Ma quante banche sono fallite nel 2007-08

tontolina

Forumer storico
da http://www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html

[FONT=arial, helvetica, sans-serif]Failed Bank List
[/FONT]The FDIC is often appointed as receiver for failed banks. This page contains useful information for the customers and vendors of these banks. This includes information on the acquiring bank (if applicable), how your accounts and loans are affected, and how vendors can file claims against the receivership.

This list includes banks which have failed since October 1, 2000.
 

Allegati




Davos, il raduno dei coglioni - 03/02/09



chiesa-giulietto-web5.jpg
di Giulietto Chiesa


Vi faccio una domanda. Come giudichereste se, per ricostruire le dighe crollate di New Orleans venissero chiamati gl'ingegneri che le fecero?
Oppure se, per portare giustizia in Sicilia, il governo italiano creasse una commissione di esperti mafiosi? Oppure se, per fornire i nostri ragazzi di una adeguata educazione civica, si formasse un corpo di docenti costituito di provati ladri e scassinatori? Oppure se, per fare fronte a una epidemia, si chiamassero medici abusivi, senza titolo e laurea? Oppure se, per spegnere un incendio si facesse ricorso all'albo dei piromani?




Queste domande mi sono venute alla mente guardando in tv i reportage dal Forum di Davos, I cui partecipanti, quasi tutti, in diversa misura, erano gli equivalenti degl'ingegneri pasticcioni, dei mafiosi collaudati, degli scassinatori di banche, dei medici abusivi, dei piromani inveterati.
Una galleria di facce toste a prova di bomba che, invece di spiegarci perché incendiavano i boschi della finanza mondiale e prendevano per questo laute prebende, ci davano nuove prognosi circa la profondità della crisi, la sua durata.
Ma, se hanno sbagliato tutte le previsioni (e infatti, nonostante la superficie bronzea dei loro visi, risultava loro difficile non mostrare un certo grado di sconcerto) perché adesso dovrebbero azzeccarle?
E come si spiega l'assoluto livello di imbecillità, professionale e intellettuale, dei commentatori che, invece di trattare piromani e farabutti vari per quello che erano e sono, mostrano di credere alle loro parole come fossero di oro colato?
I più divertenti, tra tutti, mi sono parsi gli economisti. Mai come oggi la disciplina che coltivano è meritevole dell'appellativo di "scienza sciocca": l'unico che la descrive compiutamente. Ma lorsignori hanno continuato, a Davos, a raccontare la favola dell'uva, come se nulla fosse.
Ce ne fosse stato uno capace di fare l'unico gesto decente (oltre a quello di non andare a Davos per farsi ridere dietro dal resto del mondo): appendere la laurea sciocca al chiodo e dedicarsi a qualche attività più intelligente, o meno dannosa.
Un raduno illustre di coglioni, ma di coglioni pericolosi.


http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8646
 
venerdì scorso ne sono fallite altre 3

http://www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html
[FONT=Arial, Helvetica] [FONT=Arial, Helvetica]County Bank, Merced, CA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] [/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[FONT=Arial, Helvetica]Alliance Bank, Culver City, CA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] [/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[FONT=Arial, Helvetica]FirstBank Financial Services, McDonough, GA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[/FONT]
 
RBC: Stati Uniti, mille banche a rischio fallimento - 10/02/2009

Mille banche. È questo il numero di istituti di credito degli Stati Uniti che rischiano di fallire in un periodi di tempo compreso tra i prossimi tre-cinque anni...

Mille banche. È questo il numero di istituti di credito degli Stati Uniti che rischiano di fallire in un periodi di tempo compreso tra i prossimi tre-cinque anni. A riportarlo è il quotidiano francese Le Monde, che cita un rapporto di RBC Capital Markets, reso pubblico ieri.
Secondo lo studio, a trascinare nel baratro il sistema bancario americano sarà, soprattutto, il crollo del mercato immobiliare. La maggior parte degli istituti di credito a rischio sono quelli che posseggono meno di 2 miliardi di dollari in asset, che potrebbero trovarsi da un giorno all'altro in difficoltà a causa dei fallimenti dei propri principali clienti, ha spiegato Gerard Cassidy, analista di RBC: «Ci sono miliardi di dollari di perdite agganciate al sistema, e il sistema deve riuscire a rimuoverle. Se non ci riuscirà, il prezzo sarà pagato dai contribuenti e dagli azionisti delle banche».
A rischiare di più, dunque, sono gli istituti più piccoli, in particolare quelli che operano su scala regionale. Cassidy prevede che già nei prossimi tre anni le banche che potrebbero essere costrette a dichiarare fallimento possano essere 300. Una stima costruita dopo aver consultato numerosi esperti, e calcolando sia i dati relativi ai prestiti che le banche non riescono a recuperare, sia quelli che riguardano le altre perdite accusate fino ad ora.
La Fdic, intanto, ha pubblicato l'elenco delle 34 banche americane fallite fino ad oggi.

