Caso Welby

tontolina

Forumer storico
proprio ieri
il Consiglio superiore di medicina aveva sancito che PierGiorgio non correva alcun pericolo di vita
per cui non si poteva parlare di accanimento terapeutico

è bastato staaccare il respiratore .. che è morto

ai medici non è venuto neppure per l'anticamenra del cervello che anche la Respirazione forzata poteva essere considerata una terapia che prolungava l'agonia
 
La Destra Italiana ULULA:"arrestate questi assassini"
additando al medico e a coloro che erano presenti all'eutanasia
http://canali.libero.it/affaritaliani/cronache/welbymorto2112.html

Non c'è niente da fare
Questa DESTRA CORROTTA e drogata
http://www.repubblica.it/online/cronaca/cocafinanze/verbali/verbali.html
che vietava addirittura l'uso terapeutico della Canabis
che pretende di non essere sconfessata ed invoca la legge sulla Privacy
mentre tutto ciò che riguarda loro interessa pure al popolo votante

noi vogliamo sapere quali sono i parlamentari drogati, ogliamo sapere se le dichiarazioni politiche sono coerenti con la vita
sono contro il divorzio ma hanno due o tre amanti
sono contro le sostanze stupefacienti e permettono agli spacciatori di entare a Palazzo Madama

Approvano leggi AD PERSONAM per i ladri e corrotti e vogliono la galera per chi si opera per Amore del prossimo e pone fine alla sofferenza


FANNO DAVVERO SCHIFO
 
Berlusconi e Prodi: zero in "esemplarità politica"

(249 letture)




C’è un principio che nobilita la politica. Quale? Quello dell’esemplarità. Il politico, soprattutto se di altissimo livello, come un (ex) Presidente del Consiglio, deve rappresentare, o comunque sforzarsi di rappresentare, un esempio “edificante” di comportamento. Insomma, un modello positivo da emulare. Perfino Machiavelli, riteneva, che anche il famigerato Principe, dovesse comportarsi come tale. Ed essere, anche a costo di fingere, un esempio per il popolo.

In Italia - e limitiamoci per ora alla Seconda Repubblica - siamo ben lontani da ogni modello di “esemplarità” politica. Anzi, trascurando le seconde e terze file del mondo politico, sembra proprio che i suoi massimi protagonisti, si preoccupino soltanto di dare in pasto agli italiani il peggio di se stessi.

Due esempi.
Il fatto che Berlusconi sia andato negli Stati Uniti per un piccolo intervento, al quale, tutto sommato, poteva sottoporsi anche in Italia, è prova di una totale mancanza di esemplarità. D’ora in avanti ogni italiano si sentirà autorizzato a recarsi all’estero per ragioni di salute. Perché - ecco il cattivo esempio - Berlusconi, col suo ridicolo “viaggio della speranza”, ha screditato ( oppure finito di) il sistema sanitario italiano. Ma quanti italiani si possono (e potranno) permettere economicamente di farsi “correggere l’aritimia” negli Usa? Pochi. E questo è l’altro aspetto sgradevole della questione: Berlusconi, se ci passa l’espressione, ha di nuovo sbattuto in faccia agli italiani la sua ricchezza. [a cui aggiungo:"accumulta non sempre legalmente"]

Il fatto che Prodi nel 2003 abbia donato ai figli 870mila euro per acquisizioni immobiliari, sfruttando le inique detassazioni approvate dal governo di centrodestra, è un’altra prova di assoluta assenza di esemplarità. Perché, non basta dire - per difendersi - che si è agito "secondo quanto prevede la legge” (dalla lettera di Romano e Flavia Prodi all’Informazione di Reggio Emilia, vedi http://www.corriere.it/ ) Un politico, e soprattutto un ex Presidente del Consiglio, deve rappresentare un esempio: se una legge è iniqua non la si sfrutta per fini privati.

Dal momento che un comportamento del genere rischia sempre di favorire nella gente comune analoghi atteggiamenti di tipo opportunistico. Il famigerato: “perché lui sì, io no…” C’è poco da aggiungere. Quanto a esemplarità politica, siamo messi proprio male. Povera Italia.

Carlo Gambescia

http://www.canisciolti.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1075
 
Volontè, Udc: La morte di Piergiorgio Welby è un omicidio
Giovedì, 21 dicembre

Duri i commenti del centrodestra sulla morte di Welby. Volonté (Udc) chiede l'arresto dei "colpevoli di questo omicidio".Di "barbara strumentalizzazione" da parte dei radicali,parla La Russa di An, e La Loggia (FI) afferma: "L'atto compiuto è illecito". Sul fronte della maggioranza, Migliore di Rifondazione comunista e Cento dei Verdi sollecitano un confronto in Parlamento sul tema eutanasia e confine tra vita e morte. Sereni (Ds) parla di "sollievo" per la vicenda umana, e di "rammarico" per la mancanza di norme.
http://www.canisciolti.info/modules.php?name=News&file=article&sid=19630
 
Ciao Tontolina.

