PharosFolio (pilot gratuito) – feedback tecnico su simulazione e rebalancing model-based

Ciao a tutti, mi presento rapidamente: sono l'autore del progetto.

Ho messo online PharosFolio (pilot gratuito): un simulatore educational che usa dati storici per esplorare come un portafoglio basato su 3 asset class (equity, gov bond area euro, gold) avrebbe potuto comportarsi nel tempo a diversi livelli di rischio.

Il punto che vorrei far valutare da un pubblico “tecnico” è il collegamento tra simulatore e rebalancing tool: il tool mostra esempi di ribilanciamento “model-based” coerenti con la logica del motore di simulazione.

Se qualcuno ha 5–10 minuti, apprezzerei un feedback su:
1. chiarezza metodologica (anche a livello alto: assunzioni e limiti)
2. interpretabilità degli output (metriche tipo drawdown/rolling returns)
3. eventuali punti fuorvianti

Link: www.pharosfolio.com

Se ritenete che il thread non sia adatto alla sezione, lo rimuovo senza problemi.
 
Un piccolo spunto per la community: ribilanciamento ogni 1 mese vs ogni 12 mesi sullo stesso 3-asset portfolio, stesso livello di rischio (Medium).
Link allo screenshot del confronto

Dal recap del confronto tra le due simulazioni la differenza è minima e, in questo caso, il 12 mesi risulta leggermente migliore.
Per chiarezza: PharosFolio 1 = 12 mesi, PharosFolio 2 = 1 mese.

Questo sembra suggerire che, almeno qui, ribilanciare molto spesso aggiunge poco valore.

Vi torna come risultato “tipico”? E, secondo voi, cosa dovrebbe mostrare un simulatore per rendere questo confronto ancora più chiaro?
 
Ciao a tutti, condivido un confronto sintetico tra due portafogli costruiti sugli stessi strumenti e nelle stesse condizioni:
  • Portafoglio A (classico 60/40): 60% azioni globali, 40% governativi area euro, ribilanciamento annuale statico
  • Portafoglio B (PharosFolio – rischio Medium): stesso universo (azioni globali, governativi area euro, oro), ma con gestione dinamica del rischio e ribilanciamento annuale “model-based”
1) Drawdown (clicca sul link per vedere l'immagine su ImgBB):
Qui si vede come, a parità di mercato, il portafoglio “Medium” tende ad avere drawdown più contenuti rispetto al 60/40.

2) Rolling return a 3 anni (clicca sul link per vedere l'immagine su ImgBB):
Guardando i rendimenti su finestre mobili di 3 anni, il portafoglio “Medium” mostra in genere un profilo più stabile e senza fasi di rendimento negativo.

Valore aggiunto (in breve):
un 60/40 è una regola statica. Il modello PharosFolio applica una logica dinamica coerente con il livello di rischio scelto e con le condizioni di mercato, e questo si riflette soprattutto sul contenimento delle fasi peggiori (drawdown) e sulla regolarità dei risultati su orizzonti rolling.

(Al solito: confronto educational, non consulenza, non previsione di risultati futuri.)
 
Ciao a tutti, condivido un nuovo confronto tecnico tra due portafogli gestiti dallo stesso modello PharosFolio, ma con due livelli di rischio opposti (estremi su una scala di 5 livelli).

Setup (stesso ribilanciamento annuale, cambia solo il risk level)
  • Portafoglio “Low” (più prudente): usa 3 asset class (azionario globale, governativi area euro, oro). È quello con maggiore peso ai bond tra i 5 livelli.
  • Portafoglio “High” (più aggressivo): usa azioni + oro (niente bond).
Cosa mostrano le immagini (clicca sui link per vederle su ImgBB)
  1. Rolling CAGR 3 anni
  2. Rolling CAGR 10 anni
  3. Asset allocation dei due portafogli dopo ogni ribilanciamento (annuale):
    1. Portafoglio low risk
    2. Portafoglio high risk
Interpretazione
  • Sul rolling 3Y, il profilo Low tende a risultare più adatto a orizzonti brevi perché in genere mostra maggiore stabilità e nessuna fase negativa.
  • Sul rolling 10Y, il profilo High tende a premiare perché su orizzonti lunghi l’esposizione più alta al rischio si traduce in CAGR superiori.
Domanda per chi usa spesso queste metriche:
quale sintesi dei rolling CAGR aggiungereste per migliorare l’interpretazione dei grafici: mediana, percentili (es. 10°/50°/90°) o worst-case?
 
Perché abbiamo scelto un portafoglio con sole 3 asset class?
Perché, grazie alla sua semplicità, è robusto, efficiente e facile da gestire nel tempo.

Anche in una versione volutamente “base” (ribilanciamento annuale, allocazione statica 33/34/33) questo mix tende a mantenere un profilo complessivamente stabile in fasi di mercato diverse, come si vede dallo screenshot.

Il motivo è duplice:

  • Diversificazione: sia tra asset class (componenti che spesso si bilanciano tra loro di fronte agli stessi shock), sia interna a ciascuna asset class (strumenti ampi e globali).
  • Ruolo dell’oro: aiuta nelle fasi di stress (bene rifugio per eccellenza) e in scenari di inflazione; inoltre riduce l’impatto dell’esposizione al dollaro, attenuando la dipendenza dai titoli prezzati in USD. Il tutto senza dover ricorrere a soluzioni più complesse (e spesso più costose) come hedging valutario od obbligazioni inflation-linked.
In più, se alla gestione statica si affianca una gestione dinamica del rischio (regole di ribilanciamento adattive), lo stesso portafoglio può produrre risultati ancora più interessanti.

Nota metodologica: qui ho usato un foglio di calcolo perché nel simulatore PharosFolio le simulazioni partono dal 2002. Il motivo è tecnico: il motore usa una logica walk-forward con finestra in-sample di 36 mesi per calcolare rischio e parametri, quindi servono 3 anni “iniziali” (1999 + 3) prima di poter mostrare l’out-of-sample.
 

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