News, Dati, Eventi finanziari Le news del 13 ottobre 2008

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Per un panorama completo delle news di oggi, e per discuterle insieme, vi invito a navigare il consueto topic sul Forum di Piazza Affari.

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Accordo per piano anticrisi Ue. Oggi i piani nazionali di Francia, Germania e Italia

Accordo per piano anticrisi Ue. Oggi i piani nazionali di Francia, Germania e Italia

PARIGI - «Una riunione eccezionale» l'ha definita Nicolas Sarkozy. Due ore e mezza perché i capi di Stato e di Governo dei quindici Paesi che aderiscono alla zona euro si mettessero d'accordo per un'iniziativa immediata - e comune - contro la crisi finanziaria e contro il rischio di una degenerazione sul fronte economico. L'Eurogruppo ha scelto di agire su tre fronti prioritari: la ricapitalizzazione delle banche in difficoltà; la garanzia pubblica a tutti i prestiti interbancari per sbloccare la liquidità e una revisione delle norme contabili a livello europeo.

Il comunicato in 14 punti illustra gli strumenti dei quali ciascun Paese potrà dotarsi rispettando le specificità nazionali. Sarkozy ha convocato per lunedì mattina un consiglio dei ministri straordinario che sarà seguito nel primo pomeriggio da una ''dichiarazione solenne'' nella quale saranno dettagliati i mezzi finanziari di cui si doterà la Francia per rafforzare il capitale delle banche e per emettere le garanzie. «Nello stesso momento -ha preannunciato Sarkozy- la Germania e l'Italia e altri Paesi faranno lo stesso annuncio». Per Berlino si parla di un piano da 300-400 miliardi di euro, altrettanti dovrebbero essere quelli messi in campo da Parigi: «Non faremo regali -ha puntualizzato il capo di Stato francese- le garanzie saranno remunerate a prezzi di mercato».

La misura più urgente tra quelle concordate dall'Eurogruppo riguarda proprio le garanzie sui prestiti interbancari, essendo il sistema creditizio europeo afflitto non tanto dal rischio d'insolvenza come nel caso delle banche americane, ma dalla completa paralisi della liquidità. Lo schema di garanzie durerà fino alla fine del 2009 e coinvolgerà qualsiasi strumento di rifinanziamento sul mercato interbancario, anche sul medio lungo-termine per titoli di debito, con una scadenza che può andare fino a un massimo di cinque anni. I capi di Stato e di Governo dell'Eurogruppo auspicano inoltre la creazione da parte della Banca centrale europea di un meccanismo per l'emissione di commercial paper destinati alle società finanziarie e a quelle non finanziarie. Quest'ultima misura è simile a quanto già fatto dalla Federal Reserve, anche perché negli Stati Uniti il mercato dei commercial paper come forma di finanziamento per le imprese è più sviluppato rispetto all'Europa.
Le garanzie pubbliche sull'interbancario saranno estese a tutti gli istituti stranieri o filiali di banche straniere presenti sui rispettivi territori nazionali, proprio per evitare quelle distorsioni che si erano venute a creare dopo la decisione dell'Irlanda e l'annuncio del piano Brown per il salvataggio del sistema bancario inglese.

Sul fronte del rafforzamento del capitale, i Governi dell'eurozona si impegnano a fornire le risorse necessarie, sotto forma di azioni privilegiate, per rispettare il coefficiente patrimoniale di base Tier 1. Secondo lo schema, le autorità politiche vigileranno affinché vengano tutelati gli interessi dei contribuenti e degli azionisti in caso di ricapitalizzazione di un istituto in difficoltà e per il quale il management «dovrà subire le dovute conseguenze» dell'intervento di salvataggio.
Il documento suona anche la campana a morto, almeno in Europa, della valutazione degli assets secondo il criterio mark-to-market, che «in mercati illiquidi non è più appropriato» e invita in proposito la Commissione europea a prendere misure immediate per implementare le conclusioni dell'Ecofin del 7 ottobre.

