tommy271
Forumer storico
Le previsioni del FMI da incubo per l'economia greca: non in 50 anni di convergenza con il resto della zona euro
07 | 02 | 2017 07:35
Le gambe di anche il "taglio" più ottimista il FMI stima le prospettive dell'economia greca, come quelli che possono gustare la convergenza noto con il resto della zona euro, la prossima o successiva generazione!
Evidenziando e la fondatezza delle differenze caotico con le corrispondenti disposizioni degli europei, i tecnocrati del Fondo sostengono che, date le debolezze intrinseche dell'economia greca nel periodo pre-crisi e allargando la distanza con il resto della zona euro a partire dal 2009, anche lo scenario migliore, la Grecia non avrebbe avuto anni 50aria per catturare la media della zona euro in relazione alla reale PIL pro capite!
scenario reale incubo è fornito lenti rischi di crescita e di attuazione associati deragliamento del programma, sia da interno o da fattori esterni. In questo caso, la differenza con il resto della zona euro crescerà e nel 2040 il PIL pro capite è del 55% della zona media di euro- cioè inferiori ai livelli trovati oggi in Portogallo con tendenza al ribasso, la creazione di un situazione, che è caratterizzata da intollerabili Fondo tecnocrati.
Lo scenario principale FMI si basa sul presupposto che a lungo termine (2022- 2040) i tassi di crescita in Grecia sarà determinato da una media di 1% rispetto al 1,3% nella zona euro. Questo, combinato con il più veloce invecchiamento della popolazione nel nostro paese, si crea una "linea retta" in termini di convergenza reale, con conseguente nel 2040 il PIL pro capite, calcolato al 63% della media della zona euro, vale a dire dove si trova Malta oggi.
È previsioni deludenti e breve termine del FMI, come se vede il potenziale forte crescita, sarà meno rispetto alle corrispondenti previsioni per la Spagna e Cipro. Così, nel 2020 la Grecia avrà il 15% in meno di PIL e livelli di investimento del 45% inferiori rispetto al periodo pre-crisi. Per quanto riguarda, non della disoccupazione, il FMI insiste sul fatto che a causa delle caratteristiche strutturali acquisite (da qui il ridicolmente alti tassi di disoccupati di lunga durata), difficilmente scenderà al di sotto del 19% alla fine di questo decennio.
(Iefimerida)
07 | 02 | 2017 07:35
Le gambe di anche il "taglio" più ottimista il FMI stima le prospettive dell'economia greca, come quelli che possono gustare la convergenza noto con il resto della zona euro, la prossima o successiva generazione!
Evidenziando e la fondatezza delle differenze caotico con le corrispondenti disposizioni degli europei, i tecnocrati del Fondo sostengono che, date le debolezze intrinseche dell'economia greca nel periodo pre-crisi e allargando la distanza con il resto della zona euro a partire dal 2009, anche lo scenario migliore, la Grecia non avrebbe avuto anni 50aria per catturare la media della zona euro in relazione alla reale PIL pro capite!
scenario reale incubo è fornito lenti rischi di crescita e di attuazione associati deragliamento del programma, sia da interno o da fattori esterni. In questo caso, la differenza con il resto della zona euro crescerà e nel 2040 il PIL pro capite è del 55% della zona media di euro- cioè inferiori ai livelli trovati oggi in Portogallo con tendenza al ribasso, la creazione di un situazione, che è caratterizzata da intollerabili Fondo tecnocrati.
Lo scenario principale FMI si basa sul presupposto che a lungo termine (2022- 2040) i tassi di crescita in Grecia sarà determinato da una media di 1% rispetto al 1,3% nella zona euro. Questo, combinato con il più veloce invecchiamento della popolazione nel nostro paese, si crea una "linea retta" in termini di convergenza reale, con conseguente nel 2040 il PIL pro capite, calcolato al 63% della media della zona euro, vale a dire dove si trova Malta oggi.
È previsioni deludenti e breve termine del FMI, come se vede il potenziale forte crescita, sarà meno rispetto alle corrispondenti previsioni per la Spagna e Cipro. Così, nel 2020 la Grecia avrà il 15% in meno di PIL e livelli di investimento del 45% inferiori rispetto al periodo pre-crisi. Per quanto riguarda, non della disoccupazione, il FMI insiste sul fatto che a causa delle caratteristiche strutturali acquisite (da qui il ridicolmente alti tassi di disoccupati di lunga durata), difficilmente scenderà al di sotto del 19% alla fine di questo decennio.
(Iefimerida)