giuseppe.d'orta
Forumer storico
Dal forum di Severgnini su Corriere.it, 23 maggio 2005
Un giorno in multinazionale
Marco Estensi
Caro Beppe, cari Italians,
dopo qualche mese e vicissitudini di vario tipo che mi hanno riportato in Europa, vi scrivo per una riflessione a cuore aperto. Attualmente sono il responsabile per il sud Europa in una societa' multinazionale svedese. Quindi mi trovo spesso a viaggiare ed a lavorare "face to face" con le nostre aziende italiane. Si parla molto di assenza di investitori stranieri nel nostro Paese, ma se vedeste gli "italiani al lavoro" come sono visti con gli occhi di uno straniero ci sarebbe poco da ridere. Vi riassumo brevemente quello che a me in qualita' di italiano e' capitato di vedere: ho visto alle 8.29 del mattino impiegati correre a perdifiato su per le scale degli uffici per marcare il famoso cartellino, per poi starsene dalle 8.30 alle 9.00 appollaiati a cianciare intorno alla macchina del caffe'. Ho sentito dirigenti massacrare la lingua inglese come Jack the ripper squarciava senza pieta' le sue vittime. Ho sentito e visto impiegati urlare e bestemmiare a squarciagola al telefono con i loro fornitori (anche stranieri). Ho visto gente spegnere i computer alle 16.50 ed aspettare 10 minuti in piedi accanto alla macchinetta per timbrare il cartellino. Ho visto italiani urlare a squarciagola da un capo all'altro del piano mentre accompagnavo i sig. di corporate (spesso stranieri) da una meeting room all'altra. Ho visto un impiegato dell'ufficio acquisti uscire 3 volte a settimana durante l'orario di lavoro perche' aveva appuntamento con sua moglie per fare spesa nel supermercato di fronte all'azienda. Ho visto indicibili ed indegne lotte intestine tra reparti (IT contro Engineering, etc...) capaci di bloccare per settimane l'implementazione di un progetto paneuropeo da diversi milioni di euro. Ho passato due settimane a convincere i signori dell'IT che non potevo scaricarmi uno ad uno 2500 file dalla rete interna quando una semplice macro avrebbe potuto risolvere il tutto: ovviamente nessuno si poteva prendere la responsabilita'. Sono dovuti intervenire dal corporate per dare la necessaria autorizzazione mentre in Francia basto' un programmatore assunto ad interim per due mezze giornate. Allora mi chiedo: vista la quasi totale impossibilita' di licenziare un dipendente, perche' mai nessuno in Italia vuol prendersi le responsabilita' che gli competono? Un altro mistero italiano da segnalare alla famosa trasmissione di Lucarelli "Blu Notte"?
Un giorno in multinazionale
Marco Estensi
Caro Beppe, cari Italians,
dopo qualche mese e vicissitudini di vario tipo che mi hanno riportato in Europa, vi scrivo per una riflessione a cuore aperto. Attualmente sono il responsabile per il sud Europa in una societa' multinazionale svedese. Quindi mi trovo spesso a viaggiare ed a lavorare "face to face" con le nostre aziende italiane. Si parla molto di assenza di investitori stranieri nel nostro Paese, ma se vedeste gli "italiani al lavoro" come sono visti con gli occhi di uno straniero ci sarebbe poco da ridere. Vi riassumo brevemente quello che a me in qualita' di italiano e' capitato di vedere: ho visto alle 8.29 del mattino impiegati correre a perdifiato su per le scale degli uffici per marcare il famoso cartellino, per poi starsene dalle 8.30 alle 9.00 appollaiati a cianciare intorno alla macchina del caffe'. Ho sentito dirigenti massacrare la lingua inglese come Jack the ripper squarciava senza pieta' le sue vittime. Ho sentito e visto impiegati urlare e bestemmiare a squarciagola al telefono con i loro fornitori (anche stranieri). Ho visto gente spegnere i computer alle 16.50 ed aspettare 10 minuti in piedi accanto alla macchinetta per timbrare il cartellino. Ho visto italiani urlare a squarciagola da un capo all'altro del piano mentre accompagnavo i sig. di corporate (spesso stranieri) da una meeting room all'altra. Ho visto un impiegato dell'ufficio acquisti uscire 3 volte a settimana durante l'orario di lavoro perche' aveva appuntamento con sua moglie per fare spesa nel supermercato di fronte all'azienda. Ho visto indicibili ed indegne lotte intestine tra reparti (IT contro Engineering, etc...) capaci di bloccare per settimane l'implementazione di un progetto paneuropeo da diversi milioni di euro. Ho passato due settimane a convincere i signori dell'IT che non potevo scaricarmi uno ad uno 2500 file dalla rete interna quando una semplice macro avrebbe potuto risolvere il tutto: ovviamente nessuno si poteva prendere la responsabilita'. Sono dovuti intervenire dal corporate per dare la necessaria autorizzazione mentre in Francia basto' un programmatore assunto ad interim per due mezze giornate. Allora mi chiedo: vista la quasi totale impossibilita' di licenziare un dipendente, perche' mai nessuno in Italia vuol prendersi le responsabilita' che gli competono? Un altro mistero italiano da segnalare alla famosa trasmissione di Lucarelli "Blu Notte"?