Basteranno queste misure, definite da tutti giuste ed efficaci, a riportare la calma sui mercati? Sui mercati la tempistica è fondamentale e ci si chiede come mai l'Europa non sia riuscita a proporre in occasione del G4 di nove giorni fa, sempre a Parigi, quello che ha proposto domenica nella capitale francese. Nei mercati impazziti, anche una settimana di ritardo potrebbe equivalere ad un'eternità. Se andrà bene, invece, la ''riunione eccezionale'' di Sarkozy potrebbe entrare nel libri di storia

da www.ilsole24ore.com
 
I governi del G7 mettono in gioco 2000 miliardi di dollari

I governi del G7 mettono in gioco 2000 miliardi di dollari

WASHINGTON – Dopo un comunicato del G7 che gli analisti hanno giudicato in prima battuta "blando" e non sufficientemente aggressivo di fronte alla crisi finanziaria sistemica con cui si confronta il Pianeta, i singoli paesi del G7 cercheranno di passare dalle parole ai fatti. A Washington in ambienti vicini al Gruppo dei Sette, si da certo che Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania metteranno in pratica a breve misure straordinarie che potrebbero mobilitare, una volta erogati i fondi, una disponibilità di danaro complessiva superiore ai 2000 miliardi di dollari. C'e' intanto il pacchetto americano da 700 miliardi di dollari che potrebbe essere già in parte mobilitato per rafforzare il capitale di Morgan Stanley, la prestigiosa banca d'affari che versa in gravi difficolta' e ha disperato bisogno di un aumento di capitali o di un accesso a importanti quantitativi di liquidita'.

Fonti autorevoli raccolta a Washington inoltre danno per certo che oggi a Parigi, alle riunioni dei 14 leader europei, il Cancelliere tedesco Angela Merkel presenterà un pacchetto da circa 400 miliardi di euro (circa 536 miliardi di dollari). Il pacchetto includerà garanzie dello stato e l'opzione per la partecipazione diretta nel capitale delle istituzioni in difficoltà. L'erogazione sarà condizionata a certi impegni che dovranno essere sottoscritti dalle banche e il pacchetto potrebbe essere discusso e approvato già domani mattina a Berlino. La gran Bretagna metterà sul tavolo il suo piano da 400 miliardi di sterline, circa 682 miliardi di dollari già annunciato la settimana scorsa, con l'autorizzazione all'acquisto di titoli fino a 50 miliardi di sterline e garanzie a breve e medio termine per altri circa 100 miliardi di sterline.

Ma il fatto nuovo e' che alcune delle banche inglesi hanno annunciato che entro le sette del mattino di lunedi' presenteranno i dettagli della loro partecipazione al piano di salvataggio messo a punto dal governo inglese. Il piano prevede l'annuncio delle dimissioni di alcuni dei manager delle banche in difficoltà ad esempio Fred Goodwin, l'amministratore delegato di Royal Bank of Scotland. Ma secondo le indiscrezioni che circolano a Washington le autorità potrebbero anche richiedere la chiusura temporanea di alcune attività di Borsa per consentire agli investitori di analizzare nel dettaglio il progetto, che dovrebbe portare liquidità al sistema e consentire ai mercati del credito di riprendere a funzionare.

Questi dettagli sono certamente più concreti di quelli che avevamo appreso venerdì sera. Danno corpo al comunicato in cinque punti del G7 che diventa una sorta di ombrello guida al di sotto del quale i paesi cercano lo stesso di coordinare, pur con diverse politiche fiscali, gli interventi per poter rispondere alle sfide del mercato globale.
Proprio quello che aveva chiesto mattina il Presidente George W. Bush quando e' apparso coi ministri finanziari del G7 nel Giardino delle Rose della Casa Bianca.
"I mercati in agitazione richiedono una seria risposta globale" ha detto il Presidente. E subito dopo ha aggiunto:"la crisi e diffusa a livello mondiale e non potra' essere risolta in tempi brevissimi… Useremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per risolvere i problemi di liquidita', ci troviamo nel mezzo di questa crisi insieme e ne usciremo insieme" ha detto il Presidente nel suo terzo discorso do questa settimana.
Poi, in serata, i ministri del G7 si sono riuniti con altri 12 paesi membri del G20 piu' il rappresentante dell'Unione Europea. Il G7 ha cercato cosi' di estendere anche a un gruppo maggiormente rappresentativo dell'economia globale il pacchetto di aiuti perche' potesse essere sottoscritto con entusiasmo analogo a quello manifestato venerdi' dai sette grandi in occasione delle rispettive conferenze stampa.

