DOPPIAMENTE LAD RI anzi ladr oni

tontolina

Forumer storico
Il Senato cambia mille lire con un euro. E così, con un accordo maggioranza-CdL, raddoppia il rimborso per i referendum
Mercoledí 26.07.2006 09:41

Il governo era contrario, ma i parlamentari se ne sono infischiati. Sia quelli della maggioranza sia quelli dell'opposizione. Tutti i membri della commissione bilancio del Senato hanno votato, venerdì scorso, a favore dell'emendamento che ha trasformato le vecchie mille lire di rimborso - adeguate a suo tempo a 60 centesimi - per ogni firma presentata dai promotori di un referendum in un euro, che di lire ne vale 1936,27. Costo del cambio mille lire = un euro: 2,5 milioni di euro.

Chi paga? Il contribuente italiano: "All'onere derivante si provvede mediante l'utilizzo di parte delle maggiori entrate recante dal presente decreto". Tradotto: voi stringete la cinghia, noi allarghiamo i rimborsi. Firmato: i vostri parlamentari preferiti, sinistra-destra-centro. Tutti d'accordo. L'onorevole segue l'esempio del fruttivendolo, quello che il 31 dicembre 2001 vi faceva pagare le cipolle 1000 lire al chilo e il due gennaio 2002 un euro, sempre al chilo. Un ritocchino del 100%, che quattro anni fa, nel passaggio lira-euro, andava tanto di moda fra i commercianti.

"Avevo espresso parere contrario" spiega Natale Ripamonti, senatore dei Verdi e relatore del testo. "Così come pure il governo aveva espresso parere contrario. Però, in commissione si sono trovati tutti d'accordo con l'aumento del rimborso e l'emendamento è passato all'unanimità". Non solo. Gli onorevoli senatori hanno anche deciso che questi soldi li vogliono subito. Il vecchio testo, la legge 157 del '99, indicava che "i rimborsi sono corrisposti entro il 31 luglio di ciascun anno, in misura pari, al primo anno, al 40% della somma spettante, e, per i quattro anni successivi, al 15% della somma spettante".
Insomma, lo Stato pagava a rate, in cinque anni. Indovinate un po' cosa hanno deciso venerdì scorso gli onorevoli senatori della commissione Bilancio? "I rimborsi sono corrisposti in un'unica soluzione, entro il 31 luglio dell'anno in cui si è svolta la consultazione referendaria". Niente più rate, quindi, i partiti si faranno liquidare subito in un'unica soluzione. Questo significa che lo Stato liquiderà i partiti per lo sforzo profuso nel referendum confermativo del 25 e 26 giugno scorso, che non ha confermato un bel niente, entro lunedì prossimo, il 31 luglio.

Non è finita. Spulciando gli emendamenti approvati sempre dalla commissione Bilancio del Senato venerdì scorso, si rintraccia un altro articolo in tema di rimborsi elettorali. Che dice: "Per il rimborso da attribuire ai movimenti o partiti politici in relazione alle spese sostenute per le campagne elettorali nella circoscrizione Estero, i fondi relativi, rispettivamente, al Senato della Repubblica e alla Camera dei deputati, sono incrementati nella misura dell'1,5% del loro ammontare".

Questo sì un ritocchino, "ma del tutto giustificato" interviene il senatore Ripamonti. "In queste ultime elezioni politiche i partiti, dovendo fare campagna elettorale anche per le comunità italiane all'estero, hanno affrontato maggiori spese". Un ragionamento talmente ineccepibile che ha trovato tutti i senatori d'accordo. Insomma, le riforme condivise che tanto piacciono al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano hanno un buon punto di partenza: più soldi ai politici. Per il resto si vedrà.
http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/referendumsoldi2607.html?pg=2

MA LA GHIGLIOTTINA?
L'ITALIA è GOVERNATA DA DELINQUENTI di destra e di sinistra
 
E ti pareva che non fossero d'accordo !

