La «Santa» che comanda è calabrese

Spike V

Forumer storico
L'ULTIMO LAVORO DEI GIORNALISTI RUBEN H. OLIVA E ENRICO FIERRO

Un viaggio nella 'ndrangheta, la mafia più potente e sconosciuta


MILANO - A Lamezia Terme erano in quattrocento mercoledì, nel corso principale , giovani e meno giovani con il sindaco Gianni Speranza. In piazza per sentirsi raccontare una storia che sembra un film ma che per loro è vita quotidiana. Una storia per cercare di capire come si muove la nuova n'drangheta, «la Santa»: la mafia più forte del mondo, quella più potente e pericolosa ma anche paradossalmente la meno conosciuta. Una mafia che ormai non è più una realtà e un problema solo della Calabria, ma dell'Italia e dell'Europa. A prescindere dalla strage di ferragosto a Duisburg, in Germania, che ha prepotentemente riportato sulle prime pagine dei giornali di mezzo mondo la «Santa», la mafia che per comandare ha scelto il basso profilo.


E loro, Ruben H. Oliva ed Enrico Fierro, cronisti (e il primo anche regista) di razza, sono andati proprio li, nel cuore della Calabria, a presentare la loro nuova inchiesta a quattro mani. Un libro e un dvd- testimonianza da leggere e guardare in silenzio, stupiti su come mai per troppo tempo questa realtà malavitosa dalle dimensioni impressionanti (5 mila affiliati per un giro di affari di oltre 36 miliardi di euro l'anno pari al 3,5% del pil nazionale, dati Eurispes) sia stata così lontana dalle priorità della politica e dell'informazione.
E «La Santa. Viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta», (libro e dvd, Rizzoli editore) inizia il suo cammino dalla «strada della speranza di Lamezia- come dice Oliva - uno dei pochi luoghi in Calabria dove sia lecito sperare che qualcosa possa cambiare. E' qui che è avvenuta la prima serrata dei negozianti contro il pizzo e il sindaco di questa città, Gianni Speranza, è l'unico che abbiamo volutamente intervistato per il nostro lavoro. L'unico che ha il coraggio di dire le cose come stanno».

Un coraggio che finora è stato dalla parte di pochi, come i magistrati della direzione nazionale antimafia di Reggio Calabria tipo Vincenzo Macrì, Nicola Gratteri o Alberto Cisterna costretti ad una vita irreale e blindata, circondati 24 ore su 24 da superprotezioni e agenti; come il prete di prima linea Don Pino De Masi della cooperativa Libera-Polistena che ha avviato un'attività nelle terre sottratte alla 'ndrangheta; come i pochi imprenditori liberi tipo Valerio Godino a cui il racket ha bruciato la fabbrica e che continua a lavorare in Calabria; come gli storici e i giornalisti che hanno ancora la forza di denunciare gli affari delle 'ndrine.

La Santa è la mafia che fa più paura - dicono Fierro e Oliva - la più potente, ricca, violenta e protetta. La più antica: sangue, onore, famiglia e codici numerici sofisticati per scambiarsi ordini. Quella i cui capi dallo sperduto San Luca nell'Aspromonte, dove c'è il santuario della Madonna dei Polsi, hanno conquistato il mondo intero. La meno combattuta, la più sottovalutata, la più sanguinosa e spietata. Quella dove non ci sono pentiti perché gli affiliati sono tutti uniti da vincoli di parentela. Quella dei santini bruciati in mano e della croce disegnata con il coltello sulla schiena. Quella che punisce in maniera più eclatante, con teste mozzate e bare disotterrate e date alle fiamme (come è successo per i corpi del sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa e sua moglie Lucia Precenzano), quella che getta un'intera collettività nell'angoscia, che distrugge il governo dello Stato, che si sostituisce e irride allo Stato, quella che fa affari in tutto il mondo ed arriva a interessarsi alle azioni della Gazprom in Russia». «Quella che ha più legami con la massoneria, le logge deviate e il potere politico» come dice il sostituto procuratore Nicola Gratteri.


