mah... mi sembra una storia incredibile, come è descritta nell'articolo
davvero non posso credere che si possa essere segregati per mesi in un alloggio di un condominio senza la volontà del sequestrato, essendo circondati da migliaia di persone...
il tizio era 24 ore su 24 nell'appartamento? o le iniettava un sonnifero prima di uscire? le finestre dell'alloggio erano blindate, impossibile rompere i vetri, impossibile scagliare qualcosa di pesante fuori? impossibile prendere a calci la porta di ingresso per richiamare l'attenzione? non c'era un telefono? nessuna sporgenza in casa da sfruttare per tagliare le funi che la legavano?
ecc, ecc... troppi dubbi tecnici da chiarire, mi piacerebbe conoscere questi dettagli, per capire se è davvero possibile compiere tale scellerato gesto SENZA LA COLLABORAZIONE della vittima...
pura curiosità accademica per capire il livello di inettitudine della tizia, ovvia la mia condanna dell'accaduto anche se lei avesse abbondantemente collaborato con l'aguzzino