Ei fu

Claire

ἰοίην
Preferisco dire "ei è", laddove "ei" è e deve essere il modus vivendi isolano più autentico e gradevole.

Leggero, ma gentile
Goliardico ma rispettoso.
Buffo.

Ci sono dei nomi che hanno enormi potenzialità ma hanno uno scarsissimo senso del limite.

Lo recuperiamo?
Il senso del limite.

Leggetevi queste righe e mandatele a memoria.

Che il forum non debba essere tanti compartimenti stagni è una cosa giusta, che uno non debba andare a prendere in giro un'altra persona con cui non ha una amicizia, e dunque non vi è da parte di tale persona il gradimento ad essere preso in giro, è una cosa altrettanto giusta.
L'ho scritto in maniera chiara che non ci dovevano più essere riferimenti incrociati, che fossero incluse le prese in giro immaginavo fosse una cosa scontata.
Non è difficile stare su questo forum, dove la moderazione non ha affatto perso il senso della misura: basta vivere e lasciar vivere. Non è affatto difficile.
Vivere e lasciar vivere significa che, semmai si vuole esercitare il sano diritto alla critica, lo si fa in maniera costruttiva, senza appunto la presa per i fondelli.
 
E per quanto riguarda stasera...

Se noi ombre vi abbiamo offeso, per poterci dare il perdono: fate conto di aver dormito, mentre queste visioni apparivano e che a mostrarvi paesaggi immaginari sia stato un sogno.
Signori, non ci rimproverate.
Se ci perdonate… rimedieremo!
Ascoltate l’onesto Puck: se avremo la grande sorte di sfuggire ai vostri insulti, potremo rimediare, signori. Che Puck non è un mentitore.
Quindi: buonanotte a tutti voi!
Datemi la mano e siamo amici! e Puck i danni vi rifonderà
 
Claire mi ricordi quelle donne che si mettono insieme ad un uomo, pensando di cambiarlo
La differenza è che io NON cerco di cambiare altre persone, ma cerco di agire in prima persona il cambiamento.

Posto che cambiare è sempre possibile, se non in tutto, almeno in parte, perché dotati tutti di libero arbitrio e dunque capaci di scegliere come comportarci, io sono una donna politica, etimologicamente politica.

Ho dei pilastri culturali di base che spaziano dal Vangelo, all'arte, passando per la politica più propriamente detta.

Invecchiando e passando attraverso passaggi esperienziali cruciali, ho acquistato la consapevolezza che la nostra cultura pone l'autorità in capo a chi la esercita con la forza. E tutto questo è una cosa senza senso.
L'autorità va spostata verso coloro che costruiscono benessere collettivo. Al centro dell'agire ci va la cura.
Nella misoginia italiana, che è culturalmente figlia di quella dell'Antica Roma e dell'Antica Grecia, l'autorità non va mai d'accordo con l'affettività e la cura. Quelle sono le occupazioni del sottomesso. E allora consideriamo da riverire l'atto violento di un patriarca che impone al mondo la sua forza bruta, e crediamo che sia la cosa giusta da fare accudirne le ragioni. L'idea che l'autorità vada sottratta a chi la esercita con la forza, e spostata verso chi la esercita con l'organizzazione del benessere nella vita quotidiana a quanto sembra proprio non passa.

Ma è sbagliato.

Io mi ispiro, in particolare a tre parabole che, sin da minuscola, ho sentito potentissime e che rientrano pienamente nel mio ragionamento appena scritto: il buon pastore, il figliol prodigo e la parabola dei talenti. Ovvero: cura, perdono e redenzione e impegno attivo e fruttifero.

Come Maestro politico ho l'immenso Langer, il cui "piano" andrebbe studiato in tutti i gradi di istruzione, sempre, a tutte le età. Letto e riletto nel compendio scritto da Civati per People editore che è ampiamente accessibile a tutti.

E infine ho anche il mio manifesto artistico e politico: il Terzo Paradiso, di Michelangelo Pistoletto. Nonostante sia un progetto planetario, di accordo tra tecnologia e natura, ben si adatta anche alle dinamiche sociali umane. È universale, in quanto arte, portatrice di valori universali.

Costruisco incessantemente ponti. E mi prendo cura. Predispongo, o cerco di farlo, un Terzo Paradiso, luogo di incontro, sinergico, pacificatore, portatore di alleanze planetarie.
Non posso farne a meno. Lo faccio per mia inclinazione naturale.
Liberi tutti di usufruirne o no
 
Ultima modifica:
La differenza è che io NON cerco di cambiare altre persone, ma cerco di agire in prima persona il cambiamento.

Posto che cambiare è sempre possibile, se non in tutto, almeno in parte, perché dotati tutti di libero arbitrio e dunque capaci di scegliere come comportarci, io sono una donna politica, etimologicamente politica.

Ho dei pilastri culturali di base che spaziano dal Vangelo, all'arte, passando per la politica più propriamente detta.

Invecchiando e passando attraverso passaggi esperienziali cruciali, ho acquistato la consapevolezza che la nostra cultura pone l'autorità in capo a chi la esercita con la forza. E tutto questo è una cosa senza senso.
L'autorità va spostata verso coloro che costruiscono benessere collettivo. Al centro dell'agire ci va la cura.
Nella misoginia italiana, che è culturalmente figlia di quella dell'Antica Roma e dell'Antica Grecia, l'autorità non va mai d'accordo con l'affettività e la cura. Quelle sono le occupazioni del sottomesso. E allora consideriamo da riverire l'atto violento di un patriarca che impone al mondo la sua forza bruta, e crediamo che sia la cosa giusta da fare accudirne le ragioni. L'idea che l'autorità vada sottratta a chi la esercita con la forza, e spostata verso chi la esercita con l'organizzazione del benessere nella vita quotidiana a quanto sembra proprio non passa.

Ma è sbagliato.

Io mi ispiro, in particolare a tre parabole che, sin da minuscola, ho sentito potentissime e che rientrano pienamente nel mio ragionamento appena scritto: il buon pastore, il figliol prodigo e la parabola dei talenti. Ovvero: cura, perdono e redenzione e impegno attivo e fruttifero.

Come Maestro politico ho l'immenso Langer, il cui "piano" andrebbe studiato in tutti i gradi di istruzione, sempre, a tutte le età. Letto e riletto nel compendio scritto da Civati per People editore che è ampiamente accessibile a tutti.

E infine ho anche il mio manifesto artistico e politico: il Terzo Paradiso, di Michelangelo Pistoletto. Nonostante sia un progetto planetario, di accordo tra tecnologia e natura, ben si adatta anche alle dinamiche sociali umane. È universale, in quanto arte, portatrice di valori universali.

Costruisco incessantemente ponti. E mi prendo cura. Predispongo, o cerco di farlo, un Terzo Paradiso, luogo di incontro, sinergico, pacificatore, portatore di alleanze planetarie.
Non posso farne a meno. Lo faccio per mia inclinazione naturale.

Ecco il motivo dei pistolotti :d:
 

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