da www.ilsole24ore.com
 
Barclays decide un aumento di capitale di 6,5 mld di sterline

Barclays decide un aumento di capitale di 6,5 mld di sterline



La banca inglese Barclays ha annunciato un aumento di capitale da 6,5 miliardi di sterline, in più tranche, che effettuerà senza ricorre alle misure a sostegno del settore bancario approvate dal Governo la scorsa settimana, confidando quindi negli investitori. Barclays ha inoltre deciso che non distribuirà il dividendo a titolo 2008.
 

SS Lazio: relazione della società di revisione
Deloitte & Touche ha comunicato che il bilancio consolidato ed il bilancio d'esercizio della S.S. Lazio Spa sono conformi agli International Financial Reporting Standards europei e sono redatti in modo veritiero e corretto. Per entrambi è presente un rilievo con oggetto la voce "ricavi per diritti di opzione". La società di revisione ha ritenuto che il risultato di periodo è da ritenersi sottostimato, al netto dell'imposizione fiscale corrente e differita (per 1,7 mln), ed il patrimonio netto al 30 giugno 2008 è sovrastimato per 4,5 mln di euro.

(09:50:18 13/10/2008)

Uk: aiuti pubblici per le banche
Il governo Brown è pronto a lanciare un piano pubblico di aiuti per Hbos, Rbs, Lloyds TBS e Barclays, che usufruiranno di 37 miliardi di sterline messe a disposizione dal governo britannico. Per mezzo di questa ricapitalizzazione, il governo diventerà il maggiore azionista di due dei principali istituti del Paese, ovvero la Royal Bank of Scotland e la Halifax (che dovrebbero ricevere fondi per rispettivamente 15 e 10 miliardi di sterline).

(09:40:18 13/10/2008)

Hera/Iride/Enìa: il confronto è terminato con un nulla di fatto
Guppo Hera ha comunicato che il confronto con Iride ed Enìa si è concluso senza la possibilità di un esito positivo, a causa del permanere di posizioni divergenti e nell'impossibilità di modificare la tempistica dell'operazione a suo tempo convenuta.

(09:30:00 13/10/2008)

Ternienergia: accordo con Solsonica per fornitura moduli fotovoltaici
Ternienergia ha siglato con Solsonica Spa, un accordo di fornitura di moduli fotovoltaici fino a un massimo di 29 MW per il triennio 2009-2011. Solsonica fa parte del Gruppo Eems ed è una società specializzata nella produzione di celle e moduli per il fotovoltaico, nonché nella fornitura di soluzioni integrate.

(09:25:00 13/10/2008)
 
Societe' Generale: smentisce voci perdite, chiede inchiesta Amf

Societe' Generale: smentisce voci perdite, chiede inchiesta Amf



Societe' Generale ha smentito 'ufficialmente le voci malevole' secondo le quali avrebbe subito pesanti perdite sui prodotti strutturati, che avrebbero reso necessario un aumento di capitale e che hanno fatto perdere al titolo fino al 15% alla Borsa di Parigi. SocGen ha preannunciato che chiedera' l'intervento dell'Autorita' dei mercati finanziari, Amf, perche' apra un'inchiesta sulle voci e sul loro impatto sul titolo.
 
