Rivolta dei Forconi: il popolo in piazza a protestare, la casta preoccupata a mangiare
Scritto il
11 dicembre 2013 alle 11:11 da
Danilo DT
Regione Piemonte e Veneto. Non bastano gli scandali dei rimborsi. Senza ritegno, la presa in giro continua…
Mentre il popolo continua la sua mini rivolta contro la
casta politica, si vengono a scoprire cose che non posso far altro che irritare ancora di più i manifestanti.
Tutti sarete al corrente dello scandalo (comune anche altrove, ci mancherebbe) dei rimborsi spese della Regione Piemonte. Ennesimo “magna-magna “ che da sempre caratterizza la nostra casta politica.
Volete sapere la reazione del Consiglio e come è corso ai ripari? Tagliando le spese! Si…certo… Leggete qui l’Articolo di Perotti ed inorridite…
Ecco quindi la grande presa in giro (per il popolo) della Regione Piemonte e Veneto
Nel dicembre 2012 il governo Monti impose un tetto alla remunerazione dei consiglieri regionali: la somma di indennità, diarie e rimborsi a forfait non avrebbe dovuto superare gli 11.100 euro lordi mensili per un consigliere senza altre cariche. Incredibilmente, alcuni consigli regionali sono riusciti a cogliere l’occasione per aumentare gli emolumenti netti ai propri consiglieri.
COME TI FACCIO IL TRUCCO IN PIEMONTE … (di Roberto Perotti)
A posteriori, il trucco è di una semplicità disarmante: si riduce l’emolumento totale, in modo che non superi gli 11.100 euro. Ma si riduce di molto l’indennità, che è tassabile, e si aumenta la diaria, che è un rimborso a forfait, quindi di fatto un reddito non tassabile. Al netto delle tasse, ora un consigliere guadagna di più.
La prima tabella illustra quello che è successo in
Piemonte (i dettagli dei calcoli si possono trovare sul mio
sito web).
La colonna 1 mostra le componenti del reddito di un consigliere senza altri incarichi e abitante nel capoluogo, prima della riforma Monti: 9948 di indennità lorda e 2402 di rimborsi a forfait. Il totale, 12350 euro, eccedeva il nuovo limite. Con una legge di fine 2012, il Consiglio regionale ha quindi ridotto l’ indennità a 6.600 euro, ma ha aumentato il rimborso forfetario a 4.500. Il totale è ora esattamente di 11.100 euro . Ma poichè le tasse totali sono diminuite,
al netto delle tasse un consigliere ora guadagna più di prima. Quanto esattamente dipende da quante sedute perde il consigliere, perché prima c’era un gettone per ogni presenza e ora c’è una penalizzazione per ogni assenza: la tabella mostra il reddito netto se si è presenti a tutte le sedute, in media 7 al mese, o si perdono 4 sedute (la media per i consiglieri regionali piemontesi nel 2011).
Si noti che per ora non cambia neanche la pensione, perché l’ abolizione del vitalizio scatterà dalla prossima legislatura [questo per consentire a Maroni di incassare 2 vitalizi], a partire dal 2015 (colonna 3). C’è solo una piccola riduzione dell’ indennità di fine mandato, una specie di TFR dei consiglieri. I consiglieri eletti dal 2015 in poi avranno diritto a una pensione con interamente il contributivo. Assumendo un contributo del consigliere dell’ 8.8 per cento e della Regione del 18.2 per cento, come alla Camera, e una rivalutazione del montante del 2 per cento all’anno, la pensione diminuirà drasticamente (nella tabella ipotizzo che il consigliere vada in pensione a 65 anni). Il reddito netto percepito dal consigliere aumenterà però ulteriormente, perché si riduce la trattenuta per il vitalizio (ora pensione).
