per quell'ultima volta che ci siamo sentiti,

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quando ti ho finalmente sbattuto in faccia tutta la mia rigidità morale, perchè io lo so come sono, e cosa ci vuoi fare, io così son fatto...ma tu lo sapevi, mi conoscevi, ed in fondo fosti contento pure tu...antonello finalmente mi sta cagando, mi maltratta un po', mi fa capire che gli faccio schifo, così come son diventato: ora che non parlo più in franco-torrese, ma toscaneggio, e parlo solo di figa, sempre di figa...figa...sta ***** di figa...la figa come un tortellino, con la g aspirata...e poi arrivavi in porsche, tu che mi portasti a sbattere con una vecchia 124, avuta in regalo da contrbbandieri; e poi a ripararla di notte...e quella notte, quando finalmente riuscisti a farmi sballare, ed io ricordo, come se fosse ora, tutte le mie allucinazioni...in preda alle quali stetti, fin quando ti dissi: portami da Paola; e lei che viveva con quella zia, quella specie di colonnello asburgico che mi chiedeva: ma hai fumato qualcosa...ed io subito mi ripresi...e poi di nuovo in giro, a camminare tutta la notte, fin quando smaltii bene bene...quelle notti del terremoto, passate in macchina ad ascoltare e riascoltare Bob Marley; il tuo Bob Marley...mi ricordo quando mi cacciasti fuori, in tempi non sospetti, tutta la tua collezione in vinile, che custodivi con tanta gelosia..scusa, mi viene un po' il magone a pensarci...a pensare a tutti i bagordi fatti in quella casa, in mezzo alla pineta, dove c'era tua mamma che mi parlava male della mia ragazza, solo perchè tu le stavi appresso come un matto, ne eri, in fondo, sempre staton innamorato, come una canzone nuova di Battisti, ma adesso non ci sei più...e quella volta, una delle rarissime volte che le fui infedele, quando passammo la notte da quelle mie amiche, e tu, il giorno dopo, subito...eh...cosa avrei dovuto farti, cosa avrei dovuto dirti, Leo?!! Ecco, sale...sale, finalmente...la tua prima moto, quell'Honda 1100...le cose le facevi sempre in grande, maledetto, eh!?!! E passasti da casa: Tatò...con quello strano accento -ora sorrido-, andiamo a provarla! Ed io ti dicevo: mica mi convinci, Leo...secondo me non la sai portare...ed infatti, un po' d'acqua, e tutti giù per terra...per quella partenza, quella notte: su, avanti, si parte, si va!! Ma dò andiamo, a quest'ora...dove?!! Ma niente, quando ti chiavavi una cosa in testa...ma più di tutto mi restano le espressioni, i flash fugaci, una certa 'aria'...tanti, tanti momenti...carichi di tenerezza, nonostante, ultimamente, cercassi sempre di sfuggirti, ogni volta che mi cercavi, con affanno...però non dimentico quando mi dicesti, una sera, l'estate scorsa, che non eri pentito d'aver preso quel casolare, nonostante tutte le difficoltà intervenute con la banca...e che anzi ne avresti voluto uno, era il tuo sogno, enorme, su due piani; e che un piano lo avresti ceduto tutto a me, purché accettasi d'esserci, insieme a tutti gli amici e le persone care, a piano terra...dove, dicesti, avresti portato tutte le donne, per farmi un favore, e tenerle lontane da me, facendomi stare quieto (e sorrido ancora, ecco..). Il tuo ultimo sms, qualche giorno fa, in piena notte: I can feel it coming in the air tonight...ed io che dopo averci pensato un po' mi dico: ecco, quella testa di ***** ha sbagliato l'invio...chissà a aquale delle sue donne non è arrivato, chissà...ma, naturalmente, io l'ho subito cancellato Leò...e che ci vuoi fare, son fatto così, lo sai..ed il tuo ultimo regalo, farci incontrare, dopo tanti a nni...ed ho capito, ieri, che un po' di voi, che han continuato a vedersi, in questi anni, un po' di batoste se le son date...sì che l'ho capito, lo sai come son sveglio, io Leo...lo sai, no?!! E lo sai che quando ho visto gli occhi di tuo figlio...ok, ok...la smetto..
 
l'idea che una persona esca definitivamente dalla tua vita, per sempre, certo ch'è strana...e ti porta a fare considerazioni, a volte, su quanto siano importanti pure le cazzatelle, quegli attimi a cui, io, personalmente, tendo a sottrarmi, fatti di pressoché niente...anzi, non lo so se sono quelle le cose importanti, nella vita...forse no, forse quello è solo un modo per restare vivi, il più semplice, quello più banale...ma forse pure quello andrebbe maggiormente rispettao, chissà...bohhh...
 
ci ho abitato 23 anni, in quel posto, ma negli ultimi 24 ci son tornato di rado; in particolare, lassù, in quella parte meno marina, più alta, che va per le pinete verso il Vesuvio, dove abitavo, non c'ero mai più ritornato, da quel giorno che lasciai per sempre la mia casa. Ieri, è stata una sensazione stranissima...come qualcosa che ti è rimasta dentro, hai riposto in un angolino dei tuoi ricordi, e che ritrovi dopo tanto...mi prendeva la meraviglia, nel fare una curva, e ritrovarmi, davanti agli occhi, dopo migliaia di giorni, uno scorcio, in fondo, mai dimenticato...ad un certo punto ho avuto, netta, la sensazione che, in questi anni, quella strada, quelle case, quei luoghi, molte volte li ho sognati...salvo, poi, la mattina, tornare a riporli in qualche angolo della mia (in)coscienza...
 
l'idea che una persona esca definitivamente dalla tua vita, per sempre, certo ch'è strana...e ti porta a fare considerazioni, a volte, su quanto siano importanti pure le cazzatelle, quegli attimi a cui, io, personalmente, tendo a sottrarmi, fatti di pressoché niente...anzi, non lo so se sono quelle le cose importanti, nella vita...forse no, forse quello è solo un modo per restare vivi, il più semplice, quello più banale...ma forse pure quello andrebbe maggiormente rispettao, chissà...bohhh...
ed oltre ad essere importanti le cazzatelle, capisci che ti mancano pure quelle cose che non sopportavi, che ti davano fastidio...
 

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