Germania, il governo vara piano da 470 miliardi per le banche

Germania, il governo vara piano da 470 miliardi per le banche

Ammonta a 470 miliardi di euro il piano del governo Merkel per il salvataggio delle banche tedesche. Il progetto - hanno spiegato fonti governative di Berlino - prevede 400 miliardi destinati a garanzie per gli istituti, mentre gli altri 70 serviranno invece a ricapitalizzare le banche più colpite dalla crisi finanziaria.

Il piano, su cui il cancelliere Angela Merkel, il ministro delle Finanze, Peer Steinbrueck, e quello degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier, hanno raggiunto un accordo in nottata, sarà discusso dal consiglio dei ministri tedesco a partire dalle ore 13. Subito dopo la cancelliera ne presenterà i contenuti ai capigruppo dei partiti presenti al Bundestag (la camera bassa del Parlamento). Dalle ore 15 circa prima Merkel e poi Steinbrueck illustreranno alla stampa i dettagli del pacchetto.

Il ministro delle Finanze tedesco, Peer Steibrueck, intanto ha fatto sapere che l'obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2011 è ormai a rischio, a causa della crisi finanziaria. «Non rinunciamo al nostro obiettivo di bilancio, anche se ci vorrà più tempo per conseguirlo», ha detto Steinbrueck al quotidiano Bild.

Anche il governo francese si prepara a varare un piano di sostegno alle banche, che prevede la creazione di due veicoli ad hoc: uno per garantirne il finanziamento, l'altro per acquisire delle partecipazioni in caso di necessità. Lo scrive l'edizione online di Le Monde. Per rilanciare il mercato del credito interbancario, in particolare, lo Stato sosterrà con la propria garanzia un veicolo di rifinanziamento delle banche, che raccoglierà sul mercato i fondi necessari agli istituti per 300 miliardi al massimo.

In questo quadro (al quale va aggiunta l'Italia) la Commissione europea si aspetta un peggioramento dei conti pubblici degli Stati membri a causa delle ripercussioni della crisi dei mercati finanziari. È quanto ha annunciato la portavoce del commissario per gli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia. «Il tre novembre pubblicheremo le nostre previsioni. Come sappiamo stiamo per assistere ad un peggioramento dei conti pubblici, poiché diminuiscono le entrate e la spesa o resta stabile o aumenta».

«Il patto di stabilità e di crescita - ha aggiunto la portavoce Amelia Torres - fornisce sufficienti strumenti per far fronte alla situazione attuale. E c'è sufficiente flessibilità nel patto. Comprendiamo bene che bisogna lasciar agire gli stabilizzatori automatici, ma chiediamo agli Stati membri di controllare la spesa. Tuttavia, se il tetto del tre per cento verrà superato, gestiremo i casi con gli strumenti messi a disposizione dal patto».

La portavoce ha ricordato che il commissario ha annunciato che «la crescita del 2008 sarà la metà rispetto a quella dell'anno scorso», aggiungendo: «Sappiamo di avere a che fare con delle circostanze eccezionali e in questo momento la cosa più importante è ripristinare la fiducia». In merito all'obiettivo del pareggio tra deficit e Pil fissato al 2010 all'Ecofin di Berlino 2007, Torres ha osservato: «Sappiamo tutti quanti in che circostanza l'accordo è stato raggiunto. L'aprile 2007 era un periodo di crescita». La portavoce ha poi ricordato che «per quanto riguarda le operazioni di ricapitalizzazione, avranno un impatto sul debito e non sul deficit e sono temporanee».