Banca
Data di chiusura
County Bank, Merced, CA
Febbraio 6, 2009
Alliance Bank, Culver City, CA
Febbraio 6, 2009
FirstBank Financial Services, McDonough, GA
Febbraio 6, 2009
Ocala National Bank, Ocala, FL
Gennaio 30, 2009
Suburban Federal Savings Bank, Crofton, MD
Gennaio 30, 2009
MagnetBank, Salt Lake City, UT
Gennaio 30, 2009
1st Centennial Bank, Redlands, CA
Gennaio 23, 2009
Bank of Clark County, Vancouver, WA
Gennaio 16, 2009
National Bank of Commerce, Berkeley, IL
Gennaio 16, 2009
Sanderson State Bank, Sanderson, TX
En Español
Dicembre 12, 2008
Haven Trust Bank, Duluth, GA
Dicembre 12, 2008
First Georgia Community Bank, Jackson, GA
Dicembre 5, 2008
PFF Bank and Trust, Pomona, CA
Novembre 21, 2008
Downey Savings and Loan, Newport Beach, CA
Novembre 21, 2008
The Community Bank, Loganville, GA
Novembre 21, 2008
Security Pacific Bank, Los Angeles, CA
Novembre 7, 2008
Franklin Bank, SSB, Houston, TX
Novembre 7, 2008
Freedom Bank, Bradenton, FL
Ottobre 31, 2008
Alpha Bank & Trust, Alpharetta, GA
Ottobre 24, 2008
Meridian Bank, Eldred, IL
Ottobre 10, 2008
Main Street Bank, Northville, MI
Ottobre 10, 2008
Washington Mutual Bank, Henderson, NV and Washington Mutual Bank FSB, Park City, UT
Settembre 25, 2008
Ameribank, Northfork, WV
Settembre 19, 2008
Silver State Bank, Henderson, NV
En Español
Settembre 5, 2008
Integrity Bank, Alpharetta, GA
Agosto 29, 2008
The Columbian Bank and Trust, Topeka, KS
Agosto 22, 2008
First Priority Bank, Bradenton, FL
Agosto 1, 2008
First Heritage Bank, NA, Newport Beach, CA
Luglio 25, 2008
First National Bank of Nevada, Reno, NV
Luglio 25, 2008
IndyMac Bank, Pasadena, CA
Luglio 11, 2008
First Integrity Bank, NA, Staples, MN
Maggio 30, 2008
ANB Financial, NA, Bentonville, AR
Maggio 9, 2008
Hume Bank, Hume, MO
Marzo 7, 2008
Douglass National Bank, Kansas City, MO
Gennaio 25, 2008
Miami Valley Bank, Lakeview, OH
Ottobre 4, 2007
NetBank, Alpharetta, GA
Settembre 28, 2007
Metropolitan Savings Bank, Pittsburgh, PA
Febbraio 2, 2007
Bank of Ephraim, Ephraim, UT
Giugno 25, 2004
Reliance Bank, White Plains, NY
Marzo 19, 2004
Guaranty National Bank of Tallahassee, Tallahassee, FL
Marzo 12, 2004
Dollar Savings Bank, Newark, NJ
Febbraio 14, 2004
Pulaski Savings Bank, Philadelphia, PA
Novembre 14, 2003
The First National Bank of Blanchardville,
Blanchardville, WI
Maggio 9, 2003
Southern Pacific Bank, Torrance, CA
Febbraio 7, 2003
The Farmers Bank of Cheneyville, Cheneyville, LA
Dicembre 17, 2002
The Bank of Alamo, Alamo, TN
Novembre 8, 2002
AmTrade International Bank of Georgia, Atlanta, GA
En Español
Settembre 30, 2002
Universal Federal Savings Bank, Chicago, IL
Giugno 27, 2002
Connecticut Bank of Commerce, Stamford, CT
Giugno 26, 2002
New Century Bank, Shelby Township, MI
Marzo 28, 2002
Net 1st National Bank, Boca Raton, FL
Marzo 1, 2002
NextBank, N.A., Phoenix, AZ
Febbraio 7, 2002
Oakwood Deposit Bank Company, Oakwood, OH
Febbraio 1, 2002
Bank of Sierra Blanca, Sierra Blanca, TX
Gennaio 18, 2002
Hamilton Bank, N.A., Miami, FL
En Español
Gennaio 11, 2002
Sinclair National Bank, Gravette, AR
Settembre 7, 2001
Superior Bank, FSB, Hinsdale, IL
Luglio 27, 2001
The Malta National Bank, Malta, OH
Maggio 3, 2001
First Alliance Bank & Trust Company, Manchester, NH
Febbraio 2, 2001
National State Bank of Metropolis, Metropolis, IL
Dicembre 14, 2000
Bank of Honolulu, Honolulu, HI
Ottobre 13, 2000




