Mussulmani Jihadisti addestrati dalla CIA

tontolina

Forumer storico
Jürgen Elsässer: ’La CIA ha reclutato e addestrato i Jihadisti’

Nel suo ultimo libro "Come la Jihad è arrivata in Europa", il giornalista tedesco Jürgen Elsässer rivela la trama jihadista. I combattenti musulmani, reclutati dalla CIA per lottare contro i sovietici in Afghanistan, sono stati successivamente usati in Yugoslavia e in Cecenia, sempre col sostegno della CIA ma sfuggendo forse in parte al suo controllo. Basandosi su fonti diverse (principalmente yugoslave, olandesi e tedesche), il giornalista ha ricostruito la crescita di Osama Bin Laden e dei suoi luogotenenti a fianco della NATO in Bosnia-Erzegovina.

il resto lo leggete qui
http://www.voltairenet.org/article143396.html
 
L'Iraq visto dai reduci
L'inchiesta di chris edges e Laila al Arian, a cui The Nation dedica la copertina, ha fatto molto discutere e ha suscitato le proteste delle associazioni di veterani. È la prima volta che due giornalisti raccolgono un numero così grande di testimonianze di reduci della guerra in Iraq (cinquanta militari hanno accettato di essere intervistati e citati con nome e cognome) ed è la prima volta che viene alla luce l'aspetto sistematico delle violenze a cui sono sottoposti i civili iracheni.

"Alcuni casi, come il massacro di Haditha o quello della quattordicenne stuprata e uccisa a Mahmudiya, sono stati raccontati dai mezzi d'informazione. Ma le storie dei reduci rivelano un aspetto di brutalità quotidiana della guerra che raramente trova spazio sui giornali. Decine d'intervistati hanno visto soldati statunitensi sparare a civili e alcuni di loro hanno partecipato a uccisioni indiscriminate.

Molti militari affermano che è proprio la natura di questa guerra – che ha l'obiettivo di reprimere l'insurrezione e in cui gli iracheni sono considerati tutti dei potenziali nemici – a impedire ai soldati di trattare con rispetto i civili. Ai checkpoint, nelle perquisizioni delle abitazioni e nei pattugliamenti i militari osservano una sola regola: sparare per primi e non fare mai domande".

http://www.internazionale.it/cartoline/cartolina.php?id=16491&issue_id=295&oid=56
 

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