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A proposito: Goldman Sachs ha da pochi giorni creato una sua propria Borsa - una Borsa privata - dove «saranno trattate le azioni di compagnie che non vogliono il controllo e i pesi delle regole connesse con la quotazione pubblica», scrive il Wall Street Journal. Il nuovo sistema, GS TRUE (abbreviazione per Goldman Sachs Tradable Unregistered Equity) ha cominciato a trattare, il primo giorno d’apertura, 880 milioni di dollari, il 15% della Oaktree Capital Management LLC, un’agenzia di investimento «alternativa». In che senso «alternativa»? Nel senso che tali compagnie quasi certamente riciclano soldi sporchi e fondi neri, del crimine organizzato e dei politici, e perciò non desiderano che su di loro si posi lo sguardo della SEC, l’organo di controllo della Borsa «pubblica» di new York. Non a caso, il nuovo «mercato» di Goldman Sachs è aperto solo a «investitori» che possano spacciarvi almeno 100 milioni di dollari di liquidità. E’ la saldatura definitiva tra finanza e delinquenza. E noi siamo governati da proconsoli della cerniera mondiale tra delinquenza e speculazione. Oltretutto, come nota il Wall Street Journal, questa «Borsa» del riciclaggio è l’ultimo passo verso la tendenza del capitale speculativo ad escludere i piccoli e i privati dalle speculazioni più lucrose. Ciò corrisponde alle esigenze dei «private equity funds», che comprano a man bassa compagnie quotate e poi le tolgono dalla Borsa, così da liberarsi dal fastidio di dover pagare dividendi e capital gains ai picccoli investitori. Il «libero mercato» è solo per voi, piccoli risparmiatori. Per lorsignori, c’è un altro mercato: nero, oscuro, occulto e insindacabile. La «comunità degli affari» più selezionata sta reagendo così, fra l’altro, a quel che giudica un «eccesso di regolazione» imposto in USA dopo lo scandalo Enron. Uno dei maggiori oppositori all’«eccesso di regolazione» è attualmente il ministro del Tesoro americano Henry Paulson, che guarda caso è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs. Naturalmente il mercato così sregolato offerto da Goldman è altamente rischioso: ciò non disturba gli «investitori» o speculatori che vi si affollano, il cui primo problema non è fare profitti da lì, ma riciclare il denaro ricavato dall’eroina afghana e dalla coca colombiana.
A proposito: Goldman Sachs ha da pochi giorni creato una sua propria Borsa - una Borsa privata - dove «saranno trattate le azioni di compagnie che non vogliono il controllo e i pesi delle regole connesse con la quotazione pubblica», scrive il Wall Street Journal. Il nuovo sistema, GS TRUE (abbreviazione per Goldman Sachs Tradable Unregistered Equity) ha cominciato a trattare, il primo giorno d’apertura, 880 milioni di dollari, il 15% della Oaktree Capital Management LLC, un’agenzia di investimento «alternativa». In che senso «alternativa»? Nel senso che tali compagnie quasi certamente riciclano soldi sporchi e fondi neri, del crimine organizzato e dei politici, e perciò non desiderano che su di loro si posi lo sguardo della SEC, l’organo di controllo della Borsa «pubblica» di new York. Non a caso, il nuovo «mercato» di Goldman Sachs è aperto solo a «investitori» che possano spacciarvi almeno 100 milioni di dollari di liquidità. E’ la saldatura definitiva tra finanza e delinquenza. E noi siamo governati da proconsoli della cerniera mondiale tra delinquenza e speculazione. Oltretutto, come nota il Wall Street Journal, questa «Borsa» del riciclaggio è l’ultimo passo verso la tendenza del capitale speculativo ad escludere i piccoli e i privati dalle speculazioni più lucrose. Ciò corrisponde alle esigenze dei «private equity funds», che comprano a man bassa compagnie quotate e poi le tolgono dalla Borsa, così da liberarsi dal fastidio di dover pagare dividendi e capital gains ai picccoli investitori. Il «libero mercato» è solo per voi, piccoli risparmiatori. Per lorsignori, c’è un altro mercato: nero, oscuro, occulto e insindacabile. La «comunità degli affari» più selezionata sta reagendo così, fra l’altro, a quel che giudica un «eccesso di regolazione» imposto in USA dopo lo scandalo Enron. Uno dei maggiori oppositori all’«eccesso di regolazione» è attualmente il ministro del Tesoro americano Henry Paulson, che guarda caso è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs. Naturalmente il mercato così sregolato offerto da Goldman è altamente rischioso: ciò non disturba gli «investitori» o speculatori che vi si affollano, il cui primo problema non è fare profitti da lì, ma riciclare il denaro ricavato dall’eroina afghana e dalla coca colombiana.