Altro che associazione a deli......re

Fosse per me gli taglierei i viveri e altro almeno a metà !

Quei posti sono come le miniere d'oro del far west, quando tutti correvano a scavare per arricchirsi , secondo me è quello del politico il mestiere piu' antico del mondo che si prostituisce per fare soldi - da qualunque parte vengano -

Percio' sfoghiamoci pure ma in modo rassegnato, che è sempre stato cosi' da secoli.

E sono anche piu' o meno tutti incapaci e incompetenti nel legiferare in modo equo, tanto per dirne una sola : puo' dedurre dalle imposte piu' un lavoratore dipendente che sicuramente guadagna di piu' , che un pensionato , per dei parametri assurdi che hanno inventato !

Per ora basta, ciao.
 
si, vabbè, ma poi risparmiano con i tagli alla sanità, alle pensioni, alle università, agli enti locali, ecc ecc. quindi non diciamo che i politici sono dei sperperoni. :lol: :lol: :lol:
 
Era sul Sole della scorsa settimana.

E non dimentichiamo il condono sui manifesti elettorali affissi fuori dagli appositi spazi (praticamente tutti) che si sono auto-votati nella finanziaria dello scorso anno.
 
SUPERLADRONI
tontolina ha scritto:
Il Senato cambia mille lire con un euro. E così, con un accordo maggioranza-CdL, raddoppia il rimborso per i referendum
Mercoledí 26.07.2006 09:41

Il governo era contrario, ma i parlamentari se ne sono infischiati. Sia quelli della maggioranza sia quelli dell'opposizione.

L'ITALIA è GOVERNATA DA DELINQUENTI di destra e di sinistra

Prodi rifarei indulto e Finanziaria
http://msn.ansa.it/restyling_msn/news/topnews/2006-12-25_12522433.html


Maurizio Blondet
21/12/2006
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1653&parametro=

…Altrimenti gli italiani apprendono notizie sul governo Prodi e sui miliardari di Stato che questo governo rappresenta e difende, protegge e crea.
Per esempio, i contribuenti potrebbero farsi domande sullo splendido, ricchissimo Natale che attende i dipendenti del ministero del Tesoro, su cui regnano i super-tassatori Visco e Padoa Schioppa.
Costoro, tra personale e dirigenti, si divideranno una «gratifica» di 447 milioni di euro.
Pari a circa 900 miliardi di vecchie lire.
Sì, avete letto bene.
Come funziona il trucco, lo ha spiegato Dagospia, in un articolo segnalatoci dal lettore Simoncini.
La Finanziaria del 2004 (dunque il responsabile è Tremonti) previde una «doppia retribuzione fuori contratto» per dirigenti e dipendenti, legata «ai risparmi di spesa effettuati su tutti i capitoli di bilancio dello Stato». Sic.
Fanno i risparmi a scapito dei pensionati, ammalati, scuole.... insomma tutto il risparmio a scapito della spesa sociale, e se li mangiano loro.
Di fatto, ogni dipendente ha ricevuto da allora, oltre allo stipendio e alla tredicesima, 10 mila euro il fattorino, e fino a 16,5 mila euro (lordi) gli altri impiegati, secondo il grado; per i direttori generali, da 28 a 45 mila euro.
Per i capi dipartimento la fetta più grossa, perché questi dipendenti pubblici (in quanto pagati dai contribuenti) godono di contratto di dirigenti privati, perché, si sa, hanno un genio manageriale che va compensato secondo «il mercato», anche se il mercato non ha nulla a che fare con loro: personalità come il Ragioniere Generale dello Stato, il Capo Dipartimento, il Capo di gabinetto, il Capo degli uffici legislativi, che già prendono sui 400 mila euro l'anno, si sono aggiudicati anche la gratifica fuori contratto di 175 mila euro a testa.
Natale d'oro per i miliardari di Stato.
A noi le tasse, la frusta, la disciplina, la flessibilità: a loro i miliardi.
Nessun aumento per i poliziotti e i vigili del fuoco, i soli dipendenti pubblici di cui la gente ha bisogno: a lorsignori, la torta di 900 miliardi da spartisti.
Niente per la ricerca, tutto per i burocrati.

