News, Dati, Eventi finanziari Le news del 22 settembre 2008

fo64

Forumer storico
Per un panorama completo delle news di oggi, e per discuterle insieme, vi invito a navigare il consueto topic sul Forum di Piazza Affari.

Fo64
 
Tokyo in rialzo

Tokyo in rialzo

Chiusura ancora in deciso rialzo per la piazza di Tokyo, che continua a festeggiare le misure approntate in Usa per sanare la crisi del settore finanziario.
L'indice Nikkei ha terminato in rialzo dell'1,42% a 12.090,59 punti, mentre il Topix ha guadagnato l'1,7% a 1.168,69 punti.
Tra le altre piazze asiatiche, Seul archivia un progresso dello 0,31% a 1.460,34 punti, mentre Taiwan sale del 3,44% a 6.110,6 punti.
 
Eni: stretta per 50% Union Fenosa

[LINK:5e47d1d15c]Eni[/LINK:5e47d1d15c]: stretta per 50% Union Fenosa

L'Eni intende acquisire il 50% di Union Fenosa Gas che ancora non possiede con un'offerta che potrebbe superare i 4 miliardi di euro. Lo riferisce il giornale spagnolo Expansion
 
La Fed rivoluziona Goldman Sachs e Morgan Stanley

La Fed rivoluziona Goldman Sachs e Morgan Stanley

A Wall Street nulla sara' piu' come prima: Goldman Sachs e Morgan Stanley, le ultime due grandi banche d'investimento sopravvissute alla crisi finanziaria globale, saranno trasformate in normali holding bancarie. Con una scelta improvvisa e radicale, anzi la piu' drammatica dalla Grande Depressione, la Fed ha sancito un cambiamento epocale nell'alta finanza americana. D'ora in avanti Goldman e Morgan, alla stregua di tradizionali banche, potranno disporre di controllate che rastrellano depositi, rafforzando le proprie risorse finanziarie. E, come gli istituti di credito, potranno rivendicare il sostegno che il governo assicura a ogni banca commerciale.
La decisione, in cambio del nuovo appoggio, assoggetta pero' le due stelle appannate di Wall Street a regole e controlli molto piu' severi. In futuro dovranno rispettare nuovi requisiti di capitale. Mentre sulle loro attivita' veglieranno le autorita' di sorveglianza degli istituti di credito, limitandone ambiziose scommesse e forti rischi.
Goldman e Morgan avevano formalmente chiesto il cambio di status. Hanno cosi' accolto con soddisfazione la sua approvazione. Goldman diventera' da subito la quarta holding bancaria, dietro Bank of America, JP Morgan e Citigroup. E l'amministratore delegato di Morgan Stanley, John Mack, ha dichiarato che "questa nuova struttura ci garantira' la stabilita' e flessibilita' necessarie per cogliere opportunita' in un mercato in rapido cambiamento. Offre inoltre al mercato certezza sulla nostra solidita' e il nostro accesso a fondi". Durante la transizione le divisioni chiave di broker-dealer dei due gruppi potranno gia' cominciare a ricevere ulteriore assistenza straordinaria dalla Fed.
Ma il giro di vite nella regolamentazione, per il governatore Ben Bernanke, e' importante quanto la flessibilita' e gli aiuti: da tempo le autorita' federali stavano considerando un aumento degli obblighi normativi per le investment bank. Soprattutto visto il crescente accesso a prestiti agevolati della Fed che erano state costrette a offrire in funzione anti-crisi alle societa' di Wall Street.
La trasformazione dello status potrebbe adesso facilitare una sopravvivenza indipendente di Morgan e Goldman. Ma non esclude affatto che, allo scopo di tenere testa alla bufera finanziaria, le due societa' trovino partner per fusioni. La struttura della holding dovrebbe facilitare sia acquisizioni che cessioni. L'affanno e' delle due investment bank e' diventato sempre piu' evidente con il passare dei giorni: Morgan Stanley ha avviato intensi negoziati di fusione con Wachovia, grande banca regionale americana. E con il fondo sovrano cinese China Investment Corp, per una quota significativa nel nuovo gruppo nato dal merger.
Le trattative di Morgan, dopo la sparizione di Bear Stearns, Lehman Brothers e Merrill Lynch, hanno aumentato le pressioni anche sulla piu' solida delle grandi investment bank, Goldman Sachs. Una forte spinta a cercare partner, secondo il Wall Street Journal, e' arrivata dallo stesso Segretario al Tesoro Henry Paulson, l'architetto del colossale piano di salvataggio pubblico della finanza americana che prima di occupare la poltrona al Tesoro aveva guidato Goldman. Alla radice delle pressioni: Washington non puo' permettersi nuovi tracolli a Wall Street. I costi di eventuali salvataggi diventerebbero insostenibili e la spirale di sfiducia nei mercati e nell'economia potrebbe rivelarsi incontrollabile. Il grande piano di Paulson gia' oggi chiede al Congresso di stanziare 700 miliardi di dollari per rilevare gli asset malati di Wall Street, senza contare 200 miliardi in precedenza messi in campo per salvare i giganti del Credito Fannie Mae e Freddie Mac.
In discussione, inoltre, era ormai finito lo stesso modello di business delle societa' di Wall Street. Un modello retto da pilastri che avevano generato in passato enormi profitti ma oggi sotto accusa per i rischi eccessivi: il ricorso a significativo indebitamento per gli investimenti e la scarsa supervisione. A questi problemi risponde la grande trasformazione di Morgan Stanley e Goldman Sachs decisa dalla Federal Reserve.

