Il male oscuro della classe medica

Università di Catania, “così truccavano i concorsi”: le accuse a rettore e professori
Nel fascicolo sono iscritti complessivamente 66 indagati: 40 professori dell'università di Catania e 20 degli atenei di Bologna, Cagliari, Catanzaro, ...
Il Fatto Quotidiano

se i docenti universitari sono così incapaci e corrotti
mi dite come sono gli studenti?

e se la prendono con i divulgatori che con pazienza hanno raccolto le ricerche degli scenziati stranieri che i nostri "baroni" universitari non conoscono e per questo sono IGNORANTI
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32000 MEDICI CORROTTI DA CASE FARMACEUTICHE: IL NUOVO SCANDALO
da veritaglobale
Se il medico ti prescrive un farmaco molto probabilmente non è quello che ti farà guarire, ma quello su cui guadagnerà di più…
Case farmaceutiche:
dal report Codacons hanno versato 59,1 ml a 3044 medici romani attraverso finanziamenti e sussidiLe principali 10 case farmaceutiche operanti in Italia hanno versato nelle tasche di 3044 medici di Roma 59.188.850 euro attraverso finanziamenti e sussidi di vario tipo.
Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato un apposito report sulla base dei dati ufficiali.
I numeri che emergono dallo studio dell’associazione sono impressionanti: 32.623 tra medici, fondazioni e ospedali, hanno complessivamente percepito in Italia 163.664.432,70 euro nel periodo compreso tra il 2015 e il 2017.
A titolo di accordi di sponsorizzazione, donazioni, viaggi, quote di iscrizione, corrispettivi e consulenze, ecc. Tra questi anche 3.044 medici operanti a Roma.
Finanziamenti che ora finiscono all’attenzione dell’Autorità Anticorruzione, attraverso un esposto dell’associazione in cui si chiede di aprire una istruttoria sul caso e verificare la piena correttezza delle sovvenzioni, alla luce della possibile violazione dell’’art. 30 del Codice di Deontologia medica che impone al professionista di “evitare ogni condizione nella quale il giudizio professionale riguardante l’interesse primario, qual è la salute dei cittadini, possa essere indebitamente influenzato da un interesse secondario” nonché di “dichiarare in maniera esplicita il tipo di rapporto che potrebbe influenzare le sue scelte consentendo al destinatario di queste una valutazione critica consapevole.” Il medesimo articolo impone l’assoluto divieto per il medico di “Subordinare il proprio comportamento prescrittivo ad accordi economici o di altra natura, per trarne indebito profitto per sé e per altri.”


A supportare le tesi dell’associazione, nell’esposto viene citato un recentissimo studio pubblicato in data 08.02.2019 sulla rivista americana “The Oncologist” che ha analizzato la relazione tra le somme ricevute dai medici da parte delle case farmaceutiche per consulti, viaggi o ad altro titolo, e le prescrizioni degli stessi medici relative ai farmaci prodotti dalle case farmaceutiche che avevano erogato tali somme. I risultati della ricerca hanno evidenziato l’aumento delle prescrizioni in favore di farmaci prodotti dalle aziende farmaceutiche che avevano erogato i finanziamenti in questione. In particolare – secondo la rivista “The Oncologist” – si è assistito ad un incremento di prescrizioni per il trattamento di quattro diverse tipologie di cancro (carcinoma prostatico, carcinoma renale, carcinoma polmonare e leucemia mieloide cronica).
Sul sito dell’associazione è stato pubblicato l’elenco integrale suddiviso per comune di medici, fondazioni e ospedali di Roma e del Lazio che nel triennio hanno percepito soldi dall’industria del farmaco, affinché ogni cittadino della regione possa verificare in modo autonomo i rapporti tra il proprio medico e le aziende farmaceutiche. Il Codacons rinnova la richiesta agli Ordini dei medici provinciali di imporre a tutti i camici bianchi l’obbligo di indicare all’interno degli studi medici i rapporti intercorrenti con le aziende produttrici di farmaci, al fine di garantire massima trasparenza ai propri pazienti, e chiede alle Asl e alla Guardia di Finanza di verificare tutte le prescrizioni erogate dai medici inseriti nel report, accertando eventuali squilibri a favore delle aziende finanziatrici.

