IL RISPETTO DELLE.....REGOLE

FORTEBRACCIO

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Il cerimoniale del Colle prevede il monito.

La severa azione del presidente della Repubblica è sempre preceduta da un intenso rovello interno.

Il monito è l’ultima risorsa di Napolitano e la usa con la dovuta parsimonia.

Solo in gravi circostanze.
Quando è costretto per garantire il rispetto delle Regole.

Allora rompe il riserbo e monita.

Appena prima, il cielo diventa nero, i corazzieri vanno al bar di via Nazionale e la moglie porta il cane ai Parioli.

Le Regole a cui Napolitano monta la guardia sono a garanzia del quadro politico-economico-costituzionale-legislativo.

Chi ci governa deve operare con serenità d’animo.

Regola numero uno: i politici sono sopra la legge.

Regola numero due: il conflitto di interessi non esiste.

Regola numero tre: la par condicio vale solo per Veltrusconi.

Regola numero quattro: il concessionario pubblico di tre reti televisive Silvio Berlusconi può candidarsi alle elezioni.

Regola numero cinque: il referendum sulla legge elettorale è opzionale e, infatti, si terrà un anno dopo le elezioni.

Regola numero sei: le leggi di iniziativa popolare per espellere i condannati dal Parlamento possono/devono essere ignorate e 350.000 firme di cittadini sepolte nella cantina del Senato.

Regola numero sette: la legge elettorale che non permette di scegliere il candidato è costituzionale.

Regola numero otto: Bassolino, D’Alema e Fassino sono compagni che sbagliano.

Regola numero nove: Corrado Calabrò presidente dell’Authority per le Comunicazioni è super partes e anche una brava persona.

Regola numero dieci: il Capo dello Stato che si fa i c…i suoi campa cent’anni.

Chiunque si permetta di contestare le Regole “manca di rispetto”.

A una certa età di pomeriggio si dorme e i “toni violenti” non fanno bene alla nostra ex-democrazia.



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