La Fed rivoluziona Goldman Sachs e Morgan Stanley
La Fed rivoluziona Goldman Sachs e Morgan Stanley
A Wall Street nulla sara' piu' come prima: Goldman Sachs e Morgan Stanley, le ultime due grandi banche d'investimento sopravvissute alla crisi finanziaria globale, saranno trasformate in normali holding bancarie. Con una scelta improvvisa e radicale, anzi la piu' drammatica dalla Grande Depressione, la Fed ha sancito un cambiamento epocale nell'alta finanza americana. D'ora in avanti Goldman e Morgan, alla stregua di tradizionali banche, potranno disporre di controllate che rastrellano depositi, rafforzando le proprie risorse finanziarie. E, come gli istituti di credito, potranno rivendicare il sostegno che il governo assicura a ogni banca commerciale.
La decisione, in cambio del nuovo appoggio, assoggetta pero' le due stelle appannate di Wall Street a regole e controlli molto piu' severi. In futuro dovranno rispettare nuovi requisiti di capitale. Mentre sulle loro attivita' veglieranno le autorita' di sorveglianza degli istituti di credito, limitandone ambiziose scommesse e forti rischi.
Goldman e Morgan avevano formalmente chiesto il cambio di status. Hanno cosi' accolto con soddisfazione la sua approvazione. Goldman diventera' da subito la quarta holding bancaria, dietro Bank of America, JP Morgan e Citigroup. E l'amministratore delegato di Morgan Stanley, John Mack, ha dichiarato che "questa nuova struttura ci garantira' la stabilita' e flessibilita' necessarie per cogliere opportunita' in un mercato in rapido cambiamento. Offre inoltre al mercato certezza sulla nostra solidita' e il nostro accesso a fondi". Durante la transizione le divisioni chiave di broker-dealer dei due gruppi potranno gia' cominciare a ricevere ulteriore assistenza straordinaria dalla Fed.
Ma il giro di vite nella regolamentazione, per il governatore Ben Bernanke, e' importante quanto la flessibilita' e gli aiuti: da tempo le autorita' federali stavano considerando un aumento degli obblighi normativi per le investment bank. Soprattutto visto il crescente accesso a prestiti agevolati della Fed che erano state costrette a offrire in funzione anti-crisi alle societa' di Wall Street.
La trasformazione dello status potrebbe adesso facilitare una sopravvivenza indipendente di Morgan e Goldman. Ma non esclude affatto che, allo scopo di tenere testa alla bufera finanziaria, le due societa' trovino partner per fusioni. La struttura della holding dovrebbe facilitare sia acquisizioni che cessioni. L'affanno e' delle due investment bank e' diventato sempre piu' evidente con il passare dei giorni: Morgan Stanley ha avviato intensi negoziati di fusione con Wachovia, grande banca regionale americana. E con il fondo sovrano cinese China Investment Corp, per una quota significativa nel nuovo gruppo nato dal merger.
Le trattative di Morgan, dopo la sparizione di Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch, hanno aumentato le pressioni anche sulla piu' solida delle grandi investment bank, Goldman Sachs. Una forte spinta a cercare partner, secondo il Wall Street Journal, e' arrivata dallo stesso Segretario al Tesoro Henry Paulson, l'architetto del colossale piano di salvataggio pubblico della finanza americana che prima di occupare la poltrona al Tesoro aveva guidato Goldman. Alla radice delle pressioni: Washington non puo' permettersi nuovi tracolli a Wall Street. I costi di eventuali salvataggi diventerebbero insostenibili e la spirale di sfiducia nei mercati e nell'economia potrebbe rivelarsi incontrollabile. Il grande piano di Paulson gia' oggi chiede al Congresso di stanziare 700 miliardi di dollari per rilevare gli asset malati di Wall Street, senza contare 200 miliardi in precedenza messi in campo per salvare i giganti del Credito Fannie Mae e Freddie Mac.
In discussione, inoltre, era ormai finito lo stesso modello di business delle societa' di Wall Street. Un modello retto da pilastri che avevano generato in passato enormi profitti ma oggi sotto accusa per i rischi eccessivi: il ricorso a significativo indebitamento per gli investimenti e la scarsa supervisione. A questi problemi risponde la grande trasformazione di Morgan Stanley e Goldman Sachs decisa dalla Federal Reserve.
di Marco Valsania
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