del campanile di San Marco,
dalle ampolle con l'acqua del padre Po
ai costumi "celtici" indossati nei raduni di Pontida,
appare evidente che nei rappresentanti leghisti e in molti dei loro seguaci c'è un bel miscuglio di spirito squadristico e imbecillità. A proposito, quando i padani hanno inventato la favoletta della loro potenza virile, lo sapevano che il celodurismo prolungato è una malattia?

Si chiama priapismo ed è caratterizzata da erezione prolungata e dolorosa del pene senza eccitazione sessuale e senza eiaculazione. Purtroppo, per quanto la mistica del Po e del celodurismo faccia pensare che l'imbecillità superi la componente squadrista, non ci sentiamo rassicurati perché è noto che un imbecille è più pericoloso di un malvagio. Anche perché l'imbecille può essere facilmente manovrato dal malvagio.

La manifestazione messa in atto dai deputati leghisti alla Camera, che ha portato all'interruzione dei lavori, sembra troppo tempestiva e bene organizzata per essere tutta farina del loro sacco cerebrale. Ci fa pensare a un'iniziativa suggerita e preparata da qualcuno più intelligente dei celoduristi, che li strumentalizza stimolandone gli spiriti animali.
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A mio giudizio questa ipotesi è confermata dal fatto che avevano già pronto da esibire il loro giornale con l'eccitantissimo titolo "Fuori dalle balle" e che hanno eseguito lo show antidemocratico proprio quando il capo dell'opposizione e i suoi famigli ripetono da giorni il tormentone, "vogliamo nuove elezioni".

Anche la giustificazione critica di Berlusconi che "se si tira troppo la corda possono verificarsi fughe in avanti", pare inquadrarsi in una manovra che va oltre l'intelligenza dei "celti" nostrani e che sta cercando di premere sul Presidente della Repubblica. In questo contesto, infatti, il significato dell'espressione usata dal capo dell'opposizione è molto ambiguo e può estendersi fino alla minaccia di una situazione tanto instabile da mettere in difficoltà il capo dello Stato.
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Quasi certamente il titolare dell'opposizione spera di spingerlo a sciogliere le Camere anche se non ricorrono le condizioni prescritte dalla Costituzione. E per raggiungere questo obiettivo, tutto fa brodo, anche gli attacchi di delirium tremens dei celoduristi.

di Renzo Butazzi - aprileonline
 
che dire di Casini?
parente stretto di CATAGIRONE palazzinaro-editore-banchiere-....-forse pure mafioso?
e comunque
nel suo partito ci sono molti parlamenteri molto di "cosa nostra"
 
c'è poi LUI ... il bellakioma
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Silvio, facci sognare
E se avesse ragione Daniele Luttazzi? Sostiene, quel bandito criminoso, che quella che sta montando nel Paese non è "antipolitica". È invece una gran voglia di politica, quella vera. L’antipolitica è lo spettacolo che ogni giorno ci squadernano i cosiddetti politici. A sinistra ci sono politici che si occupano di banche, seminando sconcerto fra gli elettori che li avevano eletti per occuparsi di politica.

A destra c’è un presunto politico che si occupa anche lui di banche, ma nessuno lo dice perché, intanto, lui si occupa pure di giornali, di televisioni, di radio, di portali internet, di assicurazioni, di Telecom, di Endemol, di cinema, di calcio, di lifting, di trapianti e, alla sua età, anche di ragazze. [è un celodurista anche lui?]
Poi ci sono suoi alleati indagati per aver preso soldi dalle banche medesime, ma nessuno ne parla perché lui, appunto, si occupa di tv e di giornali. Poi c’è il capo dello Stato che, solitario, parla di politica. Per esempio, sollecita la riforma della giustizia che dovrebbe cancellare la controriforma Castelli sulla separazione delle carriere.

Ma inevitabilmente, visto che si occupa di politica, Napolitano viene accusato di «invasione di campo»: infatti nessuno sa più che cosa sia il «campo». Come sia fatto, quanto misuri, quali ne siano i confini.

A furia di ripetere lo slogan del «primato della politica», i politici hanno perduto il senso dell’orientamento. Non hanno più la minima idea di che cosa sia, la politica. Infatti si occupano di tutto, fuorchè di quella.

Sulla mattanza messicana del G8 di Genova, per esempio, silenzio di tomba. In compenso, nei prossimi giorni, il capo dello Stato riceverà la visita del cavalier Bellachioma, che però non ha ancora deciso che cosa dirgli. Nell’attesa, ha preso appuntamento, come si fa alla mutua. Tre giorni fa pareva intenzionato a chiedere nuove elezioni, col decisivo argomento che ha vinto le elezioni a Parma e a Palermo.