da http://www.valori.it/italian/finanza-globale.php?idnews=868

 
anche la BCE vuole che I governi del Vecchio Continente costituissero una serie di “bad bank” nazionali
della serie
le banche fanno i guai e il popolo deve sempre pagare
http://www.valori.it/italian/finanza-globale.php?idnews=870&start=0

però se ogni banca facesse la BAD e ci sistemasse tutti i suoi assets tossici
finalmente sapremmo come sono messe tutte queste fogne


Bce: bad banks e garanzie sugli asset illiquidi per superare la crisi - 10/02/2009

I governi del Vecchio Continente dovrebbero considerare, al contempo, l’ipotesi di costituire una serie di “bad bank”, ovvero di veicoli finanziari nei quali far confluire gli asset tossici delle banche, e quella di garantire gli asset illiquidi...

I governi del Vecchio Continente dovrebbero considerare, al contempo, l'ipotesi di costituire una serie di “bad bank”, ovvero di veicoli finanziari nei quali far confluire gli asset tossici delle banche, e quella di garantire gli asset illiquidi. È questa la convinzione della Banca centrale europea, che auspica un nuovo incontro informale tra i leader dei Paesi membri dell'Ue, nel quale individuare una strategia comune per far fronte alla crisi finanziaria globale.
Una crisi - spiega la Bce - che non accenna a frenare, soprattutto per quanto riguarda il sistema creditizio. Per questo i legislatori di tutto il mondo stanno cercando di risolvere proprio il principale problema degli istituti di credito: riuscire ad eliminare dai propri bilanci gli asset tossici. Anche in considerazione del fatto che molti economisti - primo fra tutto l'americano Nouriel Roubini - hanno avvertito nei giorni scorsi che il write-off delle banche potrebbero triplicare e raggiungere la cifra incredibile di 3.600 miliardi di dollari.
E la Bce non vede la situazione più rosea: «La crisi non ha ancora toccato il fondo e il valore degli asset illiquidi delle banche potrebbero continuare a crescere».
 
venerdì scorso ne sono fallite altre 3

http://www.fdic.gov/bank/individual/failed/banklist.html
[FONT=Arial, Helvetica] [FONT=Arial, Helvetica]County Bank, Merced, CA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[FONT=Arial, Helvetica]Alliance Bank, Culver City, CA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[FONT=Arial, Helvetica]FirstBank Financial Services, McDonough, GA[/FONT] [FONT=Arial, Helvetica] February 6, 2009[/FONT]
[/FONT]

venerdì 13 febbraio altre 4 benche USA sono fallite
da http://opinionidalmondo.investireoggi.it/sullorlo-del-precipizio-308.html

Sull’orlo del precipizio

Ore 11:20 - 14 February 2009
Quali soluzione a questa crisi sistemica.

Mentre gli indici azionari ed in particolare la guida statunitense, cioè lo spoore. si collocano in una posizione estremamente rischiosa pronti per una nuova gamba ribassista salvo recuperi dell’ultimo minuto già verificatesi recentemente e quindi meno probabili nel loro successo i problemi del mercato vengono ancora una volta dal mondo finanziario.

Infatti le riserve sul successo delle politiche di salvataggio si moltiplicano mentre le istituzioni finanziarie continuano a peggiorare le proprie condizioni di bilancio e il flusso delle news negative non si arresta fecando correggere pesantemente gli indici pesati sui finanziari e condizionando quindi l’andamento dell’intero mercato.

Giusto per fare qualche esempio delle news uscite nell’ultima settimana:
- 4 Banche negli Stati Uniti sono state chiuse dalla FDIC venerdì 13 febbraio dopo le 3 della settimana precedente.

