gli USA riportano la guerra in ARmenia

tontolina

Forumer storico
Intanto in Armenia (Oh, Guarda si Avverano le Profezie di Rischio Calcolato e La Nuland Porta Sfiga)

Di FunnyKing , il 25 febbraio 2015 36 Comment
http://www.rischiocalcolato.it/2015...vverano-le-profezie-di-rischio-calcolato.html

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Oh, guarda, siamo stati profetici. Il conflitto in Armenia è ripartio. Giusto dopo che la simpatica e un pocchettino porta sfiga signora Nuland se ne è appena andata via di li (è successo anche in Ucraina, vi ricordate, ma saranno coincidenze. Come vi ho detto la Nuland porta sfiga, morti e guerre.. un flagello a stelle e strisce con un pochino di stella a 6 punte).
Dunque di Armenia e di Nagorno-Karabakh ne avevamo parlato in questo profetico post.
E ooops ricomincia la guerra….
da Cihan.com
Armenia violates ceasefire with Azerbaijan over 30 times within 24 hours
Armenian armed forces broke the ceasefire with Azerbaijan 32 times in numerous positions on Feb.25, the Azerbaijani Defense Ministry said on Feb.25.
Armenian armed forces, located in the nameless heights of Armenia’s Krasnoselsk district, opened fire at the positions of Azerbaijani armed forces located in the nameless heights of the Gadabay district.
Azerbaijani positions underwent fire from the positions located near the villages of Tapgaragoyunlu of the Goranboy district, Yusifjanli, Kengerli, Qaraqashli, Sarijali, Shikhlar, Shuraabad, Javakhirli of the Aghdam district, Horadiz, Ashagi Seyidahmadli of the Fizuli district, Mehdili of the Jabrayil district and Kuropatkino of the Khojavend district.
Moreover, the Azerbaijani positions took fire from the positions located on the nameless heights of Goranboy, Khojavend, Fizuli districts.
The opposing side was silenced with return fire.
The conflict between the two South Caucasus countries began in 1988 when Armenia made territorial claims against Azerbaijan.
As a result of the ensuing war, in 1992 Armenian armed forces occupied 20 percent of Azerbaijan, including the Nagorno-Karabakh region and seven surrounding districts.
The two countries signed a ceasefire agreement in 1994. The co-chairs of the OSCE Minsk Group, Russia, France and the US are currently holding peace negotiations.
Armenia has not yet implemented four UN Security Council resolutions on the liberation of the Nagorno-Karabakh and the surrounding regions. (Cihan/Trend az)
Ora qui non ha molta importanza chi ha violato tregue con chi. Ci sarà tempo per capire.
Qui hanno importanza due cose:
Victoria Nuland porta una sfiga mortale, dove va lei scoppiano guerre. Oppure non è un caso (fate voi).
Rischio Calcolato è profetico, oppure non ci voleva un genio per capire cosa stanno facendo gli Stati Uniti (fate voi).


Poi mi chiedono perchè ammiro Vladimir Putin.
p.s. prima o dopo, ci sarà una reazione su territorio americano, è solo questione di tempo
 
ARMENIA -Dopo i bombardamenti, vanno di moda gli sconfinamenti «per maltempo»

Di Danilo , il 13 ottobre 2015 4 Comment



Elicotteri turchi – immagine tratta da internet​
Ebbene sì: mentre in Italia si approva una legge jus-soli per renderci un paese più avanzato e più civile e integrare più facilmente gli immigrati e i profughi (ho detto forse per disintegrare ulteriormente quella parvenza di italianità che rimaneva alla penisola?), in Armenia i radar dell’aviazione militare e civile hanno illuminato uno sconfinamento di qualche minuto di due elicotteri militari da trasporto turchi.


Così, mentre l’Europa fa di tutto per piegarsi alle esigenze dei nuovi venuti e delle loro credenze religiose, i cristiani in Caucaso e Medio Oriente sono costretti a fuggire dalle loro case, dalle loro antiche terre, in quanto perseguitati per la loro fede.



