L’ipertassazione è malattia mortale

tontolina

Forumer storico
Anche Pasta Agnesi getta la spugna e chiude i battenti. Con buona pace del fisco.

Dopo lunga tormentata malattia è entrata in agonia anche la pasta Agnesi.
La morte assistita è stata prevista per la fine di dicembre.
L’ipertassazione è malattia di per sé stessa mortale,
la burocratite acuta è complicanza fatale.
Piangono disperatamente i dipendenti.
I sindacati esprimeranno il loro dolore con la proclamazione di uno sciopero, anche se non si saprebbe bene contro chi, visto che l’azienda chiude: serra i battenti.
Non potranno più farle del male.

Gli agenti del fisco si uniscono mesti al lutto incipiente.
«Da chi andremo a fare controlli?»
«Donde trarremo i nostri incentivi al lavoro?».
Dovunque, ma non più qui, risponde l’eco delle valli di Imperia.

Sole24Ore. 2014-05-02. Addio alla Pasta Agnesi: il gruppo Colussi cessa la produzione dello storico marchio.
Addio alla pasta Agnesi. Il gruppo Colussi ha annunciato la cessazione della produzione dello storico marchio di pasta (era il più antico in Italia tra quelli ancora in vita) e la chiusura dello stabilimento di Imperia entro la fine dell’anno. Il marchio, creato nella prima metà dell’Ottocento, potrebbe rimanere in vita, riferito però ad altri alimenti.
La notizia è stata ufficializzata ieri. Il sindacato ha proclamato due ore di sciopero, il giorno non è stato ancora deciso. A rischio di chiusura c’è anche lo stabilimento di Fossano, in provincia di Cuneo: rischiano il posto di lavoro 150 dipendenti.
«Purtroppo è avvenuto, quanto temevamo – sottolinea Gianni Trebini della Flai-Cgil –. Lunedì scorso abbiamo avuto la comunicazione ufficiale da parte dell’azienda che lo stabilimento sarà chiuso entro dicembre. L’ipotesi di mantenere il marchio non producendo più pasta e ricollocando un parte di lavoratori è una ipotesi solo teorica». Immediata la reazione del territorio. Il sindaco di Imperia Carlo Capacci ha proposto una cordata locale per rilevare lo storico marchio. «Lancio un appello a tutti gli imprenditori imperiesi a creare una cordata, per una partnership con il gruppo Colussi, affinchè il marchio Agnesi possa restare a Imperia». A detta del primo cittadino, una soluzione potrebbe consistere nella cessione del marchio da parte della Colussi. Per il sindaco di Imperia non è indispensabile continuare a puntare sulla pasta, l’idea di una diversificazione del prodotto non è fuori luogo.

 
Germania motore economia, Francia KO per tasse. Shock Italia

Stampa Invia Commenta (4) di: WSI | Pubblicato il 15 maggio 2014| Ora 11:06


inCondividi2​


"Fisco intollerabile", ammette il primo ministro Valls. Ecco a cosa ha portato l'austerità. Recessione Finlandia. Olanda -1,4%.

Ingrandisci la foto
Francia, stallo dell'economia nel primo trimestre per colpa delle tasse. Germania cresce più delle attese con +0,8%.


ROMA (WSI) - Da un lato la Germania, che cresce più delle attese nel primo trimestre, con il Pil che balza +0,8%, due volte tanto il trimestre precedente.

Dall'altro lato la Francia, che assiste a uno stallo della sua economia: il prodotto interno lordo rimane infatti invariato nello stesso arco temporale, contro il +0,2% dei tre mesi precedenti, stando ai dati dell'Ufficio nazionale di statistica Insee.

Il divario tra le aree si spiega con una parola: tasse. Nel tentativo di tagliare il deficit di bilancio, il presidente francese Francois Hollande ha infatti aumentato l'imposizione fiscale. Tanto che, come ha riportato l'Insee, le spese per consumi, tra le principali componenti del Pil, sono scese nel primo trimestre dello 0,5%.

"La questione principale è rappresentata dalle spese per consumi - ha commentato in una intervista a Bloomberg Dominique Barbet, economista presso BNP Paribas, a Parigi - Quanto preoccupa, al di là del primo trimestre, è che il livello della crescita è debole. Non c'è accelerazione. Non assistiamo a quella ripresa che si sta manifestando in altri paesi".