Domeniva i capi di Stato e di governo dei 15 Paesi dell'Eurozona hanno dato il proprio via libera alla possibilità di immettere capitale nelle banche, anche utilizzando azioni senza diritto di voto, e alla possibilità da parte degli Stati di garantire i prestiti bancari e le nuove emissioni fino a cinque anni. Sono state anche previste regole contabili più morbide, con la sospensione del mark to market, ossia della necessità per le banche di abbattere in tempi rapidi i valori patrimoniali in bilancio al diminuire del loro valore.

da www.ilsole24ore.com
 
Dl anticrisi, Tremonti: «Le banche potranno essere commissariate»

Dl anticrisi, Tremonti: «Le banche potranno essere commissariate»

Via libera del Consiglio dei ministri all'aggiornamento del decreto legge "salva banche" che recepisce il piano contro la crisi finanziaria varato ieri dall'Eurogruppo.
Al termine del cdm, nella conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha detto che, fra le altre misure, lo Stato potrà commissariare una banca in crisi nel caso in cui ci sia il rischio che una particolare situazione possa «minare la stabilità complessiva del sistema». «L'intervento pubblico - ha spiegato Tremonti - può spingersi fino al commissariamento della banca nel caso in cui» quella situazione «possa minare la stabilità complessiva del sistema».
Non esiste un plafond o una somma che lo stato mette a disposizione per dare attuazione ai provvedimenti d'urgenza per fronteggiare la crisi, «valuteremo caso per caso» e metteremo a disposizione «quanto è necessario», ha detto Tremonti. Inoltre, «al fine di consentire il reperimento di fondi sul mercato viene prevista garanzia statale sulle nuove passività delle banche italiane con durata fino a 5 anni emesse entro il 31 dicembre 2009. La garanzia è concessa a condizioni di mercato e richiede la valutazione della Banca d'Italia sulla base di criteri analoghi previsti in caso di aumento di capitale».
Il ministro Tremonti ha anche difeso la strategia «prudenziale» messa in campo dal governo italiano, che fa sì che non sia definito in modo certo l'ammontare delle misure varate, spiegando che che l'Esecutivo ha definito "ex ante" gli strumenti e «caso per caso gli interventi».
Tremonti evidenzia il giudizio positivo nei confronti degli altri Paesi europei, ma spiega: «Oggi non è necessario predeterminare gli importi». E aggiunge: «Cuius regio, eius religio...». Infine, le misure anticrisi varate dal Cdm «avranno, per ora un impatto zero sui saldi della finanziaria», ha concluso il ministro.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche Vittorio Grilli, direttore generale del Tesoro, che ha dichiarato che le misure anti-crisi adottate dal governo sono «operazioni finanziarie che non incidono sul deficit pubblico». Se incideranno «sul debito, non so - ha aggiunto Grilli - mentre sul debito lordo incideranno a seconda di come queste misure saranno utilizzate».
Il cdm era presieduto da Altero Matteoli, nella qualità di ministro più anziano, dal momento che il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è a Washington per un incontro con il Presidente degli Stati Uniti George W.Bush.

da www.ilsole24ore.com
 
Mitsubishi Ufj salva Morgan, acquisito il 21% del capitale

Mitsubishi Ufj salva Morgan, acquisito il 21% del capitale

Mitsubishi Ufj ha acquisito il 21% del capitale di Morgan Stanley, togliando la grande banca americana dall'imbarazzo del rischio di fallimento. La prima banca del Giappone ha però rinegoziato l'accordo iniziale, prendendo solo azioni privilegiate, invece che un mix di titoli ordinari e privilegiati come programmato in precedenza. L'investimento è quindi di 9 miliardi di dollari, di cui 7,8 miliardi in azioni privilegiate irredimibili e convertibili con dividendo del 10% e prezzo di conversione a 25,25 dollari per azione Morgan Stanley, poi 1,2 miliardi in azioni privilegiate irredimibili e non convertibili sempre con dividendo del 10 per cento.

Metà della azioni convertibili si convertiranno dopo un anno automaticamente in azioni ordinarie Morgan Stanley se le azioni della stessa saranno scambiate a un prezzo superiore al 150% del prezzo di conversione per un certo periodo di tempo, l'altra metà sarà convertibile con le stesse modalità a partire dal secondo anno. Le azioni non convertibile hanno un "call" dopo tre anni al 110% del prezzo di acquisto.