Ma non è finita qui.
La commissione Affari Costituzionali (presidente Violante) ha votato all'unanimità per sopprimere questa gratifica.
Senza esito alcuno.
Nelle intricate 300 pagine del maxi-emendamento, la gratifica è rimasta.
Il che non è affatto strano: il maxi-emendamento è stato stilato dai dirigenti del Tesoro, quelli stessi che godono della gratifica miliardaria.
Nell'opera altamente illegale di vanificare il dettato del potere legislativo si sono distinti i sindacati, CGIL CISl e UIL. Hanno mobilitato gli impiegati del ministero, che a quanto pare hanno inscenato manifestazioni nei corridoi del palazzo.
Immediatamente, sono stati rassicurati da Visco in persona: la gratifica resta e resterà.Per quali meriti venga riscossa la super-gratifica è detto chiaro: «per le maggiori entrate dalla vendita degli immobili di Stato, per risparmi di spesa sugli interessi», per le somme riscosse in più nel controllo fiscale.
Dunque, come spiega l'articolo su Dagospia, le riduzioni dei servizi pubblici dati ai cittadini grazie al governo Prodi-Schioppa, si traducono in un vantaggio per i miliardari del Tesoro.
«Meno opere pubbliche, meno incentivi allo sviluppo, più sacrifici, più vendite di beni pubblici [pagati da noi], più ticket, più chiusure di uffici ed ospedali significano più soldi nelle loro tasche».
E' la precisa descrizione del regime in cui viviamo: la dittatura totalitaria delle burocrazie inadempienti, che si riempiono i piatti (d'oro) scarnificando le famiglie italiane.

Così si capisce come mai l'introito fiscale aumenta dell'11 % all'anno, mentre l'economia si sviluppa dell'1 %: questi ormai stanno tagliando la polpa all'osso, e l'osso è il nostro e quello dei nostri figli.
Così si capisce come mai i finanzieri esibiscano trionfalmente le loro scoperte: beccati 7 mila evasori totali, che secondo loro hanno nascosto un reddito di 15,3 miliardi di euro.
E' una cifra puramente fantastica, come spiega l'imprenditore dai pensieri in libertà nel suo blog.

Ciascuno dei 6950 evasori, , dovrebbe avere avuto un fatturato di 3 milioni a testa, 6 miliardi di vecchie lire.
«E secondo voi con i tempi che corrono e i continui controlli che ci sono veramente si riesce a mettere in piedi un business da milioni di euro (che comporta parecchi dipendenti, struttura, trasporti, pagamenti, ecc) come evasori totali?».
Di solito, queste scoperte annunciate finiscono poi per recuperare l'1 o il 2 % di quanto annunciato dalla buro-dittatura, con uno strascico costosissimo di ricorsi e cause in tribunale che paghiamo noi
Ma non importa.
L'esibizione dei successi nella mitica «lotta all'inflazione» serve, anche per aumentare la gratifica di lorsignori, collegata ai «recuperi fiscali».
E non crediate che, scoperto lo scandaloso trattamento natalizio dei miliardari del Tesoro, esso venga soppresso.
Sta avvenendo il contrario: i dipendenti degli altri ministeri sono in subbuglio per la gratifica dei «furbetti di via XX Settembre», vogliono anche loro la «doppia retribuzione fuori contratto».
Vedrete che i sindacati complici: CGIL CISL e UIL faranno faville - nei corridoi dei ministeri, fuori dallo sguardo dei contribuenti - per rimediare a questa ingiustizia.
Non a caso, i sindacati dedicano la loro missione alla difesa dei lavoratori.
Visco rassicurerà, perché quelli sono i «lavoratori» secondo lui, e i votanti per la sedicente «sinistra» collusa con la «destra».
Nella prossima Finanziaria, nel maxi-emendamento finale di 300 e passa pagine con migliaia di commi incomprensibili, ci sarà la gratifica anche per l'ultimo archivista di prima nomina di ogni ministero.
E sarà votato con la fiducia, ossia senza discussione né esame.
E poi, protesteranno i dipendenti delle Regioni, delle province, dei consigli di zona.

