prima delle elezioni si fanno sempre le riforme elettorali

big_boom

Forumer storico
perche' si conoscono gia' i risultati con calcoli e sondaggi
e quindi ci si puo' organizzare per castrare la democrazia e drenare forzatamente il governo del paese verso forze politiche che avrebbero perso.

Quindi forzatamente sarete plasmati ai nuovi dogmi del superstato europeo "democraticamente" con una legge fatta ad hoc dai perdenti per castrare M5S e Lega.

Aspettiamo la legge con qualche bel nome latino che si usa solo perche' fa sembrare il resto piu' "serio"...
 
I dati sulle intenzioni di voto nei sondaggi possono cambiare in pochi mesi.

Inoltre M5S e Lega potrebbero avere preferenze diverse per la legge elettorale, dato che il M5S non farebbe alleanze. Invece la Lega potrebbe partecipare ad una coalizione di centrodestra oppure ad una coalizione solo con FdI.

Sondaggi, il Pd supera il M5s (di poco) ma nessuno ha la maggioranza. Gli elettori di Forza Italia vogliono allearsi con Renzi - Il Fatto Quotidiano

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17/05/2017 20:41

Riprende oggi alla Camera la discussione sulla riforma elettorale sulla base del 'Rosatellum', il testo del Pd depositato ieri in commissione dal deputato Emanuele Fiano. Il modello, come già reso noto da giorni, prevede un 50% di proporzionale e un 50% di maggioritario. Nella parte proporzionale sono previste liste cortissime da 2 a 4 candidati e ogni partito va da solo. Nella parte maggioritaria ci si confronta in collegi uninominali ed è prevista la possibilità di presentarsi in coalizione.

I collegi dell'uninominale sono 303 per la Camera a cui vanno aggiunti quelli delle regioni a statuto speciale e l'estero. Al Senato sono 150. La soglia di sbarramento è prevista al 5%. Le pluricandidature sono previste al massimo in 3 collegi dove si viene eletti con metodo proporzionale e in un solo in un collegio uninominale maggioritario.
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Legge elettorale, cosa prevede il 'Rosatellum'



18 maggio 2017
Slitta dal 29 maggio al 5 giugno l'approdo in aula della legge elettorale. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo della Camera. Tutti i gruppi hanno preso l'impegno ad approvare la legge elettorale entro il mese di giugno. I tempi saranno contingentati ma con un "contingentamento ampio". Il rinvio dell'approdo in aula del 'Rosatellum' è stato chiesto dal presidente della Commissione affari costituzionali Andrea Mazziotti per superare l'impasse sorta in commissione. Mazziotti soddisfatto "Nella lettera alla presidente Boldrini avevo chiesto di sentire i capigruppo, raccomandando la soluzione di una settimana di slittamento. Posizione che è stata accolta", commenta con soddisfazione Mazziotti. - See more at: Legge elettorale, slitta di una settimana l'approdo in aula alla Camera
 
Rosatellum, chi e perché teme la nuova legge elettorale

Giovedì 18 Maggio 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:05
di Marco Conti

Mentre alla Camera non dovrebbero sorgere problemi, i numeri per approvare il "Rosatellum" al Senato sono a rischio. Pallottoliere alla mano, Pd, Lega, Ala, Svp e figiani, dovrebbero arrivare poco sotto 150. Mancherebbero una quindicina di voti, ma gli spazi per recuperare potrebbero esserci.

A palazzo Madama in questa legislatura la frammentazione dei gruppi ha toccato punte da record. Ben 387 gli spostamenti di senatori nel corso della legislatura non ancora conclusa. Un record, visto che in tutto i senatori sono 315, e al quale hanno contribuito tutti i partiti più importanti, dal Pd al M5S passando per Forza Italia. Da questi partiti sono usciti, entrati e poi usciti ancora, in meno di quattro anni, decine di senatori che si sono "messi in proprio" aderendo o al Misto o dando vita a gruppi dai nomi più vari e a volte suggestivi.

