con Hillary Clinton alla Casa Bianca ci sarà Guerra.

Il golpe mediatico di Hillary, nostra signora della guerra

15/6 • idee

«Tecnicamente non è un colpo di Stato, certo, ma gli somiglia tanto». Quel che si è compiuto in queste ore intorno alla candidatura di Hillary Clinton, scrive Pino Cabras, è abbastanza simile a quanto accade ovunque, nell’Occidente in crisi: «Le oligarchie hanno bisogno della cerimonia rassicurante e ratificante del voto, ma non vogliono che il suffragio popolare possa mai disturbare le loro decisioni». Così non hanno aspettato che la California, il boccone più grosso del piatto elettorale delle primarie Usa, potesse sconfiggere la sempre più traballante Hillary fiaccata dagli scandali, ed esprimere così una possibile alternativa nella persona del “socialista” Bernie Sanders. «Non volevano trovarsi in imbarazzo, con i cosiddetti “superdelegati” (i notabili di partito non espressi dal voto delle primarie) costretti a imporsi sulla volontà degli elettori solo a cose fatte, con un Sanders in grado di contestarli energicamente».
Perciò, aggiunge Cabras su “Zero Consensus”, le “cose fatte” le han volute fare loro: «Hanno proclamato la nomination in anticipo, hanno dettato la grande notizia al sistema mediatico mettendo a tacere il resto, e al diavolo gli elettori democratici». Non c’è che dire, «un bell’assaggio di quel che sarebbe una presidenza in mano alla candidata preferita da Wall Street e dai superfalchi neoconservatori». Cabras mette in evidenza la titolazione di “Repubblica”, attorno al report di Federico Rampini: “Usa, Hillary vince la nomination. Prima donna, momento storico. Sarà la candidata democratica alla Casa Bianca”. A ancora: “Figlie, potete diventare tutto, anche presidente”. Dulcis in fundo, anche la chiosa del presidente uscente: “Obama chiede a Sanders di ritirarsi e unire il partito”.
In questo quadro, osserva Cabras, il coro dei media occidentali non trova di meglio che esaltarsi per la “prima volta di una nomination di una donna”. «C’è da capire la valenza del simbolo, ma Hillary non è un simbolo: è un individuo specifico, una personalità politica concretamente distinguibile per i suoi comportamenti, già sperimentata nel suo ruolo di Segretaria di Stato, quando ha preso decisioni politiche che hanno acceso nuove guerre». Le risate della Clinton alla notizia dell’uccisione di Gheddafi, il “traffico di jihadisti” dalla Libia alla Siria, con corredo di armi chimiche. «Il caos che ha voluto creare ha ucciso donne: innocenti e a migliaia», conclude Cabras. «Potrebbero diventare milioni, se potesse applicare le sue idee sul Medio Oriente e sul rapporto fra Europa e Russia».
«Tecnicamente non è un colpo di Stato, certo, ma gli somiglia tanto». Quel che si è compiuto in queste ore intorno alla candidatura di Hillary Clinton, scrive Pino Cabras, è abbastanza simile a quanto accade ovunque, nell’Occidente in crisi: «Le oligarchie hanno bisogno della cerimonia rassicurante e ratificante del voto, ma non vogliono che il suffragio popolare possa mai disturbare le loro decisioni». Così non hanno aspettato che la California, il boccone più grosso del piatto elettorale delle primarie Usa, potesse sconfiggere la sempre più traballante Hillary fiaccata dagli scandali, ed esprimere così una possibile alternativa nella persona del “socialista” Bernie Sanders. «Non volevano trovarsi in imbarazzo, con i cosiddetti “superdelegati” (i notabili di partito non espressi dal voto delle primarie) costretti a imporsi sulla volontà degli elettori solo a cose fatte, con un Sanders in grado di contestarli energicamente».
 
IL COLLASSO DELLA DEMOCRAZIA OCCIDENTALE
Postato il Sabato, 02 luglio @ 08:34:38 BST di davide

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DI PAUL CRAIG ROBERTS

informationclearinghouse.info



La democrazia non esiste più in Occidente. Nei potenti gruppi di interesse privati degli USA, come il complesso militare e della sicurezza, Wall Street, la lobby israeliana, l'agro-alimentare e le industrie che si occupano di estrazione di energia, l'industria del legno e quella mineraria, hanno a lungo esercitato un controllo sul governo maggiore rispetto ai cittadini. Ma ora anche questa parvenza di democrazia è stata abbandonata.

 Negli Stati Uniti Donald Trump ha vinto la nomination presidenziale repubblicana.

