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27/08/2009 Libano, la mossa di Hariri
Il vincitore delle elezioni annuncia che Hezbollah farà parte del governo, che piaccia o meno a Israele
''Il governo di unità nazionale includerà anche Hezbollah, che a Israele piaccia o meno. Gli interessi del Libano richiedono che tutte la parti in causa vengano coinvolte in questo esecutivo''. Poche parole quelle di Saad Hariri, ma diritte al nodo gordiano della questione.
Ieri, all'improvviso, la svolta. Inattesa, però, solo per coloro che non avevano già intuito che un accordo era nell'aria da tempo. Avevano lasciato di stucco, infatti, a poche ore dallo scrutinio dei voti, le tempestive ammissioni di sconfitta del generale Aoun e di Hezbollah. Alcuni osservatori internazionali non si erano ancora pronunciati sulla trasparenza del voto, che già gli avversari di Hariri incoronavano quest'ultimo quale legittimo vincitore della tornata elettorale. Oggi, dopo due mesi, Hariri esce allo scoperto e rende ufficiale quello che tutti sanno: nessuno può governare il Libano senza Hezbollah. Troppo forte e organizzato il partito armato per tagliarlo fuori dalla gestione del potere in un Paese da sempre diviso in tre anime: cristiani, musulmani sciiti e musulmani sunniti. Sarebbe stato come premere un pulsante per dare inizio alla guerra civile, che in Libano dal 1975 al 1990 ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone. D'altra parte, Hezbollah è consapevole che non potrà mai aspirare al dominio assoluto sul Libano, perché troppe sarebbero le resistenze interne ed esterne a questa evoluzione.
Israele alla finestra. Il governo israeliano, come era prevedibile, non ha reagito con gioia alla notizia. Il premier di Tel Aviv Benjamin Nethanyau ha commentato che, con Hezbollah al governo, Israele riterrà colpevole l'intero esecutivo senza distinzioni di un eventuale attacco. La sensazione, però, è che il governo israeliano tenga pubblicamente un atteggiamento duro, ma che nelle staze degli ambienti diplomatici abbia già accettato l'idea di un coinvolgimento politico di Hezbollah. Alla fine anche a Tel Aviv conviene che un partito come Hezbollah sia più coinvolto nell'ambito della politica che in quella della lotta armata. Il movimento sciita, per altro, ha mostrato di non aver alcuna intenzione bellicosa, dando la caccia a quei gruppi di miliziani che avevano tirato razzi sulle cittadine settentrionali israeliane. Adesso si aspetta di conoscere la composizione del governo, ma per molti osservatori i posti da ministro saranno ripartiti 15 a 10 in favore del blocco di Hariri.
Quest'ultimo si troverà a presiedere un Consiglio dei Ministri dove sederanno alcune persone che Hariri ritiene coinvolti nell'omicidio del padre. Ma i libanesi non si stupiscono più di niente.
Christian Elia