Ma rallegratevi, o contribuenti dissanguati: non è tutto pubblico nel regime, entra dalla porta principale «il privato», il «mercato».
Provate a indovinare: sotto forma di Goldman Sachs.
Padoa Schioppa ha assunto la Goldman Sachs come consulente per studiare il futuro ruolo della Cassa Depositi e Prestiti.
Perché Prodi, ossia l'ex dirigente Goldman Sachs, vuol trasformare la Cassa Depositi
e Prestiti in una nuova IRI come a lui conviene.
Lo ha dimostrato col suo tentativo di ri-statalizzare Telecom, per ora fallito.
La Goldman dovrà appunto mettere a punto i trucchi e gli inghippi per aggirare le leggi, nazionali ed europee, che ostacolano il piano.
Per esempio, Prodi vuole che i fondi della Cassa raccolti col risparmio postale siano usati per «le infrastrutture» (la legge vieta quest'uso del risparmio postale, risparmio dei poveri).
E Bruxelles ha da ridire sul fatto che la Cassa sia fuori dal bilancio consolidato dello stato: se dovesse entrarci, su ordine europeo, il buco del debito pubblico ora mascherato sarebbe più vasto di quello che appare oggi.
Inoltre, le norme europee ingiungono che le fondazioni bancarie (tutte così amiche di Prodi) escano dalla Cassa Depositi e Prestiti: attualmente ne detengono il 30 % del capitale; dovrebbero scendere al 5 %.
Come ritardare questo evento, o magari impedirlo in eterno?
Questo dovrà pensare la Goldman Sachs, che dei trucchi è la riconosciuta massima competente mondiale: non a caso un suo dirigente altissimo è oggi capo del Tesoro americano, ossia dell'economia più fallita del pianeta.
Quanto ci costerà quella consulenza - che dovrebbe pagare Prodi, visto che è lui il beneficiario - è un segreto di Stato.
Come tutto il resto, per quanto riguarda i privilegi delle burocrazie che ci tengono lo stivale sul collo.

Maurizio Blondet
 
dimenticavo di ricordare che il governo brodi sta scippando anche il TFR a tutti i dipendenti

o scelgono di utilizzarlo per la pensione integrativa gestita dalle solite banche bassotti e dalle cugine assicurazioni

o lo lasciano allo stato che li utilizzaerà per le infrastrutture

infine ci sono i fondi gestiti dai compagni sindacati che come sopra è stato esposto sono della stessa pasta degli "omerdosi"


ed io mi chiedo:"dove finirà tutta la liquidità? http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1067033,00.html"

temo di conoscere la risposta:"finira nei bond che finanziano i private equity per il LBO"
 
Natale in casa Prodi

Volendo fare un bilancio di questi primi mesi di Governo Prodi non possiamo non prendere atto del fatto che il centro-sinistra è stato l’espressione degli interessi più nequiziosi di una oligarchia politico-professionale (ex Pci-Dc) orientata a spremere come un limone il Sistema-Italia, a vantaggio dei propri interressi e di quelli di un’altra oligarchia dominante, quella della GF (Grande Finanza) e della GID (Grande Impresa Decotta), entrambe responsabili dell’arretramento generalizzato del nostro paese, sia in termini culturali che economici.