Tuttavia, i delegati della convention repubblicana stanno complottando per negare a Trump la nomina ottenuta con il voto popolare. L'establishment politico repubblicano sta mostrando riluttanza ad accettare i risultati democratici.
 Le persone hanno scelto, ma la loro scelta è inaccettabile per l'istituzione che intende sostituire la sua scelta alla scelta del popolo.




Vi ricordate di Dominic Strauss-Kahn? Strauss-Kahn è il francese una volta a capo del Fondo monetario internazionale e, secondo i sondaggi dell'epoca, il probabile futuro presidente della Francia. Disse qualcosa che suonava troppo favorevole nei confronti del popolo greco. I potenti gruppi di interesse bancari, preoccupati, si allarmarono al pensiero che avrebbe potuto mettersi in mezzo al loro saccheggio della Grecia, del Portogallo, della Spagna e dell'Italia. Apparve una cameriera d'hotel che lo accusò di stupro. Venne arrestato e trattenuto senza cauzione. Dopo che la polizia e i pubblici ministeri realizzarono che si erano presi in giro da soli, venne liberato e tutte le accuse decaddero. Ma l'obiettivo era stato raggiunto. Strauss-Kahn dovette dimettersi da direttore del FMI e disse addio alla sua occasione di diventare presidente francese.

 Curioso, non è vero, che ora appaia una donna che sostiene che Trump l'abbia violentata quando aveva 13 anni.



Considerate la risposta dell'establishment politico al voto sulla Brexit. I membri del Parlamento stanno dicendo che il voto è inaccettabile e che il Parlamento ha il diritto e la responsabilità di ignorare la voce del popolo.

 Il punto di vista che si è ora stabilito in Occidente è che le persone non sono qualificate per prendere decisioni politiche. La posizione degli avversari della Brexit è chiara: semplicemente non è una questione che riguarda il popolo britannico se la sua sovranità viene regalata a un'inspiegabile commissione a Bruxelles.

 Martin Schultz, presidente del Parlamento Ue, dice chiaramente: «Non è concepibile all'interno della filosofia dell'unione europea, che la folla possa decidere del suo destino"

.
Anche i media occidentali hanno messo in chiaro che non accettano la decisione del popolo. Si è detto che la votazione è "razzista" e quindi può essere ignorata in quanto illegittima.

 Washington non ha alcuna intenzione di permettere agli inglesi di uscire dall'unione europea. Washington non ha lavorato per 60 anni con lo scopo di mettere tutta l'Europa nel sacco dell'UE (che Washington può controllare) solo per lasciare che la democrazia annulli questa conquista.

 La Federal Reserve, i suoi alleati di Wall Street, la (sua) Banca del Giappone e i vassalli della banca centrale europea venderanno allo scoperto sterline e azioni del Regno Unito, e le prostitute della stampa (presstitute) spiegheranno il declino del loro valore come la dichiarazione "del mercato" che il voto britannico è stato un errore.

Se alla Gran Bretagna verrà permesso di lasciare, le trattative che dureranno due anni verranno utilizzate per legare gli inglesi all'UE così fermamente che l'uscita della Gran Bretagna avrà valore solo nominale.

 Nessuno con un minimo di cervello crede che gli europei siano contenti che Washington e la NATO li stiano guidando verso un conflitto con la Russia. Eppure le loro proteste non hanno alcun effetto sui loro governi.



Considerate le proteste francesi nei confronti di ciò che il governo neoliberista francese, mascherato da socialista, chiama "riforme del diritto del lavoro." Quello che fa la "riforma" è eliminare le riforme che il popolo francese ha ottenuto in decenni di lotta. I francesi hanno reso i posti di lavoro più stabili e meno incerti, riducendo così lo stress e contribuendo alla felicità della vita. Ma le multinazionali vogliono più profitti e considerano i regolamenti e le leggi, che avvantaggiano le persone, delle barriere che impediscono un maggior guadagno. Economisti neoliberisti hanno sostenuto il ritiro dei diritti dei lavoratori francesi con la falsa tesi che una società umana provoca disoccupazione. Gli economisti neoliberisti lo chiamano "liberare il mercato del lavoro" dalle riforme ottenute dal popolo francese.

 Il governo francese, ovviamente, rappresenta le imprese, non il popolo francese. 

Gli economisti neoliberisti ed i politici non esitano a sacrificare la qualità della vita dei francesi, al fine di spianare la strada ai profitti delle aziende globali.

Qual è il valore nel "mercato globale" quando il risultato è quello di peggiorare il destino delle persone?



Considerate i tedeschi. Vengono invasi dai rifugiati delle guerre di Washington, guerre che lo stupido governo tedesco ha avvallato. Il popolo tedesco sta sperimentando l'aumento della criminalità e le aggressioni a sfondo sessuale. Protestano, ma il loro governo non li sente. Il governo tedesco è più preoccupato per i rifugiati che per il suo popolo.