Morto Welby: trovarne un altro subito
Maurizio Blondet
21/12/2006

…Altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.
Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.
Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.
Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.
Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati.

Ma non è finita qui.
La commissione Affari Costituzionali (presidente Violante) ha votato all'unanimità per sopprimere questa gratifica.
Senza esito alcuno.
Nelle intricate 300 pagine del maxi-emendamento, la gratifica è rimasta.
Il che non è affatto strano: il maxi-emendamento è stato stilato dai dirigenti del Tesoro, quelli stessi che godono della gratifica miliardaria.
Nell'opera altamente illegale di vanificare il dettato del potere legislativo si sono distinti i sindacati, CGIL CISl e UIL.
Hanno mobilitato gli impiegati del ministero, che a quanto pare hanno inscenato manifestazioni nei corridoi del palazzo.
Immediatamente, sono stati rassicurati da Visco in persona: la gratifica resta e resterà.
Per quali meriti venga riscossa la super-gratifica è detto chiaro: «per le maggiori entrate dalla vendita degli immobili di Stato, per risparmi di spesa sugli interessi», per le somme riscosse in più nel controllo fiscale.
Dunque, come spiega l'articolo su Dagospia, le riduzioni dei servizi pubblici dati ai cittadini grazie al governo Prodi-Schioppa, si traducono in un vantaggio per i miliardari del Tesoro.
«Meno opere pubbliche, meno incentivi allo sviluppo, più sacrifici, più vendite di beni pubblici [pagati da noi], più ticket, più chiusure di uffici ed ospedali significano più soldi nelle loro tasche».
E' la precisa descrizione del regime in cui viviamo: la dittatura totalitaria delle burocrazie inadempienti, che si riempiono i piatti (d'oro) scarnificando le famiglie italiane.
Così si capisce come mai l'introito fiscale aumenta dell'11 % all'anno, mentre l'economia si sviluppa dell'1 %: questi ormai stanno tagliando la polpa all'osso, e l'osso è il nostro.
Così si capisce come mai i finanzieri esibiscano trionfalmente le loro scoperte: beccati 7 mila evasori totali, che secondo loro hanno nascosto un reddito di 15,3 miliardi di euro.
E' una cifra puramente fantastica, come spiega l'imprenditore dai pensieri in libertà nel suo blog.

Ciascuno degli evasori, 6950, dovrebbe avere avuto un fatturato di 3 milioni a testa, 6 miliardi di vecchie lire.
«E secondo voi con i tempi che corrono e i continui controlli che ci sono veramente si riesce a mettere in piedi un business da milioni di euro (che comporta parecchi dipendenti, struttura, trasporti, pagamenti, ecc) come evasori totali?».
Di solito, queste scoperte annunciate finiscono poi per recuperare l'1 o il 2 % di quanto annunciato dalla buro-dittatura, con uno strascico costosissimo di ricorsi e cause in tribunale.
Ma non importa.
L'esibizione dei successi nella mitica «lotta all'inflazione» serve, anche per aumentare la gratifica di lorsignori, collegata ai «recuperi fiscali».
E non crediate che, scoperto lo scandaloso trattamento natalizio dei miliardari del Tesoro, esso venga soppresso.
Sta avvenendo il contrario: i dipendenti degli altri ministeri sono in subbuglio per la gratifica dei «furbetti di via XX Settembre», vogliono anche loro la «doppia retribuzione fuori contratto».
Vedrete che CGIL CISL e UIL faranno faville - nei corridoi dei ministeri, fuori dallo sguardo dei contribuenti - per rimediare a questa ingiustizia.
Non a caso, i sindacati dedicano la loro missione alla difesa dei lavoratori.
Visco rassicurerà, perché quelli sono i «lavoratori» secondo lui, e i votanti per la sedicente «sinistra».
Nella prossima Finanziaria, nel maxi-emendamento finale di 300 e passa pagine con migliaia di commi incomprensibili, ci sarà la gratifica anche per l'ultimo archivista di prima nomina di ogni ministero.
E sarà votato con la fiducia, ossia senza discussione né esame.
E poi, protesteranno i dipendenti delle Regioni, delle province, dei consigli di zona.