Poi gli hanno spiegato che lui, quando governava, ha perso tutte le elezioni possibili, dalle circoscrizionali alle comunali, dalle provinciali alle regionali, dalle europee a quelle per il rinnovo delle comunità montane, ma nessuno si è mai sognato di sciogliere le Camere. Allora ha deciso di chiedere un governo istituzionale. Ma l’hanno guardato strano, allora ha cambiato idea e ha optato per un governo di larghe intese. Ma nemmeno questo ha suscitato entusiasmi. E lui ha pensato bene di lanciare una bella protesta fiscale: nel senso che continuerà ad accumulare fondi neri nei paradisi fiscali, come fa da una trentina d’anni, ma consentirà di farlo anche a qualcun altro.

Poi i suoi onorevoli avvocati gli hanno fatto notare che, essendo lui imputato di frode fiscale, appropriazione indebita, falso in bilancio e corruzione del testimone Mills, la cosa sarebbe apparsa come una piena confessione e l’hanno vivamente sconsigliato. Allora è tornato a chiedere lo scioglimento delle Camere: qualcuno, con calma e tatto, gli ha spiegato che, prima di scioglierle, deve cadere il governo e la maggioranza. Allora lui ha dichiarato che il capo dello Stato effettivamente non può sciogliere le Camere, ma glielo chiederà lo stesso perché ormai ha preso appuntamento e che figura fa se non va più.

Ha anche pensato di parlare a Napolitano delle sue prossime vacanze, ma non ha ancora deciso in quale villa andare, e ha lasciato perdere. Magari, ha detto tra sé e sé, vado dal capo dello Stato e gli leggo una poesia di James Bondi, l’inno alla bellezza di Michela Brambilla, che vende il pesce surgelato e i mangimi per gatti e che diventerà la leader del Partito delle Libertà, del Giornale delle Libertà e della Tv delle Libertà. Ma dallo staff del Quirinale si son detti poco interessati. Girava anche l’idea di portare sul Colle qualche amico leghista armato della Padania col titolo «Fuori dalle balle» e di occupare simpaticamente l’ufficio del Presidente della Repubblica, ma è parso eccessivo persino a Borghezio.

Qualcosa da dire si troverà, prima o poi. Alla peggio, Bellachioma lascerà in garage la Berlusmobile, si darà malato e si farà portare da un’ambulanza, magari quella che il confratello Gustavo Selva usa come taxi. Passerà inosservato, farà un giro nei giardini del Quirinale, o in infermeria, poi tornerà a casa contento con la camicia di forza.

Marco Travaglio
 
tontolina ha scritto:
e FINI GIANFRANCO?
lui è per la famiglia iniddolubile

la nostra

lui invece.... amma le bionde come tutti quelli di destra
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Fini e la moglie decidono di lasciarsi/ "Affetto, ma percorsi di vita differenti. E' stata una decisione maturata con sofferenza"
Sabato 16.06.2007 13:39



Il leader di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini e la moglie Daniela Di Sotto hanno deciso di avviare le procedure per la separazione consensuale. La notizia è stata riferita dall'avvocato Giulia Bongiorno, che assiste i due coniugi. "Ho ricevuto mandato dall'onorevole Gianfranco Fini e dalla signora Daniela Di Sotto - ha detto il legale - di assisterli in questa delicata fase, in cui hanno maturato, con sofferenza, la decisione di una separazione consensuale".

Solo a febbraio di quest'anno, Daniela Di Sotto raccontava, in una lunga intervista a Chi, del suo nuovo look da 51enne molto lontano dalla versione aggressiva con il capello corto mèchato e la pelliccia sopra il ginocchio con la quale è stata più volte immortalata sulla tribuna vip dell'Olimpico. Per non parlare dei contenuti delle intercettazioni telefoniche legate ad una indagine su convenzioni nella sanità. La signora, senza giri di parole, in alcune conversazioni del 2005, (riportate da L'Espresso), in merito ad una questione di soldi andava dritta al problema e spiegava di essersi "rotta il cavolo". E ancora "Sono andata a sbattermi il culo con Storace", diceva a proposito di un presunto favore chiesto all'ex governatore del Lazio. Rivelazioni che, all'epoca, il leader di An definì, "una gogna mediatica nei confronti di mia moglie".

Ma di tutto questo, nelle pagine del settimanale, non c'era traccia. Donna Daniela, invece, spiegava che dopo 25 anni, le cose che tenevano unito il suo matrimonio sono, o forse sarebbe meglio dire erano, "l'amore per la famiglia, per lo sport, per la cucina".

