Padoan conferma: saranno dolori

tontolina

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e se lo dice CHI è cresciuto nel FMI c'è da credergli... CHE FINE FAREMO?

Il ministro dell’Economia: «La revisione della spesa sarà più estesa Deve essere rafforzata». Nel Def si parla di riduzioni per 17 miliardi

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Padoan conferma: ci saranno altri tagli. E saranno maggiori di quelli che abbiamo già visto. Spiega infatti il ministro dell’Economia che il governo continua a lavorare sulle riduzioni alla spesa pubblica e che «la spending review deve essere rafforzata ed estesa». «La legge di stabilità 2015 - dice Padoan - dovrà completare e rafforzare il lavoro che è stato fatto con questo provvedimento», ed è certamente «prematuro» parlare di problemi, in particolare riferito alle coperture dell’operazione 80 euro. Se la cava con una battuta: «È difficile vivere in un mondo senza problemi, e se dicessi che non ce ne sono non sarei credibile, ma se i problemi ci saranno ci saranno anche le soluzioni». In particolare, per rendere permanenti anche le coperture per la riduzione del cuneo fiscale, che al momento sono state garantite da provvedimenti una tantum o provvisori, «l’iniziativa di spending review deve essere rafforzata ed estesa», ribadisce il titolare di via XX settembre.
Padoan sottolinea poi che l’Italia «sostiene pienamente» le iniziative per la lotta all’evasione e all’ottimizzazione fiscale, e intende farne un tema prioritario del suo semestre di presidenza Ue. Combattere questi fenomeni, aggiunge «può portare a un diretto beneficio per i cittadini, allargando la base imponibile e quindi portando in prospettiva a una riduzione del fardello fiscale». Per questo, è parte integrante della strategia di crescita europea».
In un’intervista rilasciata al Tg1 , il ministro dell’Economia spiega anche che «la ripresa c’è e questa è una buona notizia, ora bisogna renderla stabile». Con la ripresa degli investimenti «ci sarà più occupazione». «Bisogna - conclude il ministro - che alla ripresa della domanda si associ la ripresa degli investimenti» e «le misure del governo sosterranno gli investimenti».
Arriva la conferma dei tagli in arrivo. D’altro canto nel Def pubblicato appena il 9 aprile scorso c’è scritto a chiare lettere che «la piena attuazione del processo di revisione della spesa, con un cambiamento stabile e sistematico dei meccanismi di spesa pubblica; sono previsti risparmi per circa 4,5 miliardi nell’anno in corso, e fino a 17 per il 2015 e 32 per il 2016 rispetto al tendenziale. I risparmi conseguiti verranno principalmente utilizzati per la riduzione del cuneo fiscale».
Abbiamo visto finora solo l’antipasto. Nello stesso documento di economia e finanza si rileva come la spending review avrà un effetto recessivo perché farà diminuire il pil di un punto decimale quest’anno, di due punti decimali l’anno prossimo, di tre decimali nel 2016. Non produrrà effetti sui consumi privati mentre darà un -0,1% nel 2015 e un -0,2% nel 2016. Ma l’impatto maggiore sarà soprattutto effetti marcati sugli investimenti fissi lordi: -0,2% nel 2014, -0,6% nel 2015, -0,9%.
Fabrizio dell’Orefice

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