Ma rallegratevi, o contribuenti dissanguati: non è tutto pubblico nel regime, entra dalla porta principale «il privato», il «mercato».
Provate a indovinare: sotto forma di Goldman Sachs.
Padoa Schioppa ha assunto la Goldman Sachs come consulente per studiare il futuro ruolo della Cassa Depositi e Prestiti.
Perché Prodi, ossia l'ex dirigente Goldman Sachs, vuol trasformare la Cassa Depositi
e Prestiti in una nuova IRI come a lui conviene.
Lo ha dimostrato col suo tentativo di ri-statalizzare Telecom, per ora fallito.
La Goldman dovrà appunto mettere a punto i trucchi e gli inghippi per aggirare le leggi, nazionali ed europee, che ostacolano il piano.
Per esempio, Prodi vuole che i fondi della Cassa raccolti col risparmio postale siano usati per «le infrastrutture» (la legge vieta quest'uso del risparmio postale, risparmio dei poveri).
E Bruxelles ha da ridire sul fatto che la Cassa sia fuori dal bilancio consolidato dello stato: se dovesse entrarci, su ordine europeo, il buco del debito pubblico ora mascherato sarebbe più vasto di quello che appare oggi.
Inoltre, le norme europee ingiungono che le fondazioni bancarie (tutte così amiche di Prodi) escano dalla Cassa Depositi e Prestiti: attualmente ne detengono il 30 % del capitale; dovrebbero scendere al 5 %.
Come ritardare questo evento, o magari impedirlo in eterno?
Questo dovrà pensare la Goldman Sachs, che dei trucchi è la riconosciuta massima competente mondiale: non a caso un suo dirigente altissimo è oggi capo del Tesoro americano, ossia dell'economia più fallita del pianeta.
Quanto ci costerà quella consulenza - che dovrebbe pagare Prodi, visto che è lui il beneficiario - è un segreto di Stato.
Come tutto il resto, per quanto riguarda i privilegi delle burocrazie che ci tengono lo stivale sul collo.

Ecco perchè Welby morto, occorre trovarne subito un altro.
E' il piacere specifico che Pannella fa al regime: trovare un moribondo, fargli spedire lettere che scrive lui (Pannella), agitare il problema inesistente.
Italiani, non pensate alla gratifica del Tesoro!
Dite piuttosto la vostra sull'eutanasia!
Siete pro o contro? E che ne pensate dei PACS?
Parlate, discutete, dividetevi su questo: siamo o no in democrazia?

Maurizio Blondet


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che dire del PAPA
certo ad indioma che non aiuta alla misericordia

ma LUI è colto nella conoscenza biblica...
e dovrebbe sapere che il nuovo testamento dice espressamente in una epistola che
"CON LA MORTE TUTTI I PECCATI SONO DIMENTICATI"

ora Welby è morto e Dio ci garantisce che i suoi peccati sono stati dimenticati

questo per DIO

non così per l'inflessibile Romana ECCLESIA che eufemisticamente si definisce Santa
 
preso dal sito dell'ADUC

Il caso Welby. Cosa c'entra con l'accanimento terapeutico? E con il testamento biologico?
di Claudia Moretti
Chi sostiene il diritto alla scelta terapeutica sul fine vita di Welby, di tutti gli Welby, si e' sentito spesso rivolgere l'accusa di strumentalizzare il dibattito sul testamento biologico per ottenerne, di fatto, una porta da aprire sull'eutanasia. E di confondere i due piani (Welby e testamento biologico) fino a creare confusione e pericolosa mistificazione.
Crediamo, al contrario, che proprio coloro che cio' affermano siano vittime di confusione concettuale e di equivoco.
Vediamo come e perche'.
A ben vedere, tutta la questione del testamento biologico ruota intorno ai temi che sono stati oggetto delle recenti pronunce, la sospendibilita' di un trattamento, il diritto al dissenso e alla revoca dello stesso, i limiti della liberta' personale in tema di fine vita... Mai come in questi giorni il tema appare meritevole di un approfondimento, anche in relazione alle pronunce del Tribunale di Roma nel caso Welby e della Corte d'Appello nel caso Englaro.
Infatti, ed e' bene chiarirlo a chi vorrebbe la separazione dei piani (Welby – testamento biologico), il compito del legislatore sara' quello di equiparare, con lo strumento delle dichiarazioni anticipate di trattamento, le possibilita' di scelta dell'incapace a quelle del capace. Nulla di piu' che la risoluzione di una patente e incostituzionale violazione del principio di uguaglianza (art. 3 Cost.).
Non si puo', dunque, non vedere come le vicende giudiziarie dei casi Welby ed Englaro (in quest'ultimo caso la Corte d'Appello di Milano pare abbia negato l'interruzione delle cure ad Eluana perche' i macchinari che la tengono in vita non costituirebbero accanimento terapeutico), che pur si collocano fuori dalla tematica specifica delle dichiarazioni anticipate di trattamento, abbiano un riflesso diretto sulla formazione della legge e rischiano se non correttamente analizzate, di far passare tesi che negano diritti espressamente previsti in Costituzione.
Cosi' come oggi e' stato messo in discussione il diritto alla sospensione delle cure richiesto personalmente da parte di soggetti capaci di intendere e di volere (Welby), oppure tramite i loro rappresentati e tutori (Englaro), un domani rischiano di non poterlo rivendicare chi lo avra' richiesto con le dichiarazioni anticipate di trattamento o tramite il proprio fiduciario.
Per questo le due vicende portano in se' le domande e le risposte che il Parlamento dovra' darsi e darci nel legiferare su questa materia.
Chiarito questo punto nodale, non si puo' non rilevare il secondo colossale equivoco (doloso e strumentale) in cui si vorrebbero impantanare diritti costituzionali, sbandierando il proprio no all'accanimento terapeutico. C'e' infatti un filo pericoloso che potrebbe collegare queste decisioni giudiziali con quelle che usciranno dall'aula parlamentare, ed e' il costante uso improprio che si fa del concetto dell'accanimento terapeutico. Infatti, l'accanimento terapeutico, anziche' -come e'- limite all'attivita' del medico, e, in determinate condizioni, fonte di sua responsabilita' professionale, lo si vorrebbe limite alla autodeterminazione di ognuno e alla sua scelta terapeutica.