Il viaggio nella 'ndrangheta sconosciuta porta Fierro e Oliva alla raccolta di testimonianze e di immagini da mezzo mondo che rendono bene l'idea del livello di affari e potere raggiunto dalla Santa: San Luca nell'Aspromonte, dove i cassonetti dell'immondizia in pieno centro sono crivellati dai colpi di arma da fuoco, all'impero di Salvatore Mancuso, «rappresentante della 'ndrangheta in Colombia» comandante delle truppe paramilitari dell'Auc; da Locri al porto di Buenos Aires, crocevia del traffico mondiale di cocaina gestito totalmente dalle ndrine; da Platì a Buccinasco, nel Milanese, sotto il controllo dei clan dell'Aspromonte e della Locride dove l'ex sindaco ha avuto due auto bruciate e dove nessuno parla nonostante si sia al nord; dall'omicidio di Francesco Fortugno, vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria, morto assassinato il giorno delle primarie dell'Ulivo il 14 ottobre del 2005, a Nicola Calipari, ai musicisti di «Quartadiminuita» che mescolano ritmi antichi e suoni moderni, quelli che fanno ancora ballare i ragazzi di Locri e i tanti calabresi onesti; dalla centrale del Goa di Catanzaro dove centinaia di finanzieri ascoltano le telefonate dei narcotrafficanti calabresi sparsi per i cinque continenti (conversazioni registrate anche in fiammingo o in arrivo dal SudAfrica) fino a Filadelfia, il paese dei desaparecidos della Calabria. Quello dove dieci madri hanno visto scomparire i loro figli nel nulla. E che davanti a questo straziante dolore hanno il coraggio di pronunciare per la prima volta la parola 'ndrangheta.

Iacopo Gori
04 ottobre 2007

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Spike V ha scritto:
La Santa è la mafia che fa più paura - dicono Fierro e Oliva - la più potente, ricca, violenta e protetta. La più antica: sangue, onore, famiglia e codici numerici sofisticati per scambiarsi ordini. Quella i cui capi dallo sperduto San Luca nell'Aspromonte, dove c'è il santuario della Madonna dei Polsi, hanno conquistato il mondo intero. La meno combattuta, la più sottovalutata, la più sanguinosa e spietata. Quella dove non ci sono pentiti perché gli affiliati sono tutti uniti da vincoli di parentela. Quella dei santini bruciati in mano e della croce disegnata con il coltello sulla schiena. Quella che punisce in maniera più eclatante, con teste mozzate e bare disotterrate e date alle fiamme (come è successo per i corpi del sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa e sua moglie Lucia Precenzano), quella che getta un'intera collettività nell'angoscia, che distrugge il governo dello Stato, che si sostituisce e irride allo Stato, quella che fa affari in tutto il mondo ed arriva a interessarsi alle azioni della Gazprom in Russia». «Quella che ha più legami con la massoneria, le logge deviate e il potere politico» come dice il sostituto procuratore Nicola Gratteri.

Chiarezza sulla massoneria
Prof. Paolo Franceschetti - 31 dicembre 2007
www.paolofranceschetti.blogspot.com

Molto è stato scritto sulla Massoneria[1], ma pare continui ad esserci molta confusione sull’argomento. Il perché è semplice: la prima caratteristica dell’Ordine è il segreto, ed è inviolabile. In soldoni, dunque, non la si conosce.
La cosa sorprendente è che non la conoscono neanche molti massoni. Mi spiego.

Premessa.
Ufficialmente la massoneria viene presentata come un Ordine Iniziatico a carattere esoterico al quale possono appartenere soltanto uomini liberi e rispettabili che si impegnino a mettere in pratica un ideale di pace, di amore, di fraternità. Un associazione che, tendendo al perfezionamento morale dei Fratelli, si propone di conseguire quello della intera umanità:“La loggia massonica, iniziandovi ai suoi misteri, vi invita a diventare uomini d’elite, saggi o pensatori, educati al di sopra della massa degli esseri che non pensano….l’uomo si distingue dal bruto per le sue facoltà intellettuali. Il pensiero lo fa libero:gli dà il dominio del mondo. Pensare è regnare”[2]
Ammessi alla massoneria sono solo gli uomini dai 21 anni in su. Vi sono comunque organizzazioni disponibili per i parenti degli iniziati. Tra queste:

- l'Ordine della Stella dell'Est per le mogli;
- l'Ordine di De Molay per i figli dai 12 anni;
- l'Ordine delle figlie di Job e dell'Arcobaleno per le figlie dai 12 anni.

