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ROMA - Il Csm va verso l'apertura della procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità per il gip di Milano Clementina Forleo. E' questo l'orientamento della Prima Commissione di Palazzo dei marescialli, che da un mese si sta occupando delle intimidazioni e pressioni legate all'inchiesta sulle scalate bancarie che il magistrato avrebbe ricevuto anche da parte di "ambiti istituzionali".
"Mi pare che ci sia una convergenza di opinioni in senso positivo per l' apertura della procedura - ha detto la vice presidente della Commissione, Letizia Vacca, laica del centrosinistra -. Domani dobbiamo precisare i capi di contestazione e votare". A provocare l' intervento del Csm sono state proprio le dichiarazioni del gip Forleo sulle presunte intimidazioni ricevute.
"Siamo tutti allarmati dall' impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime - spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell' immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione".
"Lo spirito che ci muove - puntualizza la vice presidente - non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano". Secondo Vacca, la procedura potrebbe essere aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che significa che sarebbe in discussione non solo la permanenza di Forleo a Milano, ma anche il fatto che il magistrato continui a esercitare funzioni monocratiche.
"Mi pare che ci sia una convergenza di opinioni in senso positivo per l' apertura della procedura - ha detto la vice presidente della Commissione, Letizia Vacca, laica del centrosinistra -. Domani dobbiamo precisare i capi di contestazione e votare". A provocare l' intervento del Csm sono state proprio le dichiarazioni del gip Forleo sulle presunte intimidazioni ricevute.
"Siamo tutti allarmati dall' impatto che hanno avuto le sue parole, risultate eccessive, forzate e gravissime - spiega Vacca -. Le sue dichiarazioni hanno creato preoccupazione negli ambienti giudiziarie e sono state lesive dell' immagine dei magistrati di Milano, che si sono sentiti offesi. La situazione appare completamente diversa da come è stata rappresentata da Forleo: non risulta nessun complotto e nessuna intimidazione".
"Lo spirito che ci muove - puntualizza la vice presidente - non è certo persecutorio nei confronti di Forleo. Il nostro problema è riportare la serenità negli uffici giudiziari di Milano". Secondo Vacca, la procedura potrebbe essere aperta sia per incompatibilità ambientale, sia per quella funzionale. Il che significa che sarebbe in discussione non solo la permanenza di Forleo a Milano, ma anche il fatto che il magistrato continui a esercitare funzioni monocratiche.