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I fatti sono che ogni tecnologia di produzione di energia che si serva del sole come fonte è destinata irrimediabilmente a fallire. E non può essere diversamente, visto che c’è un unico sole, uguale per tutti. Il solare termodinamico consiste in questo: servirsi di specchi (che molto romanticamente in Italia chiamiamo specchi d’Archimede) per concentrare l’energia solare su un fluido (tipicamente un olio, Rubbia propone dei sali fusi, ma il risultato non cambia) che viene così portato ad alcune centinaia di gradi. Quindi, tramite uno scambiatore di calore, si produce il vapore necessario per azionare le turbina e produrre energia elettrica. L’efficienza dell’intero processo è il prodotto di tre efficienze: l’efficienza ottica degli specchi (80%, se va bene), l’efficienza termica del fluido (40%, se va bene) e l’efficienza termodinamica della trasformazione di calore in elettricità (40%, se va bene). Eseguiamo le moltiplicazioni e otteniamo un totale inferiore al 13%. Se va bene: 10% è un valore più realistico. (In realtà le cose vanno ben peggio considerando l'accumulo per la notte nota di J)
l’insolazione, mediata sulle 24 ore e sulle quattro stagioni è, in Sicilia, di 200 W/mq. L’efficienza del 10% del solare termodinamico consente allora una produzione elettrica di 20 W/mq: dividendo 10 GW per 20 W/mq si ottiene mezzo miliardo di metri quadrati di specchi.
(Sono 500 Kmq ndJ)
Ora chiudete gli occhi. Immaginate mezzo miliardo di metri quadrati di specchi. Se la visione non vi turba ancora, immaginate l’operazione di lavare e lucidare frequentemente (diciamo un paio di volte al mese) mezzo miliardo di metri quadrati di specchi, operazione necessaria per mantenere alta la loro efficienza ottica. (Circa 1 milione di ore di lavoro alla volta ndJ)
In America ci sono due impianti di solare termodinamico: il Solar-2 che si chiama così perché ci fu un Solar-1 distrutto dal calore dal sole, che mandò a fuoco un milione di litri di olio; e il Segs (il cui nome non è accompagnato da alcun numero, ma lo stesso il calore del sole vi mandò fuoco 3 milioni di litri di olio). Entrambi sono assistiti da impianti convenzionali, necessari per mantenere alta la temperatura del fluido quando il sole non brilla come desiderato. Entrambi gli impianti sono stati un fallimento, nel senso che hanno fatto bancarotta. (Lì il costo non lo paga il pensionato come in Italia ndJ)
Quello di Rubbia si distingue per essere a prova di fuoco perché egli propone di usare sali fusi anziché olio, ma la distinzione finisce qui: temo che il governo di Zapatero rimarrà deluso.
(Comunque hanno già in cantiere altre 3 centrali nucleari in Spagna ndJ)
(Franco Battaglia)