Una chiara stortura, un vizio logico dalle conseguenze autoritarie.

1. Nel caso Welby, i giudici affermano (a sproposito) che fra i motivi per i quali il diritto costituzionale alla sospensione delle cure non puo' dirsi tutelato c'e' anche il fatto che manca una definizione legislativa del concetto di accanimento terapeutico. E' bene chiarire che il diritto alla scelta terapeutica in merito ai trattamenti sanitari non e' affatto subordinato alla presenza di accanimento terapeutico ne' trova nella sua assenza un limite. Il dettato della Costituzione non lo pone, anzi lo nega, nel momento in cui rinvia alla normativa attuativa per la sola definizione e determinazione delle sole eccezioni alla regola (il Trattamento sanitario obbligatorio). L'art. 32 e' chiaro. Univoco direi.
Il concetto di accanimento e' concetto medico, e medico legale, piu' che giuridico, indefinibile a priori. Nasce e descrive un comportamento illegale penale, civile e deontologico, che comporta sanzioni penali civili e deontologiche laddove si riscontrino comportamenti lesivi derivanti da colpa medica. Una volta che il paziente, in scienza (perche' informato) e in coscienza (perche' libero di autodeterminarsi), decide di accettare una cura o di rifiutarla, non trova alcun spazio applicativo il concetto di accanimento terapeutico, per il semplice fatto che decide lui cosa, per la propria persona, sia cura appropriata o meno.

2. Stesso errore nella pronuncia della Corte d'Appello. Anziche' accertare la volonta' di Eluana, verificare la validita' del consenso e del dissenso alle cure, manifestato attraverso chi oggi la rappresenta (Beppino Englaro) e provato a mezzo di testimonianza, si invoca artatamente e impropriamente il concetto di accanimento terapeutico. Concetto che, ripeto, esula dalla domanda giudiziale e semmai apparterrebbe ad altro giudizio: quello penale, civile –risarcitorio- e deontologico che le vittime e i loro parenti potrebbero istaurare a violazione compiuta.
Si pretende, infatti, di negare ad Eluana l'interruzione delle cure che la mantengono in vita perche' l'alimentazione e l'idratazione artificiale non costituirebbero "accanimento terapeutico". Bene, e anche se cosi' fosse? Non si puo' certo far derivare dall'assenza di una violazione la non esercitabilita' del diritto alla scelta terapeutica!

Con, e grazie a questa mistificazione, l'accanimento terapeutico, in origine difesa del paziente, diviene strumento non a sua garanzia e tutela, ma contro lo stesso e a dispregio delle sue volonta'. Contro colui che e' ancora in grado di intendere e volere (come lo era Welby) sia contro chi, divenuto incapace, ha –inutilmente- confidato e affidato al testamento biologico la sua scelta sul fine vita.
 
concludo sottolineando che
anche il PAPA WOJTYLA rifiutò il respiratore

preferì raggiungere il Padre nei cieli
 
Costituzione - art. 32

La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo, e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana
 

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