E così in Armenia, il più antico paese cristiano del mondo, succede che gli abitanti dei villaggi di confine con l’Azerbaijan non possono fare la vendemmia perchè i cecchini azeri gli sparano addosso,
succede che i villaggi di confine vengono bombardati anche con l’uso di hovitzers turchi TR-107,

succede che dei pacifici abitanti che conducevano una vita molto povera, di confine, muoiono nella cinica indifferenza dell’Unione Europea, campione dei diritti umani «a geometria variabile», ovvero di tutti tranne che di alcuni abitanti, ad esempio quelli del Donbass, quelli del Nagorno-Karabakh, quelli del Medio Oriente perseguitati, come ad esempio i Copti in Egitto.



Tornando agli elicotteri turchi, avrebbero sconfinato per pochi minuti in Armenia in direzione della città di Armavir, per poi fare ritorno nel loro spazio aereo: ufficialmente per evitare cattive condizioni meteo, ufficiosamente per altri motivi di carattere squisitamente geopolitico, ma noi non siamo qui per alimentare speculazioni e ci atteniamo ai fatti.



In Europa ci preoccupiamo di non comprare troppo gas dalla Russia di Putin, perchè costui è un cattivo dittatore, così i nostri sono andati a comprarlo dall’Azerbaijan di Alijev, che è un campione di diritti umani, come l’Arabia Saudita che può tranquillamente condannare a morte un blogger e presiedere all’ONU il board sui diritti umani;
importiamo dall’Africa migliaia di profughi senza sapere nulla di loro, alimentando altri viaggi in un crescendo esponenziale, mentre sottoponiamo i facoltosi turisti russi che amano l’Italia alle lungaggini delle procedure di visto per il belpaese, sottraendo così una bella fetta di fatturato al nostro turismo.


Così va il mondo, Renzi può esultare su Twitter, i lettori di Repubblica gioiranno per la sconfitta delle destre troglodite omofobiche contrarie agli insegnamenti transgender già nelle scuole elementari, gli Armeni continueranno a soffrire le conseguenze del blocco delle frontiere imposto dai Turchi, e i bombardamenti dei loro alleati azeri, senza che questo causi alcun mal di pancia ai nostri benpensanti, e lo stesso dicasi per i cittadini (di serie B?) del Donbass, e della Crimea, sottoposti a delle difficoltà indotte dai governi democratici occidentali.

Mig-29 russi della Vozduchni Voyenni Sil in Armenia​


Però in Armenia c’è (ma guarda un po’!) una grossa base militare russa, e non mi stupirei affatto se un giorno al culmine di provocazioni militari, ed in stato di serio pericolo di sopravvivenza, l’Armenia decidesse con un referendum di unirsi alla Federazione Russa, confinante a sud con l’Iran e a nord con la Georgia (…) a forza di tirare la corda, questa prima poi si spezza, e poi le checche isteriche avranno poco di che lamentarsi stile “La Russia invade l’Armenia”, “Colpo di stato a Yerevan”, etc : uno che sta per affogare, non fa troppe domande a chi gli tende la mano.
In questa eventualità, non credo che bombardamenti sui villaggi di montagna, e sconfinamenti aerei «per maltempo» andrebbero più di moda.​
 
Armenia – Cresce la tensione

Di Danilo , il 17 dicembre 2015 1 Comment

Nella scorsa settimana è morto un altro ragazzo armeno, che presidiava i confini, durante i bombardamenti con pezzi di grosso calibro, inclusi i TR-107 di fabbricazione turca, da 60, 80 e 120mm.
Non proprio fuoco di cecchini, che sparano sulle donne armene che stendono i panni, o sugli uomini che raccolgono la frutta, o persino sugli scuolabus dei bambini: notizie che i nostri media mainstream non vi racconteranno mai, perchè, come ci spiegano, il cattivo da abbattere è Vladimir, e non i santissimi presidenti di Turchia e Azerbaijan, campioni di diritti umani, specie quelli delle minoranze etniche.