- Il portafoglio immobiliare di HBOS potrebbe costringere la nuova Lloyd ad essere nazionalizzata a causa delle continue perdite susseguenti alle svalutazioni.

- Anglo Irish e Irish Life a fine settembre effettuarono operazioni contabili atte a sovrastimare i depositi di Angli Irish attraverso un metodo contabile molto simile a quello usato da Enron qualche anno fa

- La banca di investimento Stanford Internationa Bank è sotto controllo della SEC a causa del collocamento di suoi certificati di deposito con rendita costante elevata in qualsiasi condizioni di mercato. La banca gestisce circa 50 miliardi di dollari ed il mercato teme un nuovo caso Madoff.

- Woori bank una banca coreana non ha esercitato l’opzione call per ripagare dei bond subordinati in considerazione che l’eventuale rifinanziamento sarebbe stato più caro che pagare la penale di mancato recall. Questa news ha fatto peggiorare tutti i bond subordinati e anche ordinari delle istituzioni finanziarie asiatiche causando delle nuove preoccupazioni su un possibile contagio della crisi finanziaria anche in quell’area al momento non coinvolta con le stesse modalità che in occidente.

In questa situazione è evidente che le considerazioni si sono negativizzate e dopo aver realizzato a lungo che questa crisi avrebbe potuto essere come il 1929 oggi il mercato tende maggiormente a considerare questa crisi molto simile a quella giapponese avvenuta dopo il 1989 e che ha causato la lunga crisi del giappone che si prolunga ancora ai giorni nostri sebbene per motivazioni e caratteristiche diverse.

Ora giusto per fare una rapida disamina senza necessariamente avere le caratteristiche di esaustività andiamo ad analizzare la causa e gli sviluppi della crisi nipponica per poi osservare le differenze con l’attuale crisi americana.

La crisi giapponese successiva al collasso del real estate cominciò nel 1991 circa e si espanse fino intono al 2004/2005.
Le fasi della crisi si possono dividere eseenzialmente in quattro parti:

1) Bolla speculativa sull’immobiliare esplode causando uno shock nell’economia affrontato con misure di stimolo.

2) Primi segni di insabilità nel settore finanziario a causa del continuo ribasso dei valori immobiliari che cominciarono a causare dei fallimenti tra le banche regionali a cui nessuna autorità sembrò dare particolari risposte.

3) Il collasso di alcune tra le maggiori banche del paese costrinse il governo dell’epoca (1997/1999) ad intervenire iniettando fondi pubblici nelle principali banche e nazionalizzando quelle fallite al fine di limitare lo shock sistemico che questi fallimenti avrebbero potuto causare.

4) Purtroppo l’espansione del debito del settore corporate alla fine degli anni 90 e la successiva crisi susseguente alla bolla tecnologica causò una nuova ondata di fallimenti corporate che peggiorò nuovamente la situazione delle Banche su cui intervenne nuovamente il governo ma questa volta con strutture di supporto migliori ed implementate con l’esperienza degli anni precedenti che portarono ad una maggiore stabilizzazione del sistema finanziario.

Ora sono evidenti le similitudini ta le due situazioni ma quello su cui bisogna focalizzarci ora sono invece le differenze:

In particolare tre aspetti saltano immediatamente all’occhio:
1) La maggiore complessità della bolla Americana: mentre la bolla giapponese aveva colpito principalmente l’immobiliare commerciale prima e l’eccesso debito delle imprese poi, la speculazione in USA ha interessato si il mercato immobiliare, ma anche il modello di business delle banche di investimento e i prodotti finanziari collocati agli investitori.

2) Mentre il giappone la valutazione degli asset immobiliari necessitò un po di tempo gli asset cartolarizzati hanno già ora una valutazione e questo consente un più veloce calcolo delle perdite e quindi degli interventi necessari, diverso il discorso per le banche commerciali che detengono asset immobiliari non cartolarizzati la cui valorizzazione necessiterà di un po più di tempo.

3) Il Giappone è tendenzialmente una nazione creditrice quindi il problema dei debiti cattivi era un problema essenzialmente domestico mentre gli Stati Uniti sono un paese debitore e questo complica le cose. Inoltre molto del debito legato all’immobiliare è stato trasferito all’estero e questo può causare una maggiore diffusione della crisi come già si nota da mesi.

