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http://www.disinformazione.it/mondo_idrogeno.htm
In cosa consiste il “solare termodinamico”? Semplificando all’osso, un fluido circola all’interno di tubi i quali si trovano nel fuoco di lunghi specchi parabolici: una volta riscaldato ad altissima temperatura dai raggi solari, mediante uno scambiatore di calore genera vapore che aziona una turbina, la quale fa ruotare un alternatore che produce energia elettrica. Quali sono i costi? Sentiamo la risposta di Rubbia.
“Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno"
C’è abbastanza energia per soddisfare le necessità umane?
Secondo Rubbia sì, e credo che a Rubbia si possa almeno concedere una cambiale in bianco.
La stessa divisione delle energie rinnovabili dell’ENEL – Enelgreenpower – dichiara che le risorse eoliche “disponibili ed utilizzabili nel mondo sarebbero in grado di fornire una produzione di circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998. Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off-shore, collocate al largo delle coste”. Peccato che Scaroni faccia finta di non saperlo.
Lo stesso concetto è stato ribadito più volte dal Dipartimento USA dell'Energia e dall’Università di Stanford: “nei soli Nord Dakota, Kansas e Texas si potrebbe ricavare con la fonte eolica l’intero fabbisogno statunitense”.
La fonte solare è ancora più abbondante: se il consumo totale d’energia del pianeta ammonta a circa 10 miliardi di TEP, il sole ne invia costantemente e gratuitamente 5.500 miliardi di TEP sulle sole aree desertiche del pianeta! Riflettiamo un attimo su quanto siamo miseri: stiamo qui a scannarci per quattro fichi secchi (10 miliardi di TEP) quando il sole ne invia sui deserti inutilizzati 550 volte tanto!
Non abbiamo i mezzi per captare l’energia?
Non è vero: se il sistema fotovoltaico è ancora un po’ caro (ma in molte situazioni prezioso) con il solare termodinamico e l’eolico non avremmo più alcun problema!
A questo punto prendono forma due distinti problemi, uno tecnico e l’altro politico, con le ovvie interdipendenze che esistono – e che i politici fanno finta di non vedere – fra tecnologia e politica.
In cosa consiste il “solare termodinamico”? Semplificando all’osso, un fluido circola all’interno di tubi i quali si trovano nel fuoco di lunghi specchi parabolici: una volta riscaldato ad altissima temperatura dai raggi solari, mediante uno scambiatore di calore genera vapore che aziona una turbina, la quale fa ruotare un alternatore che produce energia elettrica. Quali sono i costi? Sentiamo la risposta di Rubbia.
“Oggi, cioè in fase preindustriale, il costo complessivo dell'impianto oscilla tra i 100 e i 150 euro a metro quadrato. E da un metro quadrato si ricava ogni anno un'energia equivalente a quella di un barile di petrolio. Il che vuol dire che utilizzando un'area desertica o semidesertica di dieci chilometri quadrati si ottengono mille megawatt: la stessa energia che si ricava da un impianto nucleare o a combustibili fossili, ma con costi inferiori e con una lunga serie di problemi in meno"
C’è abbastanza energia per soddisfare le necessità umane?
Secondo Rubbia sì, e credo che a Rubbia si possa almeno concedere una cambiale in bianco.
La stessa divisione delle energie rinnovabili dell’ENEL – Enelgreenpower – dichiara che le risorse eoliche “disponibili ed utilizzabili nel mondo sarebbero in grado di fornire una produzione di circa quattro volte superiore ai totali consumi elettrici mondiali del 1998. Questo potenziale potrebbe essere ulteriormente accresciuto dallo sviluppo di installazioni off-shore, collocate al largo delle coste”. Peccato che Scaroni faccia finta di non saperlo.
Lo stesso concetto è stato ribadito più volte dal Dipartimento USA dell'Energia e dall’Università di Stanford: “nei soli Nord Dakota, Kansas e Texas si potrebbe ricavare con la fonte eolica l’intero fabbisogno statunitense”.
La fonte solare è ancora più abbondante: se il consumo totale d’energia del pianeta ammonta a circa 10 miliardi di TEP, il sole ne invia costantemente e gratuitamente 5.500 miliardi di TEP sulle sole aree desertiche del pianeta! Riflettiamo un attimo su quanto siamo miseri: stiamo qui a scannarci per quattro fichi secchi (10 miliardi di TEP) quando il sole ne invia sui deserti inutilizzati 550 volte tanto!
Non abbiamo i mezzi per captare l’energia?
Non è vero: se il sistema fotovoltaico è ancora un po’ caro (ma in molte situazioni prezioso) con il solare termodinamico e l’eolico non avremmo più alcun problema!
A questo punto prendono forma due distinti problemi, uno tecnico e l’altro politico, con le ovvie interdipendenze che esistono – e che i politici fanno finta di non vedere – fra tecnologia e politica.