La Massoneria è strutturata in modo gerarchico.
Il cammino personale dei fratelli procede per gradi, e ad ogni livello di iniziazione l’adepto riceve l’insegnamento di verità superiori.
Gli adepti privilegiati, o riconosciuti degni, vengono poi iniziati alle dottrine più segrete ed occulte[3].
I progetti e i fini sono quindi comunicati solo al grado in cui ci si trova e, visto che usano il linguaggio dei simboli, sono comprensibili solo a seconda del proprio grado.
Questa struttura comporta una conseguenza immediatamente percepibile: chi aderisce a questa associazione lo fa senza conoscerne praticamente nulla, poiché la verità, o lavoro massonico, che poi è il fine stesso dell’associazione, viene conosciuta solo dagli adepti ai gradi più alti.

Non a caso una delle più grandi autorità massoniche Albert Pike[4] ebbe a dichiarare che tutti i massoni di grado inferiore al 32° vengono intenzionalmente ingannati mediante false interpretazioni.

Tale premessa è importante perché questo articolo parte dal presupposto, fondato, che molte persone che a questa associazione appartengono o si avvicinano, effettivamente non la conoscano completamente.
Facciamo subito un esempio affinché, anche alcuni massoni, possano subito rendersi conto di quanto poco sappiano sulla loro associazione.

Molti massoni sono assolutamente ignari che al di sopra delle Logge, dei Templi, dei Grandi Orienti e dei Riti esista da sempre una Direzione Iniziatica Universale. Cosa sia questa Direzione Iniziatica Universale ce lo spiega il massone Serge Raynaud De La Ferriere : “…una Massoneria ed un Grande Oriente Universale di carattere esoterico, il cui Consiglio Superiore, composto di veri Iniziati, riceve la linea direttiva dai propri Santi Santuari Esoterici, per subito trasmetterla attraverso intermediari, ad organismi sempre più esoterici. Siamo certi che la maggior parte dei Fratelli massoni si stupirà di questo non avendo mai sentito parlare di tale Direzione Superiore…Questa Direzione Mondiale organizza ed istruisce le varie Associazioni Segrete… Il massone “medio” incontrerà alcune difficoltà nel comprendere…I veri Grandi Maestri non sono sempre coloro che appaiono rivestiti di tutta l’autorità; dietro i poteri rappresentativi, dei titoli e delle funzioni ci sono i Patriarchi, i veri Venerabili, le Potenze che dirigono contemporaneamente tutti i riti del mondo, perché sono veramente alla testa della Massoneria Universale”[5].

Questo è un piccolo esempio. La maggior parte dei massoni non sa di questa Direzione Mondiale (non stiamo parlando della Gran Loggia di Inghilterra), né sa dove sia, né dove siano dislocati nel mondo i c.d. “intermediari” (altrimenti non avrebbe destato sorpresa la scoperta di un archivio di Gelli a Montevideo), ecc…
Faccio notare come, proprio nel passo sopra citato, un massone scriva ad altri fratelli definendo la massoneria una “associazione segreta” e non certo riservata!!!
La domanda da porsi ora è: ma quelli che sono ai gradi più alti sono i migliori?
La risposta la lasciamo all’ex Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Giuliano Di Bernardo che ci spiega anche il perché: “I migliori spesso stanno in basso, in un angolo, non vengono mai portati su. Perché sono pericolosi”.
In massoneria vi sono brave persone. Sono uomini che credono fortemente nei principi enunciati dall’associazione, nella crescita personale e sperano in una società migliore.
Proprio questi “fratelli” sono i primi ad essere ingannati, ma ingannati sino ad un certo punto. Ecco il perché.

