Europa: segnali di recessione

tontolina

Forumer storico
Sai cara,
l’Italia è sull’orlo del baratro,
solo l’Italia, nessun altro,
è tutta colpa dell'italia se le cose andranno male,
in Europa va tutto bene, le cose funzionano che è una meraviglia, grazie a Mario, lui si che ci sa fare…

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“Crolla a un valore piuttosto basso la crescita economica dell’eurozona, con il Pmi che fa presagire un fine anno piuttosto deludente. Il flash Pmi è indicativo di un rallentamento della crescita del Pil allo 0,3% nel quarto trimestre.
Gli indici che solitamente anticipano le tendenze, quali previsioni future e afflusso di nuovi ordini, suggeriscono nel corso dei prossimi mesi un ulteriore possibile raffreddamento dello slancio di crescita.
Così Chris Williamson, chief business economist presso Ihs Markit, commentando i dati Pmi flash per la zona euro.

“Di certo nella Bce l’indagine susciterà reazioni non piacevoli”
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Indici che crollano ai minimi di 24/25 mesi, addirittura quello della manifattura ai minimi da quasi QUATTRO anni, non male davvero........

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C’è una piccola differenza tra le politiche dell’America e del Giappone, ma non importa, ci pensa lui, Mario Draghi oggi a dirvi che va tutto bene, che è solo un incidente di percorso.

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PANICO IN EUROPA E A WALL STREET! | icebergfinanza
 
L'establishment finanziario europeo è pronto a distruggere il sistema bancario e far implodere l'economia italiana. Come un boss della mafia, Dijsselbloem ha avvertito che l'Italia potrebbe trovarsi nei guai se non fosse conforme alle direttive di Bruxelles. Certo, la sua affermazione era ammantata di linguaggio diplomatico:

"Se la crisi italiana diventerà una grave crisi, essa imploderà principalmente nell'economia italiana ... al contrario di diffondersi in Europa", ha affermato.

"A causa del modo in cui l'economia italiana e le banche italiane sono finanziate, sarà un'implosione piuttosto che un'esplosione".

dall'articolo, con intervista, citato dal breve servizio del TG di Pandora TV che tante polemiche ha scatenato ieri.

The European Financial Establishment Just Declared War On Italy



L'ex ministro olandese ha segnalato che le autorità europee non avrebbero nulla contro un colpo di stato a Roma? O stava suggerendo a qualcuno di farla finita con Mateo Salvini?
 
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Ma di questa recessione globale, ne vogliamo parlare?
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Ma di questa recessione globale, ne vogliamo parlare?

Dicono che di liquidità si disponga in abbondanza, quando non se ne ha bisogno; salvo scomparire, quando se ne necessita. Un po’ come il vecchio aforisma ricondotto a Mark Twain, secondo cui «il banchiere è colui che vi presta l'ombrello quando c'è il sole, e lo rivuole indietro appena incomincia a piovere».

Di metafora in metafora, si arriva al tema in oggetto. L’ultima recessione ufficiale, negli Stati Uniti, è stata conclamata dal NBER a dicembre 2008: un anno dopo il suo inizio, e quando verosimilmente l’impatto maggiore sui conti pubblici e soprattutto privati era già stato avvertito. Poiché nessuno può pensare di disporre di strumenti più raffinati di quelli in dotazione ad un esercito di PhD, prevedere le recessioni in anticipo sarebbe esercizio futile.

Eppure ci sono degli indicatori macroeconomici, che perlomeno ci avvertono del montare delle nubi all’ orizzonte. Uno di questi è l’Economic Data Change Index: che misura, in ogni momento, per una data economia, lo scostamento dei dati macro registrati rispetto alla media degli ultimi dodici mesi. In questo modo si normalizza il flusso di dati, standardizzandolo, e percependo immediatamente se il ciclo economico si colloca su livelli superiore, o inferiore, rispetto al normale.



A livello globale, l’EDCI si colloca in questo momento in vistoso territorio negativo. La circostanza passa perlopiù inosservata, ma risulta avallata da altre rilevazioni. Ned Davis Research, per esempio, stima una probabilità superiore all’80% che l’economia globale vada incontro ad una recessione.

Magari la questione è perlopiù terminologica.
Insomma, bisogna capirsi: un’espansione del PIL dell’1.25%, al netto dell’inflazione, è manna dal cielo per l’Italia o in questo momento per il Regno Unito; ma è insoddisfacente per gli Stati Uniti, tarati per crescere di almeno 50 punti base di più. Difficilmente la Cina o le altre economie emergenti sperimenteranno una contrazione del PIL; ma un’economia che cresca a Pechino di meno del 5% farebbe certamente notizia, e farebbe montare una preoccupante insoddisfazione popolare.

Detto questo, l’EDCI citato si colloca oggi ben sotto i -75 punti.
Come giudicare questo dato?
Notiamo che la recessione del 2007-9 fu preceduta da una lettura di questo tipo.
Anche la crisi economica dell’Eurozona di inizio decennio è stata tempestivamente segnalata da un EDCI globale in territorio negativo.
La recessione globale che l’OCSE temporizza fra il 2015 e il 2016, e che trovò origine in una combinazione di pressioni deflazionistiche di origine cinese e di prematurità nel restringimento monetario in Cina, vide l’EDCI scivolare sotto la soglia rilevante dei -75 punti.

Proprio come avviene ora.

AUTORE: GAETANO EVANGELISTA
 

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