la Legge europea sugli "unlikely-to-pay" non piace ai sindacati italiani

tontolina

Forumer storico
MILANO (Reuters) - La Uilca, uno dei più importanti sindacati bancari, esprime contrarietà al progetto di partnership strategica tra Intesa Sanpaolo (MI:ISP) e Prelios sulle inadempienze probabili e solleva allarme per i possibili risvolti occupazionali.

Ieri Intesa ha annunciato l'avvio di negoziazioni esclusive con Prelios per una possibile partnership nella gestione degli 'unlikely-to-pay'.

"Questo vorrebbe dire mettere in cassa integrazione e licenziare migliaia di lavoratori. I crediti difficili vanno lavorati in azienda e non ceduti all'esterno. Come sindacato confederale non abbiamo intenzione di accettare questo", dichiara il segretario generale Massimo Masi in una nota diffusa al termine dell'assemblea Uilca del gruppo Intesa.

Come già accaduto nel caso dell'accordo siglato con Intrum Justitia per le sofferenze, Uilca agirà per garantire che i dipendenti "ricevano tutte le necessarie garanzie occupazionali e contrattuali necessarie", prosegue Masi.

Il segretario generale ribadisce un netto 'no' alla gestione delle sofferenze presso società esterne che non applicano il contratto del credito e ricorda che la Uilca finora ha sottoscritto accordi in tal senso solo con società esterne di proprietà totale di istituti bancari, iscritti ad Abi e con mandato di rappresentanza, nonché con clausola di salvaguardia verso i dipendenti che in caso di ulteriori cessioni di ramo d'azienda rientrerebbero nell'istituto bancario di origine.
 
LETTERA APERTA ALLE FORZE POLITICHE ED AL GOVERNO ITALIANO SULLA DIRETTIVO NPL/CREDITI. CHE SI FERMI QUESTO DISASTRO!


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LETTERA APERTA ALLE FORZE POLITICHE ED AL GOVERNO ITALIANO SULLA DIRETTIVO NPL/CREDITI. CHE SI FERMI QUESTO DISASTRO!



Il voto sulla direttiva NPL-Credito, che permetterà di cedere su un mercato fittizio e speculativo i crediti non esigibili, con tutto quello che ne consegue per i debitori lasciati senza tutela, è stato rinviato alla prossima settimana, ma l’iter prosegue indefesso sotto la spinta del presidente Gualtieri.

Gentile Prof. Conte, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana,
il prossimo 11 aprile, verrà portata in votazione del Parlamento la nuova direttiva sul credito che istituzionalizza il mercato unico europeo delle compravendite NPL, i “non performing loans”, i crediti ammalorati bancari, fatti così diventare, spintaneamente per impulso europeo, oggetti di speculazione finanziaria al dettaglio. La direttiva comprende anche l’innovativo (e stravolgente) passaporto europeo delle società di recupero credito.

Ricordando la Sua delega agli Affari europei dopo le dimissioni di Paolo Savona, pare opportuno la sua considerazione e presa di posizione in merito a questa direttiva europea, che stravolgerà l’assetto del sistema del credito bancario europeo, in particolare quello ammalorato.
Non si comprende l’attivismo cieco (socialmente ed economicamente ragionando) di portare al voto frettolosamente una direttiva tanto esplodente, neppure corredata da alcuna valutazione quantitativa dell’impatto sociale ed economico che potrebbe provocare.

Insomma, abbiamo più volte domandato, senza risposta, perchè tanto impegno e tanta urgenza!
Va da sé che pare mostrarsi, quasi schiettamente, una volontà economica e dunque politica di assecondare gli evidenti appetiti dei grandi fondi speculativi che urgentemente (è il loro mestiere) vogliono monetizzare i loro vasti acquisti fatti spesso ad un tozzo di pane degli NPL europei ed in particolare quelli delle banche italiane (oltre 200 miliardi di cartolarizzazioni NPL).


Perché non ci si preoccupa di quantificare ciò che potrebbe accadere a centinaia di migliaia di famiglie ed imprese?
Quale è il rischio dell’impatto negativo provocato da una massiccia aggressione delle garanzie che sono legate agli NPL?

Se non se lo domanda il dott. Gualtieri, relatore della direttiva, pare ragionevole che se lo debba domandare Lei, quale Responsabile del Governo e per la sua delega agli Affari europei.
Dunque, Prof. Conte, invochiamo il suo intervento ricordando il Suo: “Sarò l’avvocato degli italiani”.

Occorre ricordare che nessuno ha saputo dimostrare che una banca si risana buttando dalla finestra nelle fauci della speculazione finanziaria i clienti in difficoltà a ripagare i debiti, ed al contrario favorisce la spogliazione delle banche.
Quale follia europea si sta perpetrando nel favorire la soluzione finale degli npl tramite la speculazione finanziaria, rispetto, invece, una più sostenibile risoluzione interna alle banche? Occorre ricordare che è invece dimostrato in maniera quantitativa che la gestione interna alla banca dell’NPL rende il doppio del vile prezzo di vendita dell’NPL stesso (Banca d’Italia – novembre 2017 – F. M. Conti et al., I tassi di recupero delle sofferenze nel 2016. Note di stabilità finanziaria e vigilanza N. 11.).
E’ così difficile da comprendere che ineluttabile conseguenza sarà una accresciuta aggressione finanziaria dei clienti più deboli diventati insolventi spesso incolpevolmente?

Auspichiamo la Sua attenzione e impegno a questo riguardo, anche ricordando che brutte cose vengono confezionate a Bruxelles, e se errare forse fu umano con il “bail-in”, rimanere ignavi sulla direttiva npl potrà apparire diabolico ai posteri.
Facciamo un accorato appello, gentile Prof. Conte, ci pensi! Sia ragionevole!
Si attivi urgentemente affinché la direttiva europea sugli npl venga rinviata al prossimo parlamento europeo, il quale, con maggiore studio e cognizione delle conseguenze (almeno con il conforto di una analisi quantitativa dell’impatto sociale ed economico che potrebbe provocare), potrà così più ragionevolmente deliberare.
 

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