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Italia: occupazione record, ma 12 milioni di inattivi. Che effetti sul welfare?
Negli ultimi mesi si parla molto di occupazione ai massimi storici e di disoccupazione aiminimi, sia in Italia sia in Europa.C’è però un dato che resta spesso sullo sfondo: secondo l’ISTAT gli inattivi in Italia sonocirca 12 milioni.Si tratta di persone che non lavorano e non cercano lavoro, spesso per scoraggiamento,età, fragilità personali o condizioni di marginalità sociale.Negli stessi giorni, uno studio della CGIA di Mestre segnala un aumento delle richieste diinvalidità, in particolare dopo la fine del Reddito di cittadinanza. Il dubbio è che una partedell’esclusione sociale non venga risolta, ma semplicemente riclassificata.Nel frattempo, soprattutto nel Nord Est, alcune Regioni stanno aprendo corridoi perattrarre lavoratori comunitari o esteri, perché il fabbisogno produttivo non trova rispostanel mercato del lavoro locale.La domanda che vorrei porre è semplice:che futuro può avere il welfare se la crescita economica viene sostenuta importandonuova forza lavoro, mentre milioni di residenti restano strutturalmente fuori dal sistemaproduttivo e dalle politiche attive?Mi interessa capire come interpretate questa apparente contraddizione.