Bravi questi sindacalisti.. ma proprio bravi bravi.. degli Angeletti

tontolina

Forumer storico
“Crociere e gioielli con i soldi della Uil”,
Barbagallo, Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita

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Giustizia & Impunità

Il segretario del sindacato: "Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione".
L'ex numero uno: "Era per discutere in maniera approfondita, e per più giorni, dei contratti del pubblico impiego"

di F. Q. | 17 settembre 2016
"Crociere e gioielli con i soldi della Uil", Barbagallo Angeletti e altri sei a processo per appropriazione indebita - Il Fatto Quotidiano

L’accusa è appropriazione indebita, in concorso con altri sei imputati, per essere stati in crociera con i soldi del sindacato.

Ma Carmelo Barbagallo e Luigi Angeletti, segretario nazionale Uil e il suo predecessore, respingono le accuse.

I pm di Roma Stefano Pesci e Paolo Marinaro contestano, secondo quanto riporta La Repubblica, ad altri imputati l’acquisto di gioielli da Swarovski per oltre 7mila euro e un soggiorno al “California Camping Village”, in Toscana tra il marzo del 2010 e il maggio del 2012. A giudizio davanti al giudice della IX sezione penale anche ci sono anche Goffredo Patriarca, Giuseppe Caronia, Romano Bellissima, Salvatore Bosco, Luigi Simeone e Ubaldo Conti.

Le indagini hanno accertato che ci sarebbero state contabilizzazioni anomale. Per esempio la causale che ha permesso di pagare le vacanze per 16.456 euro era “contributo per progetto condiviso“. Il 22 marzo del 2010 la Costa crociere ha ricevuto il bonifico da conti Uil.
Angeletti, allora numero uno, e Barbagallo si erano imbarcati con altri tre sindacalisti e gli accompagnatori.
Anche l’anno successivo c’era stata una vacanza con le stesse modalità pagata il 27 maggio del 2011.
A dicembre del 2010 sempre con i soldi del sindacato Goffredo Patriarca avrebbe pagato, questa l‘ipotesi della procura, un soggiorno a Ubaldo Conti per due settimane ad agosto del 2010 accompagnato in Toscana da madre e nipote. Lo stesso Patriarca avrebbe speso circa 7mila euro in quattro puntate in gioielleria usando la carta di credito di Uil Trasporti.

Ho piena fiducia nell’operato della magistratura e resto in attesa di poter chiarire ogni aspetto di questa vicenda. Personalmente, non ho mai neanche pensato di poter utilizzare risorse della Uil per fini estranei agli interessi dell’organizzazione alla quale ho sempre dedicato e dedico tutto il mio lavoro e la mia persona – fa sapere Barbagallo -. Sono impegnato a lavorare h/24 per il sindacato”.
Angeletti, sentito dai pm, si era difeso dicendo che le crociere “avevano lo scopo di consentirci di discutere in maniera approfondita, e per più giorni, di importanti tematiche relative principalmente al blocco dei contratti del pubblico impiego e delle politiche previdenziali dei governi in carica”.
 
si potrebbe discutere in maniera approfondita" anche in un night club magari direttamente sulla nave da crociera con delle giovani bionde lavoratrici del ....
 
Giannuli: la sinistra vale zero, ecco perché non esiste più
Scritto il 24/9/16 • nella Categoria: idee Condividi