di Marco Valsania
www.ilsole24ore.com
 
Contro la crisi globale Paulson chiede aiuto al G7

Contro la crisi globale Paulson chiede aiuto al G7


Una nuova Bretton Woods? Un nuovo assetto di regole che cambierà per sempre il modo in cui le «brokerage firms» hanno condotto affari e Wall Street? A giudicare dalle decisioni prese nella notte a Washington in questa crisi epocale della finanza globale siamo arrivati anche a questo. Hank Paulson, il segretario al Tesoro americano ha chiesto ai paesi membri del G7 di contribuire al risanamento della crisi finanziaria globale con un pacchetto di aiuti simile a quello messo a punto dal Tesoro americano. Per ora siamo alle fasi preliminari. Ma se si andrà avanti, l'operazione potrebbe essere il preambolo di una fase nuova nel coordinamento fra le autorità centrali. Del resto abbiamo già avuto un G5 (poi G7) che il 22 settembre del 1985, esattamente 23 anni fa, siglo' gli accordi del Plaza che rivoluzionarono l'approccio ai mercati dei cambi e introdussero il coordinamento fra le banche centrali. Anche allora, come oggi, c'era un'amminsitrazione repubblicana a Washington, che da una parte introduceva i principi di flessibilità della Reaganomics, dall'altra rafforzava il ruolo interventisa dello stato. Con la decisione di trasformare Goldman Sachs e Morgan Stanley in Holding bancarie, di equipararle dunque in tutto e per tutto alle normali banche commerciali, si introduce una maggiore trasparenza a Wall Street, si obbligano le uniche due banche d'affari sopravvissute alla crisi finanziaria globale (fino a sei mesi fa erano in cinque!) a sottoporsi a controlli e regole della Fed da cui erano esonerate. Si introducono per loro parametri di rapporto indebitamento capitale che non consentiranno piu' di raggiungere i livelli di 31 a 1, come capito' nel caso di Lehman Brothers. In definitiva si chiude una volta per tutte il capitolo di deregolamentazione del settore bancario che già nel 1999 elimino' tutte le barriere imposte dal Glass Steagal Act del 1933. Quella legge, introdotta a cavallo della Grande depressione, separava rigorosamente le attività di banche d'affari da quelle commerciali per proteggere i depositi dei risparmiatori dalle avventure folli nella speculazione dei banchieri di allora. E' un bene o un male? Da domani, secondo le nuove regole,
Goldman Sachs potrà acquistare una banca commerciale, fatto che finora le era impedito. Di certo sappiamo che i banchieri di J.P Morgan che fanno lo stesso lavoro di quelli di Morgan Stanley guadagnano molto meno dei loro ex cugini. Un modo questo per rispondere ai democratici in Congresso che, fra le altre cose, in cambio dell'approvazione del pacchetto da 700 miliardi di dollari, chiedevano dei tetti ai guadagni folli dei banchieri d'affari. Non si parla di regole per hedge funds e per private equity. Arriveranno anche quelle? O che siano loro la reincarnazione delle vecchie banche d'affari americane?
Comunque sia, dal punto di vista della storia, finisce un'epoca per Wall Street, ma come sempre in america se ne apre un'altra. Con il sospetto che l'osservazione del principe di salina nel gattopardo, che raccontava un pezzo di scilia al tramonto dell'era borbonica resti sempre di grande attualità: "tutto cambia perchè tutto resti come prima…"