Senza sbarramento alto - in Germania è al 5% - nella prossima legislatura il fenomeno sarà destinato ad aumentare.

È proprio lo sbarramento al 5% previsto dal Rosatellum a non piacere ai partiti più piccoli. Contrari sono i centristi di Angelino Alfano come gli scissionisti del Pd che hanno dato vita ad 'Articolo1 Mdp' è contrario è anche quel che resta di Scelta Civica e Sinistra Italiana. Obiettivo di questi gruppi non è solo lo sbarramento non superiore al 3%, ma anche il ripristino dello scorporo, meccanismo che anche nelle ultime legislatura ha permesso ai piccoli di mettere assieme qualche altro seggio. Motivi tecnici e soprattutto politici, spiegano il 'no' degli ex Pd che potrebbero spaccarsi tra coloro che accetterebbero una candidatura in coalizione con Renzi e Pisapia e coloro che sono pronti a giocarsi la sfida dello sbarramento.

La contrarietà al sistema del M5S è invece di due nature. Un problema per i grillini si può definire più di metodo che di merito. Ovvero arrivare sino in fondo alla fine delle legislatura senza che il Parlamento sia riuscito a votare una riforma elettorale, permetterebbe loro di poter sostenere in campagna elettorale che la nascita dell'esecutivo Gentiloni è servita solo a tenere in vita la legislatura e far ottenere il diritto alla pensione agli uscenti. Altro motivo di contrarietà più di sostanza è legato alla parte maggioritaria della legge che rischia di obbligare i Cinquestelle a lavorare sui profili dei candidati che nei collegi si scontrerebbero con quelli degli altri partiti. Non solo, se anche i candidati del proporzionale dovessero finire sulla lista, anche il restante 50% degli eletti sarebbe individuato con nome e cognome. Senza contare che il M5S anche nei collegi non stringe alleanze più o meno tattiche con nessuno come invece potrebbero fare Pd, Lega e la stessa Forza Italia.

Anche Forza Italia si dice contraria al Rosatellum e, malgrado per anni abbia proposto sistemi maggioritari se non presidenziali, preferisce ora un sistema proporzionale magari con premio alla coalizione. Il 'no' di FI non è monolitico. Agli azzurri del Nord il sistema non dispiace perché, nei collegi un accordo con la Lega permetterebbe a molti degli uscenti una rielezione sicura. Gli eletti del centro sud invece puntano i piedi perché dovrebbero tirare da soli il proprio collegio ...
Rosatellum, chi e perché teme la nuova legge elettorale
 
Il M5S sull' Euro è ambiguo e ondivago.

Dietrofront M5s: "Non usciamo dall'Euro, sì ad una nuova moneta fiscale"

M5S: no all'uscita dall'euro, ma 'moneta fiscale' anti austerità - QuotidianoNet

Un referendum sull' Euro , oltre a richiedere una precedente modifica costituzionale con tempi lunghi ( non sono consentiti referendum su trattati internazionali) sarebbe un' idiozia perché creerebbe un periodo di incertezza con conseguente rialzo dei rendimenti dei BTP che danneggerebbe l'Italia.

Si tratta comunque di questioni da affrontare dopo le elezioni e che non hanno a che fare con la legge elettorale.

Nelle elezioni politiche, se fosse conveniente formare coalizioni , può darsi che Forza Italia e Lega si alleino, invece una coalizione elettorale tra M5S e Lega pare da escludere.
 
al contrario vedo una forte convergenza Forza Italia con PD che sarebbe una continuita' della alleanza PDL / PD

M5S ha alcuni punti di convergenza con la lega e si potrebbe fare un governo per obiettivi
credo che la lega non avrebbe da obiettare ad un referendum consultivo sull'euro, ma ho qualche dubbio che non potrebbero farlo per: spread, i mercati, Soros, mafia e lobby/massonerie varie
 

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