Giannuli: la sinistra vale zero, ecco perché non esiste più | LIBRE


Perché la sinistra perde sempre, ormai da decenni?
Perché non ha saputo leggere la grande crisi geopolitica esplosa con il crollo dell’Urss, risponderebbe Giulietto Chiesa.
O magari perché, per dirla con Gioele Magaldi, l’élite neo-aristocratica si è impadronita del vertice della massoneria internazionale, sconfiggendo i “fratelli” progressisti e poi cooptandoli in un patto scellerato, il cartello “United Freemasons for Globalitazion”, all’alba degli anni ‘80. In saggi come “Il golpe inglese” e “Italia oscura”, Giovanni Fasanella rivela le grandi manovre anglosassoni per sabotare la sovranità della Penisola, fino all’epilogo del Britannia.
A partire dal saggio “Il più grande crimine”, del 2011, Paolo Barnard ha messo a nudo il cuore del problema: la sinistra, anche italiana, era nel mirino dei grandi globalizzatori. “Dovevano” cadere partiti, movimenti e sindacati che fossero di ostacolo alla svolta neoliberista e neo-feudale dell’oligarchia già terriera, oggi finanziaria, ostile alle conquiste sociali della modernità. Lo conferma l’economista Nino Galloni: la sinistra italiana “doveva” essere piegata, col suo modello di economia sociale mista, pubblico-privata.
Sinistra “piegata”, battuta. O meglio ancora “comprata”, attraverso i vertici di partiti e sindacati che, a un certo punto, hanno “tradito” e rinnegato i loro valori: hanno abbandonato la difesa dei diritti e cominciato a spiegare ai lavoratori che avrebbero dovuto rassegnarsi a tirar cinghia. Fino al trionfo del suicidio politico, col Pd di Bersani che vota il governo Monti e la legge Fornero, come richiesto dalla super-massoneria reazionaria.
Ma tutto era cominciato molto prima, avverte Barnard:
D’Alema vantò il record europeo delle privatizzazioni, dopo che Prodi aveva smantellato l’Iri (per poi diventare premier, presidente della Commissione Europea e advisor di Goldman Sachs).
Altro da aggiungere? Sì, una notazione storica, che Barnard affida al famigerato Memorandum di Lewis Powell, l’avvocato d’affari ingaggiato dalla Camera di Commercio Usa per stroncare la sinistra in Europa e negli Stati Uniti. Vademecum perfettamente applicato dal supremo potere, attraverso le direttive della Trilaterale. Era l’inizio degli anni ‘70, ma la condanna per la sinistra era già firmata. In Europa, il nuovo padrone a cui obbedire senza discutere si sarebbe chiamato Unione Europea: bisogna tagliare tutto – salari, pensioni, welfare, sanità – perché “ce lo chiede l’Europa”.
Aldo Giannuli, politologo dell’ateneo milanese, fa l’appello degli ultimi discendenti della sinistra che fu: Rifondazione comunista, il Pdci, i Verdi, Sel. Quindi Vendola, Civati, i supporter di Tsipras. In altre parole, il niente: «Riuscireste ad immaginare un quadro più deprimente? Il punto è che i vari soggetti di questo scombinato arcipelago non hanno alcun progetto comune (posto che lo abbia qualcuno di loro)». Zero capacità di analisi sulla crisi in atto: di conseguenza, nessuna vera soluzione. «Impressionante è il vuoto totale di proposta politica: queste organizzazioni sono il nulla assoluto». Giannuli spera che “qualcosa di sinistra” ancora esista, da qualche parte, al di là di «quella truffa indecente che è il Pd».
I 5 Stelle? Ancora acerbi, in fase di maturazione.
Il professore si augura che “Sinistra Italiana” e M5S «trovino un terreno di convergenza, che inizino a dialogare». Ma, «se la sinistra non vuol passare da un disastro all’altro – aggiunge – è necessario in primo luogo che prenda atto della sua condizione pietosa». Da trent’anni, la sinistra «non produce un grammo di cultura politica». Solo campagne elettorali, con «un ceto politico impresentabile». Servirebbe «un progetto politico adeguato ai tempi», di cui però non c’è traccia. Perfetto, direbbe Lewis Powell: missione compiuta.



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Truffa a Ravenna, ex sindacalista restituisce 420 mila euro di pensione

Per nove anni, falsificando un documento, ha percepito 6 mila euro al mese, il triplo del dovuto. La Finanza gli ha sequestrato la cifra e l'ha denunciato

di GIUSEPPE BALDESSARRO
Truffa a Ravenna, ex sindacalista restituisce 420 mila euro di pensione

20 ottobre 2016
RAVENNA. Per nove anni di seguito ha percepito indebitamente seimila euro di pensione al mese. Per questo la Guardia di Finanza di Ravenna gli ha sequestrato 420mila euro in titoli e contanti. Denaro che un ex sindacalista dello Snals si è messo in tasca imbrogliando l’Inps, ma che ora gli è costato, oltre al sequestro, una denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il provvedimento emesso dal Gip del Tribunale di Ravenna, è stato eseguito dal nucleo di Polizia Tributaria che ha calcolato la cifra dalla differenza tra i seimila euro mensili indebitamente incamerati e i 2.100 euro che spettavano all'uomo quale pensione da ex insegnante.

Secondo l’inchiesta condotta dagli uomini del colonnello Andrea Fiducia, dal 2007 l'ex sindacalista era riuscito a godere illegittimamente di un vantaggio economico in materia pensionistica sfruttando le maglie della legge che prevede una contribuzione aggiuntiva per i lavoratori distaccati presso le organizzazioni sindacali. In buona sostanza, secondo le fiamme gialle, negli otto mesi precedenti alla data del proprio pensionamento, l'indagato aveva effettuato periodici versamenti di contanti sul conto corrente del sindacato, sul quale aveva delega ad operare. Il denaro veniva poi utilizzato per far figurare in seimila euro la retribuzione mensile corrisposta dal sindacato e, al contempo, per versare i relativi contributi.

Una volta in pensione, l'ex sindacalista ha così maturato la possibilità di percepire una pensione di seimila euro al mese, cioè commisurata all'ammontare delle ultime retribuzioni formalmente ricevute. In pratica l’ex sindacalista-insegnante per alcuni mesi aveva versato sul conto della Snals seimila euro, che poi si riprendeva come stipendio (per riversarli il mese successivo), e falsificando le buste paga riusciva a far figurare l’importo come regolarmente ricevuto a fronte di un contratto di pari entità.
In questo senso le indagini dei finanzieri hanno permesso di scoprire che la domanda di contribuzione aggiuntiva era stata corredata di un verbale che l’ex sindacalista aveva taroccato, facendo risultare in 6mila euro mensili, e non annui, la retribuzione corrisposta dall’organizzazione sindacale, che nella realtà era pari a 500 euro al mese.

