Lavoro: Istat, nel 2005 disoccupazione cala al 7,7%
Lavoro: Istat, nel 2005 disoccupazione cala al 7,7%
(Teleborsa) - Roma, 18 apr - Nella media del 2005 il tasso di disoccupazione - rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le corrispondenti forze di lavoro - a livello nazionale si posiziona al 7,7%, tre decimi di punto in meno in confronto al 2004. Lo comunica l'Istat. Per l'Unione europea a 25 paesi il rapporto tra i disoccupati e le forze di lavoro è pari al 9,0%. In confronto al risultato medio nazionale, le regioni con il tasso di disoccupazione più alto sono Sicilia (16,2%), Campania (14,9%) e Puglia (14,6%); il tasso più basso si rileva in Trentino-Alto Adige (3,2%), Valle d'Aosta (3,2%) e Emilia-Romagna (3,8%).
Nonostante la discesa del tasso di disoccupazione, i divari territoriali permangono molto ampi: in Sicilia l'indicatore è circa cinque volte più elevato delle due regioni, Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, con il tasso di disoccupazione più basso. In confronto al 2004, la graduatoria delle regioni nel 2005 presenta modesti cambiamenti. Nel dettaglio, i tassi di disoccupazione più alti erano anche nel 2004 localizzati in Sicilia, Campania e Puglia; quelli più bassi interessavano le stesse regioni del 2005.
Nella disaggregazione per genere, Sicilia e Campania fanno parte del gruppo delle tre regioni con il tasso di disoccupazione più elevato sia per la componente maschile sia per quella femminile. Per altro verso, il primato del Trentino-Alto Adige, Valle d'Aosta e Emilia-Romagna è il frutto dei più bassi tassi di disoccupazione per entrambe le componenti di genere.
In confronto al 2004, con l'eccezione della stabilità in Liguria e Veneto e della discesa in Piemonte, il tasso di disoccupazione cresce nelle regioni del Nord; nel Centro, cala nelle Marche e nel Lazio mentre aumenta in Toscana e Umbria; nel Mezzogiorno, all'invarianza dell'indicatore in Abruzzo e all'incremento in Calabria si associa la diminuzione nelle restanti regioni. In queste ultime aree territoriali si è peraltro registrato nel corso del 2005 un persistente aumento dell'inattività, concentrato tra le donne e i giovani.
Le province del Mezzogiorno manifestano i tassi di disoccupazione più elevati: Enna, Caltanissetta e Palermo superano il 19%; Foggia il 18%. Inoltre, Enna e Foggia presentano il più alto tasso di disoccupazione rispettivamente della componente maschile e di quella femminile. Le province del Nord e del Centro segnalano invece tassi di disoccupazione più bassi. A Bologna e Bolzano l'indicatore non raggiunge il 3%; a Siena e nella provincia di Pesaro-Urbino supera di poco il 3%.
Dieci delle dodici province del Mezzogiorno (escluse Catanzaro e Catania) erano già nel 2004 nel gruppo di quelle con i più alti livelli del tasso di disoccupazione. Peraltro, tutte le grandi province del Mezzogiorno registrano nel 2005 tassi di disoccupazione decisamente più elevati del dato medio nazionale. Tra il 2004 e il 2005, Palermo e Napoli rimangono le due grandi province con il tasso di disoccupazione più elevato, nonostante l'indicatore sia calato rispettivamente dal 20,3% al 19,2% e dal 18,9% al 17,1%.