Fonte Codacons

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Sperimentazioni di farmaci su pazienti ignari e mazzette dalle case farmaceutiche: così agiva il "padre della legge 38"
In manette il luminare Guido Fanelli. Nelle intercettazioni diceva: "Comando io, ho creato un sistema e sposto milioni di euro con la forza della scienza"
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fanelli/fb
Navigava nel business delle malattie croniche, lucrando sui malati, sperimentando illegalmente farmaci su di loro e intascandosi profumate tangenti dalle case farmaceutiche, tali da potersi permettersi uno yacht per le vacanze di famiglia.

Provate a pensarci: in Italia il 20% delle persone soffre cronicamente di problemi come mal di schiena o cefalea ed è costretta a curarsi con antidolorifici e altro. Questi farmaci o dispositivi medici sono prodotti da case farmaceutiche che, come ogni merce sul mercato, vanno venduti e pubblicizzati. E allora chi poteva farlo al meglio, pagato a suon di mazzette, se non il "padre della legge 38"?

E' così, fra i corridoi della caserma dei carabinieri di Parma, che i militari definiscono Guido Fanelli, medico di 62 anni, primario della struttura di Anestesia, Rianimazione e Terapia dell'Azienda Ospedaliera universitaria di Parma, considerato il luminare della Terapia del dolore, finito questa mattina agli arresti domiciliari e accusato di corruzione e riciclaggio.

Se oggi il dolore è ufficialmente considerato una malattia da curare con primo intervento, come certifica la legge 38 della Repubblica Italiana, lo si deve anche lui che nel 2010, quando era consulente tecnico del governo e presidente della Commissione istituita ad hoc dal 2008 al 2015 presso il ministero della Salute, contribuì alla stesura definendosi poi, più che il padre, la "madre" (perchè se ne ha la certezza) della legge stessa.
Ed è da qui che bisogna partire per comprendere come Fanelli e altri 18 medici (tre sono ancora ricercati) siano riusciti a guadagnare milioni di euro sulle spalle dei pazienti.

Dopo quella legge infatti, il ruolo di Fanelli diventa sempre più centrale in Italia e all'estero nelle politiche legate alla terapia del dolore, tanto da portarlo fin davanti all'Onu grazie alle sue competenze. Tali, questi saperi, da vederlo - oltre che in centinaia di conferenze mediche - spesso anche in tv: solo quattro giorni fa era ospite di Medicina33 a parlare dell'importanza dei farmaci.

Occhiali con lente sfumata, capello leggermente lungo e brizzolato, Fanelli ha in mano una macchina ben oliata di favori e sponsorizzazioni illecite.

"Non è che faccio il boss, sono io e basta, comando io, ho creato un sistema" dice intercettato dai carabinieri.
E' ancor più chiaro. "Io prendo soldi dall'uno e dall'altro in maniera uguale e paritaria, sono bravo a tenere il piede in quattro o cinque scarpe. Io ho il centro hub del dolore più grosso di Italia con 19mila interventi all'anno, ho la forza di spostare milioni di euro perchè con la forza scientifica tutti danno credito a ciò che scriviamo".

Già, l'Hub di Parma dove lavora, considerato fra i più importanti del Paese, ha un appeal da non sottovalutare. Lo capisce un informatore farmaceutico della Alteco Medical Ab, con sede svedese, che per primo contatta Fanelli proponendogli uno scambio: se lui promuoverà un particolare filtro per un dispositivo medico di emodialisi, allora riceverà in cambio denaro. Fanelli accetta, inizia il "Sistema".