Considerate i greci e i portoghesi costretti dai loro governi ad accettare la rovina finanziaria personale al fine di potenziare i profitti delle banche estere. Questi governi rappresentano i banchieri stranieri, e non il popolo greco e portoghese.

 Uno si domanda quanto tempo ci vorrà prima che tutti i popoli occidentali realizzino che solo una rivoluzione francese completa di ghigliottina può liberarli.





Potenti gruppi di interesse hanno vinto sullo stato di diritto.



Questo da un lettore:


"E' stato riferito questa mattina che, recentemente, il jet che ospitava il procuratore generale Loretta Lynch si trovava sulla stessa rampa di quello che trasportava Bill Clinton.


"E in qualche modo sembra che ciascuno sapesse della presenza dell'altro.


"Ed erano talmente vicini che Bill e Loretta si sono incontrati privatamente in uno dei jet”.


"L'FBI (un dipartimento sotto il comando del procuratore generale) sta indagando sulle email di Hillary, viste come una violazione penale dell'espionage act e sul finanziamento della Fondazione Clinton da parte di lobby straniere.


"Mi sembra che questa sia più di una coincidenza ed è altamente irregolare, per un funzionario che ha il compito di perseguire un potenziale imputato, incontrarlo privatamente, o incontrare suo marito.


"Mi chiedo, di chi è il jet su cui si sono incontrati? Il procuratore generale è salito su quello di Bill? Non sarebbe particolarmente insolito? E' stato Bill a salire su quello del procuratore generale, e se sì, perché il procuratore avrebbe partecipato a un tale conflitto di interessi?"



Ecco la conferma che si è verificato questo incontro:



C'è stato un incontro di mezz'ora sull'aereo del procuratore generale. Guarda il video della notizia da ABC 15:



AG Loretta Lynch Has Meeting With Bill Clinton on Government Airplane And Says They Talked About Their Grandchildren (VIDEO)



Loretta Lynch, Bill Clinton meet privately in Phoenix


Dr. Paul Craig Roberts è stato Assistente Segretario del Tesoro per la politica economica e editore associato del Wall Street Journal. E' stato editorialista di Business Week, Scripps Howard News Service, e Creators Syndicate. Ha ricoperto molti incarichi universitari. Le sue colonne su internet hanno attirato follower da tutto il mondo. Gli ultimi libri di Roberts sono: The Failure of Laissez Faire Capitalism and Economic Dissolution of the West, How America Was Lost, and The Neoconservative Threat to World

Fonte: www.informationclearinghouse.info

Link:  The Collapse of Western Democracy :  Information Clearing House - ICH

30.06.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di DESASTRADO
 
gli amici non si lasciano mai indietro



Principe saudita ammette: abbiamo finanziato oltre il 20% della campagna di Hillary!




L’Arabia Saudita ha finanziato oltre il 20% della campagna elettorale presidenziale di Hillary Clinton. Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta l’agenzia giordana Petra News, il Principe saudita Mohammed bin Salman.
Secondo quanto scrive il sito Middle East Eye, la dichiarazione è stata poi cancellata dalla pagina dell’agenzia di stampa. Tuttavia, uno screenshot della versione araba orginale è stata pubblicata dall’
“istituto per gli affari del Golfo” di Washington.
“L’Arabia Saudita ha quasi sempre sponsorizzato sia i partiti repubblicani che quelli democratici e …. il regno ha sempre fornito con pieno entusiamo il 20% del costo della campagna di Hillary Clinton nelle elezioni presidenziali nonostante il fatto che alcune forze influenti nel paese non hanno mostrato un atteggiamento positivo nel supportare il candidato perché donna”, scriveva prima della cancellazione l&#


39;agenzia giordana Petra.

Scrive correttamente
TeleSur come sia illegale nelle elezioni statunitensi per un candidato accettare fondi da governi stranieri, “ma Arabia Saudita e Hillary non sono nuovi nello scambiarsi favori”.
La Clinton Foundation, presieduta da Hillary e suo marito Bill Clinton, ha ammesso nel 2008 di aver accettato 25 milioni di dollari dal regno saudita. Altri governi stranieri che hanno donato ingenti somme alla Clinton sono: Norvegia, Kuwait, Qatar, Brunei, Oman, Italia e Giamaica per una cifra complessiva di 20 milioni di dollari.
Middle East Eye scrive che ha cercato di contattare entrambe le parti, un rappresentante del regime saudita e Hillary Clinton, ma non ha avuto risposta.
 

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