Lo comunica una nota congiunta dei due gruppi. Con questa operazione il Tier 1 Ratio di Morgan Stanley sale oltre il 15,5% (proforma al 31 agosto), la leva scende sotto 20 e il totale dell'attivo si riduce da 987 miliardi a sotto 900 miliardi. Mitsubishi avrà un posto nel Cda di Morgan Stanley, che sarà formato da uno Steering Committee per implementare i benefici dell'alleanza.

da www.ilsole24ore.com
 
Le grandi banche inglesi tornano nella sfera pubblica

Le grandi banche inglesi tornano nella sfera pubblica

Da oggi il sistema bancario britannico non sarà più lo stesso. Lo Stato ha infatti deciso di entrare in forze con una presenza che non si vedeva dai tempi dell'immediato dopoguerra.
Le grandi banche inglesi hanno infatti annunciato un piano di ricapitalizzazione da 43,5 miliardi di sterline che potrebbe sfociare su un controllo della sfera pubblica del 60% nel capitale di Royal Bank of Scotland e del 40% di Hbos e Lloyds Tsb, due colossi in via di fusione forzata sotto l'occhio benevolo del Tesoro.
In soldoni, l'intervento statale ammonterà a 37 miliardi mentre 6,5 miliardi saranno fondi privati, questi ultimi tutti raccolti da Barclays che, come la cugina Hsbc, ha detto di non abvere bisogno di aiuti dello Stato.
A essere soccorse saranno Royal Bank of Scotland (Rbs) e Hbos e Lloyds che sono peraltro in procinto di fondersi. Rbs riceverà una ricapitalizzazione da parte dello Stato da 20 miliardi di sterline di cui 15 miliardi in azioni ordinarie e 5 in privilegiate, mentre Lloyds e Hbos riceveranno 17 miliardi.
Barclays conta invece di farcela da sola convinta di poter reperire circa metà dei 6,5 miliardi di sterline necessari con sospensione del dividendo e tagli ai costi. Al momento sono tutte cifre indicative perchè dipende da quanta è la disponibilità del mercato a partecipare.
Diciamo che i 43,5 miliardi sono il tetto massimo richiesto per fare fronte a quello che gli esperti hanno chiamato uno scenario estremo, uno tsunami sui mercati finanziari.
L'operazione di ricapitalizzazione di Rbs ha mietuto una vittima illustre: il ceo Sir Fred Goodwin, fino a una anno fa considerato come uno dei migliori banchieri del mondo e ora bollato dai maligni come un megalomane per avere fatto un'acquisizione di troppo scalando con Fortis e Santander la olandese Abn Amro. Goodwin, che aveva già raccolto altri 12 miliardi di sterline in giugno prosciugando i mercati ha dovuto alzare bandiera bianca e prendere la porta d'uscita, cedendo il posto a Stephen Hester, membro non esecutivo del consiglio e Ceo di British Land.
Il presidente di Rbs, Sir Tom McKillup, assai vicino a Goodwin, se ne andrà a propria volta dopo l'assemblea degli azionisti del prossimo aprile.Le banche che hanno accettato l'ingresso dello Stato oltre a non distribuire dividendo si impegnanmo a regole monacali di corporate governance, con cancellazione dei dividendi agli azionisti per ripagare gli interessi sulle azioni privilegiate e nessun bonyus in contanti.
I bonus verranno pagati soltanto in forma di azioni delle banche per riportare i top manager con i piedi per terra. Brown, che è stato ieri estremamente duro contro «la cultura dell'irresponsabilità» che ha pervaso la City, ha chiesto ai maggiori Paesi europei di seguire il suo esempio e ha auspicato allo stesso tempo «una nuova Bretton Woods » che porti a una riforma delle grandi istituzioni internazionali con un ruolo accresciuto per il Fmi nel gestire le crisi.
Da sottolienare, infine che il terremoto nella mappa proprietaria delle banche inglesi ha portato a una scossa minore con l'avvio di rapidi negoziati per la fusione tra la piccola società di credito ipotecario Britannia e la Cooperative Bank.

da www.ilsole24ore.com
 

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