LETIZIA.......MORATTI

FORTEBRACCIO

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[center:6a1120e527]I cacciatori di teste di Letizia Moratti [/center:6a1120e527]

Lo strano caso di Carmela Madaffari, manager pubblico cacciato dalla Asl di Locri, in Calabria (quella denunciata da Fortugno prima di essere ucciso). E arruolato a Milano dal sindaco che si vanta di essere manager


Saranno i giudici a decidere se il sindaco Letizia Moratti ha responsabilità penali nella storia dei consulenti e dei dirigenti del Comune di Milano arruolati nel quadro di uno spoil system quantomeno ruvido.

Ma c’è un caso che, anche se non avesse alcun rilievo penale, è e resterà sconcertante: l’assunzione di Carmela Madaffari.
Chi è?

È una signora calabrese che non ha mai vissuto a Milano ma che è stata appositamente chiamata qui come responsabile della Direzione famiglia, scuola e politiche sociali del Comune.

Retribuzione annua 217.130 euro.

Quali sono le capacità professionali che hanno reso la signora Madaffari indispensabile a Milano?
La sua storia la raccontano in un libro (Milano da morire, Rizzoli) due giornalisti, Ferruccio Sansa, allora a Repubblica e ora al Secolo XIX, e Giuseppe Offeddu del Corriere.

Mai smentiti.

Scrivono che Madaffari è stata direttore generale di Asl, le aziende sanitarie locali, a Crotone, poi a Locri, infine a Lamezia Terme.
Ed è stata cacciata due volte dai suoi incarichi per presunte irregolarità contabili e cattiva gestione.

La prima, a Locri, perché aveva chiuso il bilancio 1998 della Asl con perdite per 22 miliardi e mezzo di lire, più un “fuori bilancio” di altri 31 miliardi.
La spesa farmaceutica degli ultimi quattro mesi dell’anno era schizzata, sotto la sua direzione, a ben 12,3 miliardi di lire.

Portando la spesa media pro-capite a 263.133 lire, senza alcun riscontro con la media regionale e nazionale, scrive l’assessorato regionale calabrese.

Nel 2005, viene cacciata anche dalla Asl di Lamezia Terme.
Per “gravi inadempienze” e cattiva gestione, poiché aveva truccato i conti relativi al 2004.

Tra l’altro, dai bilanci “risultano in servizio quattro primari, senza che vi siano le relative unità operative”:

insomma, c’erano i primari, ma non i reparti.

E i ricoveri ospedalieri erano stati gonfiati fino a superare, e di molto, la media regionale.
Non basta.

Carmela Madaffari è anche oggetto di una pesantissima interrogazione presentata alla Regione Calabria da Francesco Fortugno, il medico e politico calabrese poi ucciso dalla ’ndrangheta nel 2005, che prima di morire aveva denunciato gli sprechi e le infiltrazioni mafiose della Asl di Locri.

Fortugno cita Carmela Madaffari come uno dei “quattro cosiddetti manager” dell’Asl di Locri che hanno spinto il progetto, “illegittimo e inutile”, di “un doppione del Pronto Soccorso-Astanteria denominato Medicina d’urgenza-Astanteria”:

per dare un posto da primario a un potente medico locale con potentissimi sponsor alle spalle. Sulla vicenda è ancora aperta una complessa indagine giudiziaria.

E lei, la signora Madaffari?

Cacciata dalle Asl, nel 2006 viene candidata al Senato dall’Udc.
Non viene eletta.
Niente male: Letizia Moratti la chiama a Milano.
Ma come l’ha trovata, il sindaco che si vanta di essere manager?
Chi sono i suoi cacciatori di teste?


La Repubblica, 3 dicembre 2007
 

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