Questo punto è quello cruciale in quanto ci porta al nocciolo del problema:
mentre la crisi Giapponese è una crisi prettamente interna ed è stata per buonaparte risolta con una svalutazione della moneta e con la forza delle esportazioni la crisi USA è una crisi molto più esportata e che va a colpire il maggiore paese importatore e consumatore di beni e servizi.
Se globalmente non si trova in tempi rapidi un successore nei ritmi consumistici made in USA diffilmente la situazione potrà a breve termine migliorare.

E’ per questo che il mercato guarda con spasmodica attesa all’eventuale successo del pacchetto di stimolo Cinese, perchè è in quell’area la speranza che una nuova generazione di consumatori possa svilupparsi riducendo gli squilibri sistemici e permettendo un recupero macro meno problematico dell’attuale.

Se questo non avverrà è probabile che la deflazione degli asset continuerà ancora per qualche tempo perchè, ancora una volta il Giappone c’è da guida, per quanto sforzi facciano le banche centrali c’è un limite alla loro capacità di frenare la discesa dell’immobiliare che può ripartire solo quando ci sono previsioni di crescita economica e un recupero della redditività operativa su quell’asset.
 
Crisi attuale peggiore della crisi del 29, ministro inglese

La crisi economica attuale e la crisi del 1929?

Questa è la peggiore crisi economica da più di un secolo, peggiore della Grande Depressione, e i suoi effetti si faranno sentire ancora tra 15 anni.

Queste sono le parole di Ed Balls, ministro di gabinetto di Gordon Brown, una delle figure più vicine al primo ministro Gordon Brown. Ce ne da' notizia l'Indipendent.

Niente di nuovo, per gli affezionati lettori di Informazione Scorretta: avevamo pubblicato a suo tempo il report di Europe2020 secondo il quale la crisi economica durerà fino a 10 anni negli USA.

Probabilmente non avete visto traccia delle dichiarazioni di Ed Balls nei giornali online italiani.

D'altra parte, portali di informazione (s)corretta come Tgcom preferiscono dare spazio alla bevanda ottenuta dall'urina di mucca.

Wow.

Non è il caso di biasimarli: se mai un giorno l'acqua potabile sarà un bene raro, sapremo come fare a dissetarci comunque.

Tornando alle notizie interessanti, di nuovo Ed Balls:


gli eventi globali della crisi economica si muovono ad una velocità, un ritmo ed una ferocia mai visti prima

[...]

le banche hanno perso liquido ad un livello che nessuno riteneva possibile​

e tanto per ribadire il concetto, Balls ventila qualcosina a livello politico, in stile molto british:

Questi sono terremoti che cambiano il panorama politico. Credo che questa crisi finanziaria sia più grave e più seria di quella degli anni 30. Tutti ci ricordiamo come in quel periodo la politica fu influenzata dall'economia.​

Che eleganza.

A proposito, sono attesi per domani i dati inglesi sulla disoccupazione ed il report quadrimestrale sull'inflazione della Banca d'Inghilterra.

Saluti felici

Felice Capretta
http://informazionescorretta.blogspot.com/2009/02/crisi-attuale-peggiore-della-crisi-del.html
 
Ma anche dentro l’Unione europea il problema esiste, nelle stesse drammatiche proporzioni. Un dato su tutti: le passività di Deutsche Bank, pari a 2000 miliardi di euro, sono pari all’80 per cento del pil tedesco, e la banca ha una leva finanziaria (definita come rapporto tra capitale azionario e attivi totali) che si approssima all’impressionante valore di 50. Quello di banche europee troppo grandi per fallire è un tema che impone una profonda riflessione alla Ue.
Si troppo grandi per fallire, un'autentico boomerang la leva finanziaria, i rating fantasmi, in fondo si tratta solo di trasparenza la stessa trasparenza che Deutsche Bank probabilmente non conosce in una sorta di " frode innocente " come ci racconta una pennellata di Morya Longo sul Sole 24 Ore.....
A volte basta cambiare le lenti degli occhiali perché lo stesso libro racconti una storia diversa. E migliore.
Più o meno è quello che ha fatto Deutsche Bank con i conti di fine 2008 presentati due giorni fa, chiusi con la prima perdita del dopoguerra.
Il bilancio è redatto con i principi contabili europei, ma per calcolare la leva finanziaria l'istituto tedesco ha usato quelli americani: in questo modo ha comunicato al mercato un dato più tranquillizzante rispetto a quello che avrebbe annunciato se il calcolo l'avesse fatto con le "lenti" europee. Sul comunicato stampa diffuso giovedì, il cosiddetto leverage (cioè il rapporto tra gli attivi totali della banca e il patrimonio netto) risulta infatti di 28 volte.
Alto, ma abbastanza tranquillo. Ma se si fa il calcolo utilizzando i principi contabili europei, il leverage di Deutsche Bank risulta ben più elevato: tra 69 e 72 volte. Eppure questo dato, decisamente meno tranquillo, non si trova da nessuna parte nel comunicato ufficiale. Insomma: è bastato cambiare occhiali, cioè principi contabili, per fare il "lifting" a un importante indicatore finanziario.

