la boldrini dice che c'e' un attacco alla democrazia

marofib

Forumer storico
e' una vita che siamo sotto attacco da voi cialtroni
e ci vieni a parlare di democrazia?





da Repubblica


Le colpe della politica: il caso Cosentino. La Commissione Ue non è tenera neanche con la classe politica italiana. "In Italia i legami tra politici, criminalità organizzata e imprese, e lo scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo sono tra gli aspetti più preoccupanti, come testimonia l'alto numero di indagini per corruzione", si afferma nel primo report sulla corruzione in Europa.

La relazione di Bruxelles, nella parte dedicata all'Italia, rileva come "negli ultimi anni sono state portate all'attenzione del pubblico numerose indagini per presunti casi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e rimborsi elettorali indebiti, che hanno visto coinvolte personalità politiche di spicco e titolari di cariche elettive a livello regionale". Scandali che hanno portato a una serie di dimissioni, anche di leader e di alte cariche di partito, a elezioni regionali anticipate in un caso, ed hanno spinto il governo a sciogliere alcuni consigli comunali per presunte infiltrazioni mafiose.

Come caso "degno di nota", il report segnala quello di "un parlamentare indagato per collusione con il clan camorristico dei Casalesi (l'ex coordinatore Pdl in Campania Nicola Cosentino, di cui non viene citato il nome).
La relazione evidenzia inoltre come solo nel 2012 sono scattate indagini penali e ordinanze di custodia cautelare nei confronti di esponenti politici locali in circa metà delle 20 Regioni italiane, sono stati sciolti 201 consigli municipali, di cui 28 dal 2010 per presunte infiltrazioni criminali e più di 30 deputati della precedente legislatura sono stati indagati per reati collegati a corruzione o finanziamento illecito ai partiti.
 
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questi qui se la canrano e se la suonano a piacimento

la democrazia difende le minoranze e non le zittisce

la democrazia non applica la ghigliottina alle opinioni delle opposizioni


La coerenza pd: nel 2009 era contro la ghigliottina

La coerenza pd: nel 2009 era contro la ghigliottina




nella foto: Speranza, capogruppo pd alla Camera, il "Gasparri dei poveri" (cit. Di Battista)

"Era il 30 settembre 2009, al governo c’era Berlusconi e sullo scranno più alto di Montecitorio siedeva Gianfranco Fini. In aula si discuteva il decreto sul tanto discusso Scudo fiscale (che poi passò grazie all'assenza di 32 deputati, 24 del pd tra cui D'Alema, al momento della votazione della fiducia, ndr). Le opposizioni (allora Pd e Idv) alzarono le barricate, praticando un ostruzionismo selvaggio con l’intento di far decadere il decreto. Cosa che mandò su tutte le furie Fini. Nell’ultima capigruppo prima del voto l’ex presidente della Camera minacciò la ghigliottina. "E’ una precisa responsabilità del presidente della Camera dei deputati avere la deliberazione dell’Aula prima della decadenza del decreto", disse in quell’occasione, auspicando "una intesa di metodo per un percorso di lavoro fino al voto finale, evitando il ricorso alla ghigliottina". Apriti cielo. L’opposizione protestò duramente, chiedendo a Fini di non fare ulteriori forzature e di consentirle di esercitare i suoi diritti. "Sarebbe davvero imperdonabile se si applicasse la ghigliottina per la prima volta nella storia su di un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno", affermò l’allora capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro, riferendosi alla minaccia di Fini. "Lo stesso presidente Fini - spiegò Soro - ha condiviso il termine anomalia oggettiva cui cui si definisce questo decreto per la sua natura e per il suo processo normativo. Per questo auspichiamo che il presidente Fini non applichi la ghigliottina, consentendo all’opposizione di avvalersi di tutte le sue prerogative". Le stesse prerogative che oggi il Pd nega alle opposizioni." Qelsi

La notizia data dal sito ufficiale del pd nel 2009: leggi
 
questi qui se la canrano e se la suonano a piacimento

la democrazia difende le minoranze e non le zittisce

la democrazia non applica la ghigliottina alle opinioni delle opposizioni


La coerenza pd: nel 2009 era contro la ghigliottina

La coerenza pd: nel 2009 era contro la ghigliottina




nella foto: Speranza, capogruppo pd alla Camera, il "Gasparri dei poveri" (cit. Di Battista)