Questo arretramento globale, che sarebbe più appropriato chiamare saccheggio su committenza, si è infine sostanziato in una finanziaria dal carattere “preventivo”, finalizzata a depauperare le risorse del paese nel breve periodo, in quanto esiste la consapevolezza, nel ceto politico di centro-sinistra, che nel lungo periodo la situazione non potrà che peggiorare. Allora i felloni si sono portati avanti col lavoro. Quale necessità c’era, altrimenti, di estorcere al popolo italiano 38 mld di euro, laddove da più parti era stato attestato che per rientrare nei parametri europei di sostenibilità economica bastavano appena 15 mld di euro?

Questi dati non ce li stiamo inventando, sono stati gli stessi Padoa-Schioppa e Visco ad annunciare, a più riprese, che il maggior gettito fiscale incamerato nel 2006 oscillava tra i 27 mld di euro e i 38 mld. Si guardi bene alla forbice, un oscillazione di 8 mld che dimostra quanto questi cialtroni giochino con i numeri, sostenuti nei loro calcoli alchemici dagli istituti di rilevazione statistica i quali praticano la mistificazione sistematica per accontentare i propri committenti. In futuro dovremo prendere tutti i dati fornitici cum grano salis, l’indagine statistica è ampiamente pilotata a favore d’ interessi che mutano al mutare delle stagioni politiche.

L’aumento del gettito fiscale del quale parliamo viene, in massima parte, dal gettito Irpef e dalle contribuzioni di lavoratori autonomi e dipendenti, nonché dall’incremento dell’IVA (la più alta d’Europa) che ha reso disponibile una bella somma, oggi celata dal governo in maniera “preventiva”. Le ragioni le possiamo intuire, vedi la crescita zero che si riscontrerà l’anno prossimo, ma nonostante ciò il governo potrà enumerare, all’occorrenza, buoni risultati laddove la situazione sarà fortemente peggiorata. Altro che finanza creativa alla Tremonti!

Qui siamo in presenza della finanza preventiva alla Prodi, grazie al lavoro di politicanti di professione ed ai loro veri manovratori (GF e GID) che arraffano avidamente da un serbatoio ormai ben sotto la soglia di riserva. Tutte queste manovre mistificatorie e di occultamento sono state spiegate dai membri del governo come doverose operazioni prudenziali, poiché non essendo le maggiori entrate fiscali di carattere strutturale, quanto piuttosto congiunturali e limitatamente replicabili, si rende opportuno colmare i “granai” in vista delle “vacche magre”. Solo che la “riserva per l’inverno” assomiglia sempre più ad un accumulo di libagioni destinate agli dei della GF e GID di cui sopra.

Del resto, tutto questo affaccendarsi con la “lima” (una lima da 38 mld di euro), in un clima artefatto di costante pericolo rispetto ad un fantomatico ritorno al medioevo (quello del cavaliere nero di Arcore), non è nulla in confronto all’attacco decisivo che sarà sferrato contro i due grandi “mali” che affliggono la spesa pubblica, cioè le pensioni e la sanità. Siccome l’italiano medio di sinistra è abbastanza sciocco da farsi abbindolare da queste trame identitarie, crederà ciecamente alla fandonia per cui i barbari sono alle porte della città, proprio come dice una poesia di Costantino Kavafis. I barbari in realtà non arriveranno mai, eppure la sola possibilità della loro entrata in città permetterà ai governanti di rendere l’emergenza uno stato di “normalità”.

E di segnali di pericolo (artificiosi) ce ne sono a iosa.

Le grandi agenzie di rating americane ci hanno retrocesso per una presunta fiacchezza nel taglio della spesa pubblica (CVD), l’Europa ci ha guardato con sospetto per lo stesso motivo (salvo congratularsi coi tecnici del governo per la scientificità contabile con la quale hanno approntato la finanziaria, CVD) e la maggioranza di centro-sinistra, con il suo allarmismo sui conti pubblici, non fa altro che preparare il terreno in vista della “soluzione finale” sulla spesa dello Stato(CVD). Nessuno ritiene che certe riforme non siano necessarie almeno laddove mutano alcune condizioni strutturali. Ad esempio se aumenta l’aspettativa di vita o se il rapporto tra numero di lavoratori in attività e beneficiari delle prestazioni pensionistiche viene a squilibrarsi, il sistema non può che perdere di sostenibilità ed è ovvio che qualche precauzione deve essere presa.