La questione non è di poco conto. La leva finanziaria, che gli inglesi chiamano leverage, è un indicatore fondamentale per capire la stabilità di una banca. È infatti il rapporto tra il totale delle attività e il suo patrimonio netto. Cioè le sue fondamenta.

Più è alta la leva, quindi, più la banca è fragile: basta infatti una riduzione minima del valore degli attivi per annullare il patrimonio netto. Se nell'ultimo anno e mezzo le azioni bancarie sono crollate in Borsa, è proprio per questo motivo. Deutsche Bank è notoriamente uno degli istituti con il più alto leverage del mondo.
E questo non è mai piaciuto agli investitori. Gli analisti calcolavano, nei mesi scorsi, livelli pari a 50 o anche 60 volte. Da questo si capisce l'enorme sorpresa che giovedì hanno avuto quando hanno letto – nel comunicato stampa di Deutsche Bank – che la leva è di 28 volte. Com'è possibile?
Semplice: l'istituto tedesco ha fatto i calcoli con i principi contabili americani. Non meno autorevoli, certo, ma sicuramente più vantaggiosi.

I numeri, presi dagli stessi conti trimestrali della banca, parlano chiaro. Al 31 dicembre 2008 gli attivi totali di Deutsche Bank – calcolati secondo i principi europei – ammontano a 2.202 miliardi di euro, pari quasi al Pil di tutta la Germania, mentre il patrimonio netto (shareholder's equity) si ferma a 30,7 miliardi.

Facendo il rapporto tra i due, dunque, si ricava che la leva finanziaria è di 72 volte. Nei calcoli effettuati da Deutsche Bank con le metodologie Usa, però, gli attivi totali si riducono a 1.030 miliardi: i principi contabili americani, infatti, permettono di fare il "netto" tra tutti i derivati. Questo consente all'istituto tedesco di eliminare dalla montagna di attivi oltre mille miliardi di derivati.
Morale: il leverage, calcolato in questo modo, si riduce di quasi due terzi. Non solo: risulta anche in miglioramento, come scritto ieri dal Sole-24 Ore, rispetto alle 38 volte di giugno 2008. Usando i principi europei, invece, la leva finanziaria risulterebbe peggiorata da 60 di giugno a 72. Cambia tutto, insomma.

Deutsche Bank, contattata, lo ammette: «Con i principi contabili europei – dicono i portavoce italiani – la leva sarebbe più elevata». Dal quartier generale parlano però di 69 volte e non 72. Ma poco cambia: in entrambi i casi si tratta di un numero ben più elevato delle 28 volte dichiarate ufficialmente sul comunicato stampa. Se si chiede all'istituto tedesco come mai abbia redatto il bilancio con i principi europei ma contemporaneamente abbia calcolato la leva con quelli americani, la risposta è la seguente: «Perché quelli americani sono adottati dalle principali banche internazionali e dunque rendono Deutsche Bank più confrontabile».

Altri banchieri non concordano. Ma è in fondo questione di punti di vista: qualcuno usa gli occhiali con lenti americane, qualcuno quelli con lenti europee.
Difficile dire quali siano migliori. Speriamo però che gli investitori abbiano un buon [email protected]
 
Ciao Lina, a proposito avete provato ultimamente a ritirare qualche cifra importante dalla vostra Banca o semplicemente fare un bonifico sempre relativamente importante verso un'altra Banca?

Vi hanno forse detto che non ci sono problemi?

Qualcuna slitta pure i pagamenti dei vostri fornitori?

C'è qualcuno che quest'anno deve ancora vedere le cedole degli interessi delle prorpie obbligazioni che la Banca vi ha fatto sottoscrivere qualche anno fà e che fino all'anno scorso pagava regolarmente?

Sapete la cifra minima che richiede uno Studio Legale per intraprendere una causa contro una Banca?

Si parte da 50 mila in sù :D

A questo punto sono proprio ....i. :titanic:
 

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