"Il livello delle tasse è diventato intollerabile", ha ammesso il primo ministro Manuel Valls.

"Le politiche di austerità stanno pesando su di noi da anni - ha scritto il sindacato UNSA CDC sul proprio sito - I dipendenti, sia pubblici che privati, stanno perdendo il loro potere di acquisto".

L'aumento delle tasse in Francia è stato superiore di 70 miliardi di euro, a partire dal 2011.

Situazione del tutto diversa in Germania, dove proprio la crescita dei consumi dei privati e del governo hanno sostenuto il Pil; ad aumentare, sono stati anche gli investimenti in macchinari e costruzioni. E la Bundesbank, la banca centrale tedesca, rimane ottimista, stimando per la Germania una crescita dell'economia +1,7% nel 2014 e +2% nel 2015, con un tasso di inflazione rispettivamente dell'1,3% e dell'1,5%.

Ma se l'economia francese è in fase di stallo, peggio fa l'Italia: in questo caso, il Pil del primo trimestre è tornato addirittura negativo, registrando una flessione -0,1%, contro il +0,2% atteso dagli analisti.

Malissimo l'Olanda (-1,4%) e la Finlandia è in recessione. In generale, guardando all'Eurozona nel suo complesso, il Pil - riporta Eurostat - è salito +0,2% su base trimestrale, peggio del +0,4% atteso dal consensus, e del +0,9% su base annua, dopo + 0,5% del quarto trimestre 2013, ma peggio del + 1,1% previsto.

Unica nota positiva dei dati, l'Europa è cresciuta a un ritmo più sostenuto degli Stati Uniti per la prima volta in tre anni.
 
Borsa Milano affonda con -2%, ondata di sell. Banche fino a -6%, male Fiat dopo Citi

Stampa Invia Commenta (16) di: WSI | Pubblicato il 15 maggio 2014| Ora 15:15


inCondividi​


Ftse MIB scende sotto 20.800. Timori recessione, trader: "A questo punto da qui alle prossime elezioni europee si vende".



MILANO (WSI) - La Borsa di Milano continua a viaggiare sui minimi della seduta, scontando le cattive notizie arrivate dal fronte macroeconomico italiano ed europeo. Ftse Mib cede oltre -2%, buca anche la soglia dei 20.800 punti.

Investitori si interrogano sulla ripresa dell'Eurozona, dopo lo shock del Pil italiano - tornato negativo nel primo trimestre dell'anno -, e altri numeri che hanno messo in evidenza la forte contrazione in Olanda, la recessione in Finlandia, lo stallo della crescita in Francia. Nota positiva la Germania in un contesto, però, quello dell'Eurozona, dove il prodotto interno lordo è cresciuto nel suo complesso +0,2% su base trimestrale, peggio del +0,4% atteso dal consensus, e del +0,9% su base annua, dopo + 0,5% del quarto trimestre 2013, ma peggio del + 1,1% previsto.

"I dati sul Pil italiano sono brutti e il mercato scende, chi scommetteva su una ripresa dell'economia adesso vende", dice a Reuters un trader. "A questo punto temo che da qui alle prossime elezioni europee si vende".

Una sorta di bollettino di guerra, con l'eccezione tedesca, che ha penalizzato soprattutto l euro, scivolato ampiamente sotto la soglia dei $1,37, ai minimi da fine febbraio.

Il mercato ormai è convinto che la Bce varerà nuove misure straordinarie di allentamento in giugno. Hanno un impatto, a questo proposito, anche le ultime dichiarazioni del membro del board Yves Mersch.

Intanto contro il dollaro l'euro scende -0,44% a $1,3654; dollaro/yen +0,05% a JPY 101,93; euro/franco svizzero +0,20% a CHF 1,2225; euro/yen -0,37% a JPY 139,17.

Sul Ftse Mib particolarmente punite le banche punite, male Fiat. Ubi Banca cede il 6%, Unicredit -2,35%, Mediolanum -4,9%, Banco Popolare -4%, Pop Milano - a un certo punto anche sospesa al ribasso - lascia sul campo il 4,47% e Intesa Sanpaolo -3,92%. Mps -2,3%, Bper -3,94%.

