Petronio, ho una triste notizia per te

È morto Maurizio Arcieri,
re della musica elettronica italiana
Il fondatore di Krisma e New Dada se n’è andato a 72 anni. Recentemente riscoperto
da Chiambretti, con la moglie Christina era stato un grande innovatore


di Matteo Cruccu


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Maurizio Arcieri


“Ne abbiamo viste talmente tante che potremmo giudicare come se fossimo dall’aldilà”: scherzava così Maurizio Arcieri, qualche anno fa, quando insieme alla moglie Christina (insieme, i due, i Krisma), era diventato vero personaggio di culto televisivo da Chiambretti. Che non si era però inventato nulla, perché Maurizio, da solo e con la compagna, è stato, forse senza neanche rendersene conto, uno dei personaggi più estrosi della musica italiana.



Con i Beatles

E’ stato, perché dall’aldilà ora ci osserverà davvero Maurizio, scomparso a Varese giovedì notte, a 72 anni: è stato un grande innovatore Maurizio, sì. Milanese doc, prese immediatamente, ragazzino, il treno del beat, fondando i New Dada. Tra le più importanti di quelle band di giovanissimi in frangetta e abiti stretti che giocavano a fare gli inglesi: e agli inglesi più celebri di tutti, i Beatles, a Maurizio e i suoi toccò addirittura di fare da spalla nel leggendario concerto al milanese Vigorelli, di cui a breve festeggeremo il mezzo secolo(“E, coi Beatles, fummo gli unici a non essere fischiati” ricordava lui).


Pioniere dell'elettronica

Poi si stufò del beat e di tutto il resto, Maurizio e incontrò Christina pronto a precorrere altri tempi: già, con i Krisma, alla metà degli anni’70, Arcieri e la moglie furono praticamente i primi, insieme forse solo all’allora imberbe Battiato, a percorrere i sentieri dell’elettronica, i sintetizzatori, l’estetica del solo nero. Dei marziani insomma nell’Italia del tutto politico, anche in musica. Tant’è che se ne andarono a New York, per entrare a far parte della compagnia di giro di Andy Warhol, la straordinaria fucina del Factory di inizio anni’80. L’Aids imperversava però, gli amici dei due morivano come mosche. E i due tornarono indietro.


Riscoperto da Chiambretti

Nessun treno a questo punto attendeva Maurizio e consorte e finirono presto nell’oblio del contemporaneo. Anche se i suoi dischi, e dei New Dada e dei Krisma, diventavano oggetto di culto in luoghi lontanissimi (in Giappone, dei miti) e modello indiscutibile per i nuovi cavalieri della disco. Finché Chiambretti non si ricordò di loro, nel 2008-2009. Assisi su un trono aereo giudicavano gli ospiti di quell’ultima, fortunata, avventura del comico valdostano. Divertente, surreale, onirico Maurizio (una conversazione con lui e Christina era un viaggio “cosmico” come avrebbe detto un personaggio di Mai Dire Gol), ora ci puoi giudicare davvero da lassù.

30 gennaio 2015 | 12:10
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È morto Maurizio Arcieri, re della musica elettronica italiana - Corriere.it
 
l'ultima volta che ho incontrato questi 2 fuori di testa è stato 6-7 anni fa, ad un concerto, ero con un forumista torinese...

ho parlato mezz'oretta con Christina, la vedevo ancora splendida, nonostante la mazzata del tempo :rosa:
 

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Sicuramente hanno raccolto meno di quanto hanno seminato. Le sonorità a cui diedero vita furono usate per oltre un ventennio e venivano da un periodo in cui un singolo suono elettronico era generato da una scheda piena di componenti 20x30 cm

Ma per i più fu solo questione di tanta droga
 

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