Andrea Mazzalai - mercoledì, 19 maggio 2010 - 10:56
Sembra che il mondo accademico sia alquanto affascinato dal dibattito sulla presenza o meno della speculazione in questa nuovo tsunamic del debito che si è abbattuto sulle economie mondiali, siamo stati tra i primi a raccontarvi che questa crisi doveva ancora fare i conti con un livello impressionante di debito in circolazione, in quanto la storia ce lo aveva raccontatlo ed in particolare la Grande Depressione del '29, come vedremo nel mio prossimo libro in uscita a settembre.
Oggi le forze della deflazione sono imponenti, semplicemente devastanti, la debt deflation è una realtà che qualcuno non vuole comprendere, anche se sotto la cenere cova la dinamica inflativa e se la ricomposizione dell'eccesso di debito non sarà veloce ed ordinata, è possibile che nella seconda parte del decennio non tarderà a farsi sentire, divampando ovunque, come accade durante la seconda guerra mondiale. Oggi l'inflazione è un problema originato dalla speculazione, un problema dei paesi emergenti, non certo dei paesi occidentali. L'inflazione reale, quella nascosta, quella originata dai monopoli e dai cartelli, figlia dei conflitti di interesse, ci accompagna da sempre e non è una novità.
Visto e considerato che la crisi era finita, visto e considerato che stavamo per godere del migliore dei mondi possibili, immersi in una ripresa a V spettacolare, credo che la speculazione, hedge fund o banche di "investimento" americane o europee che siano, fondi pensione o piccoli risparmiatori che siano, avidità o panico che sia, abbiano contribuito ad amplificare questo movimento naturale che è stato descritto ampiamente in "ARCHIMEDE (Bruxelles:
ARCH.BR -
notizie) e la LEGGENDA DELLA LEVA FINANZIARIA" inviato a coloro che hanno sostenuto Icebergfinanza o vorranno sostenerlo..
Ricordo a chiunque che le grandi firme finanziarie internazionali, le grandi banche, dispongono tutte di propri "hedge fund", hedge fund fatti in casa, per fare trading dicono loro.
Sarà interessante vedere nei prossimi giorni come si muoveranno alcuni avvoltoi e gli sciacalli finanziari, indicatori ritardati della validità di una riforma finanziaria che al di qua e al di là dell'oceano sta cercando di prendere forma dopo aver subito un ritardo epocale quasi imbarazzante simbolo del sequestro totale dell'economia da parte della finanza. Come vi anticipai che la tempesta perfetta sarebbe ripresa in un post di inizio anno, dal titolo " La quiete prima della tempesta " e in un recentissimo, " Fari nella tempesta che verrà " credo che prima dell'inizio del prossimo mese, sia un'illusione ascoltare chi vi sussurra che la tempesta si sta placando!
I nostri indicatori nella tempesta perfetta sono stelle polari, il Ted Spread....su Bloomberg ... letteralmente esploso! Dalla Fed di Sant Louis invece , potete apprendere cosa ci dice il LIBOR/OIS spread che potrete trovare a sua volta su Bloomberg. Veri ed autentici termometri del rischio sui mercati al di la del VIX che anch'esso stava presentando una situazione anomala.
Diamo un'occhiata a quanto scrive Mario Platero sul SOLE24ORE a proposito dei giorni che verranno in relazione alla riforma finanziaria. Poi daremo un'occhiata alle ultime novità europee.
" Ormai siamo agli sgoccioli: la riforma del settore finanziario potrebbe essere approvata entro la fine di questa settimana. Le mozioni principali sono già state discusse. Altre lo saranno da qui ai prossimi giorni. La prospettiva appare a questo punitiva per le banche: molte limitazioni, un aumento di responsabilità e, quasi certamente il passaggio della Volcker rule, per impedire alle banche di speculare direttamente sul mercato. Una regola questa che di fatto implica la spaccatura fra banche commerciali e banche d'affari: «nessuno potrà essere troppo grande per poter fallire». "
Nei prossimi giorni se questa riforma sarà vera e profonda come dubito, potremmo assistere alla rabbia della speculazione, alla rabbia degli sciacalli alla picchiata degli avvoltoi.
La speculazione, la cultura del sospetto, la cultura dell'inganno, della menzogna, messa in giro ad arte è una prerogativa di una parte della società e quindi non c'è da meravigliarsi se ciò avviene specialmente nella speculazione. Tutto ciò che avviene intorno a noi è lo specchio della realtà.
Ascoltando le parole di Corrado Passera, amministratore delegato di Banca Intesa, si ha come l'impressione che l'aria incomincia a farsi pesante al di là del " chi è senza peccato scagli la prima pietra".