"Era il 30 settembre 2009, al governo c’era Berlusconi e sullo scranno più alto di Montecitorio siedeva Gianfranco Fini. In aula si discuteva il decreto sul tanto discusso Scudo fiscale (che poi passò grazie all'assenza di 32 deputati, 24 del pd tra cui D'Alema, al momento della votazione della fiducia, ndr). Le opposizioni (allora Pd e Idv) alzarono le barricate, praticando un ostruzionismo selvaggio con l’intento di far decadere il decreto. Cosa che mandò su tutte le furie Fini. Nell’ultima capigruppo prima del voto l’ex presidente della Camera minacciò la ghigliottina. "E’ una precisa responsabilità del presidente della Camera dei deputati avere la deliberazione dell’Aula prima della decadenza del decreto", disse in quell’occasione, auspicando "una intesa di metodo per un percorso di lavoro fino al voto finale, evitando il ricorso alla ghigliottina". Apriti cielo. L’opposizione protestò duramente, chiedendo a Fini di non fare ulteriori forzature e di consentirle di esercitare i suoi diritti. "Sarebbe davvero imperdonabile se si applicasse la ghigliottina per la prima volta nella storia su di un provvedimento vergognoso del quale nessun italiano, neanche quelli che sostengono la maggioranza, ha bisogno", affermò l’allora capogruppo Pd alla Camera, Antonello Soro, riferendosi alla minaccia di Fini. "Lo stesso presidente Fini - spiegò Soro - ha condiviso il termine anomalia oggettiva cui cui si definisce questo decreto per la sua natura e per il suo processo normativo. Per questo auspichiamo che il presidente Fini non applichi la ghigliottina, consentendo all’opposizione di avvalersi di tutte le sue prerogative". Le stesse prerogative che oggi il Pd nega alle opposizioni." Qelsi

La notizia data dal sito ufficiale del pd nel 2009: leggi

come dire la democrazia ad intermittenza
 
come dire la democrazia ad intermittenza
Anzi FASCISMO più becero
Il Parlamento, l’art. 77 della Costituzione e la “ghiliottina”

montecitorio_aula_camera-738x325.jpg


L’istituto della ghigliottina, nella forma di stretto contingentamento dei tempi della discussione, è previsto soltanto a Palazzo Madama, normato dagli art. 78 Comma 5 e art. 55 Comma 5 del regolamento del Senato. Non è invece previsto in quello della Camera.

Se non è previsto non è un atto di responsabilità ricorrervi ma un discutibile atto d’arbitrio. Non a caso, non si è mai verificato il caso che un presidente della Camera ne facesse uso.



Il precedente sta soltanto in una azzardata dichiarazione di Luciano Violante, nel periodo in cui fu presidente della Camera, cioè la XIII Legislatura. Violante allora si sentì in dovere di sentenziare, con quel piglio da re che ancora contraddistingue alcuni eredi del vecchio Pci, che, sia pure in assenza della ghigliottina, rientrava nella sua responsabilità assicurare la deliberazione della Camera sui decreti-legge, ricorrendo, se necessario, proprio a quello strumento estremo. La logica dell’ “Ipse dixit”, insomma. Ma se glielo chiedete, lui spiegherà che non c’è nulla che non sia a posto sul piano della legittimità politica.

E sulla legittimità istituzionale? Bella domanda, senza risposta ovviamente, perché non prevista. La presidenza della Camera non ha nessun obbligo verso le esigenze, le priorità o i pasticci del governo. Che per la prima volta la ghigliottina sia stata usata dalla presidente Boldrini mi ha messo in uno stato di grande disagio. E non perché Laura Boldini sia stata portata in Parlamento da Sinistra Ecologia Libertà. Anche per questo, forse, ma soprattutto perché la sua scelta, sicuramente sofferta, ma non è questo il punto, conferma che all’onda della cultura politica ormai dominante, pervasa dalla libido della governabilità a tutti i costi, plaudente al decisionismo acostituzionale, piena di disprezzo verso le regole scritte e la fatica umana e storica, per arrivare ad averle scritte davvero, non c’è più difesa. Da parte di nessuno.


...
Il Parlamento, l?art. 77 della Costituzione e la ?ghiliottina? ? Sinistra Ecologia Libertà
 
questa volta vinciamo, il sistema è ferito e morde come un cane rabbioso ma questa volta ce la facciamo, dai caxxoooooooo!!!
 
in effetti ha ragione la Boldrina
è in atto un colpo di stato da parte del PD +PDL di cui lei è serva

anche se evoca lo stupro cercando di chiamare alle armi le donne italiane,
non si accorge che i suoi comportamenti da ghigliottina hanno stuprato al Costituzione Italiana
e la sua decisione NON è consuetudine democratica ma è un atto TOTALITARIO FASCISTA STUPRATORE degno solo di una SQUADRSTA al soldo del potere
http://www.rainews.it/dl/rainews/ar...3-a5ad-66209eda97af.html#sthash.5ylStbS8.dpuf
 
e' una classe politica che ha sempre stretto alleanze con mafie,lobby...e ora il colpo di stato lo fanno i grillini...ci vuole TOTO' a chiosare
 

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