Lavoretti

Ignatius

sfumature di grigio
Voi li facevate, quand'eravate giovani ma prima d'iniziare a lavorare?

Io, no e sì.

Ovvero: a parte un prodigioso software in basic per il Sinclair ZX Spectrum, che mi fu pubblicato da una rivista specializzata in home computer, e remunerato centocinquantamilalire, ricordo solo che, quando compii 18 anni, mio padre mi rivelò che alla mia nascita un po' di parenti avevano versato degli oboli che, rivalutati, all'epoca valevano quattromilioniemmezzo (sempre di lire).
Decisi di investirli in borsa.
18+1966= 1984, ovvero io investii in concomitanza con la partenza di un boom di borsa [stimolato anche dalla nascita dei Fondi Comuni di Investimento e dal rampantismo anni '80] che quintuplicò in due anni i miei sudati (da altri) risparmi. Non fu tecnicamente un "lavoretto", ma rese anche di più che fare il cameriere o la babysitter. :-o
 

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Affinchè una cosa sia fatta bene la si deve svolgere nei "modi e nei tempi".

In ambiente scolastico modi e tempi, sono in ampia parte personalizzabili, situazione che nel mondo del lavoro si capovolge perchè siamo vincolati da altre persone e da altri contesti.

Questa secondo me è la differenza, bene quindi un approccio al lavoro, anche perchè questo potrebbe far capire eventuali ulteriori capacità o incapacità che la scuola non fa emergere.
 
A proposito: in alcuni Stati che ho visitato in vacanza, ho visto molti più giovani fare "lavoretti".

E m'è venuto il sospetto che, magari, un supermercato straniero possa assumere temporaneamente uno studente e fargli fare un lavoro banale (es. mettere e togliere la merce dagli scaffali), ottenendo:
- un giovanotto con qualche euro /dollaro / franco / ecc. da parte per le sue spesucce (o per contribuire a finanziare gli studi)
- un lavoratore a tempo indeterminato che può prendere le ferie in agosto, magari in concomitanza con la coniuge che è obbligata a farlo per la chiusura per ferie dell'azienda dove lavora.

Da noi, mi sa che non si possono dare meno di XXX euro per un dato impiego a causa di contratti nazionali, aziendali e altri vincoli che in teoria dovrebbero impedire alle aziende di proporre salari da fame a lavoratori solo apparentemente occasionali, ma che di fatto impediscono la realizzazione dell'Utopia che ho visto all'estero.

E quindi, la cosa si risolve "all'italiana": se non si possono pagare i lavoratori in nero (qualcuno lo fa?), i supermercati devono imporre a qualche dipendente di fare le ferie a febbraio o a novembre perché non si può chiudere ad agosto.



O no?
Magari i supermercati italiani offrono lavori temporanei estivi, ma i giovani d'oggi son tutti "bamboccioni" mantenuti la cui paghetta supera il magro compenso incassabile per spostare merci nei supermercati? :-?
 
Io li ho fatti.

Ho fatto la hostess nelle fiere, la baby sitter, l'assistente in colonia e la cameriera in una paninoteca

:)
 

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