Armenia - Cresce la tensione - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
 
la Nuland è quella che a mandato afffanqulo apertamente l'Europa

Nagorno Karabakh – Purtroppo l’Istiglal IST 14.5 ha parlato ancora…

Di Danilo , il 12 febbraio 2016 5 Comment





Istiglal-Small-480x300.jpg

Nella foto: cecchini in addestramento con Istiglal IST 14.5 https://www.youtube.com/watch?v=_jlSoy0i08k
Altri scontri nella notte fra mercoledì e giovedì lungo la linea di contatto Artsakh (o Nagorno-Karabagh) e Azerbaijan, in quella che è la frontiera calda meno raccontata dai nostri media.
Sale la tensione per motivi di politica interna in Azerbaijan, e perchè putroppo l’Armenia si trova al crocevia di interessi geopolitici contrapposti.
Non sto a ripetere le stesse cose che vado ripetendo da tempo; tuttavia poichè per me la vita umana ha un valore, la vita, anzi, la morte di Hakob Hambardzumyan, classe 1962, pastore in Artsakh, vale tanto quanto quella del povero sventurato innocente Aylan, che i nostri media hanno voluto giustamente alzare a dignità di commozione e memoria.
É stato colpito a morte giovedì pomeriggio alle 16.00 nei pressi del villaggio di Vazgenashen (Gülabli in lingua azera).
Purtroppo nessuno dei nostri media si ricorda mai dei morti armeni, le due donne vicino a Tavush, il vecchio ferito in modo grave mentre tentava di fare la vendemmia lo scorso anno, e i tanti altri soldati giovani ventenni morti per difendere la loro terra dall’aggressione di uno stato a cui hanno deciso di non appartenere, prima con un referendum mai riconosciuto, e poi con la lotta armata.
Questa temibile arma di produzione azerbaijana, l’Istiglal IST 14.5, ha una portata letale fra 2500 e 3000 metri a seconda del proiettile usato, e le dita che hanno premuto il suo grilletto hanno sulla coscienza non solo molti soldati al fronte, ma anche tanti pacifici abitanti armeni dei villaggi che traggono dalle montagne il loro unico sostentamento di vita.
Purtroppo, come l’inno patriottico “arunod drosh” (bandiera insanguinata), per il popolo armeno la parola «libertà» esige ancora un alto tributo di sangue, nell’indifferenza totale di un occidente che pare essere più attento ai diritti dei musulmani che vengono a migliaia in Europa, che alla sorte dei cristiani in Medio Oriente e Caucaso.
 
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Il dislocamento dei sistemi missilistici russi Iskander su suolo armeno sono una misura necessaria per il mantenimento della stabilità regionale. Lo ha dichiarato il capo dello Stato Serzh Sargsyan in un’intervista a Sputnik Armenia.

"Credo che [il dispiegamento degli Iskander in Armenia] sia una misura necessaria per riequilibrare in qualche modo la situazione militare della nostra regione. Non è un segreto che l'Azerbaigian abbia acquistato negli ultimi anni una serie di nuovi armamenti. Noi non abbiamo questa possibilità, ma ci impegneremo costantemente per bilanciare la situazione con delle contromisure. Penso che in questa circostanza gli Iskander sono la giusta contromisura", ha spiegato Sargsyan. "Certo, il ricorso alle armi non è una situazione positiva. Noi non vogliamo arrivare a tanto, ma siamo costretti a farlo dalle continue minacce di guerra. Bisogna fare le relative mosse", ha aggiunto il presidente armeno.
Putin: si ad accordo con l'Armenia per gruppo di forze congiunte dei due Paesi Sargsyan ha sottolineato che l'Armenia ha stretto un accordo con la Russia per il sostegno dell'equilibrio regionale.
"Penso che la Russia, basandosi su questo, verrà incontro alla nostra richiesta e ci concederà questo sistema militare.
Probabilmente l'umanità sarebbe migliore senza questi sistemi, ma quando servono bisogna farne uso".
In conclusione, Sargsyan ha precisato che la Russia "gioca un ruolo chiave" nella regione soprattutto nel "sostegno alla pace e alla stabilità". ...

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