Tuttavia, ogni provvedimento adottato deriva da una intenzione preconcetta che influenza le azioni successive e le direziona in un senso piuttosto che in un altro. Data la natura capitalistica di questa sinistra non possiamo che aspettarci una fedeltà pressoché cieca ai dettami della “triste scienza” perorata dai funzionari del capitale. Solo che questi funzionari sono di diversa specie, quelli americani predicano il verbo nuetro delle leggi economiche immutabili fuori dai propri confini e praticano la potenza quando sono in ballo i loro interessi. I nostri invece, per idiozia o per pusillanimità (o per entrambe), sono convinti che solo l’economia pura di mercato può salvarci. Per questo motivo si va nella direzione dei tagli alla spesa pubblica, o peggio ancora del vivacchiamento nelle nicchie di mercato che non danno fastidio agli Usa (ideologia del “piccolo è bello” o del “medio è bello” e bla bla bla!)

Allora, invece di sforbiciare a “ritta e a manca”, in ossequio alle leggi del liberismo ideologico, perché non si avviano politiche serie di rilancio del sistema industriale (che non sono gli aiuti di stato ad imprese come la FIAT che succhiano solo energie al nostro paese) a partire dai settori a più elevato impatto tecnologico? In Italia ci sono poche imprese capaci di “aggredire” (per usare una terminologia economicistica) il mercato e queste, a prescindere dalla loro natura giuridica, pubblica o privata che sia, devono essere sostenute (e non assistite) solo quando i loro programmi sono orientati alle innovazioni di prodotto, come unica possibilità di crescita e di ricchezza del sistema economico nel suo complesso. Solo se la “torta” cresce è possibile spartirsi fette più grandi.

E’ chiaro che i rapporti relativi di ricchezza resteranno a tutto vantaggio dei dominanti, questa è la regola nel modo di produzione capitalistico, ma i dominati potranno rivendicare una parte crescente della ricchezza prodotta. Se la torta si restringe, comunque, a noi resteranno sempre e soltanto le briciole.

Per oggi è tutto, auguri di buon anno.

Ripreso da: http://ripensaremarx.splinder.com
25 dicembre 2006

http://www.canisciolti.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=1082
 
Riporto quanto appena scritto in altro thread, si stanno davvero superando limiti di buon senso, non solo di buon gusto.

Vedi Rapisarda, mi sono appena iscritto apposta per risponderti. Ti avevo letto alcune volte e avevo apprezzato alcune tue ossrvazioni in materia di borsa.

Ma quasta volta voglio dirti che trovo molto sgradevole questa propaganda spicciola contro il Governo attuale che in tanti come te fanno sulla Rete.

Non e' ammissibile dare del ladro a nessuno in questo modo e sfruttando l'anonimato della rete.
Non e' utile a nessuno affrontare temi importanti con questo populismo e questa demagogia.
Tu sei solo uno dei TANTI e' vero.
Ma qualche volta bisogna pur dirvelo, Se continueremo con l'Italietta delle mille mafie, del populismo contro le tasse, contro l'osservanza alle leggi, NON SAREMO MAI UN GRANDE PAESE, UNA GRANDE ECONOMIA libera e civile.

Usate argomenti, per favore non insulti.
 
