Mediobanca R&S, Eni e Enel al top dei dividendi, banche
Mediobanca R&S, Eni e Enel al top dei dividendi, banche in difficoltà
Eni ed Enel sono le regine dei dividendi, in vantaggio sulle società a controllo privato. È quanto emerge dalla classifica elaborata dal centro studi di Mediobanca, nella 33esima relazione annuale «R&S 2008». In considerazione è stato preso il monte dividendi tra il 2003-2007 delle principali 39 società di Piazza Affari tra il periodo 2003-2007. Sempre dallo studio vengono confermate le difficoltà del settore finanziario e di quello bancario.
Eni ed Enel si confermano al primo e al secondo posto della classifica, avendo distribuito all'azionista pubblico cedole per un controvalore di oltre 12,2 miliardi di euro. Complessivamente, i dividendi percepiti dallo Stato dalle società controllate ammontano a 14,6 miliardi, contro i 7 miliardi percepiti dagli azionisti di controllo privati.
Nel dettaglio, tra il 2003 e il 2007, Eni ha pagato dividendi all'azionista Stato per quasi 6 miliardi di euro (5,95 miliardi per l'esattezza) e ai soci di minoranza per quasi 15 miliardi di euro (14,89 miliardi), per un totale di 20,8 miliardi. Da Enel invece il Ministero dell'Economia ha ricevuto nei cinque anni considerati 6,23 miliardi di euro, mentre i soci piccoli hanno percepito 10,12 miliardi di euro, a fronte di un monte dividendi complessivo di 16,36 miliardi.
Al terzo posto della classifica c'è Pirelli & C che tra il 2003 e il 2007 (Telecom Italia inclusa fino al 2006) ha staccato complessivamente dividendi per 10,58 miliardi, di cui 320 milioni al socio di controllo e 10,2 miliardi a soci terzi. D'altro canto l'ex monopolista delle comunicazioni, Telecom Italia appunto, ha pagato cedole complessive per 1,6 miliardi, di cui 261 milioni all'azionista di controllo e 1,35 miliardi ai soci terzi, posizionandosi così al sesto posto.
Tra gli altri principali percettori di dividendi, oltre a Seat Pagine Gialle (quarta in classifica) che fa capo a un gruppo di fondi di private equity, svetta la Fininvest dei Berlusconi (quinta classificata), con un miliardo di euro incassato dal principale azionista dividendi e 1,6 miliardi dai restanti soci. Segue al settimo posto la finanziaria Ragione dei Benetton che nei cinque anni presi in considerazione ha distribuito un monte dividendi complessivo di 1,37 miliardi (95 milioni ai soci di controllo e 1,27 miliardi agli azionisti minori).
A un passo da Ponzano Veneto, Tenaris (ottavo posto) che ha distribuito all'azionista di riferimento, la famiglia Rocca, 800 milioni di euro), inseguita da Luxottica (undicesima) che ai Del Vecchio ha distribuito ai Del Vecchio 500 milioni di euro e agli altri azionisti 232 milioni. Diciassettesima invece la Saras dei Moratti: in cinque anni ha generato un monte dividendi di 635 milioni, di cui 520 milioni per la famiglia Moratti.
La crisi di liquidità del settore finanziario e le difficoltà sui mercati internazionali potrebbero costare caro alle principali banche italiane nel 2008. Secondo la ricerca di Mediobanca, i cinque principali istituti di credito «retail», ovvero Intesa SanPaolo, UniCredit, Mps, Ubi Banca e Banco Popolare, potrebbero chiudere l'esercizio con un risultato netto dimezzato.
Nella ricerca si precisa che in base ai primi tre mesi dell'anno, che evidenziano «un'inversione di tendenza, con ricavi in calo del 10,5% a causa del sostanziale azzeramento degli utili da negoziazione e per le forti svalutazioni dei titoli negoziabili», è ipotizzabile prevedere per la fine dell'esercizio corrente un risultato netto in calo del 49,3% rispetto al 2007, senza includere effetti straordinari registrati nel primo trimestre del 2007 (2,8 mld di plusvalenze di Intesa SanPaolo per la cessione al Credit Agricole delle partecipazioni in CariParma e FriulAdria).
Le perdite su crediti nell'anno, prevede lo studio facendo riferimento al primo trimestre 2008 e ipotizzando che il mercato si mantenga stabile, sono aumentate del 12% e l'utile corrente è sceso del 32 per cento. Si è verificato, sempre secondo R&S, un deterioramento della performance complessiva: qualora dovesse confermarsi il trend del primo trimestre il rapporto tra costi e ricavi lieviterebbe nel 2008 ad oltre il 70% (64% il valore del 2007), le perdite sui crediti assorbirebbero il 10% dei ricavi ed il risultato corrente cadrebbe al 17% degli stessi (28% nel 2007). Emerge infine che i primi te mesi del 2008 hanno evidenziato una maggiore incidenza dei crediti deteriorati rispetto al capitale netto (al 21,7% contro il 21,2% di fine 2007).
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