L’amore è una forma di pregiudizio.
Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo.
Come fai a dire che ami una persona, quando al mondo ci sono migliaia di persone che potresti amare di più, se solo le incontrassi?
Il fatto è che non le incontri.
Charles Bukowski
In realtà, secondo me non si dovrebbe amare quello di cui si ha bisogno. L'amore dovrebbe essere indipendente da un "bisogno". Si sceglie una persona che non dipenda emotivamente e/o in nessun altro senso da noi.
Poi, certo, capita anche che, se una persona per caso soddisfa uno dei nostri bisogni, ci si possa innamorare ANCHE per quello, ma se è la sola ragione, la vedo dura.
E poi so che una persona che sente che l'altra dipende da lui/lei, dopo un po' scappa. Perché si sente gravata da un peso che non è giusto che porti. Magari prima di scappare potrebbe/dovrebbe anche cercare di capire se è vero che esiste questa dipendenza, e/o dar modo all'altro/a di risolverla. A volte si "dipende" da un altro/a perché è grazie a lui/lei che abbiamo potuto fare belle esperienze, capire noi stessi/e e/o mettere a fuoco alcune cose importanti. Allora non è una dipendenza vera e propria, ma una forma di gratitudine. Forse amare perché si è grati per tante cose belle è sbagliato? A me non sembra, ma se fosse l'unica ragione forse sarebbe pochino.
La cosa vera è che l'amore, se inteso in un certo senso, ha una scadenza e allora è vero che potresti innamorarti potenzialmente in continuazione, ogni tot anni, via via che incontri gente nuova.
Ma se inteso in un altro modo, magari più profondo e più vero, potrebbe avere anche le caratteristiche dell'eterno. Come se tra due persone crescessero delle radici che si intrecciano profondamente, tanto da essere fuse.
Però non lo so. Forse farnetico, forse sono confusa, ma le affermazioni che riporti sono ciniche, troppo per me.
