Amleto
Forumer attivo
Avessi piu' tempo approfondirei. Saro' quindi piuttosto grossolano nell-esposizione.
Ma invece che essere tacciati di propalare un atteggiamento incline all'antipolitica se si stigmatizza la classe politica (comprensiva di parlamentari, consiglieri regionali, etc.) e il funzionamento pessimo di queste istituzioni, formulo delle proposte che sarebbero necessarie e sufficienti (come inizio) per una trasformazione piuttosto rapida del quadro ordinamentale:
1) abrogazione dell'articolo 67 Cost. sul divieto di mandato imperativo. E' un'idiozia. Liberiamoci dall'ipocrisia del parlamentare dotato di libera coscienza e al servizio della nazione. La nazione e' un concetto, gli individui e i singoli sono reali, e la societa' e' la somma degli stessi, non un loro distillato o una loro sublimazione.
Il parlamentare sulla base di un programma risponde ai suoi elettori. Certamente un parlamentare che non ho votato non mi rappresenta, non creiamo false dottrine sulla rappresentanza di tutti da parte del parlamentare eletto nella lista A, B, o C.
Io preferisco sapere che Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi rappresentano il loro elettorato, piuttosto che bere che ciascuno di essi mi rappresenta se ho votato per uno di loro o persino se non ho votato per alcuno.
2) introduzione del recall (rimozione dalla carica). Nell-ipotesi di mancato rispetto del programma elettorale, di insofferenza e mancanza di sintonia tra corpo elettorale ed eletto, tanto i membri del governo che quelli del parlamento possono essere rimossi dalla carica attraverso un referendum con la maggioranza usuale: 50% piu' uno degli aventi diritto al voto. Da discutere se le maggioranze si calcolano all'interno del collegio oppure su scala piu' ampia.
3) Elezione popolare della magistratura. Tanto giudicante quanto inquirente.
4) mantenimento di una quota dei tributi del 50-60% calcolata sul pil locale e sui redditi percepiti all-interno dell-area di produzione (determinazione dell-area attraverso identificazione della sede sociale o produttiva dell'impresa)
5) mantenimento di un servizio pubblico focalizzato sui lavori parlamentari, consiliari, commissionali 24/24 h. Non ha importanza se il cittadino lo usa, l'importante e' che lo strumento ci sia.
La modifica della legge elettorale e' secondaria se non si assume la diretta possibilita' dell'elettore di rimuovere dalla funzione il rappresentante. E non dopo 4 o 5 anni di legislatura. Ma nel giro di qualche mese.
E molto altro ancora.
Saluti
Ma invece che essere tacciati di propalare un atteggiamento incline all'antipolitica se si stigmatizza la classe politica (comprensiva di parlamentari, consiglieri regionali, etc.) e il funzionamento pessimo di queste istituzioni, formulo delle proposte che sarebbero necessarie e sufficienti (come inizio) per una trasformazione piuttosto rapida del quadro ordinamentale:
1) abrogazione dell'articolo 67 Cost. sul divieto di mandato imperativo. E' un'idiozia. Liberiamoci dall'ipocrisia del parlamentare dotato di libera coscienza e al servizio della nazione. La nazione e' un concetto, gli individui e i singoli sono reali, e la societa' e' la somma degli stessi, non un loro distillato o una loro sublimazione.
Il parlamentare sulla base di un programma risponde ai suoi elettori. Certamente un parlamentare che non ho votato non mi rappresenta, non creiamo false dottrine sulla rappresentanza di tutti da parte del parlamentare eletto nella lista A, B, o C.
Io preferisco sapere che Fausto Bertinotti, Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi rappresentano il loro elettorato, piuttosto che bere che ciascuno di essi mi rappresenta se ho votato per uno di loro o persino se non ho votato per alcuno.
2) introduzione del recall (rimozione dalla carica). Nell-ipotesi di mancato rispetto del programma elettorale, di insofferenza e mancanza di sintonia tra corpo elettorale ed eletto, tanto i membri del governo che quelli del parlamento possono essere rimossi dalla carica attraverso un referendum con la maggioranza usuale: 50% piu' uno degli aventi diritto al voto. Da discutere se le maggioranze si calcolano all'interno del collegio oppure su scala piu' ampia.
3) Elezione popolare della magistratura. Tanto giudicante quanto inquirente.
4) mantenimento di una quota dei tributi del 50-60% calcolata sul pil locale e sui redditi percepiti all-interno dell-area di produzione (determinazione dell-area attraverso identificazione della sede sociale o produttiva dell'impresa)
5) mantenimento di un servizio pubblico focalizzato sui lavori parlamentari, consiliari, commissionali 24/24 h. Non ha importanza se il cittadino lo usa, l'importante e' che lo strumento ci sia.
La modifica della legge elettorale e' secondaria se non si assume la diretta possibilita' dell'elettore di rimuovere dalla funzione il rappresentante. E non dopo 4 o 5 anni di legislatura. Ma nel giro di qualche mese.
E molto altro ancora.
Saluti