Giuramento e Leggi.
Per entrare in massoneria si deve prestare un giuramento.
Il giuramento massonico di affiliazione, che deve essere prestato sul Volume della Sacra Legge[6] (V.S.L.), è il seguente: “Liberamente, spontaneamente, con pieno e profondo convincimento dell’animo, con assoluta e irremovibile volontà, alla presenza del Grande Architetto dell’Universo, prometto e giuro di non palesare giammai i segreti della Massoneria, di non far conoscere ad alcuno ciò che mi verrà svelato, sotto pena di aver tagliata la gola, strappato il cuore e la lingua, le viscere lacere, fatto il mio corpo cadavere e in pezzi, indi bruciato e ridotto in polvere, questa sparsa al vento per esecrata memoria di infamia eterna. Prometto e giuro di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli liberi muratori su tutta la superficie della terra, prometto e giuro di consacrare tutta la mia esistenza al bene e al progresso della mia patria, al bene e al progresso di tutta l’umanità, prometto e giuro di adempiere ed eseguire tutte le leggi, i regolamenti e le disposizioni tutte nell’Ordine e di portare ossequio e obbedienza alla suprema autorità e a tutti quanti sono i miei superiori. Prometto e giuro di conservarmi sempre onesto, solerte e benemerito cittadino ossequiente alle leggi dello stato, amico membro della mia famiglia e massone per abbattere sempre il vizio e propugnare la virtú. Prometto e giuro di non attentare all’onore delle famiglie dei miei fratelli. Finalmente giuro di non appartenere ad alcuna società che sia in opposizione con la libera massoneria, sottoponendomi rispetto alle pene personali piú gravi e terribili”.

Come si può notare dalla lettura del testo si tratta di un giuramento molto forte che, seppur a livello simbolico (ma sappiamo che il simbolo per il massone riveste una importanza fondamentale), è un giuramento di morte con cui si promette:

- di non rivelare giammai quanto ti verrà rivelato;
- di prestare aiuto e assistenza a tutti i fratelli;
- di adempiere ed eseguire tutte le leggi, regolamenti e disposizioni dell’Ordine;
- di non appartenere ad alcuna società che sia in opposizione alla libera muratoria.

Il giuramento presenta implicazioni di non poco conto. Vediamo perché.
Il giuramento (ricordiamo: liberamente, spontaneamente e volontariamente prestato) prevede che il fratello prometta, tra le altre cose, di adempiere ed eseguire tutte le leggi, regolamenti e disposizioni dell’Ordine. Ovviamente la maggior parte di tali leggi, regolamenti ecc…sono segrete per i profani, ma i massoni le conoscono benissimo.
Ad esempio il massone sa benissimo che le Costituzioni dell’Ordine non danno il diritto di espellere i fratelli indegni.
Allora perché risentirsi delle critiche che vengono mosse contro la loro associazione?
Perché affermare che “non si può fare di tutta un’erba un fascio” quando proprio le loro Costituzioni non prevedono l’espulsione dei delinquenti?
Né si può dire che solo negli ultimi anni la massoneria abbia avuto una particolare infiltrazione di uomini senza scrupoli tra le sue “fila”, se già nel 1898 il massone Felice Cavallotti ebbe a dire: “non è vero che tutti i massoni sono delinquenti, ma non ho mai conosciuto un delinquente che non fosse anche massone”.
Ma c’è di più.

Tribunale massonico.
Premettiamo che all’interno della massoneria vi è un Organo giudicante simile all’organo giudiziario dello stato.
Se un massone viola una legge massonica (si macchia di qualche colpa nei confronti di altri fratelli) questo viene denunciato (con tavola d’accusa) al Tribunale massonico.
Vi sono anche qui tre gradi di giudizio (con tanto di previsione delle Sezioni Unite) ed, a livello procedimentale, è simile al processo penale: competenza territoriale, connessione, ecc….
Ovviamente le leggi massoniche sono differenti dalle leggi dello stato, come anche le condanne.
In soldoni se la cantano e se la suonano tra di loro. Bene, nulla di male, vi sono diverse organizzazioni strutturate in modo analogo, si pensi al tribunale sportivo: se commetti un illecito sportivo ti giudicherà il tribunale sportivo.

Ma la domanda è: se un massone commette un reato penalmente rilevante che succede?
La domanda è lecita, la risposta imbarazzante, ma illuminante: nulla!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Prima di spiegare meglio questo punto, però, vi racconto una storia (ma ne potrei raccontare anche tante altre, sempre naturalmente con tanto di documentazione) e poi vi dico cosa ha deciso, con sentenza a Sezioni Unite, il Tribunale massonico.

Un giorno un massone viene a sapere che il Gran Maestro avrebbe chiesto ed ottenuto tangenti su affari “profani” di interesse dei Fratelli. La cosa lo sconvolge e, alla prima riunione, si rivolge al Gran maestro con queste parole: “E perciò Fratello XXX, tieni ben presente, almeno questa sera, che le tue risposte ai quesiti che ti verranno posti dovranno essere assolutamente veritiere, chiare e non equivoche e possibilmente documentate e documentabili in modo incontrovertibile. Perché potrei io stesso un giorno essere chiamato dal giudice Vigna a rendere testimonianza, o prendere io stesso l’iniziativa per essere chiamato da tale giudice a testimoniare; e riferirei dettagliatamente le risposte da te date qui, chiamando, ove occorresse, a testimoniare altri illustri fratelli qui presenti questa sera e pronti a servire, come sempre, la verità e la giustizia”.