Ma le differenze ci sono sempre state: la passione per i salotti della politica lui, le sale cinematografiche lei. L'amore per gli abissi del leader di An versione sub, alla quale si oppone una vera e propria fobia dell'acqua da parte di Daniela, innamorata dello stadio e della 'sua' Lazio. "Abbiamo i nostri spazi, per questo andiamo d'accordo", diceva la (ex), signora Fini.


Ma il comunicato dell'avvocato Bongiorno racconta ben altro: "Percorsi di vita differenti hanno determinato un progressivo allontanamento, che, se non ha minimamente intaccato i sentimenti di stima e affetto reciproci, rende tuttavia impossibile continuare il rapporto coniugale con la serenità e lo spirito di condivisione necessari".

''Io e Gianfranco ci siamo conosciuti in una sede di partito - raccontava a un settimanale qualche anno fa la signora Fini -. Per me, che militavo nel Msi, la politica è sempre stata una passione. La prima cosa che mi ha colpito di lui è stato il lungo e brutto cappottone di pelle, e il suo strano modo di parlare. Lo chiamavano Tortellino; era il '71 ed era appena arrivato da Bologna''.

All'epoca Daniela Di Sotto lavorava come tastierista al "Secolo d'Italia", ed era ancora sposata con Sergio Mariani detto Folgorino, mandato al soggiorno obbligato in Sardegna. Lei voleva rompere il matrimonio, lui si sparò. "Quelli del partito - racconta Daniela Fini in "Duce addio" di Locatelli e Martini - emisero subito la loro odiosa sentenza: si schierarono tutti contro di me".

Nell'intervista a Chi si fa, doverosamente, riferimento al pettegolezzo che ha fatto il giro di tutte le redazioni sui rapporti tra Gianfranco Fini e l'ex ministro Stefania Prestigiacomo. "In quell'occasione mi è dispiaciuto che il pettegolezzo riguardasse una signora con un figlio piccolo. Tra noi due abbiamo risolto tutto parlando, come sempre".

Insomma, la crisi, o presunta tale, sembrava ormai metabolizzata. In una intervista precedente a Vanity Fair, ambientata al Circolo Canottieri Lazio, la stessa Daniela, fumando una sigaretta dietro l'altra, diceva che dietro la vicenda c'erano "solo calunniatori e cretini, bastardi schifosi". E ancora lo "squallore" dei salotti, "le donne senza dignità" che facevano piedino a Gianfranco o si avvicinavano a lui "chinandosi per mostrare le tette. E io le puntavo: "Scusa, bella, se stai piegata così o se stai in piedi, che te cambia?".

proprio FINE la sciura :lol:

Quei politici con il bigné in bocca
Lunedí 18.06.2007 16:22

Di Giuseppe Morello

Ecco perché Fini è uscito allo scoperto sulla fine del suo matrimonio: evitare che il pettegolezzo diventi un boomerang
Datemi ascolto, ma non imitatemi. È lo sfacciato motto dei politici soprattutto riguardo al matrimonio. Gianfranco Fini dopo aver avversato i Dico ora ha annunciato la separazione da sua moglie. Non è certo l'unico a praticare la doppia morale, severa con gli altri ma indulgente con se stessi. E guarda caso quelli che avversano forme di unione diverse dal matrimonio affollano proprio lo schieramento politico più strenuamente in difesa della famiglia tradizionale. Bossi e Berlusconi hanno due matrimoni alle spalle, Calderoli ha avuto due mogli, la seconda però sposata con rito celtico (ma qual è lo statuto giuridico del rito celtico?) e attualmente ha una compagna. Anche Castelli ha sposato una moglie in chiesa e l'altra davanti al druido. Casini è divorziato e ora convive, divorziato anche Follini. La Russa è divorziato e ora convive, Matteoli di An è divorziato e risposato. In Forza Italia sono divorziati Elio Vito, Previti, Adornato e la Boniver; Elisabetta Gardini ha un figlio e convive.

Alla luce di tutto questo non si capisce con che coraggio questi parlamentari tuonino contro forme degeneri di famiglia, contro la perversione di chi vorrebbe scardinare la società italiana, e perché vogliano negare ai cittadini l'assistenza sanitaria per un convivente, diritto di cui loro godono dal '93 e che - essendo limitato ai parlamentari - è più corretto definire 'privilegio', a conferma che anche dal punto di vista morale siamo di fronte ad una 'casta'. I politici italiani sono insomma come un medico che ti vieta di mangiare dolci, e te lo dice mentre ha la bocca piena di bigné alla crema.

giuseppe.morello@affaritaliani.it
 
condivido tutto

fa parte del discorso onestà -moralità :rolleyes: :rolleyes:


solo sta frase
"e perché vogliano negare ai cittadini l'assistenza sanitaria per un convivente, diritto di cui loro godono dal "

dove sta scritto che un convivente ecc.....?
non sai che può autorizzare anche un trapianto?
 

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