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Abuso ufficio in caso loggia San Marino
Il sito di "Panorama" ha annunciato che Romano Prodi sarebbe iscritto sul registro degli indagati dalla procura di Catanzaro. Secondo l'edizione online del settimanale il reato ipotizzato è l'abuso d'ufficio. Per la Procura si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino.
"Da mesi il sostituto procuratore Luigi De Magistris sta indagando su un presunto comitato d'affari che, sull'asse San Marino-Bruxelles, si sarebbe arricchito con finanziamenti dell'Unione europea in modo illegale" si legge sul sito di Panorama. Al centro dell'inchiesta, oltre a numerose società sospette, ci sono alcuni uomini considerati dagli inquirenti molto vicini a Prodi e che sono già stati iscritti sul registro degli indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Fra questi, c'è anche l'onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell'Unione europea, già assistente politico di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Per De Magistris uno degli uomini chiave a San Marino sarebbe un'altra vecchia conoscenza del Professore: Piero Scarpellini, 57 anni, impiegato in una società con sede nella Repubblica del Monte Titano e definito dal pm nel decreto di perquisizione "consulente di Prodi". Sull'uomo, Palazzo Chigi ha precisato che si tratta di "consulente non pagato dell'ufficio del consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio per i paesi africani".
"I personaggi in questione - si legge ancora - sarebbero tra i principali interlocutori dell'utenza telefonica 32074... intestata alla Delta spa e che De Magistris ipotizzerebbe essere riconducibile al Presidente del consiglio dei ministri, o a qualche diretto collaboratore". La procura vuole capire se Romano Prodi, che è stato presidente della commissione europea dal 1999 al 2004, era a conoscenza delle presunte truffe euromilionarie ai danni dell'Unione europea. "Gli inquirenti - prosegue la nota di Panorama - non escludono che il Professore fosse all'oscuro delle operazioni sospette realizzate intorno a lui e sulla cui illegalità gli investigatori avrebbero già trovato nelle ultime settimane riscontri, documentali e testimoniali. Dall'inizio dell'inchiesta uno degli strumenti investigativi più utilizzati dall'accusa sono stati i tabulati telefonici. Ora, per poter valutare la posizione dell'onorevole Prodi, gli inquirenti - conclude la nota - potranno chiedere l'autorizzazione al Parlamento per l'acquisizione del traffico telefonico del premier, in base alla legge numero 140 del 20 giugno 2003". In una nota diffusa da Palazzo Chigi, il premier si dichiara estraneo ai fatti di Catanzaro: "Pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia o informazione al riguardo, non posso che testimoniare, come sempre, la mia totale fiducia nel lavoro dei magistrati che hanno voluto tutelare la mia persona, se l'avviso di garanzia sarà effettivamente confermato, con un atto che permetterà di dimostrare la mia totale estraneità a qualsiasi eventuale accusa". Intanto, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi ha affermato di non essere a conoscenza dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Consiglio dei ministri. ''Ritengo - ha aggiunto Lombardi - che se il sostituto De Magistris avesse deciso o avesse iscritto il presidente del Consiglio nel registro degli indagati, avrebbe dovuto informarmi. Il che non e' avvenuto. Non sono quindi in grado di fornire in merito alcun chiarimento''.
Il sito di "Panorama" ha annunciato che Romano Prodi sarebbe iscritto sul registro degli indagati dalla procura di Catanzaro. Secondo l'edizione online del settimanale il reato ipotizzato è l'abuso d'ufficio. Per la Procura si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino.
"Da mesi il sostituto procuratore Luigi De Magistris sta indagando su un presunto comitato d'affari che, sull'asse San Marino-Bruxelles, si sarebbe arricchito con finanziamenti dell'Unione europea in modo illegale" si legge sul sito di Panorama. Al centro dell'inchiesta, oltre a numerose società sospette, ci sono alcuni uomini considerati dagli inquirenti molto vicini a Prodi e che sono già stati iscritti sul registro degli indagati per i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Fra questi, c'è anche l'onorevole Sandro Gozi, ex funzionario dell'Unione europea, già assistente politico di Prodi a Bruxelles e attualmente suo sostituto in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Per De Magistris uno degli uomini chiave a San Marino sarebbe un'altra vecchia conoscenza del Professore: Piero Scarpellini, 57 anni, impiegato in una società con sede nella Repubblica del Monte Titano e definito dal pm nel decreto di perquisizione "consulente di Prodi". Sull'uomo, Palazzo Chigi ha precisato che si tratta di "consulente non pagato dell'ufficio del consigliere diplomatico della presidenza del Consiglio per i paesi africani".
"I personaggi in questione - si legge ancora - sarebbero tra i principali interlocutori dell'utenza telefonica 32074... intestata alla Delta spa e che De Magistris ipotizzerebbe essere riconducibile al Presidente del consiglio dei ministri, o a qualche diretto collaboratore". La procura vuole capire se Romano Prodi, che è stato presidente della commissione europea dal 1999 al 2004, era a conoscenza delle presunte truffe euromilionarie ai danni dell'Unione europea. "Gli inquirenti - prosegue la nota di Panorama - non escludono che il Professore fosse all'oscuro delle operazioni sospette realizzate intorno a lui e sulla cui illegalità gli investigatori avrebbero già trovato nelle ultime settimane riscontri, documentali e testimoniali. Dall'inizio dell'inchiesta uno degli strumenti investigativi più utilizzati dall'accusa sono stati i tabulati telefonici. Ora, per poter valutare la posizione dell'onorevole Prodi, gli inquirenti - conclude la nota - potranno chiedere l'autorizzazione al Parlamento per l'acquisizione del traffico telefonico del premier, in base alla legge numero 140 del 20 giugno 2003". In una nota diffusa da Palazzo Chigi, il premier si dichiara estraneo ai fatti di Catanzaro: "Pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia o informazione al riguardo, non posso che testimoniare, come sempre, la mia totale fiducia nel lavoro dei magistrati che hanno voluto tutelare la mia persona, se l'avviso di garanzia sarà effettivamente confermato, con un atto che permetterà di dimostrare la mia totale estraneità a qualsiasi eventuale accusa". Intanto, il procuratore della Repubblica di Catanzaro, Mariano Lombardi ha affermato di non essere a conoscenza dell'iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Consiglio dei ministri. ''Ritengo - ha aggiunto Lombardi - che se il sostituto De Magistris avesse deciso o avesse iscritto il presidente del Consiglio nel registro degli indagati, avrebbe dovuto informarmi. Il che non e' avvenuto. Non sono quindi in grado di fornire in merito alcun chiarimento''.