SISMI-GATE - FOTO E DOSSIER SUI GIUDICI. NEI COMPUTER DEL SISMI SPIATI ANCHE PM STRANIERI – LA PROCURA DI MILANO INVIA AI COLLEGHI DI ROMA E AL CSM LE CARTE CONTRO POLLARI E POMPA – LE FOTO DEI PM NEMICI…





Paolo Biondani per il “Corriere della Sera”

I pm milanesi hanno trasmesso al Consiglio superiore della magistratura e alla Procura di Roma un nuovo capitolo del Sismi-gate: dossier spionistici contro «numerosi magistrati», con «schedature anche fotografiche», «individuali e collettive». Gli atti sono accompagnati dalla richiesta di perseguire a Roma, per competenza territoriale, nuovi reati attribuiti al generale Nicolò Pollari, rimosso due settimane fa dalla carica di direttore del servizio segreto militare, e al suo fedelissimo funzionario Pio Pompa, che per cinque anni ha gestito una struttura riservata del Sismi, in via Nazionale 50, che secondo l'accusa funzionava come centrale di disinformazione giornalistica e di spionaggio politico-economico.


(Niccolò Pollari - Foto La Presse)


Di questo ufficio parallelo finora si conoscevano solo pochi fascicoli cartacei. Nelle ultime settimane la polizia ha consegnato i primi accertamenti sugli otto computer usati da Pompa e dai suoi collaboratori, in gran parte ancora sconosciuti. Dai files già analizzati emerge quello che gli inquirenti definiscono «un massiccio lavoro di schedatura di magistrati». Tra le vittime compaiono alcuni tra i più noti pm italiani e perfino giudici stranieri. Ovviamente nessuna legge ha mai autorizzato i nostri servizi segreti a spiare la magistratura.

LE FOTO DEI PM «NEMICI» — Tra le caratteristiche più inquietanti di questo archivio informatico — in gran parte ancora da ricostruire, tanto che nell'insieme potrebbe avere dimensioni paragonabili all'ormai famoso serbatoio spionistico del caso Pirelli-Telecom — spicca la presenza di immagini delle vittime. Non solo testi dettagliatissimi, dunque, ma anche fotografie, spiegabili come la premessa logica di una sorveglianza anche fisica: nella migliore delle ipotesi, pedinamenti di giudici e pm. Tra i bersagli di questi «dossier con foto» c'è anche l'ex pm milanese Stefano Dambruoso. Pompa e Pollari furono intercettati già nel maggio scorso, durante le prime indagini sul Sismi (per il sequestro di Abu Omar), mentre orchestravano manovre per incolparne falsamente proprio Dambruoso, nella speranza di far spostare l'inchiesta a Brescia e bloccare così Milano. Alla stessa logica sembrano rispondere altri dossier individuali, ad esempio contro il pm Armando Spataro, che ha guidato l' inchiesta su quel rapimento targato Cia-Sismi.

I « Sismi files » conterrebbero però dati sensibili anche su magistrati che non si occupano di terrorismo nè di servizi, ma di mafia, corruzione o scandali economici. Addirittura un'intera sezione dell'archivio informatico di Pompa era dedicata a un organismo internazionale, «Magistrati europei per la democrazia e le libertà» (in sigla Medel), che riunisce 14 associazioni di giudici e pm di dieci Stati. Per l'Italia ne fa parte Magistratura democratica (Md), la prima corrente delle toghe di sinistra. A Milano il leader è Edmondo Bruti Liberati, l'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati. Questa schedatura collettiva di giudici italiani e stranieri presenta curiose analogie con articoli di stampa «dietrologici» che paventavano congiure contro il governo Berlusconi ordite dall'«internazionale delle toghe rosse». Il numero, la gravità e l'intensità dei casi di spionaggio ha spinto la procura di Milano a investire della questione il Csm, come organo costituzionale di tutela dell'intera magistratura.


