Lituania è nazione europea democratica?

Lituania, l’esercito (s)vende i fucili regalatigli dagli Usa

© AFP 2016/ Petras Malukas Mondo 18:31 15.11.2016(aggiornato 09:21 17.11.2016) URL abbreviato 82739321

Il fucile da battaglia M14, donato dagli Usa all’esercito lituano, viene venduto ai privati nonostante l’accordo che ne vieta la vendita. Lo riferisce oggi il sito d’informazione delfi.lt. Stando alla testata, il fucile si trova in libero commercio e può essere acquistato da chiunque sia in possesso del porto d'armi.
Secondo il Ministero dell'interno, l'arsenale militare lituano ha venduto questo tipo di arma ad un prezzo eccezionalmente basso: 347 euro.
"È davvero un prezzo bassissimo. In qualsiasi altro Paese un collezionista sarebbe disposto a spendere 25.000 euro per questo fucile", ha dichiarato l'affarista Daryus Chekanauskas acquirente di un M14.
L'arsenale, dal canto suo, ha chiesto la restituzione dei fucili venduti e ha dichiarato che rimborserà i compratori. In un anno, stando al direttore dell'arsenale, sono stati venduti otto fucili M14. L'accordo tra Usa e Lituania vieta espressamente la vendita a terze persone delle armi concesse all'esercito lituano da Washington.

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La UE chiede alla Lituania di preservare l'eredità sovietica

© flickr.com/ Marijus Medišauskas Economia 20:00 02.09.2016URL abbreviato 61716281 Oltre ai traumi dell'infanzia l'Urss ha lasciato nel Baltico qualche bene. Ma di queste proprietà è rimasto ben poco. Non c'è nessuno che possa guardarci. Ma in caso estremo ci hanno pensato. Questa volta una commissione di Bruxelles. Quando persone buone litigano è sempre spiacevole. Quando litigano 2 Paesi lo è ancora di più. Soprattutto in questo momento quando in Europa occorre mostrare a tutti il proprio amore reciproco, gli stessi pensieri e le stesse opinioni. Non tanto tra di loro, ma alla Russia. Perché il nemico non dorme ad est: non appena qualche europeo litiga con un altro, la propaganda del Cremlino può sicuramente trarne vantaggio. Davanti al Cremlino non si vuole litigare. Ma è impossibile. Ecco una storia capitata in Lituania. La totalitaria Urss ha lasciato dopo di sé alle "tigri economiche del Baltico". oltre ai traumi dell'infanzia, qualche infrastruttura.
C'era una ferrovia per il trasporto delle merci dalla Lituania alla Lettonia.
Quando è arrivato il libero mercato molto si è trasformato nel nulla. Hanno preso e smantellato questa ferrovia. Hanno preso il metallo. Tanto l'industria manifatturiera non è così attiva, non c'è nessuna merce: è inutile farla rimanere lì. Dopo è arrivata in Lituania una compagnia petrolifera polacca, si è guardata intorno ed ha iniziato a parlarne male alla Commissione Europea. Dice, punite i lituani. Ci sono molte ferrovie abbandonate ed hanno smantellato proprio questo collegamento affinchè trasportassimo le merci in Lettonia solo con chi dicono loro. I piccoli dicono che ci sono dappertutto i monopolisti. Dal momento che agli europei mette il voltastomaco tutto quello che inizia con "mono", si sono messi gli occhiali ed hanno cominciato a discutere di riparazione. Hanno riparato e riparato. Hanno chiamato i lituani per chiedere loro: per quale motivo avete smantellato la ferrovia? Dove sono andate a finire le rotaie? Chi ha smantellato? I lituani: sono andate a destra e sinistra, qualcosa per l'ambiente, per il miglioramento del saldo migratorio, per le inefficienze e il consumo di energia e la lotta del vecchio regime. Ma in qualche modo tutto passa. Dicono che avete costruito tutto "mono". E "mono" nella UE non esiste. Smonterete quando lo decideremo. In generale ricostruite immediatamente la ferrovia. Non lo fate, e sarete multati. Mille euro per ogni traversina ferroviaria…. In totale 43 milioni. Questo è per voi, per non fare nulla la prossima volta. Naturalmente è un vero peccato chiedere. Gli esperti-ministri dicono che questa ferrovia è maledetta, se l'è ripresa il bosco. Non puoi mandare un bosco alla Commissione Europea. Allora si sono messi in contatto con la Polonia. Non con un testo normale, ma arzigogolato. Lo stesso con la Lettonia, vicino nel bene. Gli interessi per esempio si intersecano. La Polonia e la Lettonia sono interessate a questa ferrovia, la Lituania no: perché ci fanno buttare via questi soldi? Non fa tenere aperto un cantiere per 30 anni: qual è il senso? E la cosa più sgradevole che questi conflitti fanno divertire solo il Cremlino. Minano l'immagine dell'ideale dell'unità europea. Ma non è necessario prendersela a cuore. Occorre solo capire come uscirne fuori bene da questa situazione. Per esempio dire che la Lituania sta costruendo una ferrovia su cui viaggeranno i carri armati della NATO. Cosa in effetti è così importante? La memoria di un cittadino comune europeo è di 1 mese, dopo ci pensa Google, che primo o poi se ne dimentica. Vedrete, forse butteranno qualche soldo sulla povertà.

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“Fare di più con meno soldi”: in Lituania si discute la vita senza i sussidi UE

21:21 07.02.2018
In Lituania diventano sempre più forti le voci di chi sostiene l'inevitabile e dolorosa necessità di imparare a vivere senza i sussidi della UE.

"La Lituania è cresciuta e si è rafforzata grazie ai fondi della UE, ma l'imminente uscita della Gran Bretagna dalla UE fa riflettere su come sarà il periodo finanziario in futuro per la Lituania con la Brexit": questa domanda si è posto oggi il ministro delle Finanze lituano.

Il ministro delle Finanze Vilius Šapoka sostiene che "è necessario lottare per una maggiore efficacia degli investimenti mirati e veloci, ma la maggior parte del tempo dovrebbe essere dedicata a ridurre la dipendenza dai fondi della UE". Lo si legge in una nota diffusa dal ministero delle Finanze della Lituania.

"Ciò che possiamo e dobbiamo fare è elaborare un piano chiaro su come ridurre la dipendenza dagli investimenti dell'UE già nella preparazione del periodo di programmazione dopo la Brexit. Il lavoro deve effettuarsi in tre direzioni: il finanziamento delle riforme strutturali, l'efficienza degli investimenti e, naturalmente, l'aumento della velocità", — ha dichiarato il capo del dicastero finanziario di Vilnius.

Il capo della delegazione della Commissione Europea in Lituania ha affermato che nel 2017 l'economia europea ha mostrato "il migliore indicatore degli ultimi 10 anni": è la prima volta che l'economia è cresciuta in tutti i Paesi della UE.

Parlando degli investimenti dopo il 2020, il rappresentante di Bruxelles nel Paese baltico ha sottolineato che i fondi comunitari saranno utilizzati, ma di meno:

"occorrerà imparare a fare di più con meno risorse. Questa non è una minaccia, ma un'opportunità per ridurre la dipendenza dai finanziamenti diretti."
 

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