… E IN VENETO
Una cosa simile, e per certi aspetti ancora più interessante, è avvenuta in Veneto(Tabella 2). Qui una legge regionale del gennaio 2012 aveva abolito un rimborso forfetario di quasi 2000 euro (colonna 2). Il reddito lordo di un consigliere nel 2012 era quindi di 10.309 euro. Nel dicembre 2012 il Consiglio regionale decide quindi di aumentare la retribuzione lorda e di portarla al tetto massimo consentito dalla riforma Monti, 11.100 euro (colonna 3). Non solo, ma allo stesso tempo, come in Piemonte, riduce l’ indennità e aumenta la diaria: 6.600 e 4.500 euro rispettivamente. Non pago, il Consiglio regionale riduce anche la penalità per le assenze: prima era di 1/15 della diaria, cioè 173 euro per assenza. Poiché però ora la diaria è aumentata, mantenendo la stessa regola la penalità sarebbe quasi raddoppiata, a 300 euro. Così il consiglio stabilisce che la penalità per le assenze venga ridotta a 40 euro.
Risultato: non solo il reddito netto è aumentato nel 2013 rispetto al 2012 (confronta la colonna 3 con la colonna 2), ma è aumentato anche rispetto al 2011 quando c’era ancora il rimborso spese a forfait di quasi 2000 euro e il reddito lordo totale era di 12.111 euro (confronta la colonna 3 con la colonna 1).L’ aumento rispetto al 2011 c’è solo però nel caso ci si assenti 3 volte, proprio grazie alla riduzione della penalità per l’ assenza. Ed anche in questo caso, fino alla prossima legislatura vitalizi e indennità di fine mandato non cambiano.
Non escludo che vi siano altre regioni in cui è avvenuto ciò che è avvenuto in Piemonte e Veneto. In alcune le informazioni online sono lacunose. In altre la remunerazione netta dei consiglieri è sicuramente scesa ma questo non significa necessariamente che queste regioni siano più virtuose di Piemonte e Veneto. In Campania, Lazio, Lombardia e Sardegna, per esempio, ma il motivo non è necessariamente nobile: queste regioni erano cosi generose prima (cioè, il reddito lorda era così superiore a 11.100 euro) che, anche se avessero voluto, non avrebbero avuto margini per aggirare le nuove norme.

Fonte e documentazione: v. il
sito web di Roberto Perotti.
Source: LaVoce Un’ultima cosa (rincaro la dose) a proposito della casta politica che ci mangia per traverso. Lo sapevate che
Silvio Berlusconi, malgrado sia stato espulso dal Senato e che sia un pregiudicato,
continua ad avere una scorta di 40 persone con un costo pari a 200.000 €uro al MESE?
Perché Berlusconi spende ogni mese 200 mila euro per la scorta, come ha evidenziato Il Fatto Quotidiano. E al suo seguito ci sono ben 40 persone (due gruppi da 20) con due auto blindate. Che tradotti significano 2,5 milioni di euro all’anno che gli italiani devono pagare per la sicurezza dell’ex premier, il quale, grazie a provvedimenti ad personam, è riuscito a non perdere i privilegi da premier, nonostante da novembre 2011 abbia lasciato Palazzo Chigi.
SCORTA ANCHE NELLE VILLE DEL CAV. Nei 2,5 milioni di euro, però, non sono considerati i militari che il ministero dell’Interno dispiega per i servizi ordinari nelle ville di Berlusconi.
Il conto lo si potrebbe fare facendo un confronto con le otto persone tra agenti e militari che hanno vigilato sulla Villa sui colli di Mozzo in provincia di Bergamo dell’ex ministro per la Semplificazione Roberto Calderoni, costate 900 mila euro in due anni. E il Cavaliere di luoghi da proteggere ne ha ben più di uno nel patrimonio dell’ex premier ci sarebbero una ventina di immobili.
GLI AGENTI COSTANO 5 MILA EURO AL MESE. Al seguito di Berlusconi, però, non si sono semplici guardie del corpo. A seguire come un’ombra l’ex premier, ci sono agenti che per stipendi e mansioni sono equiparabili a chi lavora nello spionaggio e controspionaggio.
Nelle tasche della scorta del Cavaliere, infatti, finiscono 5 mila euro al mese che moltiplicate per le 40 persone fanno appunto 200 mila euro al mese. Che pesano sulle casse dello Stato. E che sono passati indenni nonostante la spending review e la richiesta di Fini – in odore di redenzione dopo l’uscita della spesa per la sua sicurezza estiva - di rivedere il «il sistema» della protezione, «per limitare costi e sprechi, per impedire abusi, per snellire e razionalizzare i servizi di scorta». (Source)
Saluti a tutti.
STAY TUNED!