(Pio Pompa - da "Corriere.it")


«LADRI DI STATO» — I pm milanesi, inoltre, chiedono alla procura di Roma di perseguire Pollari e Pompa anche per una nuova accusa: peculato, cioè furto di denaro pubblico. Il caso nasce dalla classica buccia di banana: i 30 mila euro che il vicedirettore di Libero, Renato Farina, imputato di favoreggiamento del Sismi nel sequestro di Abu Omar, ha ammesso di aver ricevuto da Pompa. Cioè dall'agente che lo stesso Pollari, intercettato, ammetteva di controllare: «Pompa sono io!». La legge vieta tassativamente ai servizi segreti di pagare giornalisti. Ma a questo punto i pm romani possono allargare l'inchiesta per capire da dove siano usciti i fondi neri usati dal Sismi per retribuire Farina e se siano stati usati per altre operazioni illecite.

Dagospia 27 Dicembre 2006
http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_28587.html

Ma queste intercettazioni dovevano essere distrutte... o almeno così desiderava il Ministro di Grazia ed Ingiustizia mastella

ed invece
anvedi
 
tontolina ha scritto:
Il Senato cambia mille lire con un euro. E così, con un accordo maggioranza-CdL, raddoppia il rimborso per i referendum
Mercoledí 26.07.2006

Il governo era contrario, ma i parlamentari se ne sono infischiati. Sia quelli della maggioranza sia quelli dell'opposizione. http://canali.libero.it/affaritaliani/politica/referendumsoldi2607.html?pg=2

MA LA GHIGLIOTTINA?
L'ITALIA è GOVERNATA DA DELINQUENTI di destra e di sinistra


SENATORI IN SCIOPERO (UN MESE)

di Vittorio Feltri
Un titolo come "senatori nullafacenti" avrebbe sintetizzato meglio la situazione. Comunque sia, e' uno scandalo: questi qua fanno 30 giorni filati di vacanza, dopo le fatiche (si fa per dire) della Finanziaria più sciagurata della storia patria.


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23 Dicembre 2006 15:06 MILANO
http://www.wallstreetitalia.com/articolo.asp?ART_ID=428637


(WSI) – Non c'è più il qualunquismo d'una volta, quando bastava una pioggerella a far meritare al governo la qualifica di ladro, e la politica era sempre e comunque una cosa sporca e amenità del genere. Oggi prevale il politicamente corretto in ogni sua forma e guai agli eretici.

Peccato, una botta di becerume sarebbe perfetta per remunerare adeguatamente il cretinetti cui si deve la decisione di mandare in vacanza i senatori fino al 23 gennaio. Sissignori. Avete letto bene; 23 gennaio. Un mese di ferie, un mese bianco, oltre trenta giorni di libertà dopo le fatiche della Finanziaria più sciagurata della storia patria. Un titolo come: Senatori lazzaroni (o nullafacenti) avrebbe egregiamente sintetizzato la situazione. Invece, dati i tempi, bisogna ricorrere al linguaggio bizantino, al politichese, e inoltrarsi in raffinate analisi per giungere alla stessa conclusione: un così lungo periodo di riposo per gente che di norma trascorre le giornate a votare in ubbidienza al leader, non ha alcuna giustificazione.

Siamo di fronte a un fenomeno psichiatrico o a una tattica da vitelloni d'antica specie? Non lo so. Ma il fatto nudo e crudo è questo: mentre la Camera si ferma per i canonici dieci dì dedicati ai pranzi, ai cenoni e all'Alkaseltzer, Palazzo Madama abbassa la saracinesca oggi e la tirerà su nel bel mezzo dell'inverno. Razza di malnati, i parlamentari eleggibili a quarant'anni suonati, viste le difficoltà ambientali, preferiscono assentarsi. Si concedono una pausa (pausona) di riflessione senza tuttavia rinunciare alla indennità, che non sarà granché, ma è quindici volte la paga degli sfigati sociali costretti a campare con i canonici mille euro mensili.



FANNO DAVVERO SCHIFO
SANNO SOLO DERUBARE L'ELETTORE
DESTRA= SINISTRA
TUTTI DISONESTI

Marronna come è cambiata la destra... non è tutta colpa di Berlusconi Lui si è solo adeguato ai costumi moderni
http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=1662&parametro=
 

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