di Mario Platero
www.ilsole24ore.com
 
Deutsche Bank, 20 miliardi di aumento di capitale per acquis

Deutsche Bank, 20 miliardi di aumento di capitale per acquistare Postbank

Deutsche Bank ha annunciato un aumento di capitale da 20 miliardi per finanziare l'acquisto di Postbank mantenendo una forte patrimonializzazione. L'operazione prevede l'emissione di fino 40 milioni di nuove azioni, godimento regolare, attraverso un collocamento accelerato presso investitori istituzionali e senza offerta al pubblico. Deutsche Bank acquisterà il 29,75% di Postbank per 2,8 miliardi e diritti di opzione per un ulteriore 18 per cento.
 
Eni: accordo strategico in Venezuela per due aree off-shore

[LINK:39e2535810]Eni[/LINK:39e2535810]: accordo strategico in Venezuela per due aree off-shore

Eni ha firmato a Caracas, alla presenza del Presidente della Republica Bolivariana del Venezuela Hugo Chávez, un accordo strategico con Petroleus da Venezuela S.A. (PDVSA) per l'esplorazione e lo sviluppo di due aree nell'offshore venezuelano.
Le aree, denominate Blanquilla Est e Tortuga, sono ubicate nel Mar dei Caraibi, a largo delle coste del Venezuela settentrionale, circa 120 chilometri a nord dalla città di Puerto la Cruz. La loro superficie complessiva è di circa 5000 kmq, in una profondità d'acqua compresa tra 200 e 500 metri. Le aree hanno un alto potenziale di risorse a gas e condensati, confermato da precedenti perforazioni.
Lo sviluppo delle due aree avverrà attraverso un progetto integrato di esplorazione, produzione, liquefazione e commercializzazione del gas che sarà dedicato ad un nuovo treno di LNG. Il progetto si articolerà in due fasi.
La prima prevede l'esplorazione e la certificazione delle riserve, attraverso una Joint Venture partecipata da PDVSA (20%), Eni (20%) ed altri partner internazionali. La seconda fase sarà gestita da un'Impresa Mista composta da PDVSA ( 60%), Eni (10%) ed altri partner.
Con questo nuovo accordo PDVSA ed Eni rafforzano e consolidano un'alleanza strategica che faciliterà lo sviluppo di risorse importanti per il paese.
 
Bank of England e BCE rifinanziano sistema bancario

La Bank of England ha rifinanziato oggi il sistema bancario per 26,2 miliardi di dollari nell'ambito del maxi-piano delle banche centrali.
La Bce ha organizzato un'asta analoga sempre per oggi, per 40 miliardi di dollari.
 

Users who are viewing this thread

Back
Alto