Ovvero, come si dovrebbe fare tra uomini liberi, rispettabili ed onesti, venuto a conoscenza di un fatto penalmente rilevante commesso da un fratello, chiede a questi chiarimenti.
Vi domandate cosa è successo?
Ve lo raccontiamo noi.
Il malcapitato che aveva chiesto informazioni è stato denunciato al Tribunale massonico e, dopo tre gradi di giudizio, con sentenza del tribunale del Grande Oriente d’Italia, del 28/X/1978, Corte Centrale a Sezioni Unite, viene espulso dalla massoneria con la seguente motivazione:

“di avere, nella riunione del collegio circoscrizionale dei MM. VV. del Lazio, apostrofato con arroganza il Gran Maestro ….., minacciandolo di adire il giudizio profano, violando così anche il principio n. 1 Cap. IV degli Antichi Doveri”.


Due esempi di sentenza massonica: clicca per ingrandire (tutti i nomi dei f.lli sono stati cancellati)

Eccolo!
Ora possiamo, finalmente, capire qualcosa in più.
Le costituzioni dell’Ordine non prevedono che possa essere espulso un delinquente, ma un uomo onesto pronto a dire quello che sa alla magistratura si.
Questo perché chi entra in massoneria giura di non riconoscere legittimità al Tribunale profano (ovvero l’organo giudiziario previsto dalla Costituzione italiana), considerato indegno di giudicare i fratelli, uomini illuminati.
In altri termini: un massone non può neanche minacciare di adire l’Organo Giudiziario previsto dalla nostra Costituzione. E chi viola questo dovere viene punito nella maniera più dura.

Tra noi profani tale comportamento viene definito, nel migliore dei casi, omertoso (L'omertà è l'atteggiamento di ostinato silenzio atto a non denunciare reati più o meno gravi di cui si viene direttamente, o indirettamente a conoscenza), e mal si concilia con persone che pretendono di presentarsi al mondo come persone libere, rispettabili che tendono al perfezionamento morale.
Con tale giuramento come sorprendersi che tanti aspiranti delinquenti vedano come un Eden la vostra associazione e facciano a gara per entrarvi? Sanno infatti che qualsiasi cosa gli altri fratelli vengano a sapere, non possono cacciarli e non possono denunciarli. Un paradiso per chi vuole delinquere.
Ancora una volta riportiamo un esempio importante.

Nel 1992 il procuratore Agostino Cordova apre un’inchiesta sulla massoneria. Gran Maestro in quegli anni è il prof. Giuliano Di Bernardo. Cordova gli chiede di collaborare e Di Bernardo, avendo visto che gli addebiti dell’inchiesta non erano fantasia (connessioni tra mafia, ‘ndrangheta e massoneria) acconsente fornendo al Procuratore gli elenchi degli iscritti. Ha tradito.
Vediamo cosa gli è successo dopo.
Cosa è successo lo dice Di Bernardo. Il 14 aprile 1993 in una riunione dei membri di Giunta del Grande Oriente pronuncia le seguenti parole: “Volevo comunicarvi le mie decisioni. Ho ricevuto minacce gravissime e con me tutta la mia famiglia. Ho visto mia madre piangere per l’inquietudine che avevano suscitato in lei quelle minacce. Ne hanno ricevute mia moglie ed i miei figli. La mia famiglia è spaventata e vive in costante angoscia. Ho quindi deciso di dimettermi”. (v. il libro di Pinotti, Fratelli d’Italia, a pag 63).
Ha collaborato ad una inchiesta giudiziaria che coinvolgeva dei “fratelli” e per costringerlo ad andarsene sono arrivati a minacciare la sua famiglia, figli compresi.
Non c’è da stupirsi.