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Molti sindacalisti dello SNALS hanno giocato in questo modo... famosa la bidella bresciana, moglie di un sindacalista Snals, in pensionencon 5000€uro che probabilmente avrà operato nello stesso modo....
 
I Sindacati Italiani Puzzano, era Ora
Di FunnyKing , il 30 settembre 2017 78 Comment
I Sindacati Italiani Puzzano, era Ora - Rischio Calcolato
C’è stato un tempo in cui avere l’appoggio politico del sindacato o dei sindacati era fondamentale per ottenere una massa critica di voti, pare invece che nell’anno di grazia 2017 il livello dello sputtanamento e dell’irrilevanza del sindacato italiano e dei sindacalisti abbia superato quella sottile linea per cui evocare una riforma del sindacato porti più voti di quanti non ne tolga.

Curiosamente a rompere il tabù è stato il candidato premier del MoVimento 5 Stelle Luigi Di Maio:

da Repubblica
TORINO – “Se il Paese vuole essere competitivo le organizzazioni sindacali devono cambiare radicalmente. Dobbiamo dare possibilità alle associazioni giovanili di contare nei tavoli contrattazione, serve più ricambio nelle organizzazioni sindacali. O i sindacati si autoriformano o, quando saremo al governo, faremo noi la riforma”….. (Luigi di Maio)



Le repliche dei vari segretari confederali hanno amplificato la “promessa elettorale” pentastellata e il gioco è stato fatto.
E’ evidente che gli spin doctor del M5S hanno calcolato conveniente una linea di frattura netta contro il consociativismo politico sindacale rendendo esplicite le differenze e lasciando il voto sindacalizzato principalmente ai partiti della sinistra storica italiana.
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A mio parere la scelta esplicitata da Di Maio pagherà. Se c’è una istituzione italiana che gode di un completo discredito al di fuori di una ristretta cerchia di privilegiati è il sindacato italiano, senza eccezioni.
Uno scontro frontale con la triplice per un partito che fatica ad avere temi interessanti per l’ellettorato moderato e di destra e che non ha nessun rapporto privilegiato con le organizzazioni sindacali è un buon azzardo.

Il punto vero però è che da oggi i sindacati italiani, politicamente puzzano. Bene così.
 
Pensioni, privilegi sindacalisti nel mirino di Di Maio: “Interverremo in maniera risoluta”
Di Maio ha promesso di intervenire così da impedire il mantenimento dei privilegi.
di Chiara Lanari, pubblicato il 03 Agosto 2018 alle ore 15:07
https://www.investireoggi.it/econom...-di-di-maio-interverremo-in-maniera-risoluta/
Il tema pensioni continua a tenere banco. Dopo la giornata del bye bye vitalizi, in cui è stato sancito il taglio degli assegni percepiti dagli ex deputati della Camera dei Deputati, Luigi Di Maio apre il fronte sindacalisti. Il vice premier, attuale ministro del Lavoro, ha messo nel mirino le pensioni di chi ha un ruolo attivo nel sindacato. Durante il question time di ieri al Senato (dove si attende il voto sul decreto dignità nei prossimi giorni, dopo il via libera arrivato dalla Camera), il numero uno del Movimento 5 Stelle ha annunciato l’intervento sulle pensioni percepite dai sindacalisti italiani.

Pensioni sindacalisti, Di Maio: “Aumenti anomali”
Le dichiarazioni di Luigi Di Maio nella giornata di ieri mettono in evidenza la volontà del governo gialloverde di intervenire sugli assegni sindacali, per i quali in passato si sono registrati degli “aumenti anomali”, volendo utilizzare le parole pronunciate dal ministro. Il vicepremier grillino ha parlato di conseguenze negative sia per i cittadini che per la finanza pubblica, tirando in ballo il sistema di calcolo di cui si avvalgono una parte di sindacalisti. A preoccupare maggiormente il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico sono quelle figure che non sono inquadrate nel ruolo di dipendenti pubblici. Di Maio ha promesso di intervenire “in maniera risoluta”, così da impedire il mantenimento dei privilegi.

I privilegi indicati da Di Maio
Ma in cosa consistono i privilegi indicati da Luigi Di Maio nel question time al Senato? Ecco le parole del capo politico del M5S: “La peculiarità dell’ordinamento previdenziale per i sindacalisti consente loro di avere una pensione di privilegio incrementando la retribuzione pensionabile negli ultimi anni di servizio”. Fondamentalmente, Di Maio raccoglie l’eredità di Tito Boeri, il primo a chiedere – in tempi non sospetti – la risoluzione di un’anomalia riguardante il mondo sindacale. Il leader pentastellato ha poi aggiunto: “Non sono ammissibili incrementi anomali e cospicui delle retribuzioni di sindacalisti in un così breve lasso di tempo senza che allo stesso tempo si siano verificate variazioni negli incarichi di dirigenza sindacali conferiti”. Novità in arrivo già nelle prossime settimane?
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io mi ricordo di una "sindacalista" bresciana che andò in pensione con 5000 euro pur non avendo mai fatto la sindacalista.... ma solo la bidella moglie di un sindacalista ... il fatto fu denunciato dalla trasmissione LE IENE di canale5

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