Fiat -2,50% risente a Piazza Affari della nota di Citigroup, che ha tagliato il target pricea 6,6 euro dal precedente 6,9 euro. Gli analisti statunitensi ritengono comunque che il gruppo possa raggiungere gli obiettivi di medio termine.

Bene i conti del gruppo Generali, (titolo +0,54%), che ha chiuso il primo trimestre 2014 con un utile netto di 660 milioni di euro, in crescita del 9,4% rispetto al primo trimestre 2013. Il risultato operativo si è attestato a 1,3 miliardi (+0,5%), raggiungendo i livelli pre-crisi, grazie alle performance in tutti i segmenti e in particolare nel Danni.

Sul mercato dei titoli di stato, spread BTP-Bund a 10 anni +2,64% a 157,35, a fronte di tassi decennali +0,60% al 2,93%.

Seduta all'insegna dei ribassi in Asia, con le principali Borse che si avviano a terminare la seduta in prossimità dei minimi di giornata.

In rosso Tokyo, con l'indice Nikkei che ha terminato la giornata registrando un calo di tre quarti di punto percentuale. Pesa la forza dello yen che ha oscurato una crescita del Pil oltre le attese. L'indice Nikkei ha archiviato la seduta in ribasso dello 0,75% a 14.298,21 punti mentre il Topix si è attestato a 1.178,29 punti in calo dello 0,41%.

In flessione anche Shanghai -0,7%, Shenzhen -1,1%, Seoul -0,04%. In controtendenza Hong Kong +0,35%, Sydney +0,11%, Mumbay +0,1%.

Indici che hanno tirato il fiato ieri in Usa dopo i massimi di sempre testati martedì, ma in generale si registra una grande divergenza tra i singoli titoli. Il settore hi-tech e quello delle small cap sono ancora sotto pressione.

ALTRI MERCATI - In ambito valutario, l’
Riguardo alle materie prime, i commodities, i futures sul petrolio -0,40% a $101,96 al barile, quotazioni oro -0,05% a $1.305,20.
 
«68 miliardi totali che pagheremo entro luglio». Le imprese non pagate licenziano.

«68 miliardi totali che pagheremo entro luglio». Le imprese non pagate licenziano.

http://www.senzanubi.it/home/68-miliardi-totali-pagheremo-entro-luglio-imprese-non-pagate-licenziano/


Giuseppe Sandro Mela.
2014-05-24.


Il nostro buon Premier, Matteo Renzi, aveva pubblicamente promesso quanto segue:
«in 15 giorni permetterà di sbloccare i 60 miliardi che sono bloccati per i debiti della Pa»
«68 miliardi totali che pagheremo entro luglio»
[Fonte]
È vero che siamo a fine di maggio e che resta ancora un mese, ma è anche vero che trovare sessantotto miliardi non sembrerebbe essere un’impresa di poco conto.
Intanto, mentre si propalano promesse assurde:
«un’impresa italiana su cinque (ovvero, il 20 per cento degli intervistati) è stata costretta a licenziare a causa degli effetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti
«Nonostante il dato sia inferiore a quello registrato nei principali Paesi Ue è drammatico che in l’Italia, con un tasso di disoccupazione che ormai galoppa verso il 13 per cento, molte aziende siano costrette ad espellere una parte del personale perché non vengono pagate con regolarità».
Però, si noti quanto segue:
«Secondo la Legge di Stabilità 2014, il Governo Renzi ha pianificato per l’anno in corso un intervento pari a 13 miliardi di euro, anche se secondo la Relazione tecnica potranno essere pagati nel 2014 solo 5».
La nostra Pubblica amministrazione paga le imprese a 165 giorni (+107 giorni rispetto alla media europea), contro i 41 giorni della Bosnia, i 46 della Serbia ed i 155 della Grecia.
La legge stabilisce che il Pubblico deve pagare entro 30/60 giorni.
La responsabilità della pubblica amministrazione e di mantenere le promesse fatte è di Matteo Renzi.

Il nostro Premier sbandiera una cosa
e ne legifera un’altra.

 

Users who are viewing this thread

Back
Alto