Quello che le indagini dei Nas di Parma, in sette diverse regioni, cercheranno di smantellare con l'operazione "Pasimafi",in grado di arrestare 19 persone, indagarne 75 e mettere luce sui conti di 17 aziende farmaceutiche importanti, dalla Grunenthal alla Mundipharma, passando per la Angelini o la Molteni.

I reati sono diversi e incastrati in vario modo, si va dalla semplice mazzetta alla sponsorizzazione occulta e illecita di convegni medici, sino a favori in concorsi universitari (per il quale risulta indagato - abuso d'ufficio - anche il rettore dell'Università di Parma Loris Borghi).

Al centro di tutto c'è Fanelli. Lui aveva capito che il dolore era un affare da sfruttare: secondo gli inquirenti le basi del business iniziavano con la raccolta fondi e finivano con un accurato riciclaggio, studiato grazie a società prestanome incastrate come in scatole cinesi.

SPERIMENTAZIONE DI FARMACI SU PAZIENTI IGNARI- Probabilmente, sostengono i carabinieri, molti pazienti curati da Fanelli sono ancora all'oscuro di tutto. Non sanno ad esempio che in centri controllati dal dirigente medico venivano condotte sperimentazioni cliniche illegittime su di loro. Venivano "testati" farmaci e sviluppate ricerche. I risultati e la raccolta di dati necessaria per i fabbisogni delle industrie venivano poi tutti venduti alle case farmaceutiche.

IL BUSINESS DEI CONGRESSI MEDICI - Alcuni Ecm, congressi medici organizzati da Fanelli, erano pilotati al solo scopo di essere sostenuti economicamente dalle case farmaceutiche: non solo venivano pagati interamente dalle case ma anche gli ospiti e i relatori erano scelti da queste, tagliando in maniera sleale la concorrenza.

LE FINTE PUBBLICAZIONI - Inoltre venivano fatte decine di relazioni ad hoc da collaboratori del professore (anche questi arrestati o indagati), che preparavano anche alcuni articoli di smentita o rettifica al solo scopo di promuovere farmaci già "bocciati" da associazioni come Aifa.

LA BARCA CON IL LOGO DEI FARMACI - Un fiume di denaro cominciava così a entrare nelle tasche del luminare e di decine di collaboratori e manager ("lui parlava solo con alti dirigenti" raccontano i militari). Il soldi vengono riciclati attraverso un giro di società minori e difficilmente rintracciabili, come una intestata al figlio di Fanelli, proprietaria di fatto di diversi e prestigiosi immobili, macchine di lusso e una barca, la "Pasimavi V". Quello yacht è al centro dei rapporti fra il primario e le case farmaceutiche. Lui lo usa per le vacanze, loro pagano costi e manutenzione. C'è uno scambio intercettato che chiarisce ancor meglio l'intesa: la casa farmaceutica chiede che sulla barca venga messo il logo della stessa, Fanelli risponde che allora lui vuole le sue iniziali sul conto corrente della casa farmaceutica in questione.

Forte della sua funzione di pubblico ufficiale capace di "spostare milioni di euro" Fanelli continuerà così, attraverso sperimentazioni e convegni per favorire i colossi del mercato farmaceutico, "a intascare denaro puntualmente riciclato da piccole società di comodo" chiarirà il procuratore capo di Parma Antonio Salvatore Rustico.

Nell'operazione, che ha visto coinvolti 200 carabinieri fra Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio, come ricorda il capitano Gianfranco Di Sario, sono stati sequestrati "470 mila euro" ma "l'indotto di denaro e il giro di soldi, per queste persone che trattavano il dolore come un affare, potrebbe essere di centinaia di milioni di euro. Il tutto sulle spalle dei pazienti".



scommetiamo che l'ordine dei medici NON lo RADIA!
si ha l'impressione che siano tutti collusi e L'ordine radia solo i medici onesti
 

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