Il caso Carlo Parlanti

Fleursdumal

फूल की बुराई
Lettera aperta per Carlo Parlanti
di Katia Anedda

Ill.mo Presidente della nostra Repubblica, Signori Ministri, Signori Parlamentari, Signori Giornalisti, Signori rappresentanti delle Organizzazioni italiane all'estero,

quello che ancora non mi è stato tolto è la forza di parlare e di chiedere aiuto.

L’aiuto che chiedo non è solo per Carlo, e me. Chiedo giustizia sul caso di Carlo Parlanti anche in nome delle ‘vere’ vittime di violenze sessuali. Quelle donne che avevano le prove e quelle che avevano solo la loro parola ma attendibile. Quelle donne non possono che sentirsi ancora violentate se passa il principio per il quale l’importante è che un ‘uomo’ paghi, non importa se è colpevole o meno. Anche perché quell’‘uomo’ potrebbe essere il loro figlio, o la persona che le ha aiutate ad uscire dall’incubo della violenza subita.

Sono la compagna di Carlo, sono di parte, certo, ma vi dico senza esitazione che qualora dovesse essere dimostrata la colpevolezza di Carlo Parlanti sarò io a chiedervi di farlo pagare.

Il problema, però, è proprio questo: il sistema giudiziario americanola non è riuscito a dimostrare la colpevolezza di Carlo Parlanti, “al di là di ogni ragionevole dubbio”, e pur tuttavia è stato condannato a 9 anni di carcere, tre dei quali già scontati.
Anzi, e qui sta l’assurdità, le prove presentate dall’accusa (sostenuta da Rebecca White) al Processo di Primo grado, le testimonianze - per non parlare delle contraddizioni dell’accusa - proverebbero esattamente l’opposto, ossia l’innocenza dell’accusato.

Carlo è stato accusato e condannato a 9 anni per un crimine impossibile fisicamente e biologicamente. Secondo l’accusa Carlo Parlanti avrebbe ingerito 4 litri di vino in 5 ore e poi colpito Rebecca White facendogli sbattere 30 testate a una bacheca in sughero e 30 testate a un muro, e, infine, avrebbe sbattuto la White sul letto e le avrebbe inserito la sua mano, fino all’avambraccio, nella vagina.

Duro da sentire, vero?!

Non basta: la bacheca e il muro non presentano segni di colpi, il letto non presenta macchie di sangue, tanto che la polizia nemmeno ha pensato di farlo esaminare dalla scientifica, e Rebecca White non ha presentato disturbi ginecologici nè ha effettuato alcuna visita medica ginecologica.

Anche questo è molto duro da sentire, se si pensa che, pur tuttavia, Carlo è stato condannato.
Ecco, è questo ‘pur tuttavia ’ che in questa storia non può più starci. Bisogna riavvolgere la ‘pellicola‘ e mettersi a lavorare per riscrivere il copione.

A breve si celebrerà il Processo d’Appello.
Chiedo allo Stato Italiano di attivarsi e mettere in atto le azioni utili e opportune perché l’Appello non si riduca a una farsa pari al Primo grado, perché la Contea di Ventura venga messa in grado di giudicare secondo quanto le prove e le testimonianze attestano, secondo regolarità, “al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Chiedo alle organizzazioni che rappresentano gli italiani all’estero e ai media italiani, italiani in America, e americani, di attivarsi per sensibilizzare lo Stato italiano e lo Stato della California, perché si alzi il livello di allerta sul procedimento.

Chiedo al Procuratore Generale della California, al corpo di polizia responsabile dei procedimenti interni, di attivarsi per avviare le procedure di verifica delle indagini e del procedimento processuale.

Chiedo, infine, all’opinione pubblica di non avere paura delle parole e della scabrosità dell’accusa. Perché le parole liberano nella cultura garantista che appartiene a questo nostro Paese. E scabrosità non vi è, perché quello che sembrerebbe scabroso è solo ridicolo, visto che questa
‘pellicola‘ solo un super-uomo e una super-donna la potrebbero aver registrata.

Signori, è andato in onda un film impossibile, fisicamente e biologicamente.

Anzi, visto che ci siamo, se il patologo del Sacro Lino, il professor Pierluigi Baima Bollollone, che, lo scorso 18 gennaio su RAI 3, ha fatto l’analisi patologica di un topo, su di un reperto fotografico, volesse occuparsi (come gli è stato chiesto e lui ha rifiutato) anche di un ‘uomo’, a disposizione vi sono circa una decina di reperti fotografici.

Chiudo affidando alle vostre intelligenze e alle vostre coscienze l’Appello registrato dal carcere di Avenal, di Carlo (che presto potrete sentire direttamente sul sito http://www.carloparlanti.it)

“Sono Carlo Parlanti, vi sto parlando da Avenal State Prison.
Di solito ci si appella al buon cuore, io vorrei parlare alla vostra intelligenza. Non vi chiedo, dunque, di credere alla mia innocenza, perché sono italiano o perché qualcuno che mi stima vi testimonia la mia integrità.

Vi chiedo di leggere le trascrizioni del Processo, o per lo meno, di spendere un oretta sulle arringhe di parte. Sarà la vostra intelligenza a decidere se indignarvi.
Sono stato accusato di un crimine illogico ed impossibile, fisicamente e biologicamente. E malgrado l’impossibilità fisica, e la straordinaria quantità di prove in mio favore, sono stato condannato.
Questo malloppo di prove e testimonianze diventerebbe un trattato se elencassi tutte le prove che evidenziano la mia innocenza.
Spero perciò di convincervi a farvi leggere il più possibile il materiale documentale, dicendovi che nella documentazione troverete decine di spergiuri dell’accusa scoperti e comprovati dalla difesa. Troverete 9, dico 9 testimonianze a mio favore tra cui quella di tre poliziotti. Troverete le
prove che assolutamente niente di quello che l’accusa ha raccontato e in realtà è accaduto. Troverete poi, una lunghissima serie di storie letteralmente impossibili, incredibili, assurde, come uscite da una soop opera di infima qualità.
Non mi appello perché mi crediate, ma affinché leggiate direttamente i dettagli di questa ingiusta condanna.
Io prego perché la vostra indignazione e serie indagini costringano la Contea di Ventura a desistere dal ripetere in Appello le ingiustizie commesse in Primo grado che hanno distrutto la mia vita e la vita dei miei cari.
Grazie dal profondo del cuore per ogni minuto che dedicherete a questo mio processo.”

Potete prendere visione degli atti del processo su :
http://www.thepeoplevscarloparlanti.com

Potete fare una donazione per sostenere Carlo Parlanti :

Banca Intesa filiale 4664 Montecatini Terme
CC. 051844940364 ABI: 03069 CAB: 70460
a favore di Carlo Parlanti

Postepay num. carta 4023 6004 1960 8346

PayPal : katia@carloparlanti.it
a favore di Anedda Katia
 
Una storia allucinante.

Dal processo non é proprio chiaro, mi sembra, che vi siano prove che scagionerebbero in toto il Parlanti dall'accusa di violenza carnale.

Ciò che non si capisce é l'esagerazione, chiaramente costruita, di fatti a dir poco inverosimili.

Inoltre, perché quando é stato emesso mandato di cattura il governo italiano non ne é stato messo a conoscenza?

Non so come si concluderà il processo d'appello, ma una cosa la posso intuire:

Se gli americani si sono messi in testa, per qualunque ragione, di condannarlo, il nostro governo non opporrà resistenza.

La sua sudditanza l'ha già dimostrata in fatti ben più palesi di questo.

Quindi, 'nnamo bbene! :rolleyes:
 
04 maggio 2007
Un successo per la Intelligence di Etleboro
Parlanti: indiscrezioni riducono l'esito dell'Appello a uno sconto di 2 anni di carcere

Ventura - Secondo fonti, non confermate, provenienti dallo studio legale che in California segue il caso di Carlo Parlanti, il Tribunale di Ventura nei prossimi giorni risponderà all'Appello, presentato lo scorso 15 febraio, con una riduzione della pena (9 anni aveva sentenziato la Corte) di due anni. Tale informazione potrebbe essere effettivamente fondata, infatti era già stata in qualche modo anticipata lo scorso 30 aprile da Gilbert Romero, District Attorney di Ventura .

Un esito in qualche modo più che ampiamente previsto da chi ha avuto modo, in queste ultime settimane, di accedere al 'Rapporto Carlo Parlanti' stilato e redatto dall'intelligence di Etleboro, rapporto riservato, diretto ai tecnici e alle istituzioni, spiega la famiglia che non intende diffonderlo.
Molti aspetti della vicenda non sono stati chiariti e sono stati definiti , dal gruppo di lavoro, come confidenziali, non dimostrabili sulla base della documentazione del processo e non evidenziati dalla difesa, né divulgabili a mezzo di stampa .
Quanto accaduto a Carlo Parlanti, spiega in una nota Michele Altamura, responsabile per Etleboro del Rapporto, è un continuo altalenarsi di paradossi, spergiuri e fraintendimenti che hanno contribuito a creare la storia di un personaggio che nella realtà non esiste, ma è frutto del normale concatenarsi di eventi sfortunati e di 'sillogismi amministrativi e burocratici' . Il suo arresto avviene in una situazione alquanto rocambolesca dettata dai tempi e dalle modalità burocratiche di tre differenti ordinamenti giuridici, che si sono intrecciati in maniera confusionaria e non hanno contribuito a dare ad un cittadino italiano un equo processo.
Parte della vicenda ha inizio nel 2002, quando la sua ex-convivente, tradita e poi abbandonata, lo denuncia per violenza sessuale e domestica, rilasciando alla polizia una dichiarazione ricca di contraddizioni e non sostenuta da prove altrettanto incontrovertibili. Passano due anni prima della sua notifica, e in questo lasso di tempo il Parlanti viaggia continuamente all'interno e oltre lo spazio di Schengen senza mai essere fermato, né ricevere alcuna denuncia presso una Procura della Repubblica Italiana. Nel 2004 viene fermato in Germania, mentre è nella zona internazionale di Duesseldorf, e resta in stato di fermo per oltre 11 mesi, in attesa che lo Stato italiano chiarisca la posizione di un suo concittadino e provveda alla sua estradizione. I tempi amministrativi decorrono, così che viene estradato in America, in base agli accordi bilaterali tra Usa e Germania.
Nell'udienza preliminare vengono presentate dalla donna ulteriori prove e rilasciate dichiarazioni discordanti e più ricche di dettagli, nonostante il lasso di tempo che la separa dalla denuncia. L'intero processo è stato costruito sulla testimonianza chiave di una donna emotivamente instabile, la cui non affidabilità viene rilevata dallo stesso Pubblico Ministero che ha ammesso i problemi psichici della White, dichiarando però che non potevano essere messi in discussione durante il processo. Traspare dalle sue domande e dalla stessa arringa finale del Procuratore che non vi sono prove incontrovertibili per incriminare il Parlanti , afferma Altamura. L'accusa ha infatti costruito la sua intera strategia sullo screditamento della persona del Parlanti, rievocando dettagli non pertinenti al caso e riguardanti altri episodi sui quali non è stato possibile presentare delle controprove.
Secondo Altamura, e secondo il Rapporto, "dall'analisi del processo e della documentazione se ne deduce che la condanna scaturisce dalla confusione di prove e testimonianze estrapolati da altri eventi, tanto che i giurati sono stati spinti a pronunciare quel verdetto sulla base di un 'sillogismo amministrativo' . La sentenza è sicuramente frutto di un giudizio di giustizia sommaria, che, in quanto tale, non ha alla base dei fatti, ma delle supposizioni indotte dalla manipolazione della versione della storia".
Riteniamo, continua Altamura, "che il caso presenti degli aspetti che vanno al di là dei fatti presentati al processo, e infatti vengono accennati e non approfonditi per poter usare di essi solo la parte che conviene all'occasione". Lo studio che è stato fatto del caso Parlanti ha portato all'individuazione di elementi che fanno luce sulla sua complessità, e all'elaborazione di un teorema che si basa sulla contraddizione di un sistema giuridico che intende condizionare la giuria popolare non con delle prove reali, ma con messaggi subliminali, conclude Altamura.

Qualsiasi decisione lo studio legale californiano che difende il Parlanti prenderà per continuare nelle altre fasi dell'Appello, è molto probabile che se le istituzioni italiane intendono intervenire sul caso in maniera determinante dovranno ristudiare da capo il caso per trattarlo da una nuova angolatura, il Rapporto elaborato dall'intelligence di Etleboro parrebbe essere un buon punto di partenza.
 

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