Come abbiamo visto le leggi della massoneria permettono una protezione che non ha eguali tra le associazioni lecite per i criminali.
Una società può funzionare solo se tutti i cittadini fanno il loro dovere. Non vi può essere polizia, esercito o altro che possa sostituirsi al controllo sociale. E che controllo può esservi se un gruppo di uomini che, purtroppo, spesso si trova ai vertici del potere, è vincolato da un giuramento di omertà?
Ma questo chi entra in massoneria lo sa bene. Anzi, diciamola tutta, molti entrano proprio per questo!

Reati.
Ed ora un ultima domanda: tale giuramento, ovvero quello di non riconoscere legittimità all’Organo Giudiziario previsto dalla Costituzione italiana, potrebbe integrare un’ipotesi di reato?
A mio parere si.
Pensiamo ai massoni che svolgono una professione che li obbliga a prestare il giuramento di osservare e rispettare la Costituzione. Questi, a nostro parere, commettono un reato solo prestando il giuramento per l’ingresso in massoneria.

Si pensi a tutti i militari.
Il giuramento militare recita: “Giuro di essere fedele alla Repubblica italiana, di osservare la Costituzione e le leggi e di adempiere con disciplina ed onore tutti i doveri del mio stato per la difesa della Patria e la salvaguardia delle libere istituzioni”.
Nel codice penale vi è l’art. 266. Istigazione di militari a disobbedire alle leggi, che prevede: “Chiunque istiga i militari a disobbedire alle leggi o a violare il giuramento dato o i doveri della disciplina militare o altri doveri inerenti al proprio stato, ovvero fa a militari l'apologia di fatti contrari alle leggi, al giuramento, alla disciplina o ad altri doveri militari, è punito, per ciò solo, se il fatto non costituisce un più grave delitto, con la reclusione da uno a tre anni”.

E tutti quei fratelli che, pubblici ufficiali, hanno l’obbligo, venuti a conoscenza di un reato, di sporgere denuncia?
Il reato poi, permanendo il giuramento e l’affiliazione massonica, è permanente, ovvero non soggetto a prescrizione.
Ma anche i massoni che non svolgono una professione soggetta a giuramento, probabilmente commettono un reato. Esiste infatti nel notro ordinamento la figura del concorso morale nel reato.
Esiste quindi un reato associativo ai sensi dell’articolo 416 del codice penale. Conoscono il fratello, la professione ed il giuramento fatto. Magari lo presentano, partecipano alla sua iniziazione, sanno che giurando commette un reato, e proprio loro, gli altri fratelli, partecipano e gli danno la sicurezza della copertura a tale reato (un massone può decidere di dire che è massone, ma ha giurato di non fare mai il nome di un altro fratello).

Conclusione.
Quanto sino ad ora detto, se poteva essere ignoto ai profani, è perfettamente chiaro e conosciuto ai massoni. Anche quello ai gradi più bassi.
Ripeto. Sono sicura che tanti massoni siano brave persone, ma è anche vero tutti hanno accettato di entrare in una associazione ove sapevano perfettamente che non è possibile né cacciare, né denunciare i delinquenti. In una associazione in cui giurano omertà.
Se veramente i massoni onesti vogliono essere riconosciuti come tali, e vogliono chiudere le loro porte ai delinquenti, si rifiutino di giurare loro appoggio e protezione. Non ci vuole molto. Basta cambiare una legge. Basta prevedere che il massone, venuto a conoscenza di un reato compiuto da qualsiasi cittadino, massone o no, sia obbligato a denunciarlo alla Procura della Repubblica.
Ora ci rivolgiamo, a voi iscritti in massoneria. Voi tutto questo non lo fate; continuate a mantenere leggi che:

- prevedono l’espulsione del fratello che venuto a conoscenza di un reato chiede spiegazioni e dichiara di essere disponibile a collaborare con la Procura della Repubblica per “servire la verità e la giustizia”;
- non riconoscono un organo previsto dalla costituzionale
- non prevedono mezzi per espellere i delinquenti, così che per voi sia accettabile sedere accanto a ladri, truffatori, assassini, magari chiamandoli “venerabile”

Se continuerete a fare tutto questo, allora vi preghiamo vivamente di non indignarvi per le critiche mosse alla vostra associazione e di mantenere, questa volta si, un decoroso silenzio.

Nota finale. Le sentenze in nostro possesso e citate nel testo dell’articolo sono depositate presso procure e organi di polizia. Verranno mandate scannerizzate a chiunque ne farà richiesta.

http://www.disinformazione.it/chiarezza_massoneria.htm
 

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