MILANO (MF-DJ)--"Non esistono i banchieri, esistono i banchieri dell'economia reale e quelli del trading. I banchieri del trading queste regole non le vogliono". (...) "Non si vuole - ha proseguito Passera - mettere un vero limite all'indebitamento delle banche di investimento, perche' non si vuole fare una vera distinzione tra le attivita' di trading e le attivita' di credito. Poi pero' le conseguenze sono quelle che vediamo". (...) il leverage deve essere una regola. "I grandi della terra non la vogliono. Non si possono avere debiti fuori bilancio". E' stato fatto passare come modello innovativo il fatto di indebitarsi sull'overnight per poi investire a 30 anni.....(Traduco indebitarsi a breve termine con scadenze entro 3/6/12 mesi addirittura ad un mese e investire a 30 anni....) "C'e' una montagna di liquidita' a tassi minimi", ha osservato Passera,"e se non si mette un limite al mismatching ( traduco ...all'attuale squilibrio ) delle durate al prossimo giro qualcuno salta".
Ma torniamo a Mario Platero...
" Che la battaglia sia alla fine e che la tensione fra banchieri e avversari sia ai massimi lo possiamo dedurre da un paio di episodi. Martedì quattro maggio ad esempio, il Business Council, una delle organizzazioni imprenditoriali americane, ha avuto un incontro con il Presidente Obama. Incontro relativo, perché il Presidente è arrivato, ha letto quattro parole del suo discorsetto sull'importanza di creare posti di lavoro e di procedere con una riforma finanziaria e se n'è andato con la stessa rapidità con cui è arrivato. Cosa questa che ha offeso molti dei 170 amministratori delegati raccolti al Park Hyatt, convinti di poter fare almeno un paio di domande al Presidente. Uno di questi, Jamie Dimon, numero uno di JP Morgan Chase e uno dei vicepresidenti dell'organizzazione è rimasto esterrefatto dal trattamento. Al punto che ha chiamato il giorno dopo Rham Emanuel per lamentarsi. Emanuel ha fatto spallucce. E gli ha ricordato che Obama è il Presidente degli Stati Uniti d'America, mentre lui è un funzionario di banca. Il problema per Dimon è che lui e i suoi colleghi stanno facendo di tutto per impedire che la Volcker rule passi così come è concepita. E Obama con la sua freddezza ha colpito nel segno: «smettetela di mandare le vostre orde di lobbisti in Parlamento», aveva detto un paio di settimane prima. Ma la tensione fra Obama e gli uomini d'affari, non solo i banchieri dunque, è grande: il primo si sente assediato, i secondi si sentono ignorati. Il primo se ne infischia del loro risentimento perché ritiene che la presidenza sia più grande di qualunque ego aziendale. "
Se questo racconto corrisponde alla realtà, lo vedremo in futuro e forse a breve. State pur certi che quando un pesce viene tolto dall'acqua si dibatte furiosamente.
" In questo contesto, il secondo episodio è ancora più significativo - e grave - perché rappresenta la risposta pratica alle pressioni dei banchieri: nel fine settimana 700 dimostranti organizzati dal National People Action una struttura di volontari di Chicago - possibile che la coincidenza con la città di Obama sia solo casuale? - si sono recati a dimostrare davanti alla casa privata di Gregory Bauer, il responsabile degli affari legali di Bank of America (NYSE:
IKJ -
notizie) . Una intimidazione quasi fisica a questo signore e alla sua famiglia con tanto di cartelli e cori di protesta. Hanno disturbato il vicinato. Il gruppo è andato anche davanti alla residenza di Peter Scherr, un lobbista con JP Morgan Chase. Forse queste sono manifestazioni eccessive. Ma l'umore dell'opinione pubblica, soprattutto dopo il caso Goldman, resta contro Wall Street. "
Qualcosina al proposito lo potete trovare anche su Comedonchisciotte, una realtà che non tarderà a farsi sentire in tutto il mondo se la politica, una delle principali responsabili di questa crisi, non prenderà seri provvedimenti.
" I repubblicani lo sanno. Per questo hanno smesso di fare troppa opposizione contro il progetto, che darebbe a Obama la sua seconda importante vittoria politica dopo la riforma sanitaria. «È vero, manca poco, ma non siamo ancora alla fine, gli ostacoli sono i più duri da superare», ha osservato ieri il senatore Christopher Dodd, l'autore del progetto di legge da 1.400 pagine. Molte delle quali ancora piene di sorprese, perchè sconosciute persino ai legali dei banchieri.
La nemesi di questa storia è segnata, sarà interessante osservare come si comporterà l'Uomo, il destino è nelle sue mani, e lui che ha il potere di riscrivere la storia, di attenuare questa nemesi.
Alcuni senatori americani, sono seriamente impegnati a riscrivere la storia, altri a dialogare con le lobbies del potere. Ted Kaufman, democratico del Delaware, è uno di questi.
Come scrive Simon Johnson che sarà presente al Festival dell'Economia di Trento, Kaufman in epoche non sospette segnalò il pericolo della cartolarizzazioni, un pericolo ricordato in una recente devastante audizione/interrogatorio con Goldman Sachs (NYSE:
GS -
notizie) . Kaufman è stato inoltre il portatore delle immense perplessità che circondano l' High Frequency Trading, detto in parole povere quel complesso di programmi informatici algoritmici che permettere di eseguire ordini in frazioni di millesimi di secondo, manipolando le contrattazioni, sapendo in anticipo quali sono gli ordini di vendita e di acquisto immessi nei mercati.
Ora la politica europea sfida apertamente la finanza mondiale, come ad esempio il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble il quale ha detto che il governo ha reintrodotto in tutta fretta il divieto di vendite allo scoperto per contrastare la speculazione che aveva destato molte preoccupazioni negli ultimi mesi. BorsaItaliana
Schaeuble ha detto in un'intervista alla televisione Zdf che il divieto in vigore dalla mezzanotte copre le vendite allo scoperto dei titoli di Stato della zona euro, i credit default swaps (CDS) sui questi titoli e le azioni delle prime 10 istituzioni finanziarie del paese. "Abbiamo già avuto un simile divieto e ora lo reintroduciamo", ha detto Schaeuble. "Lo ripristiamo, anticipando le regole europee -- ne abbiamo discusso all'incontro Ecofin di oggi". "Abbiamo detto 'andiamo avanti per primi', perché è stata proprio questo tipo di speculazione sui titoli di stato dell'eurozona che ci ha preoccupato così tanto".
"Ecco perché vogliamo proibire le vendite allo scoperto con poco anticipo. Possiamo farlo. E quando si prendono queste decisioni, non si fa molta pubblicità prima. Ma si agisce".
Elementare Watson elementare! Sarà interessante osservare come reagirà la speculazione!
Ma diamo un'occhiata a quanto scrive Bloomberg:
" Il più grande mercato azionario statunitense inviterà le autorità di regolamentazione ad avviare un programma il prossimo mese per arrestare temporaneamente singoli titoli che oscillano oltre il 10 per cento "
The circuit breakers would be triggered in all markets when individual stocks in the Standard & Poor's 500 Index moves 10 percent over five minutes, said the people, who asked not to be identified because the plans aren't public.. The test would begin June 7, under the plan being sent to the US Securities and Exchange Commission.
Ebbene sembra di essere tornati ai bei tempi, quando all'improvviso tutti si svegliarano e misero i paletti qua e la. Come sempre la politica, non ha il coraggio di riformare, di prevenire, ma interviene qua e la per rattoppare.
Ma torniamo alla realtà fondamentale e a Meredith Whitney la quale ha paura che la riforma finanziaria punisca le banche solo per fare qualcosa. Splendido allora non facciamo nulla! Sottolinea come tutto ciò ostacolerà il credito alla piccola e media impresa, con un costo stimabile in uno o due milioni di posti di lavoro persi. WSJ
Bella scoperta, Meredith (NYSE:
MDP -
notizie) , tranne il dimenticare che questa dinamica è figlia di eccessi di indebitamento e di demenziale speculazione. Nei prossimi 12 mesi il vento contrario dei tagli all'occupazione pubblica dei singoli stati e delle piccole e medie imprese, abbatterà la fragile ripresa americana, sostiene la Whitney, ricordando quello che Icebergfinanza vi sussurra ormai da due mesi, ovvero che la tela di Penelope si sta disfando, visto che il tessuto è indebitato, si taglia la spesa, si licenzia e si alzano le tasse!
Non ci vuole chissà quale illuminazione per comprendere la situazione, il sistema finanziario mondiale è sostanzialmente FALLITO! Solo le banche che operano sul territorio, sono ancora sane, ma debbono lottare contro la crisi.
Nel frattempo l'euro torna a collassare evidenziando il proseguo di questa ondata di crisi, e i dati provenienti dall'immobiliare evidenziano la tempesta perfetta che verrà.
Il crollo dei permessi di costruzione, è abbastanza eloquente, nei prossimi mesi si costruiranno sempre meno case oltre a venderne sempre di meno quando finiranno i fallimentari sostegni governativi che hanno interrotto la naturale ricomposizione della dinamica immobiliare. Robert Shiller dice che è un momento di incertezza per i prezzi delle case .....They could go up and they could go down – and they could go down substantially”. ....potrebbero ritornare a scendere in maniera sostanziale! Il tenero ottimismo dei costruttori mi sembra sostanzialmente azzardato.
Nel frattempo è decisamente entusiasmante il ritmo con il quale procede la dinamica delle Vostre richieste di prenotazioni per il mio libro che uscirà a settembre entusiasmante e commovente, oltre le mie più rosee aspettative. Inoltre se volete ricevere le ultime analisi dedicate di Icebergfinanza, ogni Vostro LIBERO contributo è benvenuto.
Per chiunque volesse lasciare una prenotazione senza alcun impegno, per aiutarci ad avere un'idea di massima di quante copie mandare in stampa alla